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Uno sguardo sul mondo che ci circonda e sulle nuove tendenze

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Nel categorico rifiuto di ogni dogmatismo, di ogni altra ricattabilità e di ogni altra pretesa omologatoria – sia essa pubblica che privata – l’unica fedeltà che dobbiamo pretendere dagli altri – ed impegnarci a garantire agli altri – è quella verso sè stessi: in una nostra comune dimensione comunitaria ecumenica, in quanto persone eticamente civili e socialmente responsabili. Noi sappiamo che l’essere umano è continuamente esposto, nella sua quotidianità, a delle contraddizioni che intimamente lo lacerano e che – drammaticamente e mortalmente – si riflettono sulle persone che incontriamo sul nostro cammino e che ci amano e che noi amiamo o che vorremmo poter amare ma che la vita, molto, troppo spesso, per qualche valida ragione, ci impedisce di amare, sia per una qualche valida nostra ragione, sia per il condizionamento prevalente, se non prevaricatore, delle forze sociali che incombono su di noi e che noi ci sentiamo di dover respingere.

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La storia umana è ricca di tentativi molto diversi: l’ideale anarchico, l’utopia comunista, la democrazia elettiva, il principe illuminato che ama il suo popolo, il despota onniregolatore di Orwell, il patriarcato super allargato e tanti altri. E tutti hanno dovuto fare i conti con le esigenze imposte dall’Io della specie umana.

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Purtroppo queste genti non si rendono conto che viviamo nel terzo millenio e che il progresso l’umanità ha fatto passi da gigante, per cui le guerre crociate fanno parte di un passato storico, ove tra l’altro erano spade e lance frecce le armi e non il kalashnikov, il bazooca o altro di simile. Se queste genti desiderano veramente emulare la sunna o le guerre in nome del passato perche violare la tradizione usando armi di ultima generazione? la risposta purtroppo e semplice è lo stesso Occidente che arma questi terroristi, cosi come i nuovi eserciti arabo-islamici, in cambio di oculti interessi commerciali o peggio neo-coloniali per lo sfruttamento vedi in primis il petrolio.

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Ali bin Hussein ‘, il terzo Imam sciita, e suo figlio,’ Ali Akbar, che sono stati entrambi martirizzati in Battaglia a Karbala nel mese di ottobre 680 Ce il loro martirio, e quelle degli altri membri della banda di piccoli Husayn, sono stati santificati nel corso dei secoli e sono un evento chiave nella memoria storica di tutti i musulmani sciiti. La storia ha mescolato con agiografia e ciò che è venuto per essere definito “Martirologio” per creare un alto valore simbolico e quasi mitizzando una visione del passato.

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la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della Passione. E lui rispose dicendo: La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione muovono guerra all’avidità e alla passione. Potessi io essere il pacificatore dell’anima vostra, che converte rivalità e discordia in unione e armonia. Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti di ogni vostro elemento ? La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l’anima vostra. Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare. Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione.

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Un diverso destino da parte delle due aree del neo-impero romano-cristiano: in Oriente la Chiesa bizantina si sottometteva politicamente allo Stato; in Occidente era la Chiesa romana a pretendere una sottomissione da parte dei sovrani. Là dove il basiléus poteva controllare la Chiesa (benché questa rivendicasse totale indipendenza sul piano teologico), lì era altresì possibile, da parte dello Stato, controllare ogni altra sfera sociale. Viceversa in Occidente la Chiesa romana impedì qualunque forma centralizzata di controllo, rendendo i sovrani troppo deboli nei confronti dei loro sudditi.

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La distinzione tra tassa e imposta è ereditata dal diritto romano ed è tipica dei Paesi di diritto latino. Nei Paesi di Common Law (Regno Unito e Stati Uniti) vige da tre secoli il principio del “no taxation without representation”, ideato all’inizio della Rivoluzione americana. Si tratta di un principio in base al quale i cittadini che pagano i tributi devono essere rappresentati in Parlamento, e i tributi debbano derivare da una decisione parlamentare, in merito a un servizio di cui beneficiano i contribuenti. Questo principio è recepito nell’ordinamento italiano dove è vietata tramite decreto governativo l’estensione o l’imposizione di nuovi tributi (art. 4 della legge n. 212/2000 – Statuto dei diritti del Contribuente).

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Non è il nostro debito quando non siamo stati noi a crearlo. Non è il nostro debito quando non siamo stati consultati. Non è il nostro debito quando i diritti fondamentali vengono violati in nome del suo pagamento. I debiti ingiusti non sono i nostri debiti!”
il direttore della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, meno di una settimana fa ha dichiarato che la povertà estrema (riferendosi così a quel miliardo di persone al mondo che vivono con meno di un dollaro al giorno) “è la questione morale centrale dei nostri tempi” e ha indicato un forte impegno dell’Organizzazione alla sua eliminazione entro il 2030. ( campa cavallo…….)

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Guerra e pace. Chiesa e Stato. Conflitti religiosi. Strategie diplomatiche. Interventi militari. Oggi sono molte le lenti da cui guardare quanto sta accadendo nel mondo. La Chiesa, con Papa Francesco…More

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Può esistere un popolo maledetto dalla storia, odiato da tutti gli altri popoli? Se gli ebrei pensano di esserlo, fanno del vittimismo. Non può esistere alcun popolo odiato in quanto “popolo”. O almeno questa cosa non può durare per secoli e secoli. Prima o poi si arriva a un compromesso, a un’intesa, anche perché chi viene odiato, si difende, rivendica dei diritti, cerca di dimostrare d’essere migliore di come viene dipinto, e spesso i popoli conquistatori diventano culturalmente conquistati, come gli antichi romani da parte dei greci.Persino tra i popoli dominatori, c’è sempre qualcuno che cerca d’essere o di sembrare migliore degli altri, inducendo questi, in qualche modo, ad adeguarvisi.

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