ciò che dice Donald Trump…..

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Gran parte di ciò che dice Donald Trump e i suoi tweet può essere ignorato. I suoi consiglieri e il gabinetto prenderanno tutte le decisioni finali indipendentemente da ciò che il genio dice che farà, per esempio lasciare la Siria. L’esercito nordamericano non andrà da alcuna parte nonostante Trump abbia dichiarato che porterà a casa le truppe. Le truppe non andranno da alcuna parte finché Bashar al-Assad rimarrà al potere.

Tump ora dice che vuole rubare il minuscolo serbatoio di petrolio della Siria e darlo ai curdi, forse come premio di consolazione per averli abbandonati a Erdogan e Turchia.

Ancora una volta, l’ignorante dell’ufficio Ovale dimostra la sua colossale stupidità. Trump dice che si combattono laggiù da mille anni, una dichiarazione palesemente falsa. Sotto l’impero ottomano, gli arabi e i musulmani del Medio Oriente vivevano in relativa pace, avevano il permesso di gestire i propri affari e di adorare come musulmani, cristiani ed ebrei.

Non fu che quando inglesi e francesi arrivarono dopo la Prima guerra mondiale che i combattimenti iniziarono sul serio. Si acuirono considerevolmente dopo che lo stato d’Israele fu istituito e i sionisti iniziarono la pulizia etnica dei palestinesi mentre provocavano i vicini arabi. Invece di ridurre il numero di truppe come promesso, Trump approvò una “missione militare” allargata presumibilmente per “assicurare” il petrolio siriano.

Il Donald è completamente irrilevante. “In un think tank finanziato dal governo degli Stati Uniti in prima linea nel modellare i piani interventisti di Washington, un funzionario nordamericano definì in modo succinto la strategia del cambio di regime continuo”, scrive Ben Norton per The Grayzone. Il “think tank”, Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS) infestato di neocon, è finanziato dagli ignari contribuenti nordamericani.

Entrambi i copresidenti nominati dal Congresso (del CSIS) lavorano anche presso il Washington Institute for Near East Policy (WINEP), un think tank pro-Israele allevato dal gruppo di pressione dell’AIPAC. Il loro gruppo di studio sulla Siria era una banda di interventisti ossessi provenienti dai think tank di DC finanziati da Israele e monarchie del Golfo…” In altre parole, il CSIS lavora a stretto contatto con Israele per formulare la politica estera degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Israele lavora per minare la Siria da oltre sessant’anni e gli Stati Uniti, nuovo arrivato nel gioco per minare la Siria, perseguitano tale l’obiettivo da oltre 25 anni.
Grazie a Wikileaks, abbiamo un documento che rivela come gli Stati Uniti collaborarono con Israele per decenni per destabilizzare la Siria.

La CIA, attraverso una delegazione nordamericana in Siria, progettò un colpo di Stato nel 1947.

Si dice che anche il capo stazione di Damasco della CIA, Miles Copeland, fosse dietro il colpo di Stato.

Copeland scrisse del suo ruolo nel libro del 1969 The Game of Nations: The Amorality of Power Politics.

Si trattava di petrolio, osservò James A. Paul nel suo libro, Diritti umani in Siria.

Alla fine degli anni ’40, i politici statunitensi si allarmarono quando il governo siriano, piegandosi alle pressioni pubbliche, si rifiutò di permettere a una compagnia petrolifera nordamericana di costruire un oleodotto sul suo territorio. Washington trovò minaccioso il forte sentimento anti-occidentale e il grande partito comunista del Paese.

Preoccupato dal fatto che la Siria “andasse alla deriva a sinistra”, la Central Intelligence Agency (CIA) pianificò il rovesciamento del suo governo civile per tre anni. Nel 1957, CIA e MI6 progettarono l’assassinio dei principali leader militari siriani e di usare l’esercito iracheno per intervenire nel Paese.

La CIA organizzò l’operazione Straggle e l’operazione Wappen per rovesciare il governo siriano, quest’ultimo organizzato da Kermit Roosevelt. In precedenza progettò il golpe in Iran. I documenti del ministro della Difesa inglese Duncan Sandys confermano il piano golpista e il coinvolgimento delle due agenzie d’intelligence.

Il complotto per l’assassinio fu approvato dall’allora primo ministro inglese Harold Macmillan. “Nel documento elaborato da un gruppo di lavoro segreto e di alto livello che si riunì a Washington nel settembre 1957, Macmillan e il presidente Eisenhower non lasciarono dubbi sulla necessità di assassinare i vertici di Damasco”, riferì il Guardian nel 2003.

Gli uomini presi di mira erano Abdalhamid Saraj, capo dell’intelligence militare siriana; Afif al-Bizri, Capo di Stato Maggiore siriano; e Qalid Bakdash, leader del Partito Comunista siriano.

La disastrosa “guerra civile” in Siria, iniziata con la rivoluzione multinazione mirata della “primavera araba” nel 2011, fu progettata da Stati Uniti ed emirati del Golfo. WikiLeaks lo rese noto quando pubblicò un documento che rivelava come gli statunitensi avevano finanziato e addestrato i “ribelli” siriani, più accuratamente descritti come terroristi ed omicidi wahhabiti. (Vedi Los Angeles Times, 21 giugno 2013: Gli Stati Uniti hanno segretamente fornito addestramento e armi ai ribelli della Siria dal 2012).

I media aziendali di Stati Uniti ed Europa lavorarono instancabilmente per dare una svolta “umanitaria” a tale dichiarazione di guerra contro una nazione che non rappresentava e non costituiva una minaccia per gli USA, sebbene ostacolasse i piani statunitensi ed israeliani per la regione.

La campagna elettorale di Trump promise di porre fine alla “costruzione della nazione” e gli interventi esteri furono annullati quando dichiarò che “al vincitore appartiene il bottino. Prendi il petrolio, non lo lasci e basta”. In seguito disse che gli Stati Uniti non avrebbero rubato il petrolio, in questo caso dall’Iraq, ma avrebbero “rimborsato” il costo dell’invasione e della distruzione del Paese.

Dopo aver dichiarato che avrebbe preso il petrolio siriano, il presidente fu nuovamente “corretto” dal Pentagono.

Diceva che gli Stati Uniti non avrebbero continuato a trarre profitto dal petrolio siriano rubato. Invece lo consegnerà ai curdi.

Come prevedibile, i media aziendali non notarono che il prelievo di petrolio da Siria ed Iraq sia saccheggio a norma del diritto internazionale.

Dal Comitato Internazionale della Croce Rossa: “Il divieto di saccheggio è una norma di vecchia data del diritto internazionale consuetudinario già riconosciuta nel Codice Lieber, dalla Dichiarazione di Bruxelles e dal Manuale di Oxford. Il saccheggio è vietato in qualsiasi circostanza ai sensi dei regolamenti dell’Aja.

Il saccheggio è identificato come crimine di guerra nel Rapporto della Commissione sulla responsabilità istituito dopo la Prima guerra mondiale, nonché dalla Carta del Tribunale militare internazionale (Norimberga) istituita dopo la Seconda guerra mondiale.

La Quarta Convenzione di Ginevra proibisce anche il saccheggio. Secondo lo statuto della Corte penale internazionale, “saccheggiare una città o un luogo, anche se presi d’assalto”, costituisce un crimine di guerra nei conflitti armati internazionali”. Scommetto che Trump non ne è nemmeno vagamente consapevole.

I suoi predecessori nelle amministrazioni Obama e Bush ignorarono accuratamente il diritto internazionale. I neocon dell’era Bush, rispuntati ultimamente coll’ex-consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton di Trump, presero una posizione estrema sull’accusa di criminali di guerra nel tribunale internazionale.

È abbastanza naturale per il governo degli Stati Uniti rubare beni altrui. Lo fece coll’Iran dopo la rivoluzione islamica. I media corporativi piegarono la storia per far sembrare che Obama avesse dato all’Iran miliardi di dollari, senza vincoli. Questo è un esempio del recente uso della Big Lie. Ve ne sono altri numerosi.

L’élite e la sua classe politica di Stati Uniti ed UE credono di non rispettare trattati e leggi. Gli Stati Uniti sono la nazione eccezionale.

Decide quali leggi e protocolli siano onorati e quali violati. Sebbene ciò sia avvenuto per qualche tempo, l’arrivo dei neocon negli anni di Reagan, Bush e Bush II spinsero tale rifiuto della responsabilità per stragi e saccheggi a nuovi estremi. Dick Cheney e i neocon erano irremovibili.

L’omicidio mirato di un milione e mezzo di umani e la distruzione dell’Iraq furono un risultato positivo.

Non dovrebbe sorprendere che Donald Trump possa costituire una minaccia così sfacciatamente mafiosa alla sovranità nazionale del popolo siriano. I neocon di Bush imposero il modello per rendere la belligeranza mostrata pubblicamente pietra miliare della diplomazia nordamericana. È la piena esposizione dell’azione patologica di questa amministrazione.

Kurt Nimmo

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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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