J.R.Kipling-sintesi biografica-il SE-

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kiplingJoseph Rudyard Kipling nasce a Mumbai- india, il 30 dicembre 1865 muore Londra, 18 gennaio 1936 La sua salma è sepolta nell’Abbazia di Westminster, fra i Grandi d’Inghilterra. scrittore e poeta , divenne la voce del colonialismo.

La sua opera più nota è il racconto per ragazzi Il libro della giungla (The Jungle Book) del 1894. Famoso è anche il racconto di spionaggio ambientato in India Kim del 1901, oltre alle poesie come Gunga Din del 1892) e Se (If) 1895 la più celebre e conosciuta.

Il nome di Kipling era così strettamente legato al colonialismo che, con la prima guerra mondiale, la sua popolarità ebbe a soffrire del contraccolpo. Comunque all’inizio della Prima guerra mondiale cominciò a svolgere l’incarico di corrispondente di guerra, prima sul fronte occidentale, poi su quello italiano.

Nello stesso periodo il suo figlio maggiore John morì nella battaglia di Loos nel 1915 probabilmente come reazione a questa tragedia scrisse alcune composizioni interamente dedicate a lui tra cui la più famosa il ” SE “ed entrò a far parte della Sir Fabian Ware’s Imperial War Graves Commission, successivamente rinominata Commonwealth War Graves Commission).

Con la crescente popolarità, Kipling tornò ad essere un corrispondente itinerante per l’Europa e scrisse alcuni tra i suoi più begli articoli. Nel 1922 venne chiamato dall’Università di Toronto per organizzare le cerimonie di laurea, lavoro di cui fu entusiasta. Lo stesso anno divenne rettore della St Andrews University, carica che gli rimase fino al 1925.

Kipling morì nel 1936 di emorragia cerebrale, a settant’anni, poco dopo una falsa notizia della sua morte cui aveva commentato: Ho appena appreso di essere morto dal vostro giornale: non dimenticate di cancellarmi dalla vostra lista di abbonati.

imagesCACEHALOLa sua ricca produzione di racconti fantastici ancora oggi è capace di toccare nell’animo lettori giovani e adulti. Il gusto dell’avventura, il fascino dell’ignoto, la nostalgia di sogni infantili, la scienza e la magia, il fatalismo orientale, la natura selvaggia e la poesia di Kipling fanno riscoprire un senso di genuinità perduta. Rudyard Kipling è stato a lungo considerato come il cantore dell’Imperialismo britannico, e tardi ci si è accorti che egli esprimeva un’idea dell’Impero molto diversa da quella attribuitagli dai critici più superficiali.

Il concetto dell’uomo bianco che porta la civiltà presso le popolazioni altrimenti condannate alla barbarie, giustifica il fatto che se Kipling aveva una fede incrollabile nella missione imperialistica dell’Inghilterra, era perché la credeva capace di amare e rispettare le nazioni e i popoli a lei sottomessi.

 

Con questa lettera, datata 1910, Rudyard Kipling cercò di insegnare al figlio a distinguere fra il bene e il male…” Se”…

 

Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,

E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

E trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,

E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non dire una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tener duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,

E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni minuto che passa,

Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,

E – quel che è di più conta– sarai un Uomo, figlio mio!

Molti dovrebbero riflettere su questo poemetto e forse la presunzione, il falso orgoglio ,diverebbe socializzazione, ed ancor più, un giusto agire etico, morale e deontologico volto alla amirazione dei terzi per il nostro agito ed essere, ma…….sempre più perfettibili anziche perfetti purtroppo…….. ???

OregonTrailPainting

g.m.s.

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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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