Tagged: Guerra

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Ali bin Hussein ‘, il terzo Imam sciita, e suo figlio,’ Ali Akbar, che sono stati entrambi martirizzati in Battaglia a Karbala nel mese di ottobre 680 Ce il loro martirio, e quelle degli altri membri della banda di piccoli Husayn, sono stati santificati nel corso dei secoli e sono un evento chiave nella memoria storica di tutti i musulmani sciiti. La storia ha mescolato con agiografia e ciò che è venuto per essere definito “Martirologio” per creare un alto valore simbolico e quasi mitizzando una visione del passato.

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Politica 0

Quasi 6 miliardi di euro. A tanto ammontano le autorizzazioni all’esportazione di armamenti italiani rilasciate dai nostri governi verso i paesi in conflitto. Di questi, circa 5 miliardi hanno già realizzato il corrispettivo regolamento bancario. È la “boom economy”, l’economia non solo del nuovo miracolo economico rappresentato dall’esportazione di armi made in Italy, ma del loro utilizzo esplosivo nelle zone di maggior tensione del pianeta.

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Politica 0

Guerra la strage dei bambini Sotto le bombe, malnutriti, senza accesso ai farmaci, i più piccoli sono le prime vittime innocenti di un conflitto senza fine Sette anni di conflitto,…More

Politica 0

Secondo i dati 2011 i membri OPEC detengono nel complesso circa l’81% delle riserve mondiali….
Dalla Siria all’Iran, passando per l’Iraq. E per il suo petrolio

Tutti sanno che il commercio mondiale del petrolio ruota attorno ad alcuni paesi situati nella Penisola araba. Quello che forse non tutti sanno è che in futuro l’Iran e l’Iraq potrebbero dominare il mercato dell’oro nero.

Tutti sanno che il mercato mondiale del petrolio ruota attorno ad alcuni paesi situati nella Penisola araba. E’ importante tuttavia leggere alcuni dati per capire in che misura i paesi del Golfo Persico posseggono il controllo dell’oro nero.

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Storia 0

Io sono stato quello che gli altri non volevano essere, io sono andato dove gli altri non volevano andare, io ho portato a termine quello che gli altri non volevano…More

Politica 0

Alla domanda se fare la guerra sia sempre peccato (utrum bellare sit sempre peccatum), Tommaso risponde che, a certe condizioni, la guerra è giusta e si configura come un’azione umana di carità.
Lo fa articolando la domanda in altre quattro:
se ci sia una guerra lecita (utrum aliquod bellum sit licitum);
se ai preti sia lecito combattere (utrum clericis sit licitum bellare);
se sia lecito ai belligeranti fare imboscate (utrum liceat bellantibus uti insidiis);
se sia lecito combattere nei giorni festivi (utrum liceat in diebus festis bellare).
Non sempre fare la guerra è peccato.

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Politica 0

È soprattutto il Pacifico sud orientale, la zona cioè situata tra il Giappone, l’Australia e le isole Fiji a essere interessato da una complessa disputa territoriale che vede coinvolti Cina, Vietnam, Filippine, Taiwan, Brunei e Malaysia e, naturalmente, gli Stati Uniti e i loro alleati. All’inizio dell’anno, nel presentare la nuova dottrina strategica americana, il presidente Obama ha insistito sulla riduzione del numero degli effettivi presenti all’estero: l’esercito americano manterrà però inalterato il numero dei soldati di stanza nel Pacifico, anzi investirà le risorse maggiori proprio in quello scacchiere. Tutto per arginare l’espansionismo cinese…

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Politica 0

L’articolo 11 della Costituzione italiana, recita «l’Italia bandisce la guerra come mezzo per la risoluzione delle crisi internazionali»,
L’articolo 11 della Costituzione italiana, uno dei più significativi, quello che recita che «l’Italia bandisce la guerra come mezzo per la risoluzione delle crisi internazionali», è stato apertamente e totalmente violato. Dal nostro punto di vista, l’articolo 11 già era stato più volte violato, ogni qualvolta l’Italia partecipava a missioni militari all’estero denominate ipocritamente “di pace”, nei Balcani come in Iraq, come in Afghanistan e Libia…

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Storia 0

Ti ringrazio ragazza curda, perchè tu non combatti solo per Kobane, tu non combatti solo per il popolo curdo, ma tu combatti per la libertà, per la democrazia, tu combatti…More

Cultura 0

I pregiudizi razziali in senso stretto, come coscienza della superiorità “biologica” della propria “razza”, si sono sviluppati nell’epoca moderna, alla fine del XVIII sec., per giustificare una politica nazionalistica e colonialistica.
Nei confronti degli schiavi negri, nei primi tempi del colonialismo, gli europei avevano un disprezzo legato alla condizione sociale e non al sangue. Il nero non veniva considerato di per sé inferiore al bianco, anche se l’arretratezza scientifica e tecnologica veniva usata per sottomettere le popolazioni non-europee.

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