Friedrich Wilhelm Nietzsche

0

Friedrich Wilhelm Nietzsche

nietzscheTra i maggiori filosofi occidentali di ogni tempo, Nietzsche ebbe un’influenza articolata e controversa sul pensiero filosofico e politico del Novecento. La sua filosofia è considerata da alcuni uno spartiacque della filosofia contemporanea verso un nuovo tipo di pensiero, ed è comunque oggetto di divergenti interpretazioni. In ogni caso si tratta di un pensatore unico nel suo genere, sì da giustificare l’enorme influenza da lui esercitata sul pensiero posteriore.

Coerentemente ai suoi assunti, diede grande rilievo al mito, alla poesia e alla musica, cimentandosi in gioventù anche come poeta e compositore attività in cui, peraltro, a parere della critica, non attinse risultati paragonabili agli esiti della sua speculazione filosofica.

La filosofia di Nietzsche è influenzata dal suo complesso retroterra culturale, specialmente di filologo classico e poi di esteta che si entusiasma per la nuova musica post-romantica di Wagner, della quale si fa paladino e promotore, vedendo in essa un senso panico dell’esistenza, fondato sul paganesimo precristiano germanico. Naturale quindi che egli proponga un rivalutazione delle filosofie pre-socratiche

Socrate da Nietzsche è visto come un pensatore che sottovaluta l’umanità finendo per disumanizzarla in un modello astratto, in quanto padre di una filosofia che prende in considerazione solo la conoscenza razionale e il conseguimento di una virtù ideale. Da questa posizione nasce la sua radicale critica verso l'”intellettualismo etico”, considerato negazione della vita nella sua espressione più genuina, libera, istintiva.

Altrettanto forte è l’avversione di Nietzsche nei confronti di Platone, che egli considera autore di una concezione del mondo fondata sull’idealità metafisica e sul disprezzo nei confronti della realtà tangibile (che per Platone è pura apparenza). Da Platone egli ritiene giustamente esser nata quella continuità ideologica che lega Parmenide, Platone e poi Plotino all’idealismo tedesco dell’Ottocento. Tutta l’opera di Nietzsche sarà incentrata sulla demolizione di ogni metafisica e la critica di ogni idealismo.

Nietzsche critica, quindi, i tradizionali valori fondamentali della società (filosofia, Cristianesimo e democrazia), giungendo a mostrare la natura meramente metaforica e prospettica di qualsiasi principio trascendente e della stessa morale, così come di ogni concezione tradizionale. Il suo obiettivo era di smascherare la falsità e l’ipocrisia del sistema culturale su cui si fondava l’Europa dei suoi tempi e in particolare il mondo germanico. Egli individua così la stessa storia dell’Occidente come lungo processo di decadenza dell’uomo, come negazione della vita; l’affermazione della libertà è invece il destino dell’uomo. Destino che dovrà essere perseguito attraverso l’esercizio della volontà di potenza, e che condurrà l’uomo alla condizione di Oltreuomo (l’uomo in grado di oltrepassare se stesso).

Del pensiero dell’illustre pensatore si appropriò l’ideologia nazionalsocialista, anche a causa delle manipolazioni svolte dalla sorella Elisabeth sul materiale inedito e postumo, in particolare sull’opera edita come La volontà di potenza; queste manipolazioni furono in realtà soprattutto di tipo filologico, piuttosto che schiettamente ideologizzate, ma favorirono l’uso che il nazismo fece, successivamente, di alcuni concetti nietzschiani. Nietzsche mostra come i grandi valori della cultura occidentale, quali la verità, la scienza, il progresso, la religione, vadano smascherati nella loro mancanza di fondamento e nella loro natura di mera finzione. C’è nell’uomo una sostanziale paura della creatività della vita, verso la volontà di potenza, che produce valori collettivi sotto la cui giurisdizione la vita viene disciplinata, regolata, schematizzata. Sono “valori che disprezzano la vita”, che generano un processo di nullificazione della vita piena e gioiosa, della vita in quanto tale, a favore di un “sembrare” ipocrita e bacchettone. La storia della cultura occidentale è pertanto la storia del nichilismo, e quindi la storia della decadenza.

Il nichilismo è visto da Nietzsche in maniera particolare: esso è il processo per cui i concetti capitali della metafisica (essere, verità, realtà, ecc.) si rivelano infondati e come tali si nullificano nella loro totale inconsistenza filosofica. Nietzsche afferma che il nichilismo passivo (Schopenhauer) coincide con la perdita o sfiducia di fede dell’uomo europeo verso i valori della propria civiltà; coincide con la “diminuzione vitale”, con la massa di malattie, con la pazzia, con tare psichiche e fisiche che colpiscono l’umanità. Nel nichilismo viene meno anche la fiducia nella scienza, che ha ispirato il positivismo. L’uomo nichilista è caduto nell’angoscia per aver scoperto che i fini assoluti e le realtà trascendenti non esistono, ma insiste nel perseguirli per omologazione e mancanza di originalità.

L’uomo ha dovuto illudersi per dare un senso all’esistenza (si pensi anche a Freud), in quanto ha avuto paura della verità, non essendo stato capace di accettare l’idea che “la vita non ha alcun senso”, che non c’è nessun “oltre” di essa e che va vissuta con desiderio e libero abbandono panico pieno di “fisicità”. Se il mondo avesse un senso e se fosse costruito secondo criteri di razionalità, di giustizia e di bellezza, l’uomo non avrebbe bisogno di auto-illudersi per sopravvivere, costruendo metafisiche, religioni e morali. L’umanità occidentale, passata attraverso il cristianesimo, percepisce ora un senso di vuoto, trova che “Dio è morto”, cioè che ogni costruzione metafisica vien meno davanti alla scoperta che il mondo è un caos irrazionale.

Fino a che non sorgerà l’Oltreuomo, cioè un uomo in grado di sopportare l’idea che l’Universo non ha un senso assoluto, l’umanità continuerà a cercare dei valori assoluti che possano rimpiazzare il vecchio Dio (inteso come qualsiasi tipo di realtà ultraterrena e non come semplice entità quale potrebbe essere il Dio cristiano); dei sostituti idolatrici quali, ad esempio, lo Stato, la scienza, ecc.

La mancanza, però, di un senso metafisico della vita e dell’universo fa rimanere l’uomo nel nichilismo passivo, o disperazione nichilista. È tuttavia possibile uscire dal nichilismo superando questa visione e riconoscendo che è l’uomo stesso la sorgente di tutti i valori e delle virtù della volontà di potenza (nichilismo attivo). L’uomo, ergendosi al di sopra del caos della vita, impone i propri significati e la propria volontà.

Costui è l’Oltreuomo, cioè l’uomo che ha compreso che è lui stesso a dare significato alla vita. Attraverso le tre metamorfosi dello spirito, di cui parla nel primo discorso del testo Così parlò Zarathustra, Nietzsche mostra come il motto “Tu devi” vada trasformato dapprima nell'”Io voglio”, ed infine in un sacro “Dire di sì”, espresso dalla figura del fanciullo giocondo. Ovviamente il nichilismo attivo non giustifica i modelli valoriali proposti nel corso dei secoli per dare senso alla realtà, poiché questi non sono altro che il frutto dello spirito apollineo e, pertanto, non corrispondono all’effettiva essenza dell’uomo, che è dionisiaco, ossia legato inscindibilmente a quei “valori” (vitalità, potenza) intrinsechi alla sua natura terrena.

Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno è il titolo del più celebre libro del filosofo tedesco composto in quattro parti fra il 1883 e il 1885. Gran parte dell’opera tratta i temi dell’ eterno ritorno, della parabola della morte di Dio, e la profezia dell’avvento dell’ oltreuomo, che erano stati precedentemente introdotti ne La gaia scienza.

Definito dallo stesso Nietzsche come “il più profondo che sia mai stato scritto”, il libro è un denso ed esoterico trattato di filosofia e di morale, e tratta della discesa di Zarathustra dalla montagna al mercato per portare l’insegnamento all’umanità. Il comportamento di Zarathustra qui descritto è opposto a quello descritto da un saggio di Arthur Schopenhauer che prefigura – al contrario – un allontanamento del mistico dal mercato verso, appunto, la montagna. Ironicamente il testo utilizza uno stile simile a quello della Bibbia, ma contiene idee e concetti diametralmente opposti a quelli del Cristianesimo e del Giudaismo riguardo la morale ed i valori tradizionali.

Con questo testo Nietzsche prosegue la propria strada di allontanamento dalla filosofia di Schopenhauer e dal mondo di Richard Wagner a cui era stato fino ad allora legato. L’opera è il frutto della ripresa, da parte di Nietzsche, dello studio di un autore amatissimo sin da quando era diciottenne, Ralph Waldo Emerson. I temi emersoniani percorrono infatti tutta l’opera. Tra questi spiccano la fiducia in se stessi, l’affermazione della vita intramondana, l’amore del fato e l’idea di un uomo oltre l’uomo.

Zarathustra è il fondatore dello Zoroastrismo, antico credo persiano basato sulla contrapposizione manichea di bene e male e dunque per Nietzsche l’inventore del concetto dualistico e taostico ma anche cartesiano della res cogitans e res extensa oltreche’ annuncio della gaia scienza di bene e male. Compreso il proprio errore Zarathustra lo comunica agli uomini e annuncia loro la dottrina del Superuomo, un’etica del superamento di sé che vuole liberarli dalle loro aspirazioni mediocri, dall’idea di un “mondo dietro al mondo” avallata dalla metafisica, dal Cristianesimo e dal pietismo che ne deriva.

Sincretica è la famosa immagine senza autore della donna viandante che porta un cartone con su scritto blind nella certezza di non vedere cammina stranamente senza aiuti ; come un allontanamento verso la montagna ma anche tetra grotta di platone senza assimilare platonismi per il popolo è l’eterno ritorno alla coscienza .

zarathustraMa l’approccio di Zarathustra con il mercato è estremamente amaro come l’approccio della viandante alla societa’ o del sole all’uscita della grotta ; ecco appunto attuarsi il comportamento bipolare dualistico forzato per la sopravvivenza : il suo discorso viene dileggiato dalla folla e lo spettacolo allegorico del funambolo che cerca di attraversare quella corda sospesa evocata dalle parole di Nietzsche si conclude in catastrofe quando il pagliaccio della torre, il suo doppio, lo fa cadere giù uccidendolo. Zarathustra tiene poi i propri discorsi nel deserto sino alla ricerca finale dell’uomo superiore suo dualismo in Es , l’unico che può seguirlo, che si rivela scisso in una pluralità di persone o figure allegoriche.

L’autore dimostra di conoscere molto bene il linguaggio biblico: lo Zarathustra di Nietzsche si rivela essere il suo Gesù Cristo senza comando o camandamenti sublimazione dell’immagine delle gemelle arbussiane nel doppio, il suo messia. Il tentativo di Nietzsche fu quello di creare un mito della modernità utilizzando il linguaggio simbolico del mito (e dei sogni) per riuscirvi. Zarathustra veniva introdotto al termine della Gaia Scienza nell’inquietante Incipit Tragoediae. La Gaia Scienza contiene anche la prima formulazione della dottrina dell’Eterno Ritorno, uno degli insegnamenti chiave di Zarathustra.

g.s.m.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: