il Nuovo Testamento: la famiglia di Gesù

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C’è un silenzio in cui l’anima può incontrare il suo Dio e dove è la fonte della saggezza. Tutti coloro che vi entrano sono immersi nella luce e colmati di saggezza, amore e potere. Il silenzio non è circoscritto: non è un luogo chiuso entro le mura o pareti di roccia, né è posseduto dalle spade degli uomini.

Gli uomini portano con sé il luogo segreto in cui possono incontrare il loro Dio. Non importa dove la gente dimori, se in cima ad una montagna o in una valle profonda o nella quieta casa; essi possono simultaneamente, in ogni istante, slanciarsi per la porta spalancata e scoprire il silenzio, scoprire la casa di Dio. Essa è nell’anima”.

 Negli ultimi duemila anni la chiesa cristiana occidentale ha monopolizzato Gesù Cristo, facendolo diventare parte integrante della psiche degli Occidentali e facendo in modo che il cristianesimo diventasse la più popolare delle religioni, anche falsando pare la storiografia.

Le Sacre Scritture Il Nuovo Testamento, che narra la storia della Palestina nel periodo della predicazione di Gesù, degli apostoli e di Paolo di Tarso, tralascia un argomento di primaria importanza: la famiglia di Gesù,

Gli ultimi studi di esegesi biblica (pubblicati nel 2007), effettuati mettendo a confronto i testi canonici, alcuni apocrifi e gli scritti di alcuni cronisti e religiosi dell’epoca (il Vangelo degli Ebrei, il Documento di Damasco, i Riconoscimenti Pseudo clementini e gli scritti perduti di Egesippo, anche se riportati da Eusebio nella sua “Storia Ecclesiastica”), mettono in evidenza delle informazioni che l’ortodossia cattolica ha sempre cercato di nascondere,

Per la Chiesa, Gesù è unigenito, nato dalla vergine Maria, per intervento dello Spirito Santo; Giuseppe è solamente, il padre putativo, anche se, essendo della stirpe di Davide, non si capisce come, anche Gesù risulta della stirpe appartenga alla stessa stirpe, di colui che in nessun modo ha contribuito alla sua procreazione.

Questa sarebbe stata la famiglia di Gesù, con un padre, per l’appunto Giuseppe, di cui poco o nulla si parla inspiegabilmente.

Le cose però stanno in ben altra maniera, e a dimostrarlo sono gli approfonditi studi esegetici di uno importante studioso della nostra epoca, Robert Eisenman, autore di numerose pubblicazioni sulle origini del cristianesimo.

Dai cui studi e ricerche appare, innanzi tutto, che Gesù non era unigenito, bensì il primogenito di quattro fratelli e di due sorelle.

Nei Vangeli infatti compare la figura di Giacomo, riferita quasi sempre al fratello di Giovanni, figli di Zebedeo, ad eccezione di quelle rare occasioni in cui non è stato possibile dissimulare l’identità di un altro Giacomo, detto il minore. In realtà quest’ultimo era Giacomo il “Giusto”,un fratello di Gesù (come dice lo stesso Eusebio di Cesarea) “della stessa carne del Signore”.

I primi trascrittori della Bibbia ed i Padri della Chiesa hanno cercato di sminuire i fratelli di Gesù, sia per l’importanza che ciascuno di essi ha avuto nel periodo storico antecedente la distruzione del Tempio di Gerusalemme, sia perché avrebbero dovuto far riferimento alla Comunità del Deserto, cioè agli Esseni, definibili come Nazirei, e sia perché doveva essere portato avanti il concetto della Santa Verginità della Madonna.

Oltre a Giacomo il “Giusto” è doveroso far riferimento a Simone lo “zelota”, detto anche Simone il “cananeo”o Simeone Cleofa. In ogni caso si tratta sempre del terzo fratello di Gesù, appartenente agli “zelanti della Legge”, elementi della Comunità dei Nazirei, insediati principalmente nelle città di Qumran (Giudea), e Masada (Idumea) e Gamala (attuale Golan).

L’ultimo dei quattro, anch’esso appartenente alla stessa Comunità degli Zelanti, è il personaggio che più difficilmente è riconoscibile, assegnandoli vari nomi nel tentativo di renderlo irriconoscibile. Giuda lo “zelota” è il nome che dovrebbe contraddistinguerlo; invece, nelle scritture, troviamo Taddeo, Giuda Tommaso, Giuda Didimo, Giuda Iscariota, fratello di Simone Iscariota.

Quest’ultimo nome apre degli scenari inquietanti per l’entourage ecclesiastico. Giuda, il fratello minore di Gesù, potrebbe mai essere quello che la Chiesa continua a definire il traditore.

E’ necessario accennare anche al fatto che Giuseppe, padre “putativo” di Gesù, in effetti non scompare dalle scritture, viene solamente travisato in maniera piuttosto abile, tanto che solo recentemente se ne è scoperta l’inequivocabile presenza.

 

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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