un pensato politico attuale….

0

margherita1

In una lettera del 1913, scritta a Cracovia, Lenin rimproverò Gorki per aver espresso considerazioni “piccolo-borghesi” nell’analisi del rapporto fra socialismo e religione.

Lo scrittore russo, infatti, aveva lasciato intendere, in uno dei suoi articoli, che il socialismo era stato capace di depurare o di purificare l’”idea di Dio” da tutte quelle sovrastrutture ideologiche del clericalismo cristiano.

Lenin invece gli fece notare la pericolosità della sua tesi: “Questa vostra buona intenzione rimane vostro patrimonio personale, un ‘pio desiderio’ soggettivo. Una volta che l’avete scritto, è bell’e passato fra le masse, e il suo significato viene determinato non dalla vostra buona intenzione, ma dal rapporto tra le forze sociali, dal rapporto oggettivo tra le classi. In virtù di questo rapporto ne consegue (malgrado la vostra intenzione e indipendentemente dalla vostra coscienza), che voi avete imbellettato, inzuccherato l’idea dei clericali”

In pratica che cosa significano queste parole? Anzitutto che il socialismo è un fenomeno integralmente laico, cioè assolutamente umanistico e che quindi, come tale, non ha nulla da spartire con la religione (il “socialismo cristiano”, aveva precisato Lenin poche righe più sopra, è “la peggior specie di ‘socialismo’ e la sua peggiore deformazione”); in secondo luogo, che qualsiasi opinione religiosa sul socialismo, cioè sull’utilità laica del socialismo nei confronti della religione, dove necessariamente restare privata, altrimenti (cioè divenendo pubblica e trasformandosi quindi in giudizio politico) il che fa immediatamente il gioco dei clericali.

L’idea di Dio”, aggiunge Lenin “non ha mai legato l’individuo alla società”; essa, al contrario, ha sempre legato le classi oppresse con la fede nella divinità degli oppressori”.

Ciò, in altri termini, vuol dire che qualsiasi giustificazione pubblica dell’idea di Dio fa sempre gli interessi dell’oppressione padronale.

Le religioni tradizionali, in specie il cristianesimo (e soprattutto il cristianesimo politico, quale si è venuto configurando da Costantino in poi), di fatto e di diritto, hanno sempre legittimato a volte contro le loro stesse intenzioni l’oppressione materiale dei popoli.

Sicché, là dove esiste l’ideologia religiosa, ovvero una religione ‘ideologizzata’, esiste pure l’oppressione materiale ed economico.

A questa ineccepibile tesi di Lenin è forse possibile aggiungere, in positivo, che là dove invece dovrà mancare nel socialismo democratico l’oppressione materiale, dovrà pure mancare una religione ‘ideologizzata’, cioè il diritto della religione a porsi in modo politico all’interno della società.

Nella società socialista, infatti, l’assenza della giustificazione politica dell’idea di dio non dipenderà come vuole l’opinione pubblica borghese dalla coercizione del potere statale, bensì dalla socializzazione dei mezzi di produzione, che renderà inutile la propaganda religiosa e che determinerà l’esigenza di tenere separata la politica dalla religione.

Ora, che in virtù di tale separazione il cristianesimo (o qualsiasi altra religione) sia destinato a morire o sappia invece rinascere, alla società socialista, in definitiva, non può interessare.

La legge fondamentale di tale società, in questo campo, è infatti la seguente: la laicità è obbligatoria per tutti nei rapporti pubblici o istituzionali.

Ciò in quanto essa non si oppone alla religione in sé, ma alla religione in quanto superstizione e/o clericalismo.

Essendo un ‘umanismo integrale’ (nei metodi e nei contenuti) il socialismo, dal punto di vista politico, non ha alcun motivo per opporsi alla religione in quanto tale: esso in pratica vive come se la religione non esistesse.

Se dunque è possibile una ‘rinascita’ della religione, ciò potrà avvenire solo all’interno dei limiti stabiliti dal regime di separazione, solo all’interno della coscienza dei cittadini, non nel loro modo di vivere la vita civile e politica.

E comunque una rinascita del genere dovrebbe far riflettere i socialisti sull’effettiva consistenza del loro stile di vita, sull’effettiva presa sociale della loro ideologia.

La laicità obbligatoria sul piano politico-istituzionale non implica l’abolizione della religione, ma la sua facoltatività e privatezza.

Ciò che è facoltativo deve necessariamente avere un carattere privato. Il cittadino socialista, quindi, deve necessariamente essere laico sul piano politico, anche se nella sua vita privata o nella sua personale coscienza può essere religioso.

Se è credente egli ha diritto di esprimere pubblicamente la sua fede secondo le modalità previste dalla legge, cioè sostanzialmente nel culto. Tutto il resto deve viverlo in forma privata.

Ecco perché Lenin ha sempre evitato di contrapporre aprioristicamente l’ateismo alla religione. Il laicismo dello Stato socialista non è contrario, ma indifferente al contenuto in sé della religione.

Ciò che esso non tollera è soltanto l’uso strumentale della religione a fini ideologici e/o politici.

Naturalmente per quanto riguarda il rapporto fra partito politico e religione le cose com’è noto stanno diversamente. Il partito socialista non può fare differenza fra una religione in sé e una religione in quanto superstizione e/o clericalismo.

Per il partito la religione è di per se stessa una superstizione, una sopravvivenza oscurantista di un passato irrimediabilmente superato.

All’interno del partito il cittadino deve educarsi a superare la religione non solo dal punto di vista politico, ma anche dal punto di vista umano, scegliendo in coscienza, spontaneamente, l’ateismo-scientifico.

Il rispetto costituzionale della libertà religiosa all’interno della libertà di coscienza non è altro che un concessione politica che il partito fa allo Stato e alla società.

Sul piano ideologico il partito sa perfettamente che la vera libertà non sta tanto nella possibilità di scegliere fra una religione o l’altra o fra ateismo e religione, quanto nella scelta compiuta a favore dell’ateismo, una scelta culturale e di coscienza.

sartreUMSOI ORG

post-gms
Avatar

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: