Democrazia giustizia e libertà.

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democracyIl fondamento essenziale per una vera democrazia consiste nella partecipazione di tutti alla vita politica della propria nazione.

Democrazia giustizia e libertà

Per nostra fortuna è detto viviamo in un Paese libero, democratico, repubblicano, la cui validità è fondata, come dice la Costituzione “sul lavoro” e sull’impegno di ognuno di noi. Il fondamento essenziale per una vera democrazia consiste nella partecipazione di tutti alla vita politica della propria nazione. Se democrazia significa “governo del popolo”, questo vuol dire che tutti dobbiamo sentirci coinvolti in ciò che il governo fa o decide, negli errori che compie, negli inganni in cui si lascia trascinare, nelle truffe che alcuni suoi rappresentanti tramano ai danni dei cittadini.

Invece, spesso prevale il disinteresse, l’abitudine, per un  “quieto vivere, vivi e lascia fare” tanto nulla cambia.

Allora invece della partecipazione, mettiamo in atto il totale disimpegno. Tutti affermiamo di volere una società più onesta e giusta e molti, a tal fine, propongono l’uso della violenza, della rivoluzione, dei cambiamenti totali e definitivi. Da una reazione simile, in realtà, non può nascere altro che un potere autoritario e quindi oppositore della libertà e della democrazia.

Che la violenza produca giustizia è una pericolosa quanto mai diffusa illusione, è un mito, una falsa storia. In realtà, la violenza non produce giustizia perché uccide la libertà e produce solo insicurezza e paura. E l’insicurezza e la paura generano, come la storia ci insegna, il terrore e dietro allo stato del terrore c’è sempre in agguato un incita popoli o peggio un Masaniello.

La paura nel sociale, è la madre del potere assoluto, dello stato totalitario. E nello stato totalitario a decidere su ciò che è giusto e su ciò che è ingiusto è chi ha il potere assoluto, senza che si possa criticare. Anzi, nello stato totalitario, chi critica viene eliminato; nello stato totalitario chi ha il potere, ha anche il potere di decidere cos’è la giustizia. Queste sono, dunque, le conseguenze della violenza ed è noto che la violenza genera altra violenza.

Ed ecco, dunque, perché le istituzioni democratiche debbono venire considerate come il bene più grande di una comunità, come la sua più alta conquista civile, da amare e difendere. In democrazia non ci sono nemici da abbattere, ma solo avversari politici con i quali discutere e competere civilmente.
Le istituzioni democratiche sono come una fortezza che deve resistere ad ogni influsso negativo o prevaricante le libertà del cittadino.

Ragione per cui ai governanti deve stare a cuore soprattutto la giustizia, la giustizia non quella politicizata o distributiva, ma quella super partes che presta attenzione ai problemi urgenti, quali la casa, la sanità, l’occupazione, lo sradicamento della miseria e dell’ignoranza, la prevenzione del crimine, la difesa dell’incolumità di ogni singolo cittadino, al fine di rappresentare o meglio caratterizzare come una politica razionale e responsabile.

Oggi pare che più che politizzare la morale, occorra moralizzare la politica. In quanto d’altro canto, la responsabilità dei governati dovrebbe stare nella loro vigile attenzione indirizzata alla salvaguardia delle istituzioni, nel controllo sociale al fine di creare benessere per il cittadino nel rispetto del dettato costituzionele.

Forse oggi tutto questo pare un’utopia o un sogno dato l’attuale situazione che il nostro paese sta vivendo, è certo che prima o poi qualcuno deve decidere quanto è dovuto per il bene superiore del cittadino, e non fare tutela del proprio interesse, infischiandosene del bene comune.

GMS–

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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