la Via della Seta-nel Mediterraneo…

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La Grecia è il fulcro della Via della Seta nel Mediterraneo

Un sondaggio Pew del 2018 rilevava che l’89% dei greci trova la propria cultura superiore a quella degli altri, di gran lunga il più alto in Europa, dove raggiungeva il 26% in Svezia, il 23% in Estonia e Belgio e il 20% in Spagna.

I greci sono di gran lunga la più antica civiltà del continente europeo, dandogli la nomea di fondatori della civiltà occidentale e una certa arroganza sugli altri europei.

Tuttavia, fu questo antichissimo orgoglio che il Presidente Xi Jinping capitalizzava durante la sua visita estremamente produttiva in Grecia in cui venivano stipulati 16 accordi che mettono saldamente il Paese mediterraneo nella Belt and Road Initiative (BRI).

L’ultimo giorno in Grecia Xi lo trascorse al Museo dell’Acropoli, dove il presidente greco Prokopis Pavlopoulos chiese se la Grecia potesse affidarsi alla Cina per far pressione sul British Museum di Londra nel restituire i marmi del Partenone che detiene.

Xi non solo promise con entusiasmo che la Cina avrebbe aiutato la Grecia contro il Regno Unito, ma anche enfatizzò che anche la Cina ha molti antichi tesori fuori dai confini contro la propria volontà.

Dato che la Grecia occupa uno spazio strategico nel Mediterraneo orientale e ha una delle più grandi flotte mercantili del mondo, sarebbe sempre nell’interesse di Pechino mantenere stretti legami con Atene, anche nelle questioni delle antichità. Oltre duemila anni di contatti tra greci e cinesi, e la famosa Via della Seta che collega Xian con Costantinopoli, assicurano che oggi vi siano connessioni lunghe e profonde tra i due Paesi. Durante la visita, furono firmati 16 accordi. Molti di questi non sono così significativi, ma ce n’erano certamente altri importanti.

Il porto del Pireo
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis aveva detto a Xi durante la visita al porto del Pireo che la Grecia aveva raggiunto una profonda comprensione del significato “amici” attraverso la cooperazione con la Cina sul porto.

La China Ocean Shipping Company (COSCO) aveva acquisito la quota di maggioranza nel porto nel 2016, creando oltre 10000 posti di lavoro diretti e indiretti locali e rendendolo il più grande porto del Mediterraneo e uno dei terminal container in più rapida crescita al mondo.

Questo porto era chiave per la BRI in Europa e la visita di Xi ad Atene garantisce che l’obiettivo della Grecia di fare del porto del Pireo il più grande porto commerciale in Europa diventi realtà.

Il porto del Pireo è in una posizione strategica nel Mediterraneo orientale, al crocevia tra Europa, Asia e Africa, e sarà di notevole interesse per la Cina poiché continuerà a convogliare merci verso la regione. In effetti, il porto potenziato aiuta i prodotti cinesi ad entrare nei mercati europei più facilmente e a prezzi più convenienti “Vogliamo rafforzare il ruolo di trasbordo del Pireo e rafforzare ulteriormente la produttività del collegamento veloce marittimo-terrestre della Cina coll’Europa”, aveva detto Xi dopo aver incontrato Mitsotakis, riconoscendo che l’accesso nel Mediterraneo è migliore dalla Grecia date le migliaia di anni di storia marittima, posizione strategica e grande marina mercantile.

Le banche di investimento cinesi apriranno in Grecia
Direttamente collegata agli investimenti del porto del Pireo, la Banca cinese dei finanziatori e la Banca industriale e commerciale della Cina (ICBC) apriranno filiali ad Atene non solo per sviluppare ulteriormente il settore marittimo, ma anche nel momento in cui gli investitori cinesi sono sempre più numerosi ed interessati al settore immobiliare greco.

Le banche cinesi non solo creeranno opportunità commerciali in Grecia e aiuteranno a sviluppare l’industria marittima, ma aiuteranno anche a finanziare progetti ad energia rinnovabile. Ciò avviene poiché negli ultimi 10 anni i Paesi occidentali hanno fatto poco per alleviare la crisi economica della Grecia. Si prevede che la Bank of China, quarto istituto di credito più grande al mondo, e l’ICBC investiranno nelle energie rinnovabili sviluppando le infrastrutture energetiche pulite della Grecia e abbassandone i prezzi ai greci.

Energia
Sebbene la Grecia abbia aperto i suoi progetti nazionali, come i parchi eolici, agli investitori cinesi, la Cina non manifestava alcun interesse immediato per la Public Power Corporation, fortemente indebitata, nonostante le speculazioni sul fatto che il Paese asiatico sia interessato a investire nelle reti elettrica della Grecia. Tuttavia, la State Grid Corporation della Cina, la più grande utility al mondo, accettava d’investire in un nuovo interconnettore elettrico tra Grecia continentale ed isola di Creta. Si spera che Creta possa diventare un hub dell’energia solare ancora più grande in quanto la Grecia mira a smettere di utilizzare il carbone entro il 2028.

Conclusioni
Adottando un approccio da soft power con Atene e non occupandosi di questioni regionali, la Cina ha tutti i vantaggi di approfondire la BRI nei Balcani, Medio Oriente, Nord Africa e Europa mediterranea attraverso la Grecia. Non vi è dubbio che la Cina veda la Grecia, in particolare dal porto del Pireo risalente a 2500 anni fa, come hub per l’espansione della BRI nella regione.

Gli accordi tra Grecia e Cina arrivavano in un momento in cui solo a settembre il Pese mediterraneo permise agli Stati Uniti di aprire tre nuove basi militari e il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias incontrava la controparte russa Sergeg Lavrov a Mosca la settimana prima, dove “un nuovo capitolo” fu annunciato sulle relazioni greco-russe. Iniziava a sembrare che forse Atene non sia il burattino degli Stati Uniti come prima si sospettava, ma forse bilancia magistralmente le relazioni con Washington, Mosca e Pechino nell’era della multipolarità come dimostrano i recenti incontri di grande successo con le Grandi Potenze.

Come minimo, che la Grecia bilanci con successo i suoi rapporti con le Grandi Potenze o meno, le Grandi Potenze hanno sicuramente identificato l’importanza del Paese egeo nel 21° secolo e tutti puntano a mettervi piede. Resta da vedere a chi la Grecia mostrerà fedeltà quando ci sarà la spinta, ma è probabile che ci sia un equilibrio tra la dipendenza economica dalla Cina e la dipendenza militare dagli Stati Uniti.

Con la Cina che ha un forte punto d’appoggio nel Mediterraneo orientale, resta da vedere se il Paese asiatico vorrà espandere anche la presenza militare nella regione.

 

Traduzione  Lattanzio

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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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