I Marines USA- i Lagunari e gli incursori della M.M.

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WarMemorialIl Corpo dei Marines costituisce la fanteria di marina, cioè un corpo autonomo, anche se si appoggia largamente alla US Navy, specializzato nelle operazioni anfibie e nelle operazioni in veste di “expeditionary force”.
La loro origine si fa risalire al 10 novembre 1775, quando il Congresso americano, mentre era in corso la ribellione contro il governo di Sua Maestà Britannica, stabilì la creazione del corpo dei Continental Marines.
Con ogni probabilità, il modello di questo corpo d’elite venne mutuata dalla Repubblica di Venezia che annoverava nel suo esercito i “Fanti da Mar”, una fanteria imbarcata sulla flotta e specializzata sia negli abbordaggi delle imbarcazioni nemiche, che negli assalti anfibi alle difese costiere (analogamente, anche in Italia ci si rifece a questo modello per la creazione di corpi d’elite quali la
Decima MAS, 10ª Flottiglia MAS, che fu un’unità speciale della Regia Marina italiana, il cui nome è legato a numerose imprese belliche di assalto, incursione o guerra insidiosa.
Le imprese dell’unità, soprattutto nella fase iniziale, non furono coronate dal successo e comportarono molte perdite tra gli equipaggi, come nel caso del fallito attacco a Malta. Con il perfezionamento dei mezzi, si giunse a eclatanti successi come quello della baia di Suda (25-26 marzo 1941) o dell’impresa di Alessandria del 19 dicembre 1941, che privò per un lungo periodo la Royal Navy delle sue navi da battaglia nel Mediterraneo.
Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’unità rimase in gran parte bloccata a La Spezia, dove con il medesimo nome si riorganizzò in un corpo franco, poi entrato nella Marina Nazionale Repubblicana. Gli elementi rimasti al sud, assieme a numerosi prigionieri rilasciati dai campi di concentramento alleati, riorganizzarono l’unità con il nuovo nome di “Mariassalto”: tale unità della Regia Marina, comandata dal capitano di fregata Ernesto Forza e di base a Taranto, continuò le attività belliche agli ordini degli Alleati.
incursoriNel 1954 il gruppo fu ricostituito con il nome di Comsubin Comando Subacqueo Incursori. Il Comsubin comprende due reparti operativi combattenti: il GOI ed il GOS.240px-Bebold
il GOI, Gruppo Operativo Incursori, è l’unità di attacco. Le attività attuali comprendono tutte le tecniche di attacco non convenzionale ad unità navali in mare, in porto ed alla fonda, l’abbordaggio di navi, la posa di mine, le infiltrazioni di personale per missioni HUMINT o di supporto al tiro di artiglierie navali, e le missioni di attacco diretto ad obiettivi di interesse della Marina Militare. Fino alla creazione di GIS e NOCS, il Comsubin era l’unica unità italiana addestrata alla liberazione di ostaggi.
il GOS, Gruppo Operativo Subacqueo, è l’unità di palombari e sommozzatori specializzata nella bonifica dalle mine, nella bonifica dai vari ordigni trovati in mare (ad esempio bombe d’aereo inesplose, munizioni, navi cariche di esplosivo, eccetera), e nel soccorso dei sommergibili e sottomarini. È compito del GOS anche la difesa subacquea delle unità della MM in porto, sia tramite interventi anti-sabotaggio nei confronti di eventuali incursori ostili, sia tramite controlli delle carene delle navi per accertarsi dell’assenza di ordigni. È il punto di riferimento italiano per la dottrina e le attrezzature delle immersioni. L’unità è nata nel 1954 dalla riorganizzazione di strutture precedenti. La prima scuola palombari italiana nacque a Genova nel 1849. Il GOS è stato utilizzato anche per attività di protezione civile,
I lagunari che sono una unità meccanizzata polivalente specializzata nelle operazioni anfibie. Difatti dispongono soprattutto di natanti d’assalto e di mezzi anfibi. Il reggimento Lagunari “Serenissima” è particolarmente addestrato ad agire in contesti ove la presenza di due elementi (terra e acqua) limita l’impiego dei normali reggimenti di fanteria. La mobilità operativa in acqua è la principale caratteristica delle unità lagunari. I lagunari possono agevolmente operare in acque interne nelle classiche operazioni “riverine” (fiumi, laghi e lagune) ed in acque esterne, ed eventualmente assolvere i tipici compiti di fanteria leggere in diversi contesti operativi.
Il Reggimento Lagunari ha inoltre partecipato a quasi tutte le missioni italiane di pace distinguendosi sia nell’area balcanica, che nei difficili teatri operativi dell’Iraq (nell’operazione “Antica babilonia”) e recentemente del Libano con l’operazione “Leonte”.Il 25 giugno si festeggia l’anniversario del riconoscimento della Specialità (1984).
san marcoIl Reggimento “San Marco” che è un’unità militare di fucilieri di marina in forza alla Marina Militare Italiana. Costituisce, insieme al Reggimento Lagunari “Serenissima”, in forza all’Esercito Italiano, la componente anfibia delle Forze Armate Italiane.
Per la loro divisa e le tipologie di impiego, questo reparto potrebbe essere erroneamente definito in forza all’Esercito: in realtà il Battaglione San Marco non ha mai fatto parte dell’Esercito ed è appunto una delle più gloriose unità della Marina Militare oggi e lo fu della Regia Marina ieri. Per ruolo e tipologia di impiego, sono paragonabili ai più celebri marines statunitensi; il loro motto fu adottato anche dai Royal Marines.(Audentes fortuna iuvat.) Nel corso dei decenni gli uomini del San Marco sono stati di volta in volta organizzati come Battaglione, Reggimento o Brigata.
Oggi il Corpo dei Marines fa parte dalla Forza da sbarco della US Navy
Questo corpo, detto anche dei Regular Marines per distinguerli da quelli costituiti dalle singole marine dei differenti stati, o da quelli imbarcati sulle navi private adattate alla guerra di corsa, divenne operativo nel 1776. La prima azione anfibia dei Continental Marines avvenne il 3 marzo 1776, quando 268 uomini sbarcati dalla fregata Alfred occuparono Nassau, nelle Bahamas, catturando, tra l’altro, 88 cannoni e 16.535 proiettili. Nel corso della Guerra d’Indipendenza, i Marines presero parte a svariate battaglie di terra e di mare e persino a due sbarchi in territorio britannico, cooperando con l’Infanterie de Marine francese. La campagna si chiuse, per i Continentals, con l’abbordaggio della HMS Baille nel gennaio 1783; il successivo Trattato di Parigi dell’11 aprile 1783 mise fine alla Rivoluzione Americana.
La nascita e storia dei Marine Corps
marine-corpAlla fine della Guerra d’Indipendenza seguì una smobilitazione che fu interrotta nel 1798; già l’anno precedente una deliberazione del Congresso aveva stabilito che sulle navi da guerra dell’US Navy vi fosse un distaccamento di 167 Marines ma, in questo caso, si trattava di soldati formalmente dipendenti dalla marina, in quanto il corpo dei Continental Marines era stato sciolto. L’anno dopo, il segretario di stato per la guerra James McHenry fece presentare a Samuel Sewell, presidente della commissione navale della Camera, la proposta di creare un battaglione denominato Marine Corps.
La proposta passò con un emendamento del Senato che ne aumentò l’organico a un reggimento e il presidente John Adams firmò la legge l’11 luglio 1798, festeggiata oggi quale data di fondazione ufficiale del corpo. Il primo impegno dei Marines fu quello che era già stato stabilito, cioè difendere le navi americane dagli attacchi di altre unità e compiere azioni dello stesso tipo, che si conclusero nel febbraio 1801 quando Washington e Parigi cessarono le ostilità. Ci fu una nuova smobilitazione ma i Marines furono ben presto chiamati in azione, questa volta contro i pirati barbareschi che taglieggiavano i traffici marittimi nel Mediterraneo.
La campagna, anche nota come Prima guerra barbaresca si concluse il 4 giugno 1805, quando il pascià di Tripoli acconsentì ad un accordo di pace con il governo statunitense. Il Tenente Presley O’Bannon, che in aprile aveva alzato la bandiera a stelle e strisce sulla residenza del bey Hamet, ebbe in dono la cosiddetta Mameluke Sword, la spada egiziana che è poi servita da modello a quella che gli ufficiali dell’USMC hanno ancora oggi. I primi anni del XIX secolo videro i Marines impegnati soprattutto nella lotta alla pirateria ma questi scontri degenerarono in una nuove ostilità contro la Gran Bretagna. Il 19 agosto 1814, il Maggior Generale Robert Ross sbarcò con più di 5.000 uomini nel Maryland e puntò su Washington.
A difendere la capitale vi erano 6.000 “minutemen” della National Guard e un battaglione di 114 Marines. All’apparire degli inglesi i miliziani si dispersero, ma i Leathernecks (“colletti di cuoio”, dal nome di un accessorio della loro divisa), al comando del Capitano Samuel Miller, con un solo cannone da 18 libbre, ne fermarono l’avanzata per due ore, distruggendo un’intera compagnia nemica. Gli inglesi persero 249 uomini, anche se riuscirono a prendere la capitale. Seguì un periodo oscuro, con due comandanti del corpo sottoposti alla corte marziale per il loro disdicevole comportamento, ma già nel 1820 il corpo era ritornato al suo originario prestigio, riprendendo con lena a combattere la pirateria. In quel periodo l’US Marine Corps era autonomo, ma passava sotto il controllo dell’US Army durante le operazioni a terra e sotto quello dell’US Navy quando era imbarcato, situazione che spesso era fonte di inefficienze.
L’8 dicembre 1829, il presidente Andrew Jackson ne chiese l’incorporazione nelle forze di fanteria e artiglieria, ma il Congresso fu sempre a favore dell’autonomia, considerandolo per certi aspetti un’appendice dell’US Navy. Questo stato di cose, che in pratica continua ancora oggi, fu sancito il 30 giugno 1834. Nel 1836 i “colletti di cuoio” furono chiamati a fronteggiare una nuova emergenza, quella legata alle sollevazioni dei nativi. Erano anni nei quali la giovane Unione era alla ricerca dei suoi assetti territoriali, che sfociò l’11 maggio 1846 nella guerra con il Messico. Toccò ai Marines aprire le ostilità e compiere svariati sbarchi che portarono le truppe americane nel cuore del territorio nemico. La campagna si concluse il 2 febbraio 1848 con sostanziali vantaggi per gli USA, che ottennero Texas, Nuovo Messico e la California a nord di San Diego.
Dal 1843 al 1860 i Marines furono incaricati di un ruolo che divenne in seguito una loro bandiera, cioè la difesa degli ideali di libertà e di democrazia sui quali si fonda la costituzione degli Stati Uniti: l’interdizione del traffico degli schiavi. Dopo il 1850 una nuova emergenza fu rappresentata dalle minacce alle vite e ai beni di cittadini statunitensi in America Latina, in risposta alle quali vi furono sbarchi in Argentina, Nicaragua e Panama. Proprio come sta avvenendo oggi, il XIX secolo, con il suo rapido progresso, causava sussulti in molte parti del mondo, soprattutto dove esistevano popolazioni che non avevano mezzi e volontà per affrontarne lo shock culturale. In quel periodo i Marines si dimostrarono un’efficiente forza di polizia internazionale, come quando sul finire del 1856 intervennero in Cina.
Durante La guerra di secessione
confederate-flag-pictureNella seconda metà del secolo gli Stati Uniti vissero il dramma della guerra di secessione; con il crescere della tensione tra schiavisti e abolizionisti, un buon numero di soldati dette le dimissioni per transitare nelle file dei Confederati e tra essi vi erano molti Marines. Il presidente Abraham Lincoln aumentò l’organico a più di 4.000 uomini, sempre troppo pochi per poter incidere considerevolmente sul conflitto. Nonostante ciò, elementi del corpo furono presenti in molte battaglie e, dopo la sconfitta subita nella Battaglia di Manassas del 21 luglio 1861, quando furono impiegati secondo le loro attitudini, ottennero risultati di rilievo, compiendo anche alcune operazioni anfibie. Alla fine della guerra di secessione, il corpo contava 4.167 uomini e durante le operazioni aveva avuto 148 caduti in combattimento e 312 per altre cause. In quel momento la reputazione dei “leathernecks” era ai livelli più bassi e vi furono nuovi tentativi di sciogliere il corpo per via legislativa ma, ancora una volta, senza successo.
L’USMC tornò in azione compiendo una serie di sbarchi in punti caldi del mondo, nei quali era necessaria la presenza di forze armate con la bandiera a stelle e striscie: Formosa, Giappone, Uruguay, Messico, Colombia, Hawaii, Egitto, Corea, Haiti, Samoa, Argentina, Cile, Nicaragua e Panama. Nel 1871 vi fu un incidente con la Corea; la risposta fu l’invio di una brigata di Marines e di un contingente di “bluejackets” (giacche blu) dello US Army, per conquistare i forti che avevano attaccato le navi americane. L’operazione riuscì, con due Marines e 243 coreani caduti. Nel 1885 ci furono dei problemi tra i residenti della regione dell’istmo di Panama e le truppe colombiane; data l’importanza vitale della regione, intervennero tre battaglioni di Marines, che costituirono la 1st Marine Brigade e in meno di un mese riportarono la situazione sotto controllo, nonché la loro reputazione ai livelli precedenti la guerra di secessione.
La guerra ispano-americana
Il 15 febbraio 1898, nel porto dell’Avana, vi fu l’incidente della corazzata USS Maine, che saltò in aria, con la morte di 28 Marines e 238 marinai che erano a bordo. Da tre anni a Cuba era in atto una ribellione contro il governo spagnolo, che la stampa americana accusava di durissime repressioni; la tensione emotiva contro la Spagna crebbe fino a quando, il 21 aprile 1898, il Congresso le dichiarò guerra. Gli scontri del conflitto ispano-americano portarono i Marines a combattere a Cuba e nelle Filippine, dimostrando la loro maggior preparazione e idoneità alle operazioni in aree remote e tropicali. Come conseguenza del conflitto ispano-americano, i “colletti di cuoio” sbarcarono a Guam e a Porto Rico. La 1st Marine Brigade, fu impiegata a lungo per pacificare le Filippine. L’inizio del nuovo secolo portò la Rivolta dei Boxer a Pechino, con i Marines impegnati nella difesa delle legazioni e nella successiva occupazione del Tientsin
La prima guerra mondiale
marinesCi furono ancora interventi di polizia internazionale a Cuba, in Messico e ad Haiti, prima che il mondo piombasse nella Prima guerra mondiale. Come avverrà poi anche nella Seconda, gli Stati Uniti intervennero in ritardo, poiché il presidente Woodrow Wilson tentò a lungo di rimanere fuori dal conflitto e solo nell’aprile 1917, dopo l’affondamento di varie navi da parte di sommergibili tedeschi e le trattative tra la Germania e il Messico per un’alleanza, fu costituito il corpo di spedizione americano.
Nel giugno 1917 i Marines affrontarono il combattimento più sanguinoso della loro storia, con la Battaglia di Bois Belleau, a ovest di Reims, durante la quale persero circa 2.000 uomini ma sconfissero i tedeschi in uno scontro interamente terrestre. Nel luglio 1918 entrò in azione per la prima volta la 1st Marine Aviation Air Force, con la quale il corpo entrò in una nuova dimensione: alla fine della guerra, la componente aerea contava 340 aeroplani e 2.500 uomini. Durante gli anni tra le due guerre mondiali, il Marine Corps fu chiamato a intervenire a Cuba, Haiti, Santo Domingo e Nicaragua. Nel 1929 fu costituita una speciale forza, soprannominata “China Marines”, per la difesa degli interessi americani in Cina.
La seconda guerra mondiale
La situazione che andava maturando in Estremo Oriente portò all’enorme espansione giapponese sugli arcipelaghi e sul continente e, in definitiva, all’attacco della piazzaforte americana di Pearl Harbor, alle Hawaii. Così il Giappone trascinò nel conflitto gli Stati Uniti, mettendo in atto il lungo processo che porterà alla sua sconfitta finale. La Guerra del Pacifico fu la vera epopea dei Marines, che portarono i Leathernecks, ora chiamati anche “grunts” (grugniti), all’attenzione di tutti e all’identificazione del soldato americano con loro.
I Marines furono un elemento determinante della vittoria alleata: al conflitto parteciparono 669.000 di essi, con 19.733 morti e 67.207 feriti. I Marines uscirono dalla Seconda guerra mondiale coperti di gloria e circondati dall’affetto e dall’ammirazione del loro paese, riuscendo ad evitare ancora i continui assalti di chi li avrebbe voluti incorporare nell’US Army o nell’US Navy. Il National Defense Act del 1947 stabilì che l’USMC avrebbe mantenuto il suo status autonomo pur nell’ambito della US Navy.
Dalla Corea ai giorni nostri
VietnamMuralLa pace non durò molto e il 24 giugno 1950 la Corea del Nord invase quella del Sud. Il 2 agosto 1950 la 1st Provisional Brigade del Brigadiere Generale Edward Craig arrivò in Corea e fermò l’avanzata dell’esercito popolare nordcoreano. Vi furono operazioni anfibie ma la campagna fu soprattutto di terra e ancora una volta ad essa i Marines diedero un contributo determinante.
La Guerra di Corea fu essenzialmente un’operazione di polizia internazionale, con lo scopo non di sconfiggere la Corea del Nord ma di ripristinare il confine esistente nel giugno del 1950 e, in questo senso, la Coalizione Alleata uscì vittoriosa dall’armistizio del 27 luglio 1953 e da quella che qualcuno chiamò “la piccola Terza guerra mondiale”. Mentre continuava la Guerra Fredda, il blocco avversario sobillava sentimenti anti-occidentali in ogni parte del mondo. Il 14 luglio 1958 il presidente del Libano chiese un intervento protettivo da parte dei Marines, che sbarcarono a Beirut, ma ci furono anche operazioni minori in altre parti del mondo. Sotto la cenere, però, covava il fuoco di quello che sarebbe stato il più lungo conflitto per i Marines e anche l’unico dal quale non siano usciti vincitori: il Vietnam.
Dopo un intervento nel 1961 in Laos e Thailandia, si arrivò alla guerra aperta il 2 agosto 1964, con il famoso Incidente del Golfo del Tonchino e il coinvolgimento dell’US Marine Corps a partire dal 7 marzo 1965. Il battesimo del fuoco in quel teatro fu la Battaglia di Chu Lai. Con il ritiro delle truppe nel 1974 gli Stati Uniti precipitarono in quella sorta di scoraggiamento collettivo noto come “Sindrome del Vietnam”, dal quale si riebbero solo con l’intervento a Grenada del 1983 (nonostante la gaffe con il Regno Unito, in quanto Grenada apparteneva al Commonwealth) e la Prima guerra del golfo nel 1991. Dopo questi due brevi conflitti i Marines parteciparono a svariate missioni di pace e alle guerre in Afghanistan nel 2001, e in Iraq nel 2003, dove sono tuttora impiegati in missioni di “peacekeeping” e lotta al terrorismo.
Foto 05incursori operativi in Africa

di gms

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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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