I Maestri Comacini- chi erano?

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I Maestri Comacini-chi erano questi specialisti dell’Arte Edile?

La loro presenza è attestata fin dal tempo dei Longobardi -vengono menzionati in due Editti di re Rotari del 643 e in quello di re Liutprando del 713, per non dire che già al tempo dell’Imperatore Traiano, ne troviamo menzione. In una lettera di Plinio Cecilio indirizzata all’imperatore stesso, troviamo che viene lodato un ‘maestro comacino’ per la costruzione di una “Amena villa suburbana sul Lago di Como”.
E’ importante capire se queste ‘maestranze’possano aver “legato”insieme i culti precedenti al Cristianesimo, ne abbiano ereditato alcuni ‘modelli’spirituali oltre che iconografici,quello è abbastanza evidente!, la flora, la fauna, le spirali, le figure geometriche, e abbiano continuato nei secoli, adeguandosi ai nuovi committenti. Consideriamo che, tra i Romani, vi doveva essere un miscuglio di genti proveniente da vari distretti, oltre che italiani anche orientali e nordici, popoli che avevano una particolare venerazione per il serpente e quindi per gli intrecci scolpiti su colonne e altro.
Roma aveva “Corporazioni”i “Collegia Romani” proprie, in cui l’arte antica si insegnava a porte chiuse, si propagava nella ‘schola’ e nel ‘Laborerium’. L’uso dei Collegia si estese a molti territori conquistati da Roma, tra cui c’è la zona di origine dei Maestri Comacini, che furono i depositari di quell’antica Arte, uniti da quel senso di solidarietà e fraternità che li farà giustamente appellare Maestri e Fratelli Comacini.
Furono chiamati anche ‘Fabbri Muratori’ e sembra che questa associazione muratoria possa essere stata il prototipo e l’inizio dei cantieri degli scalpellini nel Medioevo e gli antenati dei Liberi Muratori della Loggia Massonica“.Naturalmente non vi sono documenti certi che lo attestino ma questa supposizione può essere da stimolo per ulteriori ricerche.
Il fatto che si spostassero dove venissero richiesti,e per il fatto che siamo di fronte ad una corporazione che si tramandava di generazione in generazione l’Arte edificatoria nei secoli, aumenta la probabilità che fossero venuti a contatto con svariati stili e culti. Sotto la protezione dei Re Longobardi i Maestri Comacini divennero i custodi dell’arte edilizia.
Del resto,sappiamo che la corporazione dei Magistri Comacini fu attestata in Italia dalle Alpi al centro e Oltralpe in paesi come la Svezia,Dalmazia,Siria,Spagna,Russia…
Essi operarono in Europa seguendo costantemente o adeguandosi ai nuovi stili emergenti,sempre però portando con loro il proprio estro professionale che li rendeva inconfondibili. E sicuramente assistettero alla fusione delle forme Romaniche con quelle Gotiche, che contribuirono ad abbellire al passo coi tempi che mutavano, di generazione in generazione.
I Longobardi, proveniendo dalla Pannonia, portavano con sé culti pagani orientaleggianti,e anche quando si convertirono , restarono sempre ‘barbari cristianizzati’ legati al culto ancestrale del serpente.
E’noto, infatti, come nella loro arte favorirono intrecciamenti ed annodamenti,il ‘nodo longobardo’ ed i Comacini dovettero sempre occuparsene,sia in senso pagano che in senso cristiano, il serpente tentatore nella “Genesi”,per esempio.
Le cattedrali Romaniche e gotiche pullulano di colonne ritorte,spinate e di decorazioni a spirale, forme vegetali intrecciate,figure geometriche e simbolismi paganeggianti.
Quando i loro committenti divennero i funzionari del clero,l’Arte Comacina continuò a produrre in senso ‘cristiano’ o ‘pagano’ non è dato sapere dalle fonti ufficiali. Liberamente essi percorrevano quella cristianità senza confini in cui fiorirono, monasteri,basiliche,cattedrali ecc.
Nel XII-XIII secolo, continuarono ad essere ‘liberi muratori’ in ‘liberi mestieri’,anche quando i re feudali avevano assunto gli aderenti alle “professioni “in pianta stabile. In tale contesto, essi si posero sotto la tutela protettiva della Chiesa e degli Ordini Monastico- Cavallereschi che specialmente dopo il mille dilagavano in Europa e oltre,attivissimi sulle vie dei pellegrinaggi.
Inoltre godevano di permessi speciali per circolare liberamente in Europa, erano esentati dalle tasse e non avevano vincoli. Anche quando erano forse mal tollerati per questioni di fede, erano altamente apprezzati e- si può ritenere  insostituibili.
Essi si riunivano in umili ‘baracche’attigue al cantiere,chiamate ‘logge’ e che sono spesso raffigurate nelle miniature medievali, appoggiate al muro del cantiere e qui tagliapietre, scultori, scalpellini, si riunivano per ascoltare le parole del Maestro e le sue direttive, raccogliendo soprattutto quello che lasciava ‘trasparire’ ed è probabilmente qui che l’apprendista il nuovo ‘operaio’ giurava di rispettare i segreti del mestiere, i suoi obblighi e le regole, apprendeva le parole e i segni per riconoscersi tra muratori, segni convenzionali e parole segrete che gli permettevano di farsi ‘riconoscere’ da una loggia all’altra durante i suoi viaggi di lavoratore ‘migrante’.Tutto questo, e il fatto che avessero degli Statuti divisi in Articoli destinati ai Maestri e in Punti destinati agli allievi, ha fatto pensare che essi costituissero il ponte di passaggio tra la massoneria operativa e quella speculativa,che ne avrebbe ereditato la Tradizione spirituale e simbolica,portandola fino ai giorni nostri.
elaborato da g.m.s.
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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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