La terra promessa- sulle rovine di un altro popolo…

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Nessuna “Terra promessa” può essere costruita sulle rovine di un altro popolo

A prescindere da ogni valutazione sulle conseguenze della risoluzione del 29 novembre 1947 delle Nazione Unite per la divisione della Palestina in due parti, la Palestina e Israele, questa risoluzione ha creato tensioni e guerre che hanno causato una catastrofe per il popolo palestinese.

Il numero elevatissimo di morti e profughi palestinesi dall’inizio di questa guerra ha costretto la società internazionale e gli attivisti nei diritti umani a condannare ripetutamente queste azioni barbariche attraverso le risoluzioni e dichiarazioni avvenute nella striscia di Gaza e il territorio occupato.

La profondità di questa catastrofe umana ha portato le Nazioni Unite a condannare questi atti violenti attraverso un’azione simbolica, e ad inserire la giornata mondiale della solidarietà con il popolo palestinese nel calendario degli eventi mondiali nel 1977, scegliendo il 29 novembre per celebrare questa giornata.

Subito dopo la vittoria della rivoluzione islamica dell’Iran, Imam Khomeini fondatore della Repubblica Islamica, il 7 agosto 1979 ha nominato l’ultimo venerdì del mese di Ramadan come la giornata mondiale di Quds, chiedendo a tutti i musulmani di proclamare e manifestare la loro solidarietà con il popolo palestinese.

Il movente per la scelta di questo giorno nel mese di Ramadan rientra proprio nel principio del mese di Ramadan, basato sulla solidarietà verso gli oppressi e bisognosi.

Inoltre il movente per scegliere il giorno di venerdì per celebrare la giornata di Quds rientra nel credo e nel pensiero dello sciismo, che ritiene l’arrivo dell’ultimo Imam infallibile (Imam Mahdi) insieme a Gesù Cristo per far regnare la pace e giustizia sulla terra.

(nota-Nella religione islamica Gesù è riconosciuto come il penultimo profeta. La sua menzione viene sempre accompagnata dall’eulogia ossia “benedizione” Su di lui la pace di Allah (in arabo ʿalayhi al-salām), simile all’eulogia impiegata per il profeta Maometto (sallā Allāhu ʿalayhi wa-sallam, cioè “Dio lo benedica e gli dia pace”).

Gesù è menzionato diverse volte nel Corano oltre che nella tradizione islamica, con il nome di “Gesù figlio di Maria” (in arabo ʿĪsā ibn Maryam). Il Corano si riferisce inoltre a Gesù con la formula “il messaggero di Dio” o “la parola di Dio”. Secondo la tradizione messianica islamica, Gesù tornerà sulla Terra dopo il Mahdi alla fine dei tempi, annunciando lo” yawm al-dīn,” ovvero il giorno del giudizio finale, e si afferma che egli apparirà lì dove si erge il “minareto di Gesù” (manār ʿĪsà) della moschea degli Omayyadi di Damasco dove tra l’altro si trova la reliquia “la testa” di San Givanni il battista presente anche nel Corano col nome di “Yaḥyāossia uno dei massimi profeti che precedettero Maometto).

In questa giornata i musulmani per lo più Sciiti e gli uomini liberi di tutto il mondo esprimono la loro solidarietà con il popolo palestinese attraverso le manifestazioni. Questi uomini cercano di trasmettere il loro desiderio verso tutta l’umanità, augurando che non ci sia più un giorno in cui la “Terra promessa” di un popolo possa essere costruita sulle rovine di un altro popolo

Gholi Akbar Direttore Istituto culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran

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La giornata internazionale di Quds anche in Gerusalemme è considerata il giorno del sostegno alla causa e al popolo palestinese, in cui si rivendica la liberazione di tutti i territori palestinesi dalla brutale occupazione del regime sionista, sostenuto da buona parte dei Paesi occidentali e da alcuni arabo sunniti

 

 

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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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