Essere soldato…pensiero…

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Io sono stato quello che gli altri non volevano essere, io sono andato dove gli altri non volevano andare, io ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare, io  sono stato quello che gli altri non volevano essere, io sono andato dove gli altri non volevano andare, io ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare.
Io non ho preteso mai niente, solo il dovere era la mia pretesa, il mio fare, la mia opera, ho pianto, ho sofferto e ho sperato, ma più di tutto, io ho vissuto quei momenti che altri dicono sia meglio dimenticare.

appostamento in attesa del nemico

Sempre ho avuto rispetto per l’altrui vita e vivere, quando chi mi stava di fronte ha avuto rispetto per la mia, ed ha capito che io non ero il nemico, ma un uomo che obbediva ad un ordine.
Ben diverso era ed è stato, quando la sua bandiera, il suo credo e la divisa era diversa dalla mia, quando io ero un nemico da abbatere, un intruso nel suo mondo.
Quando giungerà la mia ora, agli altri potrò dire che sono orgoglioso, per tutto quello che sono stato; un soldato un -basco verde-che non ha preteso niente se non compiere la sua missione, io ho obbedito a chi mi diceva cosa fare e dove andare, senza chiedere un perche, la mia bandiera era ed è la mia guida, il mio credo, la mia fede, portare la pace il mio compito.
Ho pianto, ho sofferto e ho sperato, ma più di tutto, io ho vissuto quei momenti che altri dicono sia meglio dimenticare, ma che è dificile essi ti rimangono nel cuore, negli occhi, nel sonno inconsci sogni, e qualche volta incubi,
Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato un “soldato” un incursore di Marina.
Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormentava: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte.
Nella mia vita non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione.

 al campo di addestramento incursori

C’è volontà d’espressione, necessità d’espressione, non porto sepolto, quell’esaltazione quasi selvaggia dello slancio vitale, dell’appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte.
Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace, non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole.
Visi sporchi di polvere, il sudore che cola l’impasta in una tetra maschera Il fumo sale non ci sono pensieri non ci sono domande in quei sguardi tesi che guardano l’orizzonte, in quelle canne d’acciaio quasi incandescenti fra le mani.
Siamo solo uomini in divisa accovacciati fra gli arbusti come animali braccati, striscianti a terra come serpi. Non ci sono pensieri, non ci sono parole un boato assordante un attimo, solo un attimo e sembra che sia esploso il sole.
Il naso sanguina un tremore pervade il corpo manca l’aria farfugli qualche parola mi sembra di capire dici aprite la finestra ma siamo sotto il cielo un cielo azzurro afferri la mia mano la tieni stretta guarda l’azzurro ti dico non mollare il tuo sguardo sembra guardare poi le tue palpebre si chiudono.
La rabbia che ho in corpo m’impedisce di gridare non ho lacrime da donarti solo un pensiero non ti lasceremo qui in terra straniera.
Alzo gli occhi mi sembra di vedere una luce una grande luce l’aria si espande di profumo non so cos’è gli altri non vedono nulla eppure io vedo e sento sento un battere d’ali la luce piano si affievolisce si perde mentre sale adesso e come un palloncino un puntino indefinito nel blu.
Vola amico vola in alto vola sereno adesso sei in pace sei fra gli eroi porti un bandiera con su scritto Libertà.
Mentre tu voli lontano io penso e una lacrima mi scende perche penso ad un amore si ad un amore lontano, che è vita che significa continuita di una vita, ma non con armi ma con cuore cuore e amore.

libri scritti da G.M.Simonetti —Giorni d’Africa ediz. ciarrapico dello stesso autore il bottino del mercenario poi quali testi universitari ediz.Cuesp Conoscere l’Africa e Zaire la guerra

 

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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