La fine del mondo- tra profezie e concetti possibili

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La fine del mondo- tra profezie e concetti possibili.

le religioni e le profezie

Le grandi religioni monoteiste l’Islam, il Cristianesimo, l’ Ebraismo; danno grande importanza ai profeti e alle profezie. Il termine profeta, però, indica “colui che parla per conto di Dio” la profezia è quindi un messaggio che Dio, attraverso il profeta, vuole far giungere agli uomini e che non necessariamente consiste nella rivelazione di un evento materiale catastrofico.

Nell’Ebraismo e nel Cristianesimo compaiono delle profezie molto importanti per la nostra cultura occidentale ossia ci riferiamo a quelle che annunciano il compimento del disegno divino e l’avvento del regno del Messia, queste profezie, ovviamente, fanno parte della sfera escatologica; un esempio ulteriore lo troviamo anche nell’Islam, dove Maometto riceve una rivelazione da Dio, sull’uomo e sulla vera religione enunciandogli degli eventi escatologici.

La maggior parte delle religioni cristiane distingue la profezia intesa nell’Antico Testamento, quando non esisteva la parola di Dio come viene interpretata oggi,dopo la venuta del Messia, nelle profezie del Nuovo Testamento. Nel Antico Testamento il profeta parlava secondo quanto Dio gli aveva suggerito, in una possibile visione, riportando avvenimenti che sarebbero successi in futuro. Ciò essenzialmente serviva per confermare la parola di Dio. Che poi nel cristianesimo troverebbe riscontro appunto con la venuta del Dio fattosi Uomo. A tale riguardo ricordiamo le profezie di Baruch, che asserisce, gli uomini hanno reso imperfetto Dio facendolo agire per un fine a cui lui stesso si sarebbe poi subordinato ( il sacrificio sulla croce), e Eurigenia che rileva come l’uomo sia l’unico essere che Dio crea a sua immagine e somiglianza, vi è poi Giovanni di Hildesheim,  noto come l’autore della (Historìa Trium Regium) La Storia dei tre Re, che spiega la volonta espressa da Dio innerente l’aspetto della stella cometa.

Oggi l’accezione di profeta o profezia è mutata intendendo per lo più, l’essere capaci d’interpretare la parola di Dio applicandola a esigenze spirituali dell’uomo moderno o meglio della società contemporanea.
Altri tipi di profeti però, come Nostradamus, hanno lasciato indicazioni su fatti futuri che secondo gli scettici sono così vaghe che potrebbero riferirsi a qualunque evento. Qualcosa di simile accade anche con alcune profezie appartenenti alla tradizione delle grandi religioni monoteiste come le profezie sui papi di Malachia, non vanno dimenticati e le profezie apocalittiche il cui tema principale è appunto la fine del mondo o Armageddon ossia il giudizio finale.

Una profezia per tanto potrebbe intendersi come l’affermazione che prevede il futuro in generale ossia una supposta chiaroveggenza di chi si fa portatore della capacità di evocare degli avvenimenti storici del passato al fine di preconizzare o influenzare accadimenti nel futuro. In quest’ultimo senso, il termine “profezia” si può applicare ad esempio a filosofi quali Emerson e Nietzsche.

Concetto di fine del mondo
La serie di concetti che nella denominazione popolare, si intendono come fine del mondo, non comprendono necessariamente la fine del globo terrestre, oppure la distruzione chimica della biosfera o fisica della litosfera, ma possono comprendere più semplicemente una serie di cambiamenti drastici anche di tipo sociologico, ecologico, economico, politico o religioso, che potrebbero indurre la gran parte della popolazione ad un passaggio verso una nuova era di consapevolezza.

Ne parlano tutte le religioni e i racconti mitologici del mondo antico, ciò appare strano e che tutte e tutti concordino più o meno sul periodo in cui ciò avverrà.
La maggior precisione pare la si trovi nella cultura induista la quale esprime dei cicli universali secondo il quale oggi saremmo prossimi al Kali Yuga, ossia l’era della distruzione che precede una nuova età dell’oro, tale tesi la ritroviamo anche tramandata da cognizioni espresse dai Toltechi, antecedenti i Maya che come molti ipotizzano hanno concepito un calendario migliaia d’anni fa per conteggiare un grande ciclo che si concluderà si suppone in prossimo futuro.

 

 

 

                                                       Misticismo occidentale
Il mondo occidentale più legato alle visioni mistiche e alle profezie in chiave allegorica, primo fra tutte il libro dell’Apocalisse dell’antico testamento, oltre ai libri di Daniele e di Geremia. ed in vari passi dei Vangeli; per cui la fine del mondo non implica necessariamente la distruzione del pianeta e la fine della razza umana.
Fine del mondo; significa forse che si smetterà di interpretare la realtà nel modo convenzionale, e per concepire un diverso significato dell’esistenza come già accennato.
Va sottolineato però che molte antiche leggende sembrano riferirsi inconsapevolmente ai ripetuti mutamenti atmosferici e geo-catastrofici,per altro dovuti essenzialmente al mutamento naturale della direzione dell’asse terrestre, un evento questo che potrebbe ripetersi in un prossimo futuro, se non già in atto.

 

 

Realtà scientifiche

Infatti i geologi che studiano il passato della Terra hanno riscontrato che i mutamenti del clima hanno quasi sempre coinciso con cambiamenti nel campo magnetico del pianeta. Che rapporto ci sia fra i due fenomeni non è chiaro; ma vi è chi avanza l’ipotesi ad esempio che l’estinzione improvvisa di intere specie viventi, cosi come le desertificazioni di vaste aree o le glaciazioni, verificatesi più volte nel passato, siano da far coincidere con le alterazioni del campo magnetico, e che queste alterazioni si siano verificate è scientificamente provato.

Non si tratta di eventi avvenuti in remote ere geologiche, secondo alcuni ricercatori tali mutamenti sono avvenuti in tempi relativamente recenti, ossia non più di qualche centinaia di anni fa, ove la posizione dei poli era molto diversa dall’attuale, è vi è chi ipotizza addirittura una inversione totale tra Polo Nord e Polo Sud.

Questo rovesciamento ovviamente provocherebbe forti sconvolgimenti come terremoti lungo le faglie della crosta terrestre, gigantesche ondate di marea, generate da movimenti dei fondali marini. Delineando quindi uno scenario di coste spazzate dalle onde, porzioni di continenti sommerse, mentre parte dei fondali potrebbero emergere,ossia una vera possibile prospettiva di diluvio universale.

 

in fine ecco alcune Profezie fantastiche su Roma e il Papato

Le terribili profezie su Roma

Diverse profezie affermano che Roma sarà distrutta. Una famosa predizione attribuita al venerabile Beda assicura: “Finché rimarrà in piedi il Colosseo anche Roma durerà. Quando il Colosseo cadrà anche Roma cadrà e quando Roma cadrà il mondo finirà”.

Identico vaticinio sulla fine di Roma era stato divulgato da Tertulliano. I messaggi della Vergine a La Salette e a Fatima avvertono che delle grandi disgrazie travolgeranno Roma. Nell’anno 1846 nel messaggio di La Salette, località delle alpi francesi vicino a Grenoble, la “bella Signora” ai bambini Massimino e Melania intenti a pascolare le pecore, tra l’altro, dirà: “…Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo e distruggerà tre città. Tutto si crederà perduto e non si vedranno che omicidi; non si sentirà che rumori di armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto. Roma perderà la fede e diventerà il seggio dell’Anticristo. I demoni dell’aria, con l’Anticristo, faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’aria e gli uomini si pervertiranno sempre di più…”.

La profezia di Fatima

La Madonna si rivelerà 71 anni dopo ai piccoli pastorelli Lucia dos Santos, Franco e Giacinta Marto e affiderà loro dei messaggi profetici.

I primi due, tra l’altro, riguardano l’annuncio che la prima guerra mondiale sta per finire, ma che ne scoppierà un’altra, “durante il regno del prossimo pontefice (Pio XI, 1922-1939 nda)”. Il 31 agosto 1941, ventiquattro anni dopo i fatti di Fatima, la stessa Lucia parlò, per la prima volta, del messaggio ricevuto dalla Madonna e disse che esso era diviso in tre parti; nel cosiddetto “terzo Memoriale” di Suor Lucia è, appunto, scritto: “Il Segreto comprende tre cose distinte ed io ne svelerò due”.

La parte non divulgata del messaggio, detta anche terzo segreto di Fatima, o quello che si ritiene tale, fu pubblicato a firma di L. Heinrich da un giornale di Stoccarda, il Neues Europa, il 15 ottobre 1963, e parla anch’esso di gravi castighi contro la città eterna.

Anche per la Chiesa, verrà il tempo per le sue più grandi prove. Cardinali, si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle loro file, e a Roma vi saranno cambiamenti.Ciò che è putrido cadrà e ciò che cadrà, più non si alzerà. La Chiesa sarà offuscata, e il mondo sconvolto dal terrore…”.

Molti sensitivi hanno predetto la fine di Roma. Il sensitivo F. Blanchard, nel 1886, raccontò che aveva avuto una spaventosa visione, molto realistica che lo aveva lasciato per lungo tempo sconvolto. Ecco cosa disse di aver visto: “Al posto della fontana, nella piazza di Roma, dove si scorge la Basilica di San Pietro, c’era un’enorme tinozza di sangue e qui andava la gente per tingere i drappi, che poi esponeva lungo le strade… I drappi rossi gocciolavano sangue…”.

Suor Imelda, nel 1872, apparve Roma distrutta e “coperta di macerie”. Nostradamus predisse inauditi flagelli che si dovrebbero abbattere su Roma.

T. Mann ci informa che: “Secondo un commentatore, P. Innocent Rissault, intorno al 1980 sarebbe iniziata l’egemonia dell’Anticristo. Con lo scisma finale della Chiesa Cattolica Romana e la distruzione di Roma nell’anno 2000…”.

Renzo Baschera, attento studioso di profezie, fa notare che un gran numero di veggenti “vedono sorgere in Roma un vulcano, dal quale verrà vomitata lava e fuoco, mentre la terra si contorce…”.

Il regno del terrore

Il Monaco di Padova, vissuto nel XVIII secolo, ripete nelle sue profezie quelle dell’eremita Teolosforo (1300). Egli, tra l’altro, predisse la distruzione di Roma nel 2013.

Nella seconda metà del secolo scorso, Giovanna Le Royer, che visse nel monastero di Fougères, annunciò il segno che avrebbe indicato che la catastrofe era vicina: “…quando si abbandonerà nella Chiesa la lingua della catacombe (si riferisce al latino,) Satana sarà prossimo a ingaggiare una tremenda lotta, perché sarà questo il tempo in cui il suo diletto figliolo starà per giungere sulla terra”. Frate Bartolomeo di Salluzzo predisse: “…Firenze bella e Napoli gentile, ch’ognun di voi divenuta è un porcile, con l’empia, sporca Roma, tutte e tre sarete dome e porterete una gran soma”.

San Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore dei salesiani e insigne taumaturgo, era dotato di grandi poteri paranormali, e fu frequentemente illuminato da sogni profetici puntualmente avveratisi come, tanto per fare due esempi, quella relativa alla conciliazione tra l’Italia e la Santa Sede e quella che descrisse le varie fasi in cui poi si svolse effettivamente il Concilio Vaticano I. In una delle sue tante visioni profetiche vide le afflizioni che avrebbero sconvolto Roma e ne informò papa Pio IX: “E di te, o Roma, che sarà? Roma ingrata, Roma effeminata; Roma superba. Roma. Io verrò a te quattro volte. Nella prima percuoterò le tue terre e i suoi abitanti (potrebbe essere la Prima guerra mondiale, 1915-1918 ). Nella seconda porterò la strage e lo sterminio fino alle tue mura (si riferisce alla Seconda guerra mondiale?). Non apri ancora l’occhio? Verrò la terza volta, abbatterò le difese e i difensori ed al comando del Santo Padre subentrerà il regno del terrore, dello spavento, della desolazione. Ma i miei savi fuggono. La mia legge è tuttora calpestata. Perciò farò la quarta visita. Guai a te se la mia legge sarà ancora un nome vano per te. Succederanno prevaricazioni nei dotti e negli ignoranti. Il tuo sangue ed il sangue dei tuoi figli laveranno le macchie che tu fai alla legge di Dio.

Scrive Baschera: “Roma, come Parigi, sarà distrutta. Su questo punto concordano decine di profezie. La distruzione non sarà però subitanea, immediata. Ci saranno ‘dei segni’. In questo messaggio si dice difatti: ‘Io verrò quattro volte a te’. Il primo ‘segno’ sarà dato probabilmente dal terremoto (ma si tratterà di una serie di mini-sismi, che ‘gireranno per i colli romani, come caproni imbizzarriti’)…”.

Santa Brigida vide: “Maometto ritornare a Roma, portando una lunga spada e seminando ovunque la discordia…”.

La monaca di Dresda scrisse di uno spaventoso e sibillino sogno profetico che aveva fatto su Roma: “Da poco mi ero addormentata quando una mano mi prese e mi sollevò. Mi trovai come su un poggio e ai miei piedi c’era la città benedetta, ma di questa riuscivo a distinguere solo il Colosseo… ho visto uscire una processione di vescovi e di cardinali che, al posto di pregare, litigavano fra di loro. ‘Riportano la Chiesa a Gerusalemme’, diceva qualcuno. E qualcun altro: ‘Hanno stipulato un patto con Satana’. Quando riaprii gli occhi, al posto del Colosseo c’era un piccolo lago e sopra un angelo con una scritta in fronte: ‘Questa è la seconda prova. Ma prima che il larice rinverdisca per la terza volta una grandinata ben peggiore si abbatterà sulla città santa, ridotta ormai ad una spelonca di ladri, dove la pestilenza e il vizio saranno pane quotidiano e dove i vescovi mangeranno nella stessa scodella dei malfattori, mentre i giusti periranno in carcere. Ed ora, mi disse ancora la voce, voglio farti vedere la prima prova che verrà mandata alla città santa. Ho visto allora una fiamma di fuoco cadere sibilando sulla terra e andare a incunearsi tra le case, poco lontano dalla Basilica… E un’enorme voragine si aprì inghiottendo case, strade e persone…”.

L’ultimo Papa

Il Papa San Pio X, nel 1909, ebbe una visione terrificante; nel corso di un’udienza cadde improvvisamente in uno stato molto simile alla trance. Ridestandosi da questo stato disse profondamente turbato: “Ciò che ho veduto è terribile! Sarò io o un mio successore? Ho visto il Papa fuggire dal Vaticano camminando tra i cadaveri dei suoi preti. Si rifugerà da qualche parte, in incognito, e dopo una breve pausa morrà di morte violenta”. Tutto ciò dovrebbe accadere in una Roma in preda ad una grande tribolazione.

Concludo questa inquietante rassegna di profezie su Roma citando il vescovo irlandese Malachia (1094-1149), canonizzato nel 1190 da Clemente III; a lui sono attribuiti 112 motti coi quali profetizza altrettanti papi, da Celestino II fino al Papa della fine del mondo. Profezie originali e molto inquietanti. Ad esempio Papa Giovanni Paolo I è designato col motto De Medietate Lunae (della metà della luna). Il suo papato durò appena 33 giorni; egli morì o, come scrive David Yellow nel suo libro “In nome di Dio”, fu assassinato alla metà del mese lunare. Giovanni Paolo II, il Papa attuale fu designato col motto De Labore Solis (Del lavoro del sole). È noto il suo viaggiare continuamente per il mondo come l’astro fulgente che ogni giorno sorge e sembra percorrere infaticabilmente tutto il cielo per scomparire al tramonto e poi ricominciare.

Il suo successore, penultimo Papa, è designato come Gloriae Olivae. L’ultimo Papa, secondo Malachia, si chiamerà Petrus Romanus. Ecco quanto dice la celebre profezia: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascerà il suo gregge tra mille tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dei sette colli sarà distrutta e il giudice temibile giudicherà il suo popolo”.

 

 elab da g.m.s.

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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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