Restaurazione e carboneria-sintesi storica-risorgimentale

0

                                 

1)Restaurazione e carboneria

2)Sintesi storica risorgimentale

 

Nel periodo della restaurazione ogni movimento politico innovatore trovava ostacoli insormontabili nelle disposizioni di legge e nelle persecuzioni della polizia. I liberali e patrioti che desideravano istituzioni civili e giuridiche più adeguate ai tempi erano perciò costretti a riunirsi di nascosto creando numerose società segrete atte a cospirare e a preparare la rivoluzione contro i sovrani.
Le più importanti furono: la Carboneria, i Patrioti europei, i Filadelfi e la Massoneria. Quest’ultima si può ritenere la madre di tutte le sette fiorite nei secoli XVIII e XIX. E’ la prima società segreta. I Massoni credono in Dio, “Grande Architetto Dell’Universo”, ma negano i dogmi della Trinità e dell’Incarnazione ed avversano il cattolicesimo e il clero. Vogliono favorire il progresso, condividono le idee dell’Illuminismo ed intendono promuovere la libertà e l’uguaglianza degli uomini.
Si piegano poi dinanzi al dispotismo napoleonico. Sotto l’impero Napoleonico la Massoneria si riorganizzò e rafforzò le sue file, diventando uno strumento di governo. Caduto l’impero Napoleonico le logge si sciolsero e quelle che rimasero non ebbero più seria importanza politica. Molti affiliati, che non approvarono l’atteggiamento dei capi, si divisero dalla Massoneria e fondarono nuove sette. Esse erano diffuse soprattutto in mezzo alla classe borghese. La società più importante che primeggiò fra le sette fu la Carboneria. Società segreta, politica, liberale e patriottica che fiorì in Italia durante il periodo della Restaurazione e fu molto attiva durante il Risorgimento.
IL Movimento risorgimentale
Alla Carboneria spetta il primo posto fra tutte le società segrete degli albori del nostro riscatto nazionale perché con la sua scuola di sacrificio rinvigorì il carattere degli Italiani, tenendo desto il desiderio di libertà contro la tirannide e lo straniero, ed iniziò ad affratellare con un legame ideale gli abitanti delle varie regioni italiane, ponendo così la prima pietra della costruzione dell’unità d’Italia.
Per quanto riguarda il discusso rapporto fra Carboneria e Massoneria si risolve, a mio parere, nella storia dei conflitti interni alla Massoneria stessa, dove la Carboneria non è altro che una espressione organizzativa del filone massonico deista e repubblicano. Ciò che interessa è cercare di comprendere quali siano state le ragioni che portarono la Massoneria, o buona parte di essa, a costituire delle società politiche segrete per realizzare il proprio fine di educazione della società umana.
L’attività morale del perfezionamento dell’uomo, fondata sui diritti di libertà ed eguaglianza, e l’attività filantropica delle Logge si mescolarono all’esterno con le iniziative politiche promosse dai suoi stessi membri, nelle quali questi ideali di libertà, fraternità, eguaglianza e sovranità popolare trovarono una prima realizzazione nella riforma politica. Tale riforma mirava a costruire da una società dinastica patrimoniale una forma razionale legale di Stato “Res pubblica”, fondata sull’eguaglianza degli uomini-cittadini di fronte alla legge, dove la pratica dei rapporti fraterni possa essere fondata sull’eguaglianza dei diritti.
La Carboneria costituisce una esperienza intellettuale e storica finora trascurata e in parte ricostruita in modo superficiale e lacunosa nonostante la grande importanza per l’origine dei moti liberali europei.
La Carboneria formatasi come si è detto dalle correnti radicali massoniche ha il grande merito di aver contribuito, con la strategia di riformare la società, all’evoluzione culturale e politica dell’uomo.
Con la Carboneria si era rafforzata così l’idea democratica e repubblicana, frutto di una progettualità umana consapevole (sostenuta da partiti politici di massa, di cui le Vendite sono state una prima espressione storica).
L’utopia Carbonara aveva dato l’avvio alla grande scuola democratica, portando al popolo italiano un grande esempio di avanguardia nel processo di riforma delle istituzioni; erano state gettate le basi di quel sentimento che darà la vita al Risorgimento Nazionale
2) Breve sintesi storica risorgimentale
Negli anni 1820 si verificarono i primi moti rivoluzionari europei con la significativa eccezione (per motivi opposti) di Inghilterra e Russia. Le sommosse erano alimentate da società segrete, che rifacendosi al modello massonico, erano sorte sempre più numerose proprio in questo periodo. Fra le sette più attive, specialmente in Italia e in Spagna, vi era la Carboneria.
Si diffusero anche altre associazioni come l’Eteria greca, i Comuneros spagnoli e quelle degli Adelfi e Filadelfi diffuse nell’Italia settentrionale e in Francia.,
Che chiedevano il ripristino della Costituzione del 1812, redatta a Cadice nell’età napoleonica e abolita con la Restaurazione.
In Italia
Per quanto riguarda l’Italia, a seconda delle zone in cui i moti ebbero luogo assunsero delle accezioni differenti. Nel Regno delle Due Sicilie gli ufficiali Morelli e Silvati chiedono la costituzione al sovrano Ferdinando I, che ne promette la concessione; anche nel regno di Sardegna il reggente Carlo Alberto, al trono al posto del sovrano legittimo Carlo Felice, promette la concessione di una costituzione in seguito ad un moto del 1821 guidato da Santorre di Santa Rosa.
Le forze della Restaurazione, preoccupate per il diffondersi dei moti in molti territori Europei e nei possedimenti oltremare, si riuniscono nel Congresso di Troppau (1820) e nel Congresso di Lubiana (1821). Metternich durante lo svolgimento dei congressi ha modo di sottolineare la situazione allarmante, chiede quindi l’intervento armato nel Sud Italia.
Inghilterra e Francia erano contrarie all’intervento armato in quanto avrebbe potuto rafforzare l’Austria; Ferdinando I invita allora i rivoltosi napoletani a permettergli di andare ai congressi, promettendo loro di appoggiarne la causa. Giunto ai congressi richiede invece con urgenza l’intervento armato, viene quindi riportato l’ordine nel Regno delle Due Sicilie. Anche nel Regno di Sardegna le rivolte vengono sedate con un intervento armato voluto da Carlo Felice, che non concesse la costituzione.
Queste prime agitazioni avevano un carattere elitario e internazionalista, data la collaborazione tra gli intellettuali dei vari paesi europei.
In questo primo contesto rivoluzionario ne uscì vincente soltanto la Grecia, la quale, in seguito ad un moto guidato dall’ Eteria, ottenne l’indipendenza dall’impero Ottomano.Nel 1829, con la pace di Adrianopolis, ha fine l’unico moto di questi anni che raggiunge lo scopo dell’indipendenza, e la corona della Grecia è data in mano al sovrano di Bucarest.
Dopo i due congressi di Troppau e Lubiana, come in Italia,anche in Spagna, Portogallo, le rivolte furono soppresse.
Moti rivoluzionari degli anni 1820 in America Latina
Nel 1820 si diffusero le idee indipendentiste anche nell’America del Sud, in seguito a tre grandi proposte ideologiche come: l’Indipendenza degli Stati Uniti (1776), gli ideali della Rivoluzione Francese (1789), e le proposte ideologiche giunte nei paesi europei in seguito all’invasione Napoleonica. Nelle colonie il potere politico era in mano ai bianchi e ai creoli, gli individui discendenti dai conquistadores spagnoli, che governavano paesi basati sull’economia agricola.
Tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 si svilupparono alcune linee di pensiero che mettevano in discussione il potere politico spagnolo. I Peninsulari non volevano più avere rapporti con la Madre Patria, per i creoli invece questi rapporti erano da ridefinire. Queste due linee di pensiero escludevano qualsiasi tipo di azione illegale, mentre gli Indipendentisti (guidati da Josè de San Martin in Argentina e Simòn Bolìvar in Venezuela) non escludevano l’approdo nell’illegalità.
L’Argentina si liberò del potere spagnolo nel 1814, Il Venezuela nel 1816.
In Messico il tentativo indipendentista combaciò con una rivoluzione sociale, della qual furono protagonisti gli indios e i meticci. Nel 1821 il Messico ottenne l’indipendenza politica ma con questa ache una sconfitta nei confronti della rivoluzione sociale.
Moti rivoluzionari degli anni 1830
Nel 1830 in Europa vi furono nuove rivoluzioni. La coscienza delle cause patriottiche si estese sempre più nell’opinione pubblica, trasformando quelle che prima erano rivolte di alcune elite intellettuali in rivolte popolari vere e proprie. In questo periodo in Francia veniva deposto il Re assegnato dal congresso di Vienna cambio di poco la sostanza, ma sconfessando gli evidentemente insostenibili accordi di Vienna.
Anche il Belgio in questo periodo ottenne un importante successo, conquistando la sua indipendenza.
In Polonia ed in Italia invece le rivoluzioni non ebbero buon esito e furono soppresse.
Elaborato da g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: