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	<title>Unione Morale Sociale Operativa Internazionale - UMSOI</title>
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	<description>Temi sociali e d'attualità dal mondo.</description>
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		<title>Storia-la casa di Abramo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[si racconta che Abramo era originario di UR dei Caldei che era stanziata nella bassa Mesopotamia..... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Ziggurat.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13427" title="Ziggurat" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Ziggurat-300x124.jpg" alt="Ziggurat" width="300" height="170" /></a>La Ziqqurat di Ur è un monolite religioso costruito nel 2550 a.C. durante la Prima dinastia di Ur (2550-2340 a.C.) stabilita dal re Mesannepada (o Mesanepada, Mes-Anni-Padda), il cui nome appare sulla lista dei re, oltre ad essere menzionato come figlio di Meskalamdug su un manufatto ritrovato. Durante questa dinastia, forse proprio a opera di Mesennepada, fu costruita la prima ziggurat distrutta poi dagli Accadi. Il re Ur-Nammu della 3° dinastia più o meno nel 2100 a.C. fece costruire una nuova ziqqurat sulle fondamenta di quella precedente.</p>
<p><strong>Storia</strong></p>
<p>La ziqqurat era in onore del dio della luna Nanna (o Nannar) e alla sua paredra Ningal. Intorno ad essa si trovava un recinto sacro in cui c’erano un piccolo tempio-tesoriera, un palazzo e la casa della sacerdotessa. La base della ziqqurat misura 62,5&#215;43 metri e l’altezza quasi 21 metri. Come le altre ziqqurat è una piramide a gradoni. L’altezza dei piani diminuisce progressivamente, il più basso è di 12 metri, il mediano di 5, il più in alto di 3. Le pareti, invece di alzarsi verticalmente, si inclinano molto verso l’interno, suggerendo l’idea del moto ascensionale.</p>
<p>Per creare un armonioso legame tra i piani tre scalinate, ognuna di 100 gradini convergono sotto una torre di guardia a forma di cupola. Le scalinate laterali erano riservate ai civili, mentre la scala centrale poteva essere percorsa solo dai sacerdoti. Le pareti sono leggermente curvate per evitare l’effetto ottico che esse si pieghino verso l’interno. Il tempio di Nanna si trovava in cima. Il materiale con cui è stata costruita è il mattone. Qua e là si notano delle piccole fenditure che permettono all’acqua piovana di drenare all’esterno.</p>
<p>I mattoni erano saldati con bitume naturale estratto da una città, situata a nord di Bagdad, che veniva trasportato qui via fiume (Eufrate) che scorreva a circa 2 km di distanza ed era utilizzato per traffici e commerci. Attualmente il fiume scorre a 15<a href="http://umsoi.org/"><img class="alignleft size-full wp-image-13436" title="abramo" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/abramo.jpg" alt="abramo" width="218" height="247" /></a> km nella città di An nassisy ha</p>
<p>Accanto allo Ziggurat si trovano i resti delle tombe reali, procedendo oltre incontriamo le fondamenta di quella che è stata definita <strong>“LA CASA DI ABRAMO”.</strong> La genesi (da 11,26 a 25,11) ci racconta che Abramo era originario di UR dei Caldei che era stanziata nella bassa Mesopotamia vicino al corso inferiore dell’Eufrate dove appunto si trova UR.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>ricostruzione di una antica casa di UR</strong></span></p>
<p> Per Diodoro Siculo, la ziggurat era un osservatorio astronomico, mentre per altri era un monumento funebre vuoto, innalzato in onore del re degli dei, Marduk.</p>
<p>Sull’ultimo piano ,un tempietto accoglieva il dio, quando questi scendeva dal Cielo. Qui, spesso, la figlia del re si univa in matrimonio con un dio, di solito Sin, allo scopo di assicurare la fertilita’della terra e degli uomini e dava inizio alle feste del nuovo anno.</p>
<p>Per I Sumeri gli Dei scendevano tra gli uomini, mettendosi spesso al loro livello e condividendo la loro vita. Le ziggurat divenivano il luogo scelto dagli Dei, per scendere dal cielo nella loro dimora terrene.</p>
<p>Piu’ oltre si trova il palazzo reale: all’ingresso una statua del re Ur che ha dato il nome alla città. La statua reca sul capo un cesto a significare che il re partecipava alla costruzione del palazzo; la statua si trova ora nel Museo di Bagdad. Nel palazzo sono state trovate due “bandiere” una della pace e una della guerra, in cui sono ritratte figure in madreperla e lapislazzuli ed il cui uso e’ incerto.</p>
<p>All’interno si accede da un unico ingresso e si giunge ad una sala, dove una grossa pietra con un incavo costituiva il cardine su cui si articolava la porta. Una piccola stanza, situata ad un livello superiore, era forse il bagno, vista la presenza di una canalizzazione per lo scarico delle acque. Su alcuni mattoni si evidenziano iscrizioni in cuneiforme.</p>
<p>Si giunge poi alle tombe regali, strutture scavate a circa 5 metri di profondità con particolari aperture a triangolo, che immettono nella camera dove era sepolto il re con i suoi servi e le sue guardie; un’altra tomba conteneva circa settanta corpi.</p>
<p>All’interno sono state ritrovate un’arpa d’oro e una d’argento che adesso si trovano esposte presso il British Museum di Londra. La tomba della regina Shub-Ad, la cui statua si trova anch’essa al British Museum di Londra, è crollata. Nelle vicinanze l<a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/le-rovine-di-ur-e-sullo-sfondo-la-ziqqurat-wiki.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13428" title="le-rovine-di-ur-e-sullo-sfondo-la-ziqqurat-wiki" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/le-rovine-di-ur-e-sullo-sfondo-la-ziqqurat-wiki-300x225.jpg" alt="le-rovine-di-ur-e-sullo-sfondo-la-ziqqurat-wiki" width="300" height="225" /></a>e tombe di gente comune, che potevano contenere comunque i corpi di consanguinei.</p>
<p>Attorno alla Ziggurat, al palazzo reale e alle tombe correvano le “mura nascoste”, oltre a queste una cinta muraria piu’ recente e piu’ ampia. Dopo un breve cammino troviamo la “Casa del Profeta Abramo”. Una casa di circa 27 stanze, di cui solo la pavimentazione e il sistema di drenaggio sono autentici. Al centro dei cortili un foro cilindrico raccoglieva acqua piovana; lungo il cilindro una serie di piccoli fori facevano sì che l’acqua si disperdesse nel terreno circostante. Le stanze prive di finestre prendevano luce dai cortili interni. In una stanza la particolarità di scaffali in muratura, posti in un angolo.</p>
<p>Al ritorno verso lo Ziggurat un nuovo scavo mette in evidenza le varie inondazioni e si possono anche notare i tubi di drenaggio, circondati da ciottoli, che impedivano alla sabbia di ostruire i forellini posti lateralmente sul tubo di drenaggio stesso.</p>
<p>elab-da g.m.s.</p>

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		<title>Equnozio di primavera</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’equinozio di Primavera è il momento esatto in cui l’orbita apparente del Sole interseca l’equatore celeste....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Riceviamo e pubblichiamo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong><strong>EQUINOZIO DI PRIMAVERA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/equinozio.gif"><img class="size-full wp-image-13337  aligncenter" title="equinozio" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/equinozio.gif" alt="equinozio" width="300" height="200" /></a></strong> </p>
<p>L’equinozio di Primavera come quello autunnale è il momento esatto in cui l’orbita apparente del Sole interseca l’equatore celeste ed è uno dei due momenti in cui le tenebre e la luce sono della stessa durata, dal latino equi= uguale nox = notte (al giorno)</p>
<p>Quest’anno l’avvio della Primavera si avrà il giorno 20 Marzo 2010 , il grafico eretto per Greenwich non è molto diverso da quello per Roma, e mostra il pianeta Saturno in campo primo in piena opposizione al sole, sempre nel segno dell’ariete, sulla settima casa e ciò significa che per i tre mesi successivi ci saranno molte tensioni sia fuori che all’interno della nostra penisola , e il Governo potrà incorrere in più di un passo falso creandosi anche delle antipatie accese, comunque non sarà un buon momento per la nazione, soprattutto dal mese di aprile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/sistema-solare-300x216.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13338" title="sistema-solare-300x216" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/sistema-solare-300x216.jpg" alt="sistema-solare-300x216" width="300" height="216" /></a></p>
<p>Inoltre, sempre per ciò che concerne il pianeta Saturno, si trova ,e si troverà in quadratura a Plutone, fino ai primi di settembre, tra il segno della bilancia e il capricorno, entrambi segni cardinali che porteranno a diveltere vecchi sistemi, a scoprire gli scheletri negli armadi, a destrutturare sia i sistemi politici, economici, giuridici, sociali, sia “l’ossatura” della terra, con ancora fenomeni tellurici, smottamenti, frane, pericoli dalle montagne, come già ebbi modo di scrivere in altri precedenti miei articoli su l’anno che stiamo vivendo.</p>
<p>Si auspicheranno riforme, cambiamenti, ma verranno comunque disattesi, ostacolati, ritardati, grandi scontri tra i politici e, nella società, anche i rapporti con l’estero e riguardo la reputazione del nostro paese fuori, avremo grande imbarazzo per scandali e decisioni poco democratiche, si può temere anche una morte di una persona eminente.</p>
<p>A maggio, si potrà assistere alla scoperta di nuovi casi di malaffare rispetto agli ospedali, agli istituti caritatevoli, ai luoghi chiusi come carceri, laboratori etc.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Fotolia_1688005_O_fiori-300x200.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13340" title="Fotolia_1688005_O_fiori-300x200" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Fotolia_1688005_O_fiori-300x200.jpg" alt="Fotolia_1688005_O_fiori-300x200" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La posizione favorevole del pianeta marte, potrebbe portare a qualche iniziativa imprenditoriale o industriale anche privata che genererà nuove occasioni di lavoro e ripresa, anche se timida, del lavoro, della produttività, dei guadagni.</p>
<p><strong>Di Claudia Bailetti-Astrologa &#8211; <a href="mailto:baiclaudia2004@yahoo.it">baiclaudia2004@yahoo.it</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;">Ringraziamo Claudia, per le previsioni, ed auspichiamo serenità per i nostri lettori </span></strong></p>
<p>g.m.s.</p>

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		<title>Riflessioni-il fiume e l&#8217;uomo</title>
		<link>http://umsoi.org/2010/03/09/riflessioni-il-fiume-e-luomo/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La superbia l’arroganza spesso si insinuano in noi mutando i loro nomi la loro valenza palese......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo</p>
<p>Etiopia-la valle del Nilo azzurro.</p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/nilo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13399" title="nilo" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/nilo-300x249.jpg" alt="nilo" width="300" height="249" /></a>Uno degli affluenti del Nilo è il Nilo azzurro, il suo cammino attraversa l’Etiopia per poi unirsi insieme al suo gemello al grande Nilo.</p>
<p>Questo grande corso d’acqua non è foriero di abbondanza e generosità come accade per il Nilo in Egitto. Perché? Le varie situazioni non sono poi così diverse per questi due fiumi il loro potenziale è lo stesso  come uguale è la funzione che potenzialmente potrebbero svolgere ma non il risultato.</p>
<p>Il fattore che fa si che due forze della natura in analoghe circostanze non giungano allo stesso risultato è la conformazione differente dei due paesi l’Egitto e l’Etiopia.</p>
<p>Il primo ospita il corso del fiume in una zona accessibile il secondo in una zona impervia inaccessibile ,La valle del Nilo azzurro incoronata da rilievi che impediscono al fiume di tracimare a donare il suo prezioso Humus alla madre terra impedendole cosi di essere feconda ,impedisce inoltre anche un accesso comodo e semplice all’uomo che risulta così costretto ad un faticoso e assolutamente poco incisivo lavoro per spostare minime quantità d’acqua per le usuali necessità quotidiane.</p>
<p>Stessi fattori stesse necessità per un paese si concretizzano in un apporto vitale per l’altro quasi in una frustrazione continua e invalicabile.</p>
<p>Se questo si manifesta in natura senza che l’arbitrio dell’uomo l’abbia causato ritengo che una delle valenze di questa realtà possa sicuramente essere un messaggio un’allegoria per noi tutti.</p>
<p>Terra acqua due opposti come bene e male logica o spirito. Ancora una volta il primordiale dilemma tutto o il contrario di tutto.</p>
<p>Il trasporre questa situazione sull’uomo e semplice in principio ma immediatamente  viene invece evidenziata l’assoluta mancanza di semplicità dell’uomo che come per l’Etiopia deve appianare i suoi picchi i suoi rilievi per accettare l’humus del suo spirito per essere fertile e fucina di meravigliose e durature opere sposando il materiale con lo spirito partorendo se stesso avendo come padre la materia e madre lo spirito.</p>
<p>Questo non è forse il lavoro dello scalpellino che deve trasformare la primordiale pietra?</p>
<p>Ritengo indubbiamente di si.</p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/arcobaleno.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-13401" title="arcobaleno" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/arcobaleno.gif" alt="arcobaleno" width="258" height="266" /></a>L’impresa in questo caso è più complessa e resa più impervia a causa della forma mentale dell’uomo dove il primo scoglio è  impadronirsi della chiave d’accesso a questo universo personale  dell’individuo che, anche se per natura risponde alle essenziali leggi dettate dalla stessa, di fatto a causa di mille fattori disegna dentro di se un arabesco di difficile decifrazione.</p>
<p>La ragione la logica ci hanno allontanato dalla nostra chiave personale dal nostro vocabolario che ci permetteva di connetterci con la nostra parte più profonda ed esoterica .</p>
<p>Se questa fosse l’unica  causa a generare  questo, essere su due piani attigui ma a diversa velocità, la risoluzione potrebbe non essere così ostica.</p>
<p>Molti altri fattori concorrono però  alla costruzione dell’arabesco ,dettati dalla razionalità ma alberganti nell’irrazionale come degli avversari dietro la prima linea indossano le divise del nemico cosi questi infiltrati vestono i panni dell’irrazionale anche se partoriti e allevati dalla razionalità con l’apporto delle nostre esperienze di vita .</p>
<p>Veniamo modellati dalle esperienze sempre costantemente per proteggerci per sete d’imparare ,perché e più comodo ,da una risposta immediata alle nostre piccole domande in quel momento, sono però domande piccole momentanee e fuorvianti .</p>
<p>La vera domanda ritengo debba essere cosa voglio essere o meglio da che parte voglio schierarmi, cosa sento davvero di volere essere.</p>
<p>Questa e l’unica  domanda che sia degna di risposta e dopo avere fatto una profonda e sincera mondatura presso la nostra sorgente qualunque possa essere la risposta che partorisce in noi seguirla, sapendo che quella risposta e la nostra bussola e non esiste null’altro che debba con compasso e squadra tracciare la rotta, ma ,che compasso e squadra saranno solo gli strumenti che daranno ausilio alla rotta da noi scelta.</p>
<p>La superbia l’arroganza spesso si insinuano in noi mutando i loro nomi la loro valenza palese.</p>
<p>La cabala usa l’espressione “IL PANE DELLA VERGOGNA” per indicare quel lupo che alberga nella nostra pancia e che ci rende difficile e mortificante ricevere un ausilio per la risoluzione di alcuni nostri problemi solo perché non generati da noi ponendoci così in una situazione di chiusura verso chi ci tende una mano, ritengo questo uno dei più lividi errori che l’uomo pone in atto al giorno d’oggi .</p>
<p>L’apice di questo dramma l’uomo lo compie verso il GRANDE ARCHITETTO negando il suo verbo e continuando a tendere l’orecchio verso la logica e la razionalità che se usate in modo inopportuno e stimate con eccesso altro non fanno che avvolgere la nostra parte spirituale fra le spire di un atavico e vile serpente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/vangogh-contadino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-13405" title="vangogh-contadino" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/vangogh-contadino-238x300.jpg" alt="vangogh-contadino" width="316" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ramon:.             </p>
<p style="text-align: center;">                                                           </p>

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		<title>ENI-Nigerian Gate</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:05:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Eni fu istituito con legge numero 136 del 10 febbraio 1953, ma l’intervento dello Stato italiano nel settore degli idrocarburi risaliva a prima della Seconda Guerra Mondiale: l’AGIP era nato nel 1926, l‘Anic nel 1936 e la SNAM nel 1941.

L’orientamento dei governi dell’immediato dopoguerra era però quello di chiudere e liquidare l’Agip, a causa degli scarsi ritrovamenti seguiti alle ricerche. Invece proprio a partire dal 1945 vi furono i primi promettenti ritrovamenti di metano in alcuni pozzi scavati dall’AGIP in Pianura Padana.....

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo-(vedasi commenti)</strong></p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Poli1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13393" title="Poli" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Poli1-236x300.jpg" alt="Poli" width="236" height="300" /></a>L’Eni fu istituito con legge numero 136 del 10 febbraio 1953, ma l’intervento dello Stato italiano nel settore degli idrocarburi risaliva a prima della Seconda Guerra Mondiale: l’AGIP era nato nel 1926, l‘Anic nel 1936 e la SNAM nel 1941.</p>
<p>L’orientamento dei governi dell’immediato dopoguerra era però quello di chiudere e liquidare l’Agip, a causa degli scarsi ritrovamenti seguiti alle ricerche. Invece proprio a partire dal 1945 vi furono i primi promettenti ritrovamenti di metano in alcuni pozzi scavati dall’AGIP in Pianura Padana.</p>
<p><span style="color: #800000;">Dott.Roberto Poli presidente ENI</span></p>
<p>L’appoggio politico di Alcide De Gasperi e di Ezio Vanoni fu determinante nel favorire l’approvazione della legge istitutiva dell’Eni che fu comunque preceduta da un lungo dibattito parlamentare. La legge concedeva all’ente il monopolio nella ricerca e produzione di idrocarburi nell’area della Pianura Padana; al nuovo ente fu attribuito il controllo di Agip, Anic e Snam e di altre società minori, configurandosi così come un gruppo petrolifero-energetico integrato che potesse garantire lo sfruttamento delle risorse energetiche italiane.</p>
<p>L’Eni aveva il compito di “promuovere ed intraprendere iniziative di interesse nazionale nei settori degli idrocarburi e del gas naturale”.</p>
<p>La “rendita metanifera” garantita dal monopolio del gas permise all’Eni di finanziare i propri investimenti, anche molto ingenti.</p>
<p>Nel 2008 la rivista Forbes pubblica una classifica sui maggiori 2000 gruppi a livello mondiale. L&#8217;azienda si classifica al 38º posto, primo tra le aziende italiane.</p>
<p><strong>L&#8217;Eni, prima società italiana per capitalizzazione di borsa, è il quinto gruppo petrolifero mondiale per giro d&#8217;affari, dietro a Exxon Mobil, BP, Royal Dutch Shell e Total.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;Eni attualmente è guidata da :</strong></p>
<p>Presidente: Roberto Poli</p>
<p>Amministratore delegato: Paolo Scaroni</p>
<p>Amministratore: Paolo Andrea Pio Colombo</p>
<p>Amministratore: Paolo Marchioni</p>
<p>Amministratore: Francesco Taranto</p>
<p>Amministratore: Mario Resca</p>
<p>Amministratore: Alberto Clò</p>
<p>Amministratore: Pierluigi Scibetta</p>
<p>Amministratore: Marco Reboa</p>
<p><strong>I Principali azionisti sono:</strong></p>
<p>Repubblica Italiana tramite il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze &#8211; 20,321%</p>
<p>Cassa Depositi e Prestiti (il cui 70% è controllato dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze) &#8211; 9,999%</p>
<p>Dati aggiornati al 22/01/2008 secondo le comunicazioni pervenute alla Consob</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx</strong></em></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="color: #800000;">Nigerian Gate: l’ENI pagherà cash 254 milioni di $ al Department od Justice USA</span></span></strong></p>
<p>Negli Stati Uniti, dove la corruzione &#8211; specialmente quella</p>
<p>finanziaria &#8211; si combatte per davvero e non a parole (come in Italia) per l’ENI è in arrivo una mazzata da paura</p>
<p>Per le tangenti in Nigeria pagate dal Consorzio TSKJ, l’ENI ha tempo fino a fine marzo 2010 per definire un’eventuale transazione, poi scattano i procedimenti giudiziari in USA e le sanzioni (pesanti). E poi ci sono anche le indagini in Italia. Ma quelle non impensieriscono nessuno.</p>
<p>Il Dipartimento di Giustizia USA avrebbe deciso di andare a fondo nella Nigerian Connection e punire esemplarmente tutti i corruttori del cartello.</p>
<p>Ecco perché adesso l’ENI ha una fretta fottuta di chiudere i procedimenti americani prima che questi possano sortire effetti disastrosi. Lo scandalo come sapete ha coinvolto Snamprogetti Netherland BV (controllata direttamente dall’ENI) e ha tirato in ballo inevitabilmente l’ENI stessa, in quanto società quotata al NYSE e per “culpa in vigilando” rispetto alla sua controllata. Come ha osservato astutamente l’Avv. Massimo Mantovani &#8211; responsabile Ufficio Legale dell’ENI &#8211; in un Memorandum riservato circolarizzato ai vertici della società energetica in una recente del cda (che trovate di seguito riprodotto e trascritto) l’Eni è giustamente preoccupata anche per le “… le conseguenze mediatiche e reputazionali”. Il memorandum confidential di cui trattasi titola “Nota di Aggiornamento Indagini Vicenda TSKJ – Riservato”.</p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Paolo-scaroni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13381" title="Paolo scaroni" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Paolo-scaroni-300x199.jpg" alt="Paolo scaroni" width="260" height="199" /></a>Quando<span style="color: #800000;"> <span style="color: #000000;">Paolo Scaroni</span> </span>(CEO dell’ENI) l’ha letto tutto d’un fiato e ha sudato freddo. S’è gelato il sangue nelle vEni. Detto in soldEni quì la cosa è grossa. Si tratta di scucire 240 milioni di dollari entro fine marzo 2010 al Department of Justice americano. Pena l’avvio dei procedimenti giudiziari ed il conseguente sputtanamento planetario (KBR ha già transatto con il DoJ per 600 milioni di $ cash e Technip/IDP idem con patate).</p>
<p><span style="color: #800000;">Dott.Paolo Scaroni amministratore delegato</span></p>
<p>No problem ha esordito Scaroni “…si può ragionevolmente ritenere di poter accelerare le trattative col DoJ e con la SEC … con l’obiettivo di identificare entro il mese di marzo una possibile intesa…” (che problema c’è tanto Scaroni scucirà 240 milioni di $ di soldi pubblici mica di tasca sua … che gliè fotte).</p>
<p>I legali americani che hanno per le mani la patata bollente dell’ENI, i lawyer Sullivan &amp; Cromwell, son stati perentori. O l’ENI paga cash – e senza tante discussioni &#8211; 254 milioni di $ al Dipartimento di Giustizia USA, o per l’ENI son cazzi amari. In tutti i sensi. Negli Stati Uniti la giustizia funziona ancora discretamente e i reati di corruzione son fortemente perseguiti (ne sa qualcosa Bernie Madoff) non come in Italia dove l’ENI ha sempre potuto contare su una sostanziale impunità e l’ha sempre fatta franca (facciamo la conta delle tangenti e/o scandali ENI degli ultimi 20 anni?).</p>
<p>In caso di avvio di procedimenti giudiziari americani, lasciando per un attimo in disparte “gli effetti negativi mediatici e reputazionali” per l’ENI sarebbe davvero la fine. La fine dell’acquisizione di altri contratti intanto. E poi il Department of Justice estenderebbe di sicuro l’azione giudiziaria ad altre società del Gruppo ENI a vario titolo coinvolte (allargando il contenzioso), con l’imposizione di severi meccanismi di monitoraggio dell’attività della capogruppo ENI da parte di organi esterni indipendenti (gli impatti operativi per l’ENI sarebbero devastanti). A cascata, le azioni giudiziarie contro l’ENI avrebbero inevitabilmente effetti negativi anche sul procedimento italiano. Non ultimo, le sanzioni economiche e pecuniarie (a cui comunque l’ENI sarebbe tenuta e obbligata) lieviterebbero a dismisura. Altro che 254 milioni di $.</p>
<p><strong>Trascrizione del “Memorandum” nota aggiornamento -indagini TSKJ</strong></p>
<p>La presente nota intende aggiornare e integrare le precedenti informative (da ultimo con nota datata 23 febbraio 2010), che si intendono riprese espressamente, in relazione alla vicenda TSKJ.</p>
<p>Di seguito alcune considerazioni in merito ai rapporti tra i procedimenti aperti negli USA e in Italia in considerazione dell&#8217;intensificarsi dei contatti tra le Autorità americane (DoJ e SEC), contatti che si tengono, tramite i difensori esterni, senza pregiudizio ai motivi di difesa</p>
<p>(1)—<strong>1-Possibile definizione transattiva dei procedimenti americani</strong></p>
<p>Si può ragionevolmente ritenere di poter accelerare le trattative col DoJ e con la SEC, a fronte di una disponibilità in tal senso verificata dallo studio legale americano, con l&#8217;obiettivo di identificare entro il mese di marzo una possibile intesa che consenta di definire i termini principali (ammontare delle sanzioni, tipo di accordo, entità legale che lo sottoscrive, obblighi accessori) di un accordo a chiusura dei procedimenti.</p>
<p>In particolare l&#8217;accordo transattivo che si potrebbe discutere con il DoJ, da stipularsi da parte di Snamprogetti Netherlands B.V. (società di diritto olandese ed azionista di TSKJ), prenderebbe la forma di un “deferred prosecution agreement” e non di un “plea guilty&#8221; &#8211; soluzione adottata da KBR &#8211; (in entrambi i casi è richiesta un&#8217;ammissione delle responsabilità per condotte dei propri rappresentanti in relazione sostanzialmente ai medesimi fatti riportati nel &#8220;plea guilty&#8221; della KBR</p>
<p>(2). Peraltro, nel primo caso – deferred prosecution &#8211; vi è rinuncia all&#8217;esercizio nell&#8217;azione penale</p>
<p>(3), nel secondo caso l&#8217;azione è formalmente avviata) e si chiederebbe che non siano imposte misure accessorie &#8211; spesso molto invasive ed onerose &#8211; di monitoraggio dell&#8217;attività da parte di enti esterni.</p>
<p>In sostanza la decisione della Snamprogetti Netherlands BV nel definire tale transazione con il DoJ sarebbe fondata sull&#8217;opportunità di giungere anch&#8217;essa ad una transazione a chiusura della vicenda, analogamente agli altri consorziati. Per quanto riguarda l&#8217;ammissione di responsabilità da parte di Snamprogetti Netherlands BV, che sarebbe richiesta nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo transattivo con il DoJ, si ritiene che sostanzialmente Snamprogetti Netherlands BV</p>
<p>(4) non potrebbe che indirettamente desumerlo dall&#8217;ammissione degli altri consorziati</p>
<p>(5) ritenendo nel suo caso specifico di preferire tale chiusura a una vertenza giudiziaria.</p>
<p>Per quel che riguarda la possibile chiusura transattiva con la SEC, l&#8217;accordo oltre alla Snamprogetti Netherlands BV coinvolgerebbe inevitabilmente Eni, in quanto società quotata al NYSE, in relazione ad una &#8220;allegation» per &#8220;culpa in vigilando&#8221; rispetto alla controllata</p>
<p>(6)Le principali criticità nel negoziato con le Autorità americane per le ipotesi transattive sopra delineate sono: i) l&#8217;entità della sanzione, inevitabilmente in questa fase si farebbe riferimento all&#8217;ammontare oggetto delle discussioni tra Technip</p>
<p>(7) e le Autorità americane (in totale circa 254 milioni di euro), e ii) la non applicazione di misure accessorie quali un monitoraggio esterno.</p>
<p>Sebbene non si Può escludere che le trattative si possano protrarre oltre il mese di marzo, decorso tale termine il legale americano evidenzia il rischio che il DoJ e la SEC abbandonino le trattative ed avviino i procedimenti giudiziari, in tale caso i rilievi sollevati potrebbero comportare ulteriori allegations (analogamente alla fattispecie KBR o anche altre) e rivolgersi, in particolare per l&#8217;azione del DoJ, anche solo &#8220;strumentalmente&#8221;, nei confronti di soggetti giuridici diversi da Snamprogetti Netherlands BV.</p>
<p>In caso di avvio di azioni giudiziarie da parte delle Autorità americane, rimarrebbe comunque la possibilità di una successiva chiusura dei giudizi eventualmente instaurati. Peraltro in questa ipotesi, a prescindere dagli effetti negativi mediatici e reputazionali inevitabili in caso di avvio di azioni giudiziarie negli stati Uniti, l’esito del negoziato con le Autorità americane sarebbe su presupposti e pressioni mediatiche, politiche e giudiziarie differenti, con ben probabili conseguenze negative in relazione all&#8217;ammontare della sanzione e, in particolare, in relazione all&#8217;applicazione di misure accessorie (probabile richiesta di chiusura tramite un &#8216;plea guilty&#8217;</p>
<p>(8) ed eventuale applicazione di un periodo di &#8220;probabation” con un monitoraggio da parte di un soggetto indipendente, che ovviamente avrebbe particolari impatti operativi per le società coinvolte)</p>
<p>(9).Inoltre, differenti sarebbero le conseguenze mediatiche e reputazionali nel caso di chiusura transattiva dei procedimenti americani prima dell&#8217;avvio di giudizi formali anche avuto riguardo ai soggetti coinvolti ed alle &#8220;allegation&#8221; (analogamente a KBR e Technip)</p>
<p>(10) o successivamente all&#8217;avvio degli stessi e particolare rilevanza avrebbe a tal riguardo, ovviamente, l&#8217;eventuale nomina di un &#8220;independent corporate monitor&#8221;.</p>
<p>Un&#8217; eventuale transazione precedente all&#8217;avvio delle azioni giudiziarie, analogamente a quanto posto in essere da due dei consorziati</p>
<p>(11), secondo le valutazioni del legale esterno americano, consentirebbe di ottenere condizioni più favorevoli, sia per quel che riguarda l&#8217;entità della sanzione, sia per quanto concerne le misure accessorie che sarebbero richieste e le &#8220;allegations&#8221; delle Autorità. In particolare, obiettivo principale è quello di eliminare il rischio di applicazione di misure accessorie che determino futuro ostacolo all&#8217;acquisizione di contratti dai soggetti coinvolti o di forme di &#8220;independent monitor&#8221; sulle attività aziendali</p>
<p>(12)—<strong>2-Risvolti sul procedimento italiano</strong></p>
<p>Ove si procedesse a definire nel mese di marzo un’ipotesi transattiva con le Autorità americane, l&#8217;eventuale transazione interverrebbe peraltro prima della pronuncia della Corte di Cassazione sul ricorso proposto dalla Procura di Milano avverso l&#8217;ordinanza del giudice del riesame (che riguarda la sola misura cautelare) attesa entro l&#8217;estate e certamente prima che il procedimento di merito arrivi a conclusione.</p>
<p>Nell&#8217;eventualità di una chiusura transattiva con le Autorità americane nei termini sopra esposti, l&#8217;ammissione di responsabilità, se pur con le modalità sopra esposte, che sarebbe chiamata a fare Snamprogetti Netherlands BV nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo con il DoJ rappresenta un elemento di importanza per il procedimento italiano</p>
<p>(13). D&#8217;altro lato l&#8217;eventuale transazione come ipotizzata presenterebbe taluni aspetti coerenti con la difesa della società in relazione all&#8217;illecito amministrativo contestato (per quello che riguarda carenza di giurisdizione, intervenuta prescrizione, adeguatezza sistema di controllo interno e &#8220;ne bis in idem&#8221;, non riferibilità della condotta attinenti al reato presupposto a Eni e Saipem).</p>
<p>Un&#8217;eventuale chiusura transattiva entro il mese di marzo, con le modalità sopra esposte, potrebbe pertanto avere effetti sul procedimento italiano (considerando in particolare la richiesta ammissione della responsabilità da pane di Snamprogetti Netherlands BV nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo con il DoJ), sebbene alla luce delle difese svolte dalle società coinvolte ed anche, in particolare, alla luce dei provvedimenti del GIP e del Giudice del Riesame, sussistono solidi elementi di difesa.</p>
<p>In particolare, in relazione al rischio che, in aggiunta alla misura cautelare interdittiva oggi all&#8217;attenzione della Cassazione, la Procura proceda ad una richiesta cautelare di sequestro del “profitto&#8221; in vista della successiva confisca dello stesso, l&#8217;argomento che tale provvedimento non possa essere assunto nei confronti né di Saipemi né di Eni, sarebbe corroborato dal mancato coinvolgimento delle due società nelle ammissioni fatte &#8211; dalla sola Snamprogetti Netherlands BV &#8211; ai fini delle transazioni. Elemento da aggiungere alle difese già sviluppate nell&#8217;attuale fase cautelare (assenza giurisdizione, intervenuta prescrizione, etc). peraltro in ogni caso, a prescindere dalla definizione delle ipotesi transattive in oggetto, potrebbero oggi essere richieste ulteriori misure cautelari quali quella del sequestro del profitto.</p>
<p>Nell&#8217;eventualità che prima di definire ipotèsi transattive con le Autorità americane si ritenga preferibile attendere l&#8217;esito del Giudizio di Cassazione</p>
<p>(14) i tempi appaiono incoerenti con una possibile chiusura transattiva con le Autorità americane prima dell&#8217;avvio di eventuali procedimenti giudiziari</p>
<p>(15) –<strong>3-Conclusioni</strong></p>
<p>Allo stato, sulla base della rappresentazione prognostica del legale americano nei vari scenari (conseguenza in caso di chiusura transattiva prima o dopo l&#8217;avvio di formali giudizi o in caso di esito negativo dei giudizi), tenuto conto dei differenti profili reputazionali e mediatici nei vari scenari, alla luce della condotta tenuta dagli altri consorziati, valutati gli effetti sul procedimento italiano e, in particolare, tenuto conto nel fatto che il mancato perseguimento di un accordo transattivo oltre il mese di marzo determinerebbe il rischio dell&#8217;avvio di azioni giudiziarie negli stati uniti si ritiene opportuno intensificare le discussioni con le Autorità americane con l&#8217;obiettivo di identificare e definire un possibile accordo transattivo nei termini sopra esposti, prima dell&#8217;avvio di un eventuale giudizio, verificando in particolare la disponibilità alla non applicazione di misure accessorie quali forme di monitoraggio.</p>
<p>Infine, si ricorda che ai sensi del contratto di cessione del 24 febbraio 2006 tra Eni spa e Saipem spa, in relazione alla cessione della partecipazione di Snamprogetti S.p.A., Eni spa è tenuta a indennizzare Saipem spa per eventuali perdite connesse ai procedimenti americani in oggetto, anche per costi ed oneri relativi alle eventuali attività della Saipem o delle società del gruppo saipem in adempimento a ventuali &#8220;settlement” con le Autorità americane.In ogni caso è assicurata la massima cooperazione alle Autorità.</p>
<p>Massimo Mantovani</p>
<p>(1) Anche a seguito del recente annuncio di Technip d’aver avviato e identificato un accordo di principio con le predette Autorità. In precedenza, come noto, la KBR aveva ammesso la responsabilità ai sensi di plea agreement.</p>
<p>(2) Tipicamente inì questi accordi viene richiesto che il soggetto coinvolto &#8220;accepts and ankowledges that it is responsabile for the acts of its employees as seth forth in the statement of facts..&#8221;.</p>
<p>(3) Sulla base dell&#8217;ottemperanza agli impegni che si assumono nell&#8217;accordo transattivo.</p>
<p>(4) Tenuto conto che il management attuale è di nomina recente e che i consiglieri dell&#8217;epoca non risultano più dipendenti.</p>
<p>(5) In particolare della KBR e del CEO della KBR, Mr. Stanley, come rilevate dagli atti pubblici di chiusura delle rispettive vertenze giudiziarie con le Autorità americane.</p>
<p>(6) L&#8217;accordo con la SEC sarebbe peraltro “without admitting or denying the allegations”.</p>
<p>(7) Ben diverso appare infatti il coinvolgimento della KBR che nell&#8217;ambito delle transazioni definite con le Autorità americane è tenuto al pagamento di circa 600 milioni di dollari.</p>
<p>(8) Che si trascina un rischio di &#8220;debarment” da gare pubbliche.</p>
<p>(9) Si fa riferimento alla situazione KBR: plea guilty e nomina per un periodo di 3 anni di un independent corporate monitor con i medesimi compiti definiti nel caso STATOIL, vedasi nota 2 sopra. Nel caso KBR sia la SEC che il DoJ hanno imposto la nomina di un IM independent corporate monitor.</p>
<p>(10) Si segnala che in questo caso in aggiunta ad un comunicato stampa del DoJ, SEC e delle società interessate viene anche e comunque data piena pubblicità agli atti giudiziari di chiusura transattiva del procedimento una volta formalizzati.</p>
<p>(11) Risulta che anche un quarto consorziato abbia attivato un tavolo di &#8220;discussioni” con le Autorità americane.</p>
<p>(12) Alla KBR nel medesimo procedimento è stato imposto, come impegno nell&#8217;ambito del &#8220;plea agreement&#8221; un monitoraggio esterno di tre anni da parte di un soggetto indipendente. Si ricorda che nel 2006 la Statoil ha chiuso un&#8217;indagine avviata dal DoJ in relazione a asserite tangenti in Iran con un meccanismo di deferred prosecution che stabiliva, oltre al pagamento di una sanzione, anche l&#8217;adozione di un &#8220;compliance consultant&#8217; esterno. Nel caso Statoil si rileva che “STATOIL per un periodo di tre anni] agrees to appoint an independent compliance consultant that will “review and STATOIL’s internal control, record keeping and financial report policies and procedures as they relate to STATOIL’s compliance with the books and records, internal accounting controls and antibribery provisions of the FCPA. This review shall include an assement of those policies and procedures as actually implemented in practice&#8221;.</p>
<p>(13) A prescindere dal tema specifico oggetto del ricorso per Cassazione (cautelare sulla misura interdittiva), rimangono ulteriori motivi di difesa delle società coinvolte, come anche rilevate dal GIP nella prima ordinanza di rigetto della misura cautelare, in particolare difetto di giurisdizione e ritenuta, allo stato e sulla base dei documenti agli atti, l&#8217;intervenuta prescrizione dell&#8217;illecito amministrativo a metà giugno 2009. Peraltro sul punto come riferito nella precedente nota informativa si sottolinea che la indagini sono ancora aperte.</p>
<p>(14) Che peraltro sarà chiamata a pronunciarsi unicamente sui tema dell&#8217;ammissibilità o meno della misura cautelare richiesta che peraltro, ove confermasse la tesi già accolta dal GIP e dal Giudice del Riesame, sarebbe di fondamentale importanza, ai fini della posizione difensiva delle società coinvolte nel procedimento italiano anche se di per sé non risolutiva.</p>
<p>(15) In un eventuale giudizio penale, avanti ad una corte federale, vi sarebbe anzitutto &#8211; entro alcuni mesi dall&#8217;avvio dell&#8217;azione &#8211; una decisione preliminare sul terna della giurisdizione. L&#8217;eventuale esito negativo potrebbe determinare 1&#8242;imposizione di sanzioni significativamente elevate ed anche l&#8217;imposizione di meccanismi di monitoraggio dell&#8217;attività. L&#8217;eventuale azione della SEC avrebbe invece natura civile.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx</strong></em></p>
<table class="aligncenter" style="width: 550px; height: 308px;" border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Eni.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-13382" title="Eni" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Eni-287x300.png" alt="Eni" width="287" height="300" /></a></td>
<td><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Eni_2007.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-13383" title="Eni_2007" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Eni_2007-300x133.png" alt="Eni_2007" width="300" height="133" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Son passati oltre 15 anni da “Mani Pulite” ma la fantasia corruttiva dell&#8217;ENI non perde smalto (alla faccia del “Codice Etico antifrode”).</p>
<p>Al processo per i fondi neri dell&#8217;Eni nel 2002 Franco Bernabé affermò trionfalmente che dopo la sconcertante esperienza di Mani Pulite l&#8217;ENI aveva preso tutte le misure necessarie per scongiurare qualsiasi ulteriore episodio di corruzione. Infatti subito dopo il 2002 s&#8217;è voltato pagina e la tangentopoli s&#8217;è spostata a Bonny Island. In Nigeria.</p>
<p>Si decidevano le mazzette da versare ed i destinatari nel corso di “incontri culturali”, sovente all&#8217;ombra del Big Ben, in quel di Backer Street a Londra. La “gang” dell&#8217;LNG, gas naturale liquefatto, meglio conosciuta come Consorzio TSKJ è purtroppo n&#8217;altra sciagurata joint venture (sarebbe meglio dire associazione per delinquere di stampo transnazionale) composta dall&#8217;italiana ENI/Snamprogetti/Saipem, l&#8217;americana KBR/Halliburton, la giapponese IGC e la francese TECHNIP.</p>
<p>Adesso il dossier della “Banda dei 4” (oltre ad essere sul portale Indymedia&#8230; lo trovate allegato/trascritto) è anche sulla scrivania del Magistrato della Procura di Milano Fabio De Pasquale. Reato di corruzione internazionale. E&#8217; la pesante imputazione a carico dell&#8217;ENI che hanno formulato i magistrati francesi nell&#8217;Atto di Rogatoria Internazionale firmato dal giudice Renaud Van Ruymbeke, che adesso vogliono mettere sotto torchio Luciano CAGLIO, dirigente di Snamprogetti (il funzionario ENI che partecipava agli “incontri culturali”).</p>
<p>E&#8217; stato accertato che per un decennio abbondante ENI &amp; compagni di merende han pagato centinaia di milioni di $ in tangenti a politici, funzionari governativi e militari del Governo della Nigeria, dal Presidente ai generali, ministri, faccendieri (dubbio amletico: dall&#8217;ENI usciva tutto quel fiume di denaro e il N:° 1 dell&#8217;ENI Franco Bernabè non ne sapeva niente?).</p>
<p><strong>La lista dei percettori ecco alcuni nomi:</strong></p>
<p>Olusegun Obasanjo (ex Presidente della Repubblica Nigeria), Bodumbe Adenayu (segretario del Presidente nigeriano), Sani Abacha (Generale nigeriano), Olufemi Odemola (Ministro della Difesa Nigeria), Mamman Vatsa (Generale nigeriano), Dan Dauzia Etete (Ministro del Petrolio Nigeria), Bukasi e Ngozi Etete (affaristi nigeriani), Abdulsalami Abubakar (Generale nigeriano), Abdoullahi Abba Ibrahim (affarista nigeriano), Mohamad Abdallah (funzionario di governo nigeria), Abubakar Hamisu Yusuf (generale nigeriano), Godako Bakari (affarista nigeriano), Mallam Ibrahim Aliyu (Segretario di Stato Nigeria), Etienne Gory (intermediario), Muhammadu Dikko Yusufu (Presidente di NLNG), Bala Adamu (politico e affarista), Jamal J. Ahmad Nasir (senatore giordano), Khaled J.J.A. Naser (affarista giordano), Abdallah Hanna Richa (intermediario nigeriano), etc et.</p>
<p><strong>Almeno stavolta, s&#8217;alzerà davvero il sipario su oltre dieci anni di corruzione globale???</strong></p>
<p>Per l&#8217;intanto grazie ai francesi (in Italia &#8211; forse &#8211; st&#8217;inchiesta non sarebbe mai nata). Alcuni fautori del diritto quando si parla di corruzione (specie internazionale) si voltano dall&#8217;altra parte. Com&#8217;è successo nel caso COECLERICI SPA alla Procura della Repubblica di Genova (corruzione internazionale &#8230; ma nessun magistrato s&#8217;è preso il fastidio d&#8217;indagare).</p>
<p>Se vogliamo sventolare anche noi la bandiera della Libertà, dell’Uguaglianza e della Fratellanza facciamo la nostra nuova rivoluzione francese e battiamoci perche giustizia, legalità e l&#8217;etica non rimangano pure un&#8217;utopie.</p>
<p>Elab-g.m.s. <em><strong><a href="http://piemonte.indymedia.org/../../article/5988" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/piemonte.indymedia.org');">http://piemonte.indymedia.org/../../article/5988</a></strong></em>– vedasi commenti recenti</p>

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		<title>Dante-leggenda o realta?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1318, Dante termina la Divina Commedia, nella quale allude ripetutamente ai Templari......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sarà una leggenda o una verita celata?</strong></p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/dante-alighieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13364" title="dante alighieri" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/dante-alighieri-300x265.jpg" alt="dante alighieri" width="235" height="207" /></a>Nel 1318, Dante termina la Divina Commedia, nella quale allude ripetutamente ai Templari, al loro martirio e alla loro resurrezione. Ad esempio, nel Paradiso (canto XXX), Beatrice, nell&#8217;empireo, è contornata e protetta dal &#8220;convento de le bianche stole&#8221;, che non sono altro che i cavalieri del Tempio, riconoscibili per i loro favolosi mantelli bianchi contraddistinti da un croce patente rossa sulla spalla.</p>
<p>Sempre negli ultimi cieli del Paradiso, se Dante sceglie San Bernardo come guida (canto XXXII), è a causa degli stretti rapporti tra l&#8217;abate di Clairvaux con l&#8217;Ordine del Tempio; in effetti, nel 1128, circa dieci anni dopo la sua fondazione, questo Ordine ricevette la sua regola dal concilio di Troyes, e fu proprio Bernardo che, in qualità di segretario del concilio, ebbe l&#8217;incarico di redigerla (completandola definitivamente solo nel 1131).</p>
<p>Successivamente, Bernardo commentò questa regola nel trattato De laude novae militiae, nella quale espose con una magnifica eloquenza i termini della missione e dell&#8217;ideale di una cavalleria cristiana, definita &#8220;milizia di Dio&#8221;.</p>
<p>Ritroviamo spesso gli stessi termini negli scritti dei Fedeli d&#8217;Amore, di cui Dante era un membro eminente.Disseminando le loro opere con simboli esoterici, Dante e i Fedeli d&#8217;Amore non fanno altro che richiamare la loro affiliazione allo spirito cavalleresco dell&#8217;Ordine del Tempio, che aveva posto la sua soluzione sotto il segno dell&#8217;esoterismo, che gli avrebbe consentito d&#8217;instaurare relazioni pacifiche con i musulmani.</p>
<p>Sul rovescio della medaglia che rappresenta Dante è possibile leggere una strana sequenza di lettere: &#8220;F.S.K.I.P.F.T.&#8221;. Alcuni pensano che queste iniziali possano riferirsi alle sette virtù care a Pisanello: Fides, Spes, Charitas, Justitia, Prudentia, Fortitudo, Temperantia, malgrado l&#8217;anomalia tipografica relativa alla lettera &#8220;K&#8221; (l&#8217;ortografia di Charitas non può essere Karitas in latino); infatti, secondo René Guénon, queste lettere significano &#8220;Fidei Sanctae Kadosh Imperialis Principatus Frater Templarius&#8221;.</p>
<p>Qualificando Dante come Fratello Templare, &#8220;Santo&#8221; della &#8220;Fede&#8221;, questa medaglia non solo offre una dimostrazione aggiuntiva della stretta relazione che univa Dante ai Templari, ma sottintende anche che i Fedeli d&#8217;Amore furono senza dubbio i veri ed i soli guardiani dei valori morali e spirituali dell&#8217;Ordine del Tempio.</p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/templare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13365" title="templare" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/templare-300x218.jpg" alt="templare" width="214" height="192" /></a>I Cavalieri Templari, si ritiene avessero rinvenuto documenti relativi alle &#8220;Leggi divine<strong> </strong>e dei pesi oltre a quello delle misure &#8221; dei numeri<strong> </strong>sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme e li avrebbero forniti ai costruttori di cattedrali.</p>
<p>Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra, per tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto comprendere. Infatti la grandiosità, l&#8217;imponenza e tutta una serie di misteri non risolti hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerose leggende legate a figure ed oggetti leggendari della storia del Cristianesimo, dai Cavalieri Templari al Santo Graal.</p>
<p>Furono costruite improvvisamente in Europa, intorno al 1128 (cattedrale di Sens), proprio dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Terrasanta, con una maestria costruttiva tecnica e architettonica completamente diversa dalle precedenti chiese romaniche.</p>
<p>Una dopo l&#8217;altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale.</p>
<p>Per i tecnici, come gli architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l&#8217;alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo.</p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Cattedrale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13366" title="Cattedrale" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/Cattedrale-202x300.jpg" alt="Cattedrale" width="212" height="195" /></a>Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est (cioè verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine.</p>
<p>Inoltre vennero costruite su luoghi già considerati sacri al culto della &#8220;Grande Madre&#8221;, ritenuto il culto unitario più diffuso prima del Cristianesimo; molti di questi luoghi inoltre sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, ovvero punti in cui l&#8217;energia terrestre è molto forte (grandi allineamenti di megaliti).</p>
<p>Hanno pianta a croce latina: la croce &#8220;é il geroglifico alchemico del crogiuolo&#8221; ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato.</p>
<p>Sono adornate da un gran numero di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente simboliche e simboli magici ed esoterici, che poco hanno a che vedere con la loro funzione di chiese cristiane ed hanno un particolare orientamento in modo che il fedele, entrando nell&#8217;edificio sacro, cammini verso l&#8217;Oriente, ovvero verso la Palestina, luogo di nascita del Cristianesimo.</p>
<p>Ciascuna cattedrale è dotata di una cripta in cui secondo alcune tradizioni sarebbero nascosti degli oggetti sacri molto importanti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/dea.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13368" title="dea" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/dea.jpg" alt="dea" width="348" height="419" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong> <span style="color: #800000;"><strong>La grande Madre </strong></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong><span style="color: #800000;">g.m.s.</span></strong></span></p>

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		<title>La franc-maconnerie opérative et spéculative</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Franc-maçonnerie comme voie spirituelle, de l’artisan au Grand Architecte.....
Le passage de la maçonnerie opérative de ses racines médiévales au stade institutionnel d’une maçonnerie spéculative, à Londres, en 1717, a suscité des appréciations très divergentes et soulevé des questions imparfaitement résolues, concernant les faits aussi bien que leurs causes. Ce problème des origines inclut celui de savoir quelle est la nature fondamentale de la franc-maçonnerie. Il est sous-jacent aux formulations étrangement contradictoires que nous rencontrerons chemin faisant. Trop souvent, les auteurs ne semblent pas assez conscients des présupposés philosophiques, religieux ou autres, qui dictent leurs conclusions. Nous tenterons d’en éclaircir certains et préciserons dès le début le cadre métaphysique de ce travail.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="text-decoration: underline;">La franc-maconnerie opérative et spéculative </span></h3>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/tempio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13351" title="tempio" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/tempio-240x300.jpg" alt="tempio" width="240" height="300" /></a></p>
<p> </p>
<p>Jean-Pierre Schnetzler (scomparso nel gennaio 2009) è stato uno psichiatra, psychnalyste, filosofo, scrittore. Autore di numerosi libri sul buddismo ha praticato, ma anche un autore di libri sulla massoneria, in cui vedeva una pratica di illuminazione personale <strong>La Franc-maçonnerie</strong><strong> comme voie spirituelle, de l’artisan au Grand Architecte</strong></p>
<p>de J.P. Schnetzler – Editions Dervy ).<strong> </strong></p>
<p>Voici l’un de ses textes intitulé<strong> « La Franc-Maçonnerie opérative et spéculative : la perte lors du passage de l’opératif au spéculatif » La perte lors du passage de l’opératif au spéculatif</strong></p>
<p> </p>
<p>Nous allons retomber des hauteurs dans l’histoire et les petits faits historiques, mais nous essayerons aussi de remonter des petits faits aux idées générales. Ce colloque porte sur l’idée de tradition, de transmission, et j’ai pensé qu’il serait intéressant, pour la maçonnerie, qu’elle se penche sur une question capitale qui est celle de ce qui a été transmis, de quelle façon et pourquoi, lors du passage de la maçonnerie opérative à la maçonnerie spéculative. Il faut à notre avis, prendre le contre-pied de l’opinion courante, et considérer la maçonnerie spéculative comme n’étant, à bien des points de vue, qu’une dégénérescence de la maçonnerie opérative .alture di storia e di piccoli fatti storici, ma cerchiamo anche di tracciare piccoli fatti di idee generali. Questo convegno è incentrato sul concetto di tradizione, la trasmissione, e ho pensato che sarebbe stato interessante per la muratura, si concentra su una questione fondamentale è che ciò che è stato trasmesso, come e perché, durante il passaggio dalla Massoneria operativa a fini speculativi in muratura. E &#8216;nostro parere, il cons adozione di opinione corrente, e considerare la Massoneria speculativa come per molti aspetti, una degenerazione della muratura operative.</p>
<p><strong>Introduction</strong></p>
<p><strong>1. Les difficultés de l’étude</strong></p>
<p>Le passage de la maçonnerie opérative de ses racines médiévales au stade institutionnel d’une maçonnerie spéculative, à Londres, en 1717, a suscité des appréciations très divergentes et soulevé des questions imparfaitement résolues, concernant les faits aussi bien que leurs causes. Ce problème des origines inclut celui de savoir quelle est la nature fondamentale de la franc-maçonnerie. Il est sous-jacent aux formulations étrangement contradictoires que nous rencontrerons chemin faisant. Trop souvent, les auteurs ne semblent pas assez conscients des présupposés philosophiques, religieux ou autres, qui dictent leurs conclusions. Nous tenterons d’en éclaircir certains et préciserons dès le début le cadre métaphysique de ce travail.</p>
<p>Le problème complexe de cette évolution a reçu fréquemment des solutions trop simplifiées où l’esprit de système s’éloigne fâcheusement de la réalité. On perçoit les passions derrière les constructions intellectuelles. Ainsi, pour ne citer qu’un récent exemple, lors d’une présentation de ses travaux novateurs sur le rôle de la maçonnerie opérative écossaise, devant la très sérieuse loge de recherches anglaise des Quatuor Coronati, l’érudit écossais David Stevenson a qualifié l’ambiance de <em>carnassière</em> . Peut-être quelques souvenirs des antagonismes passés entre les deux royaumes venaient-ils s’ajouter aux investissements individuels dans les théories admises, contestées de surcroît par un profane ?</p>
<p><strong>2. La théorie traditionnelle</strong></p>
<p>La position qui inspire ce travail est celle, bien traditionnelle, qui considère la maçonnerie comme une initiation de métier et y retrouve les caractéristiques classiques de ce genre d’organisation. Elle y voit un cas particulier, développé en milieu judéo-chrétien, du phénomène universel de l’initiation, partout étudié par les ethnologues. Il nous semble, qu’aborder la question de ce point de vue englobant, permet d’intégrer certaines des contradictions auxquelles aboutissent des vues étroitement historiques, politiques, psychologiques etc. Nous espérons montrer que cette vision synthétique est celle qui s’adapte le mieux aux faits.</p>
<p>La difficulté présentée par cette ambition est qu’elle se réfère à une conception du monde presque complètement disparue de la civilisation matérialiste moderne désacralisée. « On a souvent affirmé, écrit Mircea Eliade, qu’une des caractéristiques du monde moderne est la disparition de l’initiation » . On peut se référer pour un exposé contemporain du point de vue traditionnel à l’oeuvre en général de René Guénon. Ce qui caractérise nos sociétés occidentales actuelles, c’est justement qu’elles ne sont plus structurées par une vision intégrante du monde, métaphysique, religieuse et pratique, dont les organisations initiatiques sont des vecteurs essentiels. La société éclatée et les individus à la dérive sont les témoins de cette absence d’un lien vécu entre le monde, les êtres et leurs semblables, ainsi qu’avec le principe transcendant oublié. C’est ce que savent toutes les traditions complètes. Pour le grand kabbaliste Isaac Louria et son disciple Hayyim Vital, le péché d’Israël c’était, « l’oubli progressif de la tradition ésotérique » . Pour René Guénon : « Il n’y a plus guère, dans le monde occidental, comme organisations initiatiques pouvant revendiquer une filiation authentique que le compagnonnage et la franc-maçonnerie » , deux initiations artisanales. Les autres initiations, sacerdotales, royales, hermétique et alchimique, chevaleresque, ont complètement disparu ou sont confinées dans des milieux si secrets et/ou restreints, qu’elles sont quasi inaccessibles en dehors de ce qui a survécu dans la franc-maçonnerie. Nous ne parlons pas des contrefaçons répandues sur le marché.</p>
<p>La simple compréhension de cette vision traditionnelle dans son intégrité est fort difficile pour l’occidental moyen car elle suppose un véritable changement de paradigme, au sens de Thomas Kuhn une révolution dans notre compréhension de la réalité. Pour rendre justice à nos ancêtres, il nous faut retrouver la vision sacrée du monde qu’ils partageaient au Moyen Age. Ils n’avaient pas éliminé de leur vie, l’existence de Dieu, l’habitation du Saint Esprit en l’homme, l’action efficace des bonnes oeuvres, celles de la prière et de la méditation ou l’espérance d’une forme plus ou moins parfaite de béatitude éternelle après la mort pour citer en vrac quelques points d’importance. Ce sont ces points et quelques autres qui donnent leur véritable éclairage aux légendes, rites, symboles et pratiques de la fraternité initiatique des maçons opératifs. On peut aussi les considérer à partir de ce que nous avons compris ou expérimenté des initiations bouddhiques tantriques, lesquelles fournissent un parallèle traditionnel éclairant auquel nous aurons parfois recours.</p>
<p>La conception traditionnelle de l’initiation comme transmission d’une influence spirituelle destinée à éveiller l’esprit caché du futur initié (cf. René Guénon) peut être illustrée par le symbole géométrique de la croix. Il comporte, dans sa ligne horizontale, l’indication d’une forme particulière qui remonte historiquement sans rupture au fondateur, avatar divin, prophète comme Salomon, Sakyamouni pour une initiation bouddhique, auquel l’initié fait allégeance par serment, en s’ouvrant à ce courant spirituel. La ligne verticale se réfère au prinçipe transcendant intemporel et universel que les rites doivent dévoiler. Au centre de la croix, l’initié doit tenir compte du particulier comme de l’universel, ce qui peut être crucifiant.</p>
<p><strong>3. Les limites de l’histoire</strong></p>
<p>Nous ne nous étendrons pas sur les problèmes obscurs des aspects proprement historiques. Nous ne retiendrons que les faits largement connus, généralement acceptés, pour lesquels existe une documentation précise. Ils suffisent à la compréhension des points essentiels d’ordre spirituel et initiatique qui nous retiennent aujourd’hui.</p>
<p>Nous tolérons donc plus facilement que l’historien strict, cette dominante de l’histoire maçonnique entre les origines et le XVIIIe siècle, qu’est le manque de documents concernant les aspects de la vie initiatique recouverts par le secret. Les rituels, enseignements symboliques, comptes-rendus de réunions, etc., brillent par leur absence. De plus et par définition, le véritable secret initiatique, c’est-à-dire la transformation spirituelle de l’initié, ne peut faire l’objet d’un document historique. On ne peut donc rien conclure de ce vide naturel, sinon, peut-être, que la discipline de l’arcane a été respectée. En toute rigueur, l’absence de document ne démontre que l’absence de document . Les mystères ont été célébrés à Eleusis pendant près de deux mille ans, pourtant « les vrais secrets n’ont jamais été divulgués » . Les curieux n’ont pas manqué cependant.</p>
<p><strong>4. La franc-maconnerie opérative</strong></p>
<p>Définissons rapidement, pour l’auditeur profane, ce que nous entendons par maçonnerie opérative . Il s’agit d’une organisation de la construction en pierres qui englobe les divers niveaux hiérarchiques de son accomplissement et régit tous ses aspects techniques ainsi que corporatifs.</p>
<p>Cet aspect professionnel s’exerce à l’intérieur d’un idéal de fraternité et d’amour du prochain qui inclut des oeuvres d’assistance et de charité. Il s’épanouit au sein de la pratique religieuse intégrale du catholicisme, au sens étymologique d’universel, avant que la tunique sans couture ne soit déchirée par les folles atrocités des guerres de religion. Il est indispensable, aujourd’hui plus que jamais, de rappeler, avec René Guénon, la nécessité d’une pratique religieuse exotérique, comme base d’une réalisation initiatique quelconque, car on ne bâtit pas sans fondations ou sur une vie profane. Il faut d’abord maîtriser l’extérieur avant de pénétrer l’intérieur. Le processus initiatique est un accomplissement et une transformation de l’exotérisme  et non pas sa négation, son oubli ni même sa négligence.</p>
<p>Le métier fournit le support de l’ordre initiatique dont les rites permettent d’intégrer tous les aspects de la vie professionnelle à l’entreprise de la réalisation spirituelle. La pratique du métier prend alors la valeur d’une ascèse véritable. Il comporte, c’est évident, un aspect de compréhension intellectuelle, intégrée aussi bien qu’intégrante. En ce sens, l’opératif inclut la dimension spéculative, mais celle-ci n’est pas isolée.</p>
<p>L’ordre initiatique accepte, depuis une date inconnue, remontant au moins au XVIe siècle, des membres étrangers au métier proprement dit, mais qui ne peuvent concourir à ses buts : personnages influents qui le patronnent, par exemple. Dans la tradition de la <em>Worshipful Society</em> opérative, que nous étudierons plus loin, c’est au moins le cas du chapelain, qui représente, au mieux, l’initiation sacerdotale, et qui est au moins garant de l’orthodoxie des travaux auprès de la religion exotérique.</p>
<p>L’Ordre initiatique a conscience du caractère universel de l’esprit qui l’habite. La géométrie, qui en est la base, n’appartient à aucune confession et l’Esprit Saint souffle dans toutes les religions. Cette connaissance de l’unité transcendante des religions a toujours irrigué les fraternités ésotériques au sein des monothéismes, dont les tenants exotériques, au contraire, se montrent souvent intolérants, parfois fanatiques. Nous citerons plus loin des faits montrant cette compréhension centrale, qui ne doit pas être confondue avec la tolérance molle du sceptique ou de l’indifférent. La doctrine initiatique de l’unité transcendante dépasse par le haut les limites formelles d’une religion dont elle conserve l’essence tout en relativisant ses formes. Le laxisme indifférent s’en évade par en dessous et méconnaît les vertus réalisatrices d’une forme religieuse particulière. Nous rencontrerons des exemples de ces deux positions dans l’histoire de la franc-maçonnerie spéculative.</p>
<p>Le métier revendique dans ses légendes de nombreuses sources traditonnelles allant du déluge aux confréries du Moyen-Age, en passant par Euclide, dont il se sent l’héritier.</p>
<p><strong>II. La franc-maçonnerie opérative en Grande-Bretagne</strong></p>
<p>Puisque c’est en Grande-Bretagne qu’est née et s’est organisée la franc-maçonnerie spéculative, nous ne traiterons pas de la situation française ou allemande.</p>
<p><strong>1. L’opératif est aussi spéculatif</strong></p>
<p>Les loges opératives anglaises ont laissé des traces plutôt sous la forme de cathédrales que d’actes notariés  La compréhension du symbolisme attaché à la construction de l’église, terme signifiant à la fois la connnunauté et le bâtiment, est sans doute la bonne porte d’accès à ce que cela signifie d’être un constructeur. Les clercs qui rédigeaient, pour le compte des maçons, les plus Anciens Devoirs (Old Charges), le Regius et le Cooke, remplissaient aussi la fonction d’inspirer et contrôler les constructeurs. Suivant les canons du concile de 787, à Nicée , les clercs fixaient la doctrine, l’ordre initiatique se contentant de l’incarner dans la pierre.</p>
<p>C’est dans des textes connne le « Rational des offices divins » de l’évêque Guillaume Durand de Mende (XIIIe siècle), qu’on a trouvé, jusqu’au XVIIe siècle, l’interprétation symbolique traditionnelle de l’Eglise : « La disposition de l’église rnatérielle a la fonne d’un corps humain. En effet, le cancel, c’est-à-dire le lieu où est l’autel, représente la tête, la croix de part et d’autre, les bras et les mains, et l’autre partie qui s’étend depuis l’occident, tout le reste du corps » . Cette brève citation ne rend pas justice à la richesse des bases symboliques de l’architecture du temple . Elle pour but</p>
<p>que de souligner ce qui imprégnait l’esprit religieux des constructeurs et donnait tout son sens à la maîtrise technique. C’est dans cette richesse indissolublement pratique, affective, intellectuelle et spirituelle que réside le coeur du processus initiatique opératif et accessoirement, la preuve du caractère aussi spéculatif de la maçonnerie opérative . En douterait-on, qu’il faudrait contempler et lire les carnets de Villard de Honnecourt ,architecte du XIIIe siècle, étudier l’art du trait , la riche littérature géométrique et celle sur les pierres dans la maçonnerie opérative et spéculative. D’une façon générale, l’interprétation symbolique de l’Ecriture a toujours été de règle dans l’Eglise depuis saint Jérôme qui en distinguait quatre sens superposés. On pourra se reporter, pour son étude, à l’oeuvre contemporaine du cardinal de Lubac . Elle s’étend à l’ensemble de la doctrine et n’est pas une invention moderne. Certains, cependant, soutiennent la thèse contraire qui se gardent bien de citer l’abondante littérature traditionnelle à ce sujet ; nous les retrouverons plus loin.</p>
<p><strong>2. Les Anciens Devoirs</strong></p>
<p>Dans les Anciens Devoirs (Old Charges), on en connaît plus d’une centaine, figurent essentiellement l’histoire légendaire du métier et les règles morales qui doivent gouverner le comportement des maçons. Ces textes étaient destinés à être lus à haute voix pour des assistants en partie illettrés. Leur possession confirmait la régularité de la loge . Des prières y figurent, comme celle que nous citons, inscrite en tête du manuscrit Grand Lodge n° 1 daté du 25 décembre 1583 : « Que la puissance du Père du ciel et la sagesse du Fils glorieux, par la grâce et la bonté du Saint Esprit, qui sont trois personnes et un seul Dieu, soient avec nous à notre commencement et nous donnent la grâce de nous gouverner ici dans notre vie de telle sorte que nous puissions parvenir à sa béatitude qui n’aura jamais de fin. Amen » . On remarquera le caractère chrétien et trinitaire qui sera estompé lors de la création de la Grande Loge de 1717.</p>
<p><strong>3. A</strong><strong> quoi sert l’initiation ?</strong></p>
<p>Cette prière inaugurale résume le programme de l’initié, qui n’est pas très différent de celui du simple fidèle : accomplir, en cette vie, le travail nécessaire pour réaliser tout ce dont l’être est capable et obtenir au moins le salut <em>post mortem</em>, si l’on a compris que l’accomplissement du devoir d’état est le seul moyen d’obtenir une paix et une joie intérieure durables. Qu’est-ce qui différencie, dans ces conditions, l’initié du fidèle ordinaire ?</p>
<p><strong>Deux points peuvent être évoqués.</strong></p>
<p>. L’initié dispose des moyens méthodiques fournis par l’ordre pour intégrer harmonieusement la totalité de son activité professionnelle à l’oeuvre de transformation spirituelle. Il les adjoint à sa pratique religieuse et jouit ainsi de meilleures conditions pour réaliser activement la transformation initiatique.</p>
<p>. Il bénéficie, à des degrés de profondeur divers, d’une compréhension intellectuelle de sa place dans les plans du Grand Architecte, qui ne peut manquer de se répercuter dans sa plus ou moins grande proximité à la source divine. Il y a certes des différences parmi les élus. Mais, comme le christianisme n’a pas défini ces points, on ne trouve pas dans la religion exotérique de différence établie, comme en Orient, entre le salut et la délivrance. Le sort posthume de l’initié n’est pas différencié non plus dans les textes maçonniques parvenus à notre connaissance… d’ailleurs fort brefs. A titre de comparaison, dans le bouddhisme, le fidèle laïque ordinaire aspire à une heureuse renaissance comme être humain ou dans un état paradisiaque, alors que l’initié aspire à la délivrance définitive du cycle des existences conditionnées.</p>
<p>Dans une étude approfondie sur la déchristianisation ultérieure de la franc-maçonnerie, le Révérend (et frère) Barker Cryer conclut au caractère parfaitement chrétien de la maçonnerie opérative. Il cite notamment une prière au Dieu Tout Puissant (El Shaddaï, en hébreu), qui était dite lors de l’ouverture de la loge et de l’initiation du candidat. Cclle-ci est assez connue en France pour y avoir été plusieurs fois traduite, la première fois par René Guénon en 1913 . Elle figurait donc dans les loges opératives et on la trouve toujours dans l’actuelle <em>Worshipful Society of Freemasons,</em> etc., dite des opératifs, mais aussi dans la Constitution de la Grande Loge d’Irlande, dans Ahiman Rezon, la Constitution de la Grande Loge des Anciens et enfin, de nos jours, partiellement au rite Emulation, où la mention finale du nom de Jésus-Christ a été enlevée. Ces prières montrent, avec bien d’autres traits rituels, que la continuité des influences spirituelles au sein de la maçonnerie régulière est bien plus prégnante que ne le prétendent certains.</p>
<p><strong>Voici le texte de cette prière, traduit des Constitutions irlandaises de Pennell (Dublin, 1730 )</strong></p>
<p>« Très Saint et Glorieux Seigneur Dieu (il s’agit du Tout Puissant, en hébreu El Shaddaï), toi, Grand Architecte du Ciel et de la Terre, qui donnes tous dons et toutes grâces et as promis que, là où deux ou trois seraient réunis en ton Nom, tu serais au milieu d’eux ; en ton Nom, nous nous assemblons et nous réunissons, te suppliant très humblement de nous bénir dans toutes nos entreprises, de nous donner ton Esprit Saint, d’illuminer nos esprits de sagesse et de compréhension, afinque nous puissions te connaître et te servir comme il convient, afin que toutes nos actions tendent à ta Gloire, et au salut de nos âmes. Et nous te supplions, O Seigneur Dieu, de bénir notre présente entreprise, et d’accorder que celui-ci, notre nouveau frère, puisse dédier sa vie à ton service, et soit un frère loyal et fidèle panni nous ; Enrichis-le de ta divine Sagesse afin qu’il puisse, avec les secrets de la maçonnerie, résoudre les mystères de la divinité et du christianisme. Cela, nous le demandons humblement au Nom et pour l’amour de Jésus-Christ notre Seigneur et Sauveur. Amen. »</p>
<p><strong>4. La décadence et la continuité de la maconnerie opérative</strong></p>
<p>De nouvelles conditions sociologiques ont entraîné la décadence de l’ancien système opératif. En Angleterre, où les documents manquent, on ne connaît guère que l’histoire de la compagnie des maçons de Londres. En Ecosse, où le pouvoir royal a tenté de centraliser le contrôle du métier par les statuts Schaw (1598), les travaux de David Stevenson ont bien résumé la situation . Les Loges ont depuis longtemps accepté des non-opératifs, certains peut-être comme patrons, protecteurs et soutiens financiers, certains parce qu’intéressés aux questions d’architecture, de symbolisme, de philosophie, etc., que soulève le métier. Ces loges toutefois demeurent opératives dans leur grande majorité jusqu’à la création de la Grande Loge d’Ecosse en 1736, à l’imitation de celle de Londres. D’autres, en Ecosse et en Angleterre, ne rejoindront que tardivement les obédiences spéculatives. Certaines ne le feront jamais. Une partie de ces loges, farouchement indépendantes et qui n’ont laissé que peu de traces, à l’image des compagnonnages français qui brûlaient leurs archives, se sont dissoutes en formant le mouvement syndical anglais au XIXe siècle. Quelques irréductibles ont persisté jusqu’à la Grande Guerre et, pour survivre, sont à leur tour devenues spéculatives en formant l’actuelle société dite des opératifs . Celle-ci utilise un rituel en sept grades qui est dit avoir été revu et corrigé par Robert Padgett lors de l’assemblée générale tenue à Wakefield, en décembre 1663, assemblée connue également par les constitutions de Roberts parues en l722, un an avant celles d’Anderson .</p>
<p>Les loges qui ont donné naissance à la <em>Worshipful Society</em> opérative, devenue spéculative en 1918, n’étaient certainement pas les seules et il est bien possible que plusieurs rituels aient été utilisés. Springett, étudiant ces loges opératives, a trouvé les traces de 191 d’entre elles en Angleterre et au Pays de Galles et de 17 en Irlande avant leur disparition ou leur transformation en Trade Unions au XIXe siècle. A titre anecdotique, l’auteur précise avoir retrouvé le livre de caisse pour 1832 de la loge opérative de Warrington, lieu célèbre pour avoir vu l’initiation d’Elias Ashmole en 1645. Les renseignements recueillis permettent de conclure à une simplification du rituel au cours du siècle et non à une complexification par emprunt supposé aux spéculatifs. Cette hypothèse avait été soulevée par les adversaires de Clément Stretton, accusé d’avoir forgé un rituel pseudo opératif pour la <em>Worshipful Society</em> de 1913 .</p>
<p><strong>5. Les influences exercées sur la maçonnerie opérative</strong></p>
<p>L’âge d’or opératif se situe du XIIe au XVIe siècle. Le déclin s’amorce au XVIe siècle avec les guerres de religion et l’instabilité politique aiguë, qui ne trouveront un apaisement qu’avec l’établissement de la monarchie de Hanovre en 1714 et un terme définitif qu’avec l’écrasement du parti jacobite, en 1745.</p>
<p>L’aspect négatif des guerres religieuses et civiles trouvera un adoucissement dans la relative liberté intellectuelle et le renouveau des études hermétiques lors de la renaissance élisabéthaine, au XVIe siècle, avant même la publication des manifestes rosicruciens. Il serait erroné de croire que les clercs du Moyen-Age ignoraient l’hébreu, le platonisme ou l’hermétisme et ont attendu la Renaissance pour prendre contact avec des richesses spirituelles auxquelles l’ésotérisme chrétien s’est toujours abreuvé. Les maîtres d’œuvre intimement liés aux clercs par nécessité, souvent grands voyageurs, étaient dépositaires de la géométrie opérative et symbolique et des connaissances constitutives des arts libéraux cités avec faveur dans les Anciens Devoirs. Une magnifique collection, récemment mise au jour, amassée par Byron, un franc-maçon spéculatif des premières années de la Grande Loge de 1717, comporte 516 feuillets porteurs de plans, tracés directeurs, références maçonniques, avec leurs implications spéculatives remontant jusqu’au XVIe siècle.</p>
<p>Quant à l’influence rosicrucienne, si souvent postulée, il faut reconnaître qu’elle est nulle sur les rituels des trois premiers grades. Son action ne se fera sentir qu’à partir du milieu du XVIIIe siècle sur les hauts grades. Pour Jackson, historien des hauts grades du Rite Ecossais Ancien et Accepté, cette influence se justifie par le fait que les deux fraternités ont un ancêtre commun, l’hermétisme chrétien, et un même but, la transformation de soi et la réalisation mystique. Au-delà de la supercherie littéraire des <em>Manifestes</em> de 1614, il convient de se rapporter aux discrets et sans doute rares survivants des hermétistes du Moyen-Age, qui déposeront dans la maçonnerie spéculative ce qu’elle hébergeait déjà dans ses oeuvres sculptées et qu’elle était donc prédestinée à protéger dans les sombres années de notre époque.</p>
<p><strong>III La franc-maçonnerie spéculative</strong></p>
<p>Elle prend naissance quand s’instaurent des loges composées majoritairement ou totalement de membres non liés au métier, pour lesquels le rituel deviendra purement symbolique et l’ordre un organisme voué à propager un perfectionnement spéculatif et moral.</p>
<p>En 1717, quatre loges londoniennes se réunissent et, en référence à un passé mythique, choisissent de se donner un Grand Maître élu. Elles comportent, semble-t-il, une majorité de membres non opératifs et décident que les bienfaits de la maçonnerie pourront désormais être accessibles à tous… du moins les bienfaits d’une maçonnerie uniquement spéculative. La jeune Grande Loge croît assez vite en initiant de nombreux membres de la bourgeoisie et de la noblesse. Elle assure son standing en se donnant rapidement des Grands Maîtres issus de la haute aristocratie. Ses Constitutions, compilées par le Révérend Anderson, à partir des Anciens Devoirs, ne reprennent pas toutes les obligations religieuses antérieures, et ses innovations naturelles vont susciter une opposition issue des milieux populaires et opératifs traditionnels, pour lesquels Anderson et ses compagnons ont profondément altéré l’ordre maçonnique. Il est resté de tradition dans les milieux opératifs qu’Anderson, chapelain de la loge opérative de Saint-Paul, comme tel, n’avait pas été admis aux grades supérieurs. Il se mit cependant à tenir des réunions clandestines où il initiait des gentlemen dans des tenues fermées aux opératifs. Ceux-ci se plaignirent et, en septembre 1715, Anderson et ses gentlemen furent expulsés. En 1717, la Grande Loge spéculative fut fondée. Le ressentiment contre Anderson semble être resté tenace chez certains opératifs : Stretton, au XIXe siècle, l’appelait « la plus grande fripouille</p>
<p><strong>(scamp) de la terre » </strong></p>
<p>Cet élément passionnel, donc excessif, durable, permet de comprendre la vigueur des reproches adressés à ceux qu’elle appelait modernes, par la nouvelle Grande Loge dite des Anciens. Celle-ci avait été formée en 1751, par des membres de milieux modestes, opératifs et irlandais pour beaucoup, méprisés par les modernes. Ces loges étaient demeurées à l’écart du nouvel organisme. La Grande Loge d’Irlande, fondée en 1725, avait, elle, conservé plus vivante la tradition opérative qui inspira aussi les anciens. Ce fait a été assez longtemps occulté par les historiens anglais, en répandant par exemple la fable du « schisme » des anciens, qui ne sera abandonnée qu’après l’ouvrage de Sadler, en 1887. Il ne fallait pas attenter à la majesté de la Grande Loge fondatrice en révélant les altérations contestées qui avaient accompagné sa naissance.</p>
<p>Parmi la quinzaine de reproches nourris par les anciens figuraient : l’omission des prières, la déchristianisation du rituel et ses altérations, l’ignorance de l’installation du Vénérable Maître, la négligence des fêtes des deux Saint Jean et la transposition des modes de reconnaissance du premier et du deuxième grades. On sait que, lors de l’union de 1813 entre les grandes loges rivales, les usages des anciens prévalurent et qu’ainsi furent réparées en grande partie les fâcheuses conséquences des innovations andersoniennes.</p>
<p>Cet aspect réparateur des anciens et des milieux opératifs s’est exercé d’une façon encore plus complète et complexe. Si les maçons acceptés de 1717 n’avaient pu transmettre que ce qu’ils avaient reçu, les grades d’apprenti et de compagnon, il s’en fallait de beaucoup que ceux-ci représentent la totalité du patrimoine opératif. Devant le succès affirmé des Grandes Loges et la décadence prévisible à long terme du métier, il s’avérait indispensable de déposer dans la maçonnerie spéculative tout ce qui pouvait lui être confié. On vit alors apparaître, en une quarantaine d’années, ce qui constituera le grade de maître, l’Arche Royale si chère aux anciens et ignorée des modernes, « racine, coeur et moelle de la maçonnerie », est-il écrit dans <em>Ahiman Rezon</em> et la substance de ce que les Anglais appellent les degrés à côté. Ce que contiennent l’Arche Royale, la Marque , les degrés cryptiques, les <em>Allied Masonic Degrees</em>, est d’origine opérative, biblique et hébraïque ou chrétienne Ainsi les anciens ont pu réintroduire ce que, par nature, les modernes n’avaient pu transmettre de la maçonnerie opérative. La <em>Worshipful Society</em> prétend que celle-ci comportait sept grades.</p>
<p>Prendre en compte ce rôle restaurateur permet de mieux comprendre certains phénomènes historiques curieux. Ainsi l’Ordre d’Heredom de Kilwinning est déjà florissant à Londres en 1741. Son rituel archaïque et versifié est fortement opératif et chrétien. Il culmine en un grade chevaleresque chrétien de Rose Croix, qui en fait le plus ancien haut grade connu. Pourtant, après 1753, ses chapitres disparaissent d’Angleterre et c’est par miracle qu’il se poursuivra en Ecosse sous le nom d’Ordre Royal d’Ecosse. Pourquoi s’est-il ainsi évanoui, se demande Lindsay, son historien ? C’est sans doute qu’entre temps la Grande Loge des Anciens avait été fondée, que la mission de défendre la maçonnerie traditionnelle devait être plus efficacement remplie par le nouvel organisme et qu’on ne peut tout faire à la fois. Barker Cryer, qui a étudié les chapitres de H.R.D.M. (les Harodim ou surintendants), dont les rituels apparaissent autour de 1725, ainsi que leurs sources opératives, parvient aux mêmes conclusions que Lindsay .</p>
<p><strong>IV. Le passage. Comment ? Pourquoi ?</strong></p>
<p><strong>I. Les difficultés de l’étude</strong></p>
<p>Quant à savoir exactement comment s’est effectué ce passage et quels furent ses motifs, les opinions divergent, les théories s’affrontent et l’incertitude domine. Les arrière-pensées ne manquent pas mais les <em>a priori</em> dogmatiques ne s’étalent pas toujours en pleine lumière. Enfin, chaque théorie partielle tend à occuper le plus d’espace possible. Nous nous limiterons à exposer les principales positions sans viser à faire un compte-rendu exhaustif de ceux qui les ont soutenues. Pour exprimer une position largement partagée, nous citerons d’abord J.-P. Bayard : « La complexité des faits embarrasse tout historien sérieux ». Nous retiendrons cette notion essentielle de complexité, qui ne peut se satisfaire d’aucune théorie partielle. Nous retiendrons ensuite la constatation de Batham : il n’y a pas de preuves, au sens de preuves documentaires irréfutables . Mais nous avons déjà vu qu’en matière initiatique et secrète, il n’y a pas lieu de l’attendre. Rappelons qu’il n’existe aucun document écrit sur le contenu initiatique et rituel de l’union entre les anciens et les modernes, en 1813, date pourtant proche de nous.</p>
<p>En ce sens, l’école historique maçonnique, qui se dit elle-même <em>authentique</em> , par opposition aux <em>non authentiques</em>, risque en se polarisant exclusivement sur les documents, de donner dans des erreurs inverses de celles des « ésotéristes, mystiques, symboliques et romantiques ». Ceux-ci sont accusés, souvent à juste titre, de divagations imaginatives. Ceux-là s’enferment parfois dans un univers rationaliste étroit. Lorsque Hamill reproche aux ésotéristes de doter la franc-maçonnerie « d’implications mystiques, religieuses et même occultes qu’elle n’a jamais possédées », cette affirmation, contraire aux normes religieuses et aux prières des Anciens Devoirs, nous semble non authentique pour un tenant de l’école qui se dit authentique. Lorsqu’il critique les ésotéristes parce qu’ils s’intéressent à des rites et symboles maçonniques alors que ceux-ci sont universels et non particuliers, il semble ignorer que c’est justement ce caractère universel qui en fait la valeur ésotérique.</p>
<p>Nous exposerons les théories d’après leur origine géographique prédominante. Nous verrons qu’il s’agit là parfois d’un artifice d’exposition et que les clivages idéologiques franchissent les frontières.</p>
<p><strong>2. Les théories anglaises</strong></p>
<p>La plus connue, un temps quasi officielle, est celle de la transition progressive, soutenue avec talent par Harry Carr. Sous l’influence de considérables changements d’ordre « industriel, social, économique », notons le choix des causes, les loges opératives admettent des non-opératifs qui deviennent petit à petit majoritaires. La diminution des tâches opératives laisse la loge sans raison d’être, elle « continue en tant que club social durant une période de déclin jusqu’à ce que la renaissance opérative lui donne un nouveau sens ». Nous en retiendrons l’importance, légitime mais non exclusive, des facteurs socio-économiques. Ce point de vue sera vigoureusement contesté par Eric Ward, qui soutient la différence de nature entre opératifs et spéculatifs. Ceux-ci auraient inventé la franc-maçonnerie au XVIIe siècle. « Nous n’avons d’ailleurs pas de preuve, écrit Ward, que les opératifs aient utilisé des modes secrets de reconnaissance, signes, mots ou marques. » L’auteur prêche pour la rupture entre ces deux organismes qui n’entretiendraient que des liens purement nominaux.</p>
<p>Il fallait, pour combler le vide créé par la critique destructrice d’Eric Ward, établir pourquoi des bourgeois et gentilshommes sont venus en nombre dans les loges. Pour Seal-Coon, il s’agissait de couvrir des réunions secrètes de royalistes et de libéraux soucieux de paix, de tolérance et de cordialité. Si cette théorie de la conspiration politique convient aux jacobites, auxquels elle s’adresse, on pourrait l’étendre au parti opposé en notant le penchant de ceux qui fonderont la Grande Loge de 1717 pour le pouvoir en place. Leur intérêt pour le parti Whig, un souhait légitime d’apaisement et de réunion autour de la nouvelle dynastie, un désir de nouveauté, un intérêt pour la démarche scientifique naissante chez ces proches de la Royal Society, ont marqué la mouvance andersonienne. René Désaguliers a même fait remarquer que le nouveau roi d’Angleterre Georges I, ex-électeur de Hanovre, a pu regarder d’un oeil favorable la reproduction en Angleterre de l’institution très allemande d’une Grande Loge centralisatrice fortement structurée. Tout cela n’épuise cependant pas la question. Si bien que certains vont redécouvrir pièce à pièce la complexité du dossier.</p>
<p>C’est pourquoi Dun ajoute, aux motivations des candidats, le désir d’entrer dans une société d’entraide fraternelle et charitable, chose bien naturelle en ces temps troublés. Haffner y adjoint l’intérêt pour l’architecture et les sciences connexes. On peut insérer ici au paragraphe des vérités partielles, le Français Jameux pour qui la franc-maçonnerie spéculative vient en grande partie de l’art de la mémoire, dont la reviviscence à la Renaissance, dans les milieux hermétiques et maçonniques, est connue. La mémoire est certes essentielle dans les civilisations orales et le travail initiatique, mais elle n’explique pas l’histoire d’un ordre initiatique. Enfin, Batham propose de tenir compte d’une influence ésotérique et monastique catholique. Il rappelle que les ordres religieux supprimés par Henry VIII ont été dépouillés de leurs biens en 1547. Des survivants, avec leur idéal, ont alors pu trouver refuge dans la maçonnerie spirituellement voisine, car les fraternités du Moyen-Age « étaient concernées plus par le salut des âmes que par des problèmes de métier ». Ce point de vue, qui intègre la dimension religieuse, est également soutenu par Colin Dyer,</p>
<p>lequel remarque qu’une théorie explicative complète reste à bâtir .</p>
<p>On voit ainsi au fur et à mesure se reconstituer le puzzle. En rassemblant tous ces fragments épars, séparés par la tendance rationaliste et exagérément analytique, on devrait retrouver la globalité caractéristique des sociétés traditionnelles, pour qui rien n’est profane, tout est sacralisé ou sacré, intégré dans un ordre hiérarchique et synthétique.</p>
<p><strong>3. La théorie écossaise</strong></p>
<p>Avec l’historien universitaire David Stevenson, on touche le terrain solide de l’histoire richementdocumentée… et traduite en français. Pour l’auteur, la franc-maçonnerie moderne fut <em>fondée</em> en Ecosse aux environs de 1600 . On sait que des non-opératifs figurent dans des loges depuis au moins le début du XVIIe siècle et qu’ils y deviennent progressivement plus nombreux. On sait comment, dans le cas de Mary’s Chapel, ils y deviennent majoritaires. Il reste que beaucoup d’autres loges sont restées opératives, parfois très avant dans le XVIIIe, voire le XIXe siècle, après la formation de la Grande Loge d’Ecosse en 1736, sous l’influence de celle de Londres. Cela dit, la situation écossaise est-elle exemplaire pour l’Angleterre ? La transition en Ecosse s’est faite en douceur et c’est en Angleterre que la mutation s’est produite. On voit cependant Roger Dachez écrire que la <em>rupture</em> a dû se situer en Ecosse lors des statuts Schaw (1598), qui ont, dit-il, fait surgir des loges sans « filiation directe » avec les loges médiévales, d’une « autre nature », qui « avaient disparu depuis assez longtemps » . Nous ne voyons pas dans les faits ce qui permet cette affirmation. Sans doute le psychisme moderne est-il sous l’influence du thème de la rupture ? De fait, il y a peu, on chantait encore souvent « Du passé faisons table rase… ». Nous voyons mieux, pour notre part, les avantages d’une dialectique du changement et de la continuité, ainsi que de l’équilibre entre l’ouverture et la rigueur. Le bouddhisme insiste, lui, sur l’union nécessaire de la compassion et la sagesse. La complémentarité dépasse les oppositions.</p>
<p><strong>4. Les théories françaises modernes</strong></p>
<p>On voit soutenir en France une forme voisine des théories anglaises de la rupture, suivant lesquelles l’initiation est apparue avec la Grande Loge spéculative. Ainsi Marius Lepage écrit, en 1956, que le courant spéculatif, apporté par les hermétistes et les philosophes, est à la source de l’initiation, car le courant opératif ne véhicule qu’un aspect moral et de civilité puérile et honnête. En conséquence, Guérillot se demande quand la fraternité est passée de la phase conviviale à son « véritable statut initiatique ». La réponse fournie est : « en France au XVIIIe siècle, dans le cadre de</p>
<p>la maçonnerie dite écossaise ». André Doré précise même : sans doute à partir de 1780 environ . Pour préciser sans ambiguïté la théorie, nous teminerons en citant Patrick Négrier, pour lequel le « compagnonnage de la pierre n’est pas une initiation. . . mais une simple fraternité professionnelle imprégnée de religion et de morale chrétienne, et qu’à ce titre, ses outils n’étaient pas des symboles, mais des instruments de travail en leur emploi le plus littéral. » D’ailleurs, la « signification métaphysique et éthique demeure la création originale et personnelle des maçons acceptés »</p>
<p>Cette thèse typiquement moderniste supprime la filiation traditionnelle, la transmission de l’influence spirituelle, bref, l’initiation elle-même, remplacée par de simples spéculations symboliques, au sein d’une société nouvellement fondée par les hommes du siècle des Lumières. Que pourrait donc transmettre cette pseudo-société initiatique, sinon les fantasmes originaux de ses créateurs ? Faut il rappeler l’insistance mise par toutes les organisations initiatiques sur la continuité de la filiation spirituelle ? Il en va ainsi dans le bouddhisme tantrique où l’influence spirituelle ne doit pas</p>
<p>être interrompue. Si c’est le cas, la lignée ne se prolonge pas. Bien entendu, il n’est pas question d’y introduire des fantaisies individuelles.</p>
<p>Cette conception porte à leur achèvement des préjugés repris aux hommes dits éclairés du 18° siècle, qui méprisaient les âges gothiques, c’est-à-dire barbares, et à ces bourgeois, aristocrates et intellectuels, qui méprisaient les travailleurs manuels incapables d’opérations symboliques. Les préjugés de caste ont ta vie longue. Le stade terminal de cette évolution peut être trouvé dans la présentation de la franc-maçonnerie aux lecteurs de l’Encyclopaedia universalis (1996), par Jacques Mitterrand, un franc-maçon très moderne. L’auteur pense que les associations de métiers du Moyen Age n’ont pas été, du moins il n’en existe pas de preuves, « contaminées » par les « sociétés initiatiques alors que malheureusement la franc-maçonnerie a souffert d’une contamination par les idéaux des anciennes sociétés d’initiés comme les Rose-Croix » On peut regretter cette assimilation de l’initiation à une maladie infectieuse.</p>
<p><strong>5. La théorie traditionnelle</strong></p>
<p>Elle soutient qu’il y a eu transmission initiatique de l’essentiel malgré les changements, même si un amoindrissement inéluctable résulte de la perte de l’aspect opératif du métier. Richard Sandbach résume ces deux facteurs opposés en disant que, des opératifs aux spéculatifs, s’est opérée « une transmission apostolique plutôt qu’une succession héréditaire » .</p>
<p>La « chaîne traditionnelle » de la transmission initiatique n’a pas été interrompue . Les formes constitutives du rite initiatique ont été conservées : préparation du candidat, prières et invocations, épreuves, serment référé à Dieu et à sa révélation, communication des secrets, sont proches de ce qui existait à l’époque opérative ou ont été rétablis grâce à l’action des Anciens. Cela est particulièrement visible au rite Emulation mais le demeure, d’une façon générale, dans les rites du XVIIIe siècle. Cela n’est plus vrai pour des rituels fâcheusement altérés au XIXe’ siècle, mais dans certaines obédiences seulement.</p>
<p>Le propre de la théorie traditionnelle est d’accepter toutes les vérités partielles contenues dans des points de vue limités, en les incluant dans la conception de l’initiation comme intégration spirituelle de l’être complet : corps, mental, esprit, ce premier niveau s’achevant, éventuellement, dans la réalisation supra-personnelle. Elle constate que l’évolution de notre société vers la complexification matérielle s’accompagne d’une part d’ombre qu’est l’oubli de l’esprit. Cette tare du matérialisme ambiant a peut-être atteint son sommet. Cette phase est peut-être en voie de mutation et la réaction contre ces excès semble mener vers la confusion du psychique et du spirituel, l’erreur la plus récente d’un humanisme enclos dans ses limites.</p>
<p>Globalement, au XVIIIe siècle, la maçonnerie ancienne a conservé l’essentiel de l’esprit traditionnel opératif. Comme elle demeure la seule organisation initiatique ouverte, elle sera le milieu d’accueil obligé pour les restes des initiations moribondes du Moyen Age. Celles-ci déposeront en son sein les influences chevaleresques, hermétiques et kabbalistiques, qui nourriront la production des hauts grades, sauvant ainsi ce qui pouvait être conservé, en attendant une lointaine renaissance.</p>
<p><strong>V. En quoi consiste la perte ?</strong></p>
<p>C’est celle d’une société traditionnelle intégrée où tout tend aux fins spirituelles : le bonheur et la paix de la conscience ici et maintenant, la perfection des potentialités humaines ensuite, finalement la réalisation spirituelle ultime. Dans une telle société, le sens ésotérique est vivant au sein de la religion. On sait qu’il s’affaiblira dangereusement avec la Renaissance et les guerres de religion, ouvrant ainsi la voie à la désacralisation moderne et aux scissions internes de l’homme contemporain.</p>
<p>Le maçon opératif est encore un homme intégré. Dans son effort quotidien, dans le froid ou la canicule, les épreuves et les joies de l’œuvre collective, il unit les prescriptions de sa religion, l’ardeur de sa motivation à construire pour la gloire de Dieu et le bien de ses semblables, la fine compréhension de la valeur de ses gestes et de ses outils, l’insertion de son travail dans une oeuvre belle et intellectuellement signifiante, la prière orale et intérieure, sans doute pour certains la méditation, tous facteurs qui transforment l’être. Il n’y a pas d’autre réalisation initiatique que la mise à mort du vieil homme avec ses passions et son ignorance, afin qu’apparaisse la forme divine qu’elles cachaient. Etre initié ce n’est pas seulement apprendre des secrets rares et flatteurs, ce qui serait une pure possession théorique ou spéculative, c’est voir autrement et en réalité les objets de la vie quotidienne, en purifiant sa vision et se transformant soi-même, grâce à la plénitude unitive de l’œuvre, dans tous ses aspects corporels, affectifs, symboliques et rationnels, religieux, intellectuels et spirituels. En ce sens, le véritable caractère opératif de la maçonnerie de métier est qu’elle permettait d’opérer le passage de l’initiation virtuelle, transmise par les rites véhiculant l’influence spirituelle, à initiation réelle, la réalisation spirituelle, grâce à l’usage conjoint de toutes les méthodes efficaces en sa possession.</p>
<p>L’aspect positif de la franc-maçonnerie spéculative est qu’elle a permis la survivance et la transmission de l’initiation virtuelle, aux hommes de désir, suivant l’expression du R.E.R., dans les conditions hostiles d’une société spirituellement décadente et de plus en plus clivée. La franc-maçonnerie a gagné en extension mondiale ce qu’elle perdait en profondeur individuelle. L’aspect négatif est qu’elle s’est coupée des moyens de réalisation que sont l’engagement de tout l’homme dans l’oeuvre, l’usage des techniques de méditation et d’invocation, cependant que se développaient les tendances modernistes visant à subvertir la conception même de l’ordre initiatique et à le couper de sa base religieuse.</p>
<p>Pour nous en tenir à un seul exemple, au XVIIIe siècle, l’idéal nécessaire de tolérance pouvait être poursuivi de plusieurs manières. L’une, celle d’Anderson, en 1717-1723, est laxiste, vague dans la présentation de son fameux article premier : « Cette religion sur laquelle tous les hommes sont d’accord. » Elle court le risque d’oublier la religion, de verser dans le déisme, voire l’athéisme, ce qui sera fait deux siècles plus tard. sur le continent. Cette évolution aurait horrifié le pasteur Anderson. L’autre, celle des Anciens, éclairée par la vision de l’unité transcendante des religions, maintient la richesse du patrimoine spirituel opératif et chrétien, tout en acceptant les juifs, pour lesquels des prières spéciales étaient utilisées en remplacement des prières chrétiennes.</p>
<p><strong>VI. Comment remédier à cette perte ?</strong></p>
<p>Cela pourrait être un programme de redressement, de retour aux sources là où c’est nécessaire, mais d’adaptation aux circonstances aussi. Ce vaste programme dépasse nos compétences et le temps qui nous est imparti. Contentons-nous de pointer quelques idées pour stimuler la recherche.</p>
<p>1. La survivance de la franc-maçonnerie en cette fin de l’âge sombre (kali yuga), comme disent les hindous, ou de cet âge résiduel, comme disent les Tibétains, témoigne du rôle constructeur qu’elle peut et doit jouer, en venant « au secours des religions », « dans une période d’obscuration spirituelle presque complète », suivant une expression d’Albert Lantoine, commentée par René Guénon .</p>
<p>2. Elle ne peut y réussir que si elle reprend conscience de son fondement transcendant et se tient strictement à sa place d’ordre initiatique. Ce retour aux principes est la condition du retour à l’efficacité spirituelle.</p>
<p>3. La liaison avec le métier étant perdue, sauf pour de rares individus, les voies qui restent ouvertes sont celles de l’intériorité.</p>
<p>Nous indiquerons rapidement quelques têtes de chapitre-.</p>
<p>* La pratique d’une confession religieuse authentique, à titre de minimum vital. Cet engagement peut d’ailleurs apparaître comme héroïque à une époque où l’affaissement spirituel des Eglises et des ecclésiastiques a pour effet de rebuter un nombre croissant de fidèles, toutes confessions confondues-.</p>
<p>* L’exécution éclairée, rigoureuse et concentrée, voire par coeur, d’un rituel maçonnique pratiqué dans sa pureté originelle, aussi éloignée que possible des altérations modernes, ce qui entraîne la pénétration des symboles dans le coeur.</p>
<p>* La recherche efficace de la parole perdue et la découverte de ce que l’on peut en faire.</p>
<p>Si l’on restitue la forme correcte du mot substitué du grade de maître (présente dans le rituel opératif), on s’aperçoit, nous dit René Guénon, que « ce mot, en réalité, n’est pas autre chose qu’une question, et la réponse à cette question serait le vrai <em>mot sacré</em> ou la <em>parole perdue</em> elle-même, c’est-à-dire le véritable nom du Grand Architecte de l’Univers » . Sur ce que celui-ci pouvait représenter pour nos ancêtres opératifs et chrétiens, on trouvera les éclaircissements nécessaires dans l’oeuvre de Jean Tourniac , et sur ce que nous pouvons en faire, dans la volumineuse littérature bouddhique tantrique sur l’invocation et les mantras qui fourniront les informations utiles.</p>
<p>D’une façon générale, le calme induit par les techniques répétitives, corporelles aussi bien qu’internes, est la base sur laquelle peuvent se développer toutes les techniques de méditation. En ce domaine, aujourd’hui, le paysan tibétain illettré l’emporte aisément sur l’intellectuel moderne On peut donc supposer légitimement que cette voie était ouverte au tailleur de pierre. Elle peut l’être au maçon contemporain. L’invocation intérieure permanente, jointe à tous les actes de la vie quotidienne, y compris le travail, est réalisable partout, dans le métro et au boulot.</p>
<p>Le retour aux richesses oubliées de la tradition chrétienne dans ses aspects méditatifs et invocatoires, lesquels ne se résument pas à la prière de Jésus ou prière du coeur bien connue, constitue une première solution évidente pour les chrétiens. L’intégration à la pratique maçonnique de ce qui lui est congénitalement apparenté, dans le riche patrimoine méditatif du bouddhisme, notamment tantrique, nous semble être une façon complémentaire de retrouver un aspect méthodique, dont l’équivalent existait déjà sur les chantiers des cathédrales. Le but est, évidemment, de se placer au centre de la croix des éléments et des directions de l’espace, au point où se résolvent toutes les dualités, qui est aussi le centre du coeur.</p>
<p>de Jean Pierre Schnetzler</p>

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		<title>&#8220;Snowball Earth&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Geologists have found evidence that sea ice extended to the equator 716.5 million years ago, bringing new precision to a "snowball Earth"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<table class="aligncenter" style="width: 342px; height: 85px;" border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/GlobalWarming.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-13326" title="GlobalWarming" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/GlobalWarming-150x150.jpg" alt="GlobalWarming" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/earthrot.gif"><img class="size-full wp-image-13317  aligncenter" title="earthrot" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/earthrot.gif" alt="earthrot" width="131" height="143" /></a></td>
<td><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/global_cooling.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-13327" title="global_cooling" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/global_cooling-150x150.jpg" alt="global_cooling" width="132" height="144" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;"><strong>Press Release 10-037 </strong><br />
<strong>Scientists Find Signs of &#8220;Snowball Earth&#8221; Amidst Early Animal Evolution</strong>
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>New evidence hints at global glaciation 716.5 million years ago</strong></p>
<p>A diagram showing two theories on glaciation on early Earth (from 716.5 to 630 million years ago).</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/glaciazione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13289" title="glaciazione" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/glaciazione.jpg" alt="glaciazione" width="436" height="276" /></a></strong></p>
<p>Geologists have found evidence that sea ice extended to the equator 716.5 million years ago, bringing new precision to a &#8220;snowball Earth&#8221; event long suspected to have taken place around that time.</p>
<p>Funded by the National Science Foundation (NSF) and led by scientists at Harvard University, the team reports on its work this week in the journal <em>Science</em>.</p>
<p>The new findings&#8211;based on an analysis of ancient tropical rocks that are now found in remote northwestern Canada&#8211;bolster the theory that our planet has, at times in the past, been ice-covered at all latitudes.</p>
<p>&#8220;This is the first time that the Sturtian glaciation has been shown to have occurred at tropical latitudes, providing direct evidence that this particular glaciation was a &#8217;snowball Earth&#8217; event,&#8221; says lead author Francis Macdonald, a geologist at Harvard University.</p>
<p>&#8220;Our data also suggest that the Sturtian glaciation lasted a minimum of five million years.&#8221;</p>
<p>According to Enriqueta Barrera, program director in NSF&#8217;s Division of Earth Sciences, which supported the research, the Sturtian glaciation, along with the Marinoan glaciation right after it, are the greatest ice ages known to have taken place on Earth. &#8220;Ice may have covered the entire planet then,&#8221; says Barrera, &#8220;turning it into a &#8217;snowball Earth.&#8217;&#8221;</p>
<p>The survival of eukaryotes&#8211;life forms other than microbes such as bacteria&#8211;throughout this period suggests that sunlight and surface water remained available somewhere on Earth&#8217;s surface. The earliest animals arose at roughly the same time.</p>
<p>Even in a snowball Earth, Macdonald says, there would be temperature gradients, and it is likely that sea ice would be dynamic: flowing, thinning and forming local patches of open water, providing refuge for life.</p>
<p>&#8220;The fossil record suggests that all of the major eukaryotic groups, with the possible exception of animals, existed before the Sturtian glaciation,&#8221; Macdonald says. &#8220;The questions that arise from this are: If a snowball Earth existed, how did these eukaryotes survive? Did the Sturtian snowball Earth stimulate evolution and the origin of animals?&#8221;</p>
<p>&#8220;From an evolutionary perspective,&#8221; he adds, &#8220;it&#8217;s not always a bad thing for life on Earth to face severe stress.&#8221;</p>
<p>The rocks Macdonald and his colleagues analyzed in Canada&#8217;s Yukon Territory showed glacial deposits and other signs of glaciation, such as striated clasts, ice-rafted debris, and deformation of soft sediments.</p>
<p>The scientists were able to determine, based on the magnetism and composition of these rocks, that 716.5 million years ago the rocks were located at sea-level in the tropics, at about 10 degrees latitude.</p>
<p>&#8220;Climate modeling has long predicted that if sea ice were ever to develop within 30 degrees latitude of the equator, the whole ocean would rapidly freeze over,&#8221; Macdonald says. &#8220;So our result implies quite strongly that ice would have been found at all latitudes during the Sturtian glaciation.&#8221;</p>
<p>Scientists don&#8217;t know exactly what caused this glaciation or what ended it, but Macdonald says its age of 716.5 million years closely matches the age of a large igneous province&#8211;made up of rocks formed by magma that has cooled&#8211;stretching more than 1,500 kilometers (932 miles) from Alaska to Ellesmere Island in far northeastern Canada.</p>
<p>This coincidence could mean the glaciation was either precipitated or terminated by volcanic activity.</p>
<p>Macdonald&#8217;s co-authors on the <em>Science</em> paper are Phoebe A. Cohen, David T. Johnston, and Daniel P. Schrag at Harvard; Mark D. Schmitz and James L. Crowley of Boise State University; Charles F. Roots of the Geological Survey of Canada; David S. Jones of Washington University in St. Louis; Adam C. Maloof of Princeton University; and Justin V. Strauss.</p>
<p>This work also was supported by the Polar Continental Shelf Project. -NSF_</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/iceagemoderna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13314" title="iceage02" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/iceagemoderna.jpg" alt="iceage02" width="707" height="293" /></a></p>
<p>g.s.m.</p>

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		<title>il valore della parola-e la legge</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 09:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge è un prodotto delle civiltà, cioè è nata in un contesto di sfiducia reciproca tra i componenti di una determinata comunità. L'estraneità, che è spia di un certo antagonismo sociale, ha fatto progressivamente emergere l'esigenza di vincolare il proprio avversario, già in qualche maniera sottomesso, a conseguenze molto gravi nel caso in cui volesse violare o rimettere in discussione un determinato assetto di rapporti di forza. Prima di regolamentare i rapporti tra tribù ostili, la legge è servita per regolamentare i rapporti sociali interni a una tribù......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/parola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13272" title="parola" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/parola-300x226.jpg" alt="parola" width="300" height="226" /></a>Un tempo, prima ancora che nascessero le cosiddette &#8220;civiltà&#8221;, la parola data era sacra, poiché era un impegno che si prendeva in coscienza, e chi non la manteneva veniva sanzionato dal biasimo collettivo, e tutto finiva lì.</p>
<p>Oggi la parola data non ha più alcun valore, se non nei debiti di gioco o nelle relazioni tra marito e moglie. Eppure viviamo in un&#8217;epoca &#8220;cristiana&#8221;, in cui dovrebbe valere il principio evangelico: &#8220;non giurate mai: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurate neppure per la vostra testa, perché non avete il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno&#8221;(Mt 5,34ss.). Con un principio del genere gli aspetti giuridici avremmo dovuto abolirli completamente.</p>
<p>La legge è un prodotto delle civiltà, cioè è nata in un contesto di sfiducia reciproca tra i componenti di una determinata comunità. L&#8217;estraneità, che è spia di un certo antagonismo sociale, ha fatto progressivamente emergere l&#8217;esigenza di vincolare il proprio avversario, già in qualche maniera sottomesso, a conseguenze molto gravi nel caso in cui volesse violare o rimettere in discussione un determinato assetto di rapporti di forza. Prima di regolamentare i rapporti tra tribù ostili, la legge è servita per regolamentare i rapporti sociali interni a una tribù.</p>
<p>Quando nel racconto del Genesi vien detto che nell&#8217;Eden esisteva un divieto esplicito di fare una determinata cosa, significava che già all&#8217;interno di una medesima tribù vi erano forze tendenzialmente opposte, di cui una, quella rappresentata dalla donna, sempre più favorevole a uno stile di vita esterno alla propria tribù, che nel racconto viene rappresentato dal serpente. Il primo divieto formale viene posto in presenza di un antagonismo fra tribù rivali. Viene posto sperando che con la paura si potesse tenere uniti gli ultimi componenti di una tribù che rischiava di soccombere alla forza di quelle confinanti. Un espediente che avrebbe potuto funzionare in via del tutto transitoria e certamente non all&#8217;interno di una reiterata assenza di quel fondamentale collante sociale che si chiama &#8220;consapevolezza interiore collettiva&#8221;.</p>
<p>Il principale assetto di rapporti di forza che caratterizza il sorgere delle civiltà e quindi di una qualche legislazione repressiva è stato quello dei rapporti di proprietà. Ci si può chiedere se questa affermazione possa essere applicata anche alla civiltà ebraica, quale venne formandosi sotto la legislazione mosaica, poiché quest&#8217;ultima, coi suoi dieci comandamenti, viene considerata ancora oggi un modello basilare per tantissime legislazioni nazionali. La domanda è legittima in quanto è difficile sostenere che la legge mosaica rispecchiasse in maniera adeguata i rapporti sociali antecedenti alla caduta edenica.</p>
<p>Il fatto è che un popolo che si emancipa da una condizione di schiavitù, non può di punto in bianco tornare a vivere una condizione di vita totalmente priva di antagonismi sociali. Occorre una legislazione temporanea. E quella che si diedero gli ebrei era enormemente più avanzata di tutte le legislazioni degli Stati schiavistici dell&#8217;epoca.</p>
<p>Quando entrò in scena Gesù Cristo non venne proposta una nuova legislazione; venne semplicemente detto che fino a quando gli uomini non avessero imparato a convivere pacificamente tra loro a prescindere dalle leggi, queste sarebbero rimaste. Al massimo, nel vangelo di Giovanni (13,24), si parla di &#8220;comandamento dell&#8217;amore&#8221;: amarsi gli uni gli altri sull&#8217;esempio del Cristo.</p>
<p>Un comandamento, questo, che, detto a prescindere dalle contraddizioni sociali, rifletteva un tradimento ancora più sofisticato di quello che possiamo constatare nei vangeli sinottici, laddove si afferma che l&#8217;unica legge che riassumeva tutti i comandamenti era il principio di amare contemporaneamente dio e il prossimo come se stessi, ch&#8217;era peraltro già previsto nell&#8217;Antico Testamento, tant&#8217;è che nel vangelo di Marco (12,28ss.), quando Cristo incontra lo scriba che gli chiede quali siano i comandamenti principali, alla fine della discussione i due si trovano in perfetto accordo. L&#8217;unica cosa che lo scriba doveva ancora capire, per diventare un perfetto &#8220;cristiano&#8221;, era quella di credere che Gesù fosse l&#8217;unigenito figlio di dio.</p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/coscienza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13274" title="coscienza" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/coscienza-270x300.jpg" alt="coscienza" width="270" height="300" /></a>Il tradimento della chiesa petro-paolina era consistito proprio in questo, nel far credere che tutta la legge si racchiudesse in una mera questione della coscienza personale, a prescindere completamente dalle condizioni esterne in cui essa deve agire. Un principio, questo, che al massimo avrebbe potuto trovare una qualche giustificazione in una società priva di conflitti sociali, di classe. Diversamente esso aveva e ancora oggi ha soltanto un significato conservativo dei rapporti esistenti, qualunque essi siano, dunque anche quelli antagonistici. Un principio, dunque, non molto superiore a quello buddhista.</p>
<p>In realtà se non si pongono le condizioni per cui quel sacrosanto principio possa essere applicato, il suo valore è minimo. E la condizione fondamentale è quella di rovesciare il potere politico ed economico che impedisce di applicare quel principio nell&#8217;ambito dell&#8217;intera società.</p>
<p>La chiesa ricadde nei limiti dell&#8217;ebraismo, imponendo, attraverso i propri dogmi, una determinata interpretazione dell&#8217;oggetto della propria fede. Tornò di nuovo in auge la legge appena essa fruì di un certo potere istituzionale.</p>
<p>Questo per dire che una volta fatta la rivoluzione politica, occorre porre le condizioni che tendono a ridurre progressivamente il peso della legge, puntando l&#8217;attenzione sulla socializzazione dei beni, umani e naturali.</p>
<p>E. Galavotti &#8211; Homolaicus -</p>
<p><strong><span style="color: #800000;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/1d009.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13282" title="1d009" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/1d009-150x150.jpg" alt="1d009" width="151" height="164" /></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong><strong><span style="color: #800000;">Sta comunque di fatto che Coloro  che promettono e poi non mantengono a prescindere dalla legge &#8230;perdono il rispetto di se stessi&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">si vergognano delle propriie azioni&#8230;la loro vita consiste nella fuga&#8230;essi  sprecano molta più energia tradendo la parola data..</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">di  quanta ne usi il guerriero per mantenere le sue promesse&#8230; il guerriero onora comunque la parola data&#8230;e paga il prezzo della propria impulsività&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong></p>
<p> g.m.s.</p>

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		<title>Geologia-luoghi sensibili</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 20:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[La tragedia di Haiti e del Chile ha sconvolto e sorpreso il mondo. Non i geologi però.....
Di questi luoghi non si parla, eppure potrebbero essere il teatro di terremoti devastanti, conosciuti come terremoti silenziosi in quanto sono luoghi dove potrebbe verificarsi la prossima tragedia cio dovuto a esperienze passate..... 

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			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: small;"><strong>Catastrofi- i luoghi dei prossimi grandi terremoti</strong></span></h2>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/faglia.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-13259" title="faglia" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/faglia-300x207.gif" alt="faglia" width="300" height="207" /></a></p>
<p>Di questi luoghi non si parla, eppure potrebbero essere il teatro di terremoti devastanti, conosciuti come terremoti silenziosi in quanto sono luoghi dove potrebbe verificarsi la prossima tragedia cio dovuto a esperienze passate e alla</p>
<p>La tragedia di Haiti e del Chile ha sconvolto e sorpreso il mondo. Non i geologi però. E come Haiti e il Chile, esistono altri siti dove l&#8217;attività sismica non è trascurabile.</p>
<p>conformazione geologica del territorio</p>
<p> </p>
<p><strong>Stati Uniti, delta del Mississippi</strong><br />
Faglia di New Madrid.</p>
<p><em>Perché temere la tragedia?</em> L&#8217;ultima forte scossa si è verificata nel 1812 e la sua potenza distruttrice ha invertito il flusso del fiume del Mississippi che per alcune ore si mise a scorrere al contrario, Molte metropoli si trovano nella zona a rischio: da Memphis a Saint Louis,si tratta della linea di faglia più minacciosa degli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Turchia</strong><br />
Faglia: Anatolia del Nord</p>
<p><em>Perché temere la tragedia? </em>Il terremoto di Izmit del 1999<em> </em>è stato un avvertimento di quanto pericolosa sia questa zona. La grande scossa ha ucciso 18mila persone ed è stato l&#8217;evento culminante di settanta anni di assestamenti che hanno fatto tremare l&#8217;intera penisola. Negli ultimi quaranta anni la Turchia è stata vittima di almeno cinque forti sismi che hanno ucciso oltre mille persone. </p>
<p>I sismologi temono che la prossima grande scossa possa spostarsi più a nord, fino a coinvolgere Istanbul con i suoi quasi 12 milioni di abitanti.</p>
<p><strong>Australia</strong><br />
Placca pacifica, filippina ed auroasiatica.</p>
<p><em>Perché temere la tragedia? </em>Il primo motivo di allerta è la posizione del continente, che si poggia su un&#8217;area di connessione tra tre diverse placche, minacciato dai movimenti tettonici. Le scosse in Australia sono particolarmente imprevedibili e il 2008 è stato un anno di incredibile attività sismica, anche se non sono stati prodotti gravi danni. Ma anche una scossa minore potrebbe distruggere le case australiane, che in particolare a Sydney sono costruite con materiali fragili. Molte sono le strutture vecchie e mai ristrutturate che potrebbero cedere.</p>
<p><strong>Nepal</strong><br />
<em>Perché temere la tragedia? </em>Anche il Nepal occupa una posizione a rischio, e la catena himalayana<strong> </strong>è una prova della forte attività tettonica che ha interessato l&#8217;area in passato. Katmandu, la capitale del Nepal, si trova in corrispondenza della giuntura tra la placca indiana e quella euroasiatica. le lunghe pause tra un terremoto e l&#8217;altro spaventano i sismologi: più l&#8217;intervallo tra un sisma e l&#8217;altro è lungo, più è possibile che si verifichi una scossa di forza disastrosa. In più, il paese è tragicamente impreparato<strong> </strong>a un terremoto. </p>
<p><strong>Giappone</strong><br />
Placca tettonica d&#8217;Itoigawa-Shizuoka</p>
<p><em>Perché temere la tragedia?</em> il Giappone<em>, </em>si sa, ha un rischio sismico elevatissimo ed è spesso scosso da terremoti più o meno potenti. Quello che rende ancora più pericoloso un terremoto in Giappone è l&#8217;altissima densità abitativa. Il terremoto di Kanto del 1923 ha ucciso oltre centomila persone e il Paese è vulnerabile agli tsunami<em>. </em>In più, il Giappone fa largo uso di energia nucleare e già nel 2007 una scossa ha danneggiato la centrale di Kashiwazaki causando una fuga di materiale radioattivo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/faglie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13261" title="faglie" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/faglie.jpg" alt="faglie" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;">line delle grandi faglie terrestri</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #800000;">g.s.m.</span></strong></p>

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		<title>Notizie dal Medio Oriente</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 19:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[1-Elezioni Irakene  il momento della verità per Obama
2-La Siria snobba la Clinton]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><span style="font-size: small;">1-Elezioni Irakene  </span></strong><strong><span style="font-size: small;">il momento della verità per Obama</span></strong></h2>
<h2><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><strong>2-</strong></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>La Siria snobba la Clinton</strong></span></span></span></strong></h2>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/truppe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13242" title="truppe" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/truppe-236x300.jpg" alt="truppe" width="236" height="300" /></a>La promessa del presidente Usa Barack Obama di ritirare le truppe dall&#8217;Iraq per la fine di agosto vivrà un momento importante questo weekend, quando milioni di iracheni si recheranno alle urne per eleggere un nuovo governo.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno dovuto affrontare molti momenti difficili durante i sette anni della guerra in Iraq, ma la posta in gioco non è mai stata così alta.</p>
<p>Se le elezioni dovessero svolgersi senza problemi, i soldati Usa potrebbero fare ritorno a casa come da programma. Ma se dovessero verificarsi gli episodi di violenza che hanno causato la morte di migliaia di iracheni nel 2006-2007, allora Obama potrebbe essere costretto a rivedere i suoi piani.</p>
<p>Una nuova ondata di violenza, tra l&#8217;altro, sarebbe &#8220;una distrazione&#8221; tutt&#8217;altro che ben accetta per il presidente Usa, che ha dichiarato che il tema in cima all&#8217;agenda del 2010 sarà la riduzione dell&#8217;alto tasso di disoccupazione negli Stati Uniti.</p>
<p>Obama, tra l&#8217;altro, si è lasciato poco spazio di manovra con il suo discorso alla nazione del mese scorso.</p>
<p>&#8220;Le nostre truppe lasceranno l&#8217;Iraq entro la fine di agosto&#8221;, ha detto Obama. &#8220;Non c&#8217;è margine di errore: la guerra sta finendo, e tutti nostri soldati torneranno a casa&#8221;.</p>
<p>Obama ha promesso una rapida conclusione della guerra in Iraq, che è costata la vita a più di 4.300 soldati Usa e alle casse americane centinaia di miliardi di dollari.</p>
<p>Con l&#8217;economia che sta uscendo solo ora dalla recessione e la situazione in Afghanistan che sta peggiorando, la guerra in Iraq non è più in cima all&#8217;agenda di Obama, che pure ha incaricato il suo vicepresidente Joe Biden di occuparsene.</p>
<p><strong>Un  dilemma per Obama</strong></p>
<p><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/veterani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13243" title="veterani" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/veterani-300x243.jpg" alt="veterani" width="245" height="243" /></a>Ora, in ogni caso, è arrivato il momento della verità per Obama.</p>
<p>Il pericolo, per il presidente Usa, è che i leader politici si trovino bloccati per mesi su chi debba formare il nuovo governo, un vuoto di potere di cui qualcuno potrebbe approfittare, coma ha fatto al Qaeda nel 2005, per dare vita a una nuova ondata di violenza.</p>
<p>&#8220;La preoccupazione riguarda proprio quel periodo, che potenzialmente è pericoloso&#8221;, ha detto un alto funzionario dell&#8217;amministrazione Usa, che ha preferito rimanere anonimo. &#8220;Se c&#8217;è un vuoto di potere, si è sempre preoccupati di come questo vuoto possa essere riempito&#8221;.</p>
<p>Il comandante in capo delle forze statunitensi in Iraq, Ray Odierno, ha realizzato un piano di emergenza per rallentare eventualmente il ritiro delle truppe dall&#8217;Iraq, ma il segretario alla Difesa Robert Gates ha chiarito che, per prendere in considerazione questa eventualità, ci dovrebbe essere prima &#8220;un considerevole peggioramento&#8221; della situazione legata alla sicurezza.</p>
<p>&#8220;Si dovrebbe verificare uno scenario catastrofico, che molti osservatori ritengono non si verificherà. Qualcosa di simile a quanto avvenuto nel 2006&#8243;, ha detto Brian Katulis, esperto di Iraq del Center for American Progress.</p>
<p>Odierno ha detto di aspettarsi una riduzione del contingente americano a 50.000 uomini entro la fine di agosto, dagli attuali quasi 96.000.</p>
<p>C&#8217;è poco interesse tuttavia nel Congresso, controllato dai democratici, per un rinvio del ritiro, in particolare in un anno di elezioni, durante il quale i democratici devono affrontare una dura battaglia per mantenere la maggioranza al Senato e alla Camera dei Rappresentanti.</p>
<p>&#8220;I miei colleghi sono d&#8217;accordo nel proseguire l&#8217;iter del ritiro&#8221;, ha detto William Delahunt, uno dei deputati democratici e membro del Comitato per gli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti.</p>
<p>&#8220;Siamo stati lì, ora è tempo per il popolo iracheno di decidere per se stesso&#8221;, ha detto Delahunt in un&#8217;intervista a Reuters. Di Ross Colvin </p>
<p>«L&#8217;Iran ha il diritto di proseguire il suo programma di arricchimento dell&#8217;uranio per scopi pacifici». Lo ha detto il presidente siriano Bashar al Assad al termine dell&#8217;incontro a Damasco col suo omologo iraniano Mahmud Ahmadinejad. Al termine di un&#8217;ora di colloqui, Assad e Ahmadinejad si sono presentati di fronte ai giornalisti per una conferenza stampa, appena conclusasi. A proposito della questione del nucleare iraniano, il rais siriano ha ribadito che «gli attacchi all&#8217;Iran per il suo programma assomigliano a una nuova operazione di colonialismo e di controllo occidentale della regione».</p>
<p>In risposta al segretario di Stato americano Hillary Clinton, che aveva ieri affermato di aver chiesto alla Siria di prendere le distanze dall&#8217;Iran, Assad ha ironizzato, dicendo che «col presidente Ahmadinejad ci siamo incontrati a Damasco proprio per firmare l&#8217;accordo di distanziamento». La frase scherzosa ha suscitato risate tra giornalisti e rappresentanti dei due Paesi. Sul tema è intervenuto Ahmadinejad, che rivolgendosi direttamente al segretario di Stato Usa, ha detto: «Lei chiede a Iran e Siria di aumentare la distanza fra noi, ma evidentemente non sa che tra i due Paesi non esiste alcuna distanza». «Parlando seriamente &#8211; ha ripreso Assad &#8211; siamo oggi qui per ribadire la profondit… dei nostri rapporti bilaterali e l&#8217;intenzione di migliorarli e rafforzarli a tutti i livelli e senza eccezioni».</p>
<p>Trattato Bilaterale tra Siria e Iran. Bashar al Assad: &#8220;Teheran ha il diritto di proseguire il suo programma di arricchimento dell’uranio per scopi pacifici&#8221;. La Clinton avvisa Damasco: &#8220;Prendete le distanze&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"> <strong><span style="color: #800000;">le</span> <span style="color: #800000;">nuove</span> <span style="color: #800000;">forze</span> <span style="color: #800000;">di polizia Irakene</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-13245  aligncenter" title="IRAQ_-_esercito_e_sicurezza" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/IRAQ_-_esercito_e_sicurezza-300x199.jpg" alt="IRAQ_-_esercito_e_sicurezza" width="405" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>2-</strong></span><a href="/esteri/la_siria_snobba_clinton_teheran_ha_scopi_pacifici_vada_avanti_nucleare/iran-siria-ahmadinejad-bashar_assad-vertice/25-02-2010/articolo-id=424968-page=0-comments=1"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>La Siria snobba la Clinton</strong></span><br />
</span></a></p>
<p><strong><a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/hillary-and-iraq.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13248" title="hillary-and-iraq" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/hillary-and-iraq-253x300.jpg" alt="hillary-and-iraq" width="220" height="220" /></a>Damasco</strong> &#8211; &#8220;L’Iran ha il diritto di proseguire il suo programma di arricchimento dell’uranio per scopi pacifici&#8221;. La presa di posizione del presidente siriano Bashar al Assad è netta e prende le difese della politica energetica portata avanti dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. L&#8217;annuncio al termine del bilaterale tra i due Paesi, non molti giorni dopo che il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, aveva esortato Damasco a &#8220;prendere le distanze&#8221; dall’Iran. Il ministro degli esteri siriano aveva già detto che Damasco s’impegnerà in un &#8220;dialogo costruttivo&#8221; tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti per un accordo, ribadendo il proprio no a nuove sanzioni.</p>
<p> <strong>La Siria</strong><strong> contro il &#8220;colonialismo&#8221; Usa</strong> &#8220;Vietare lo sviluppo del programma nucleare iraniano è una nuova forma di colonialismo nella regione&#8221;. È quanto ha affermato il presidente siriano, Bashar al-Assad, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Damasco. Assad ha parlato ai giornalisti accanto al presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, giunto oggi in Siria in visita ufficiale. &#8220;Abbiamo firmato diversi accordi bilaterali molto importanti &#8211; ha spiegato il presidente siriano &#8211; In particolare abbiamo sottoscritto un accordo che permette ai cittadini dei due paesi di muoversi senza bisogno dei visti d’ingresso&#8221;. Assad ha agginuto poi di aver discusso con il capo di stato iraniano &#8220;delle recenti evoluzioni in Iraq e di quanto accade in Palestina&#8221;. Ha quindi sostenuto la legittimità del programma nucleare iraniano avvertendo che &#8220;ciò che vogliono fare con l’Iran lo faranno anche con gli altri paesi&#8221; della regione.</p>
<p> <a href="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/7288D1EC-BEE4-4C2B-A2D1-B5CB96333E32_mw800_mh600.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13249" title="7288D1EC-BEE4-4C2B-A2D1-B5CB96333E32_mw800_mh600" src="http://umsoi.org/wp-content/uploads/2010/03/7288D1EC-BEE4-4C2B-A2D1-B5CB96333E32_mw800_mh600-300x224.jpg" alt="7288D1EC-BEE4-4C2B-A2D1-B5CB96333E32_mw800_mh600" width="222" height="224" /></a><strong>L&#8217;alleanza contro Israele</strong> &#8220;Se l’entità sionista ripeterà gli errori commessi in passato, la Siria e l’Iran saranno pronti ad affrontarla&#8221;, ha affermato il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, invitando Israele a non deve ripetere gli errori del passato: &#8220;Deve capire che vanno riconosciuti i diritti dei popoli della regione&#8221;. Ahmadinejad ha inoltre accusato gli Stati Uniti di &#8220;voler creare un grande Medio Oriente con un grande stato sionista&#8221;. L’obiettivo del presidente iraniano invece è &#8220;creare un nuovo Medio Oriente, senza il sionismo e senza stati tiranni&#8221;. E ha ribadito che su questo tema &#8220;gli Stati Uniti hanno fallito nel tentativo di dominare la regione&#8221;. A proposito della presenza americana in Iraq, ha aggiunto che &#8220;i nostri popoli odiano la presenza di stranieri e questi devono subito lasciare la regione&#8221;. Ahmadinejad ha ribadito inoltre che &#8220;Israele sta andando verso la sua dissoluzione perchè è arrivato a un vicolo cieco&#8221; e ha aggiunto che &#8220;dobbiamo sempre essere pronti a subire un attacco da parte loro, ma non solo a parole&#8221;. Il presidente iraniano ha anche ricordato che in questi giorni si celebra la ricorrenza della nascita di Maometto, ribadendo &#8220;l’importanza dell’unità dei popoli musulmani. Non ci sono differenze tra di noi e la Siria e noi ci consideriamo un solo popolo. Tutte le divisioni a cui assistiamo vengono imposte dall’estero&#8221;.</p>
<p><strong> G.S.M.</strong></p>

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