La guerra per scopi umanitari???

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guerraLa guerra per scopi umanitari???

Nell’opera “La ragionevole apologia dei diritti umani” lo studioso americano Michael Ignatieff:denuncia il “mito” dell’universalità dei diritti umani;
e propone l’individuazione di un “nucleo minimo” di diritti umani.

Il consenso generale (non necessariamente unanime) degli Stati intorno a tali diritti essenziali, quindi, dovrebbe garantire il rispetto di tali diritti “inviolabili”.

Nel caso in cui, però, ciò non dovesse avvenire, sarebbe legittimo un intervento militare (o, comunque, il ricorso all’uso della forza), anche se per porre fine alla violazione di diritti umani?

La risposta di Ignatieff è positiva: per lo studioso americano la tutela dei diritti può attuarsi anche attraverso il ricorso alla forza militare.

Ignatieff ricorre all’universalismo dei diritti dell’uomo per legittimare i recenti interventi militari del suo Paese (gli Usa) in alcuni paesi per quanto “spiacevole per quelli che credono nei diritti umani” – ha sostenuto l’Autore -, in determinate situazioni “la guerra è l’unica medicina per i regimi che vivono di terrore” (dal libro American Exceptionalism and Human Rights, 2005).

Il limite principale della tesi di Ignatieff, però, è proprio quello di servirsi dell’universalismo dei diritti umani per legittimare la politica militare cd. “umanitaria” interventista degli Stati!

Questa forma di “apologia dell’interventismo umanitario”, difatti, rischia di comportare un “appoggio incondizionato” della Comunità internazionale a forme quantomeno “opinabili” di: “guerre al terrorismo” (un nemico non convenzionale contrastato, invece, con gli strumenti convenzionali della guerra: si veda la guerra in Afghanistan  e/o “guerre umanitarie” o giustificate in ragione di una presunta “legittima difesa preventiva”come la guerra in Iraq e Siria”.

Stando al diritto internazionale convenzionale vigente (la Carta dell’Onu, in particolare), un intervento militare umanitario è ritenuto ammissibile (legittimo) solo laddove:

gli abusi dei diritti umani siano “gravi, sistematici e dilaganti” e costituiscano una “minaccia alla pace” (sia sul piano locale che su quello internazionale);
l’intervento militare abbia una reale probabilità di mettere fine alle violazioni dei diritti umani contro cui è mosso;
e lo stesso venga autorizzato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Requisiti non certamente presenti nel caso delle ultime guerre afghane e irachene ecc.!

Resta in ogni caso da chiedersi come possa la guerra (ossia la più grave violazione in sé della dignità umana) essere lo strumento più idoneo alla tutela dei diritti dell’uomo!

tux-guerra

gms

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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