Audrey Hepburn inedita…..video

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stata un’eroina della Resistenza

Audrey Hepburn è stata un'eroina della Resistenza

Da adolescente ha fatto la staffetta partigiana in Olanda: lo rivela Robert Matzen nel libro ‘Dutch Girl: Audrey Hepburn and World War II’

La rivela ora una sua nuova biografia, Dutch girl: Audrey Hepburn and World War II, scritta dal giornalista americano Robert Matzen, basata su conversazioni con Luca Dotti, il figlio nato dal matrimonio fra l’attrice e un medico italiano (autore anche, con Luigi Spinola, del libro Audrey at home da cui sarà tratta una serie tv).

Oggi il Times di Londra ne anticipa il contenuto con un articolo in prima pagina su Audrey Hepburn “eroina della Resistenza in Olanda”.

Nata a Bruxelles da padre inglese e madre olandese, una baronessa, Audrey Hepburn si trovò in Olanda tra il 1943 e il 1945 durante l’occupazione nazista.
Era una ragazza di 14 anni, studiava da ballerina, ma un giorno la resistenza olandese prende accordi con la sua famiglia per nascondere nella loro casa un paracadutista britannico, rimasto disperso dopo la battaglia di Arnhem.
Da quel momento l’esistenza di Audrey cambiò. Non solo prese parte alla complicata operazione di celare la presenza del militare alleato nella loro abitazione, ma iniziò anche a compiere pericolose missioni come staffetta per portare messaggi alle formazioni partigiane.
A un certo punto, afferma il libro, si mise perfino a raccogliere donazioni per la resistenza in occasione delle sue prime performance come ballerina: sembrava che pensasse a fare carriera, invece aveva in mente la lotta contro il Terzo Reich

E visto come era brava, i partigiani olandesi la utilizzarono anche per portare cibo e vestiario ad altri militari britannici nascosti nella regione, dove il conflitto si era spostato all’indomani dello sbarco in Normandia degli Alleati.

“Mia madre mi raccontò che fu emozionante per lei” dice Luca Dotti nella biografia. “Era rischioso e si rendeva conto che, se fosse stata scoperta, lei e tutta la sua famiglia sarebbero stati fucilati, ma lo fece lo stesso”

Molti anni dopo, raggiunta la fama con il cinema, l’attrice non diede risonanza alla cosa.
Un suo zio era stato uno dei capi della resistenza in Olanda e, catturato dai nazisti, fu condannato a morte e ucciso.
Ma sua madre, una ricca aristocratica, da giovane aveva simpatizzato per il Terzo Reich, incontrando anche Hitler in un’occasione.
Forse Audrey Hepburn temeva che, se avesse parlato del suo ruolo di staffetta partigiana, sarebbe emerso anche questo particolare sulla propria madre, danneggiando la sua carriera a Hollywood.
Così non se ne seppe mai niente. Ora la biografia conferma il cuore d’oro di una donna precocemente scomparsa, che negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla causa dell’Unicef contro la fame nel mondo e per i diritti umani
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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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