Cambogia-l’impero Khmer,origini…

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Jayavarman II – il fondatore di Angkor

templiJayavarman II visse come principe alla corte della dinastia Sailendra a Giava, non è chiaro se come ostaggio o se per essere istruito (o per ambedue i motivi). Di conseguenza egli importò l’arte e la cultura giavanesi della corte dei Sailendra in Cambogia.
Dopo essere ritornato in patria per esercitare il potere in qualità di vassallo del regno di Giava in quello che era stato il regno di Chenla, egli aumentò velocemente la sua influenza, si impose su diversi signori locali e nel 790 divenne re del regno chiamato “Kambuja” dagli Khmer.
Negli anno seguenti allargò i suoi territori e alla fine stabilì la sua nuova capitale a Hariharalaya, l’odierna Roluos.
Pose quindi le fondamenta di Angkor, che nacque a circa 15 km a nord ovest.
Nell’802 si autodichiarò Chakravartin (Re del Mondo), secondo un rito della tradizione indù. Di conseguenza, non solo egli divenne il designato dagli dei, quindi dominatore incontrastato, ma contemporaneamente dichiarò anche l’indipendenza del suo regno da Giava. Jayavarman II morì nell’834.
Yasodharapura – la prima città di Angkor
Il successore di Jayavarman II continuò ad allargare il regno di Kambuja. Indravarman I (re nel periodo 877-889) riuscì ad espandere il regno senza intraprendere guerre e iniziò vari progetti di edifici, grazie alla ricchezza acquisita con il commercio e l’agricoltura.
Le opere più importanti furono il tempio di Preah Ko e i lavori di irrigazione. Dopo di lui regnò il figlio Yasovarman I (re nel periodo 889-915), che fondò una nuova capitale Yasodharapura, la prima città di Angkor.
Il tempio centrale della città fu costruito a Phnom Bakheng, una collina che si eleva per 66 metri al di sopra della piana su cui giace Angkor. Sotto Yasovarman I fu costruito anche il Baray orientale, un enorme serbatoio d’acqua di 7,5 x 1,8 km.
Un rilievo del dodicesimo o tredicesimo secolo presso il tempio di Bayon (ad Angkor) che ritrae l’armata Khmer che va in guerra contro il Cham.
All’inizio del decimo secolo il regno si divise. Jayavarman IV fondò una nuova capitale a Koh Ker, circa 100 km a nord est di Angkor. Solo con Rajendravarman II (che regnò nel periodo 944-968) il palazzo reale ritornò a Yasodharapura.
Egli rivitalizzò gli estesi schemi costruttivi dei re che lo avevano preceduto e costruì una serie di templi nell’area di Angkor; non ultimo fu il Mebon orientale, posto su un’isola nel mezzo del baray orientale, e diversi templi e monasteri buddisti.
Nel 950 scoppiò la prima guerra ad oriente tra la Kambuja e il regno di Champa (nella parte centrale dell’odiernoVietnam).
Dal 968 al 1001 regnò Jayavarman V, il figlio di Rajendravarman II. Dopo essersi affermato come nuovo re sopra gli altri principi, governò per un lungo periodo di pace, segnato da prosperità, crescita culturale e tolleranza religiosa: il Buddhismo Mahayana aumentò la sua influenza, malgrado Jayavarman V professasse la fede induista (in particolare era un adoratore di Shiva).
Fondò una nuova capitale a Jayenanagari vicino a Yashodharapura. Alla corte di Jayavarman V vivevano filosofi, letterati ed artisti. Furono anche costruiti nuovi templi: i più importanti sono quelli di Banteay Srei, considerati tra i più belli e artistici di Angkor, e di Ta Keo, il primo tempio di Angkor interamente costruito in pietra arenaria, ma lasciato incompiuto a seguito di un evento infausto avvenuto durante la costruzione.
Dopo la morte di Jayavarman V seguì un decennio di conflitti. I diversi re duravano pochi anni, ed erano spodestati con la violenza dai successori, finché Suryavarman I (che regnò nel periodo 1010-1050) non salì al trono. Il suo governo fu segnato da ripetuti tentativi dei suoi oppositori di spodestarlo e dalle sue conquiste militari.
Ad occidente egli estese il regno verso l’odierno Lopburi in Thailandia, a sud verso l’istmo di Kra. Sotto il regno di Suryavarman I cominciò la costruzione del Baray occidentale, il secondo serbatoio d’acqua di 8 x 2,2 km, ancora più grande del precedente Baray orientale.
Suryavarman II – Angkor Wat
L’undicesimo secolo fu un periodo di conflitti e di lotte per il potere spesso brutali. Solo con Suryavarman II (che regnò nel periodo 1113 – 1150) il regno venne unificato ed ampliato.
Durante il suo governo, fu costruito il più grande tempio di Angkor, cioè Angkor Wat, dedicato al dio Viṣṇu. Suryavarman II conquistò i Mon del regno di Haripunjaya ad ovest (nel centro dell’odierna Tailandia), l’area ancora più ad ovest verso il confine con il regno di Bagan (odierna Birmania), a sud altre parti della penisola della Malesia giù fino al regno di Grahi (corrispondente più o meno all’odierna provincia tailandese di Nakhon Si Thammarat), e ad oriente diverse province del Champa e i paesi del nord fino ai confini meridionali del Laos.
La fine di Suryavarman II non è stata chiarita. L’ultima iscrizione, che accenna al suo nome è del 1145 in relazione a un’invasione pianificata del Vietnam. Probabilmente morì durante una spedizione militare tra il 1145 e il 1150.
Seguì quindi un altro periodo in cui molti re regnarono brevemente e furono rovesciati con la violenza dai successori. Alla fine, nel 1177, la Kambuja fu sconfitta in una battaglia navale sul lago Tonle Sap dalle armate dei Chăm, e fu annessa come provincia del Champa.
Jayavarman VII – Angkor Thom
Il re Jayavarman VII (che regnò dal 1181 al 1219) fu già un condottiero militare sotto i precedenti re. Dopo che i Cham conquistarono Angkor, egli riunì una armata e riguadagnò la capitale Yasodharapura. Nel 1181 salì al trono e continuò la guerra contro il vicino regno orientale per altri 22 anni, finché i Khmer non sconfissero il Champa nel 1203 e conquistarono gran parte del suo territorio.
Jayavarman VII fu l’ultimo dei grandi re di Angkor, non solo per la guerra vinta contro il Cham, ma anche perché non regnò come un tiranno (come avevano invece fatto i suoi immediati predecessori) ed unificò l’impero, e soprattutto per i progetti di costruzione portati avanti sotto il suo governo. Fu costruita una nuova capitale e fu chiamata Angkor Thom (letteralmente “Grande Città”).
Al suo centro, il re (seguace del Buddhismo Mahayana) costruì il tempio di Bayon, le cui torri avevano ai 4 lati il viso del bodhisattva Avalokiteśvara, alto diversi metri e scavato nella pietra. Altri templi importanti costruiti sotto Jayavarman VII furono Ta Prohm, Banteay Kdei e Neak Pean, così come il serbatoio di Srah Srang.
Accanto a tutto questo fu costruita una fitta rete di strade che collegavano ogni città dell’impero. Lungo queste strade furono costruite 121 “alberghi” per mercanti, ufficiali e viaggiatori. Fece costruire anche 102 ospedali.
Zhou Daguan – l’ultimo periodo fiorente
CittadellaAlla morte di Jayavarman VII, suo figlio Indravarman II (che regnò dal 1219 al 1243) salì al trono. Era buddista come suo padre, e terminò una serie di templi da lui iniziati.
Non ebbe altrettanto successo come guerriero. Nel 1220 i Khmer si ritirarono da molte province precedentemente conquistate dal Champa. Ad ovest, i sudditi tailandesi si ribellarono, fondando il primo regno della Tailandia a Sukhothai e spinsero indietro gli Khmer.
Nei 200 anni che seguirono i tailandesi divennero i rivali più importanti della Kambuja. A Indravarman II succedette Jayavarman VIII (dal 1243 al 1295). Al contrario dei suoi predecessori, egli era un induista ed un forte oppositore del buddismo. Fece distruggere la maggior parte delle statue di Buddha dell’impero (gli archeologi stimano che fossero più di 10000, delle quali rimangono solo poche tracce), e trasformò i templi buddisti in templi induisti. L’impero fu minacciato nel 1283 dai Mongoli guidati da Sagatu, un generale di Kublai Khan.
Il re evitò la guerra con il potente rivale, che a quel tempo governava tutta la Cina, pagandogli un tributo ogni anno. Il regno di Jayavarman VIII terminò nel 1295 quando abdicò per il genero Srindravarman (che regnò dal 1295 al 1309). Il nuovo re era un seguace del Buddhismo Theravada, una scuola di buddismo che era giunta nell’asia sud-orientale dallo Sri Lanka, e in seguitò si affermò in tutta la regione.
Nell’agosto del 1296, l’ambasciatore cinese Zhou Daguan giunse ad Angkor e rimase alla corte del re Srindravarman fino al luglio 1297. Non fu né il primo né l’ultimo rappresentante della Cina a visitare la Kambuja. Tuttavia la sua permanenza fu importante perché in seguito Zhou Daguan scrisse un racconto dettagliato della vita di Angkor.
Il suo resoconto è oggi una delle fonti più importanti per la comprensione storica di Angkor. Accanto alle descrizioni di molti grandi templi (il Bayon, il Baphuon, Angkor Wat), dalle quali oggi sappiamo che le torri di Bayon erano un tempo coperte d’oro, il testo offre anche delle importanti informazioni sulla vita di tutti i giorni e sugli usi e le abitudini degli abitanti di Angkor.
Il declino e la fine di Angkor
Ci sono pochi documenti del periodo seguente il regno di Srindravarman. L’ultima iscrizione conosciuta è su una colonna e risale al 1327. Non fu costruito nessun altro tempio di grandi dimensioni.
Gli storici sospettano che ci sia un legame con l’adozione da parte dei re del Buddhismo Theravada: essi non erano più considerati dei “devarajas”, e non c’era bisogno di costruire degli enormi templi per loro, e neanche agli dei sotto la cui protezione essi vivevano. Il non esser più considerati dei devaraja può aver portato ad una perdita del potere reale e quindi ad una carenza di manodopera.
Anche gli apparati per la gestione delle acque si deteriorarono, cosicché i raccolti si ridussero a causa delle inondazioni e della siccità. Mentre in precedenza era possibile avere tre raccolti di riso l’anno (che contribuì non poco al potere e alla ricchezza della Kambuja), la diminuzione dei raccolti indebolì ancora di più l’impero.
Ai confini occidentali, il primo regno tailandese di Sukhothai fu conquistato nel 1350 da un altro regno sempre della Tailandia, il regno di Ayutthaya. Dopo il 1352 la Kambuja fu assalita molte volte, sebbene tutti gli attacchi furono respinti. Tuttavia nel 1431 la superiorità di Ayutthaya divenne talmente grande che fu impossibile resistergli, e le armate tailandesi conquistarono Angkor.
Il centro di quello che era il regno Khmer si spostò al sud, nella regione dell’odierna Phnom Penh. Tuttavia ci sono diverse indicazioni che Angkor non fu completamente abbandonata.
Vi rimase una discendenza dei re Khmer, mentre una seconda linea di discendenza si spostò a Phnom Penh e fondò parallelamente un suo regno. L’ultima decadimento di Angkor fu quindi dovuta al trasferimento del potere economico (ed insieme anche quello politico), cosicché Phnom Penh divenne un importante centro commerciale del Mekong. La costruzione di edifici troppo costosi e i conflitti interni alla famiglia reale segnarono la fine dell’impero Khmer.
Una motivazione alternativa alla fine dell’impero Khmer è data dal crollo delle infrastrutture e mancata attenzione all’ambiente. Secondo il “Greater Angkor Project” i Khmer avevano un elaborato sistema di serbatoi e canali usati sia per il commercio, che per irrigare e viaggiare. I canali erano usati per la raccolta del riso. Al crescere della popolazione, aumentarono gli sforzi su sistema delle acque.
Per adattarsi all’aumento degli abitanti furono tagliati molti alberi e le colline di Kulen furono ripulite per far spazio ai campi di riso. Tutto questo fece sì che la pioggia scorresse via portando i sedimenti nella rete dei canali. Ogni danno al sistema delle acque avrebbe portato enormi conseguenze.
In ogni caso, in seguito ci fu un periodo di utilizzo di Angkor. Sotto il governo del re Barom Reachea I (che regnò dal 1566 al 1576), che riuscì temporaneamente a respingere indietro i tailandesi, la corte reale ritornò per breve tempo ad Angkor. Dal diciassettesimo secolo ci sono iscrizioni che testimoniano degli insediamenti giapponesi in ciò che rimase degli Khmer. La più nota racconta di come Ukondafu Kazufusa celebrò ad Angkor il Capodanno Khmer nel 1632.
Post-g.m.s.
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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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