Uno scomodo “Memorandum” emerso nell’ archivio degli US.-D.of D.-

0

Uno scomodo “Memorandum” emerso nel US.D.of D.
(United States Department of Defense )

Un memorandum è una forma scritta di comunicazione Si caratterizza per essere concisa e diretta. I memorandum si utilizzano in diplomazia, i cosiddetti memorandum d’intesa, con lo scopo di riassumere i punti controversi di una questione e di permettere a ciascuna parte di esprimere la propria opinione sul fatto, e formulare delle richieste al fine di trovare un accordo, un’intesa.

IL “Memorandum” del Pentagono  

Ritornano alla memoria, chiare le parole pronunziate qualche anno fa dell’ex generale della Nato Wesley Clark,( ex appartenente al NSA- National Security Agency) che a seguito dell’ attentato alle Twin Towers di New York, alcuni giorni dopo di quel fatidico11 Settembre, dichiarò di essere venuto a conoscenza che presso il Pentagono, era stato elabotarato un piano dal contenuto in un memorandum segretissimo nel quale era stata delineata la strategia egemonica degli Usa, in Medioriente ed in Africa, a livello economico-militare, con l’accordo implicito della Gran Bretagna.

Clark dichiarò in una intervista, come in realtà fosse stato elaborato il piano segretissimo che veniva denominato- “Rumsfeld-Bush-Cheney”-, ove si stabiliva di intervenire per modificare gli assetti politici di ben sette nazioni nei prossimi cinque anni. Specificando che i Paesi contemplati nel dossier, erano l’Iraq, la Siria, il Libano, la Libia, la Somalia, il Sudan e l’Iran.

Tale piano, oggi divenuto pubbblico, di regola, dovrebbe rimettere in discussione la posizione di tutti gli alleati NATO dinnanzi agli USA, e non solo, ma rivedere la presenza di truppe NATO nei vari scacchieri ove sono impiegate, a sostegno degli States, tale piano che come provato è reale e messo in atto, vedi Iraq, Libia, Sudan, a cui va aggiunto lo Yemen, non solo fu messo in esecuzione dal Signor Bush e company, ma che anche sotto l’amministrazione Obana è continuato, nonostante Obama stesso non paia interessato più di tanto a tale progetto, data la crisi che attaglia non solo gli States, ma l’intera Europa e quindi potremmo asserire gli stessi paesi alleati partecipanti alle forze NATO.

Londra, Washington, Damasco– Nella capitale siriana si continua a morire, giorno dopo giorno. Si contano a centinaia i morti, quasi un genocidio di proporzioni enormi, ma in fondo sembra il funesto epilogo di un libro già letto; o meglio, i drammatici minuti finali di un film già visto: uno di quei gialli noir di mediocre fattura, dove malgrado i tentativi del regista di nascondere il nome dell’assassino e di creare suspance i giochi sembrano fin troppo chiari, nonosante la costruzione di fantasiosi alibi, Iraq e Libia, docet.

Non sorprende più di tanto, l’ultima dichiarazione- a denti stretti- del ministro degli Esteri britannico, William Hague, secondo il quale Londra dopo aver preso opportuni accordi con gli USA, si sta apprestando a donare 5 miliardi di sterline ai ribelli dell’esercito rivoluzionario siriano-EIS-(Free Syrian Army) nella guerra contro il regime di Assad. Ovviamente tale operazione è risservata, in quanto Russia e Cina potrebbero non essere d’accordo, o contro bilanciare questo finanziamento con forniture di armi all’esercito regolare di Assad.

Un breve spaccato storico sull’attegiamento degli USA verso altri paesi a tutela non certamente dei diritti umani e della democrazia, ma piutosto un uso del potere più o meno palese, come formula anti-comunista per tutelare propri interessi economici.

A partire dalla prima metà del XX secolo fu adottata sotto varie forme rivoluzionarie un attegiamento anti-americano, dalla colonna Prestes in Brasile, all’ opposizione all’ invasione Usa in Nicaragua e ad Haiti.

Una spinta venne dalla vittoria del movimento guidato da Fidel Castro a Cuba (1959). La mancanza di democrazia, le grandi differenze sociali, l’impossibilità di portare avanti riforme essenziali nella struttura della proprietà e il predominio economico e politico degli Usa furono elementi che spinsero una parte del movimento politico a vedere come unica soluzione l’esempio della rivoluzione armata cubana.

Fino a quel momento il monopolio dell’opposizione sociale era stato quasi esclusivamente nelle mani dei partiti comunisti, ma allora nuove forze cominciavano a entrare in campo.

Settori di sinistra dei partiti populisti e nazionalisti, oltre a consistenti gruppi cristiani, si spostarono su di una prospettiva di trasformazione radicale.

Grande attrazione esercitò l’ esempio della resistenza vietnamita e il movimento dei neri negli Usa. Alcuni partiti comunisti aderirono al metodo guerrigliero, come in Colombia, Venezuela, Guatemala; altri subirono pesanti scissioni.

La morte dell’eroe della rivoluzione cubana Che Guevara in Bolivia (1967), mentre guidava la guerriglia dell’esercito di liberazione nazionale, invece di decretare la fine del ciclo, lo rafforzò ancora di più.

Centinaia di organizzazioni guerrigliere, anche se molto piccole, cercarono di radicarsi nella popolazione. Per lo più poterono contare solo sulla militanza generosa di intellettuali e studenti: così i tupamaros in Uruguay, l’Esercito rivoluzionario del popolo (Erp) e i montoneros in Argentina, l’Azione di liberazione nazionale (Aln) e l’Avanguardia popolare rivoluzionaria (Vpr) in Brasile, le Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc), il Fronte sandinista di liberazione nazionale in Nicaragua, le Forze armate rivoluzionarie (Far) in Guatemala e molte altre.

L’imposizione di dittature filo Statunitensi nella maggioranza dei paesi Latino-Americani, la durissima repressione coordinata dagli USA, il diffondersi del concetto di sicurezza nazionale resero l’America latina una terra di prigioni, torture, sparizioni.

Le permanenti divisioni all’interno della sinistra e l’incapacità di ottenere appoggio popolare portarono alla sconfitta della maggior parte dei movimenti di guerriglia.

Con la sconfitta dei governi dittatoriali negli anni ottanta, molti dei gruppi ancora sopravvissuti si trasformarono o si raggrupparono in partiti legali, mentre altri furono vittoriosi, come il Fsln del Nicaragua nel 1979, o continuarono la lotta armata come in Salvador o in Guatemala.

Oggi che la tecnologia è divenuta uno strumento militare registriamo che gli USA o meglio il Pentagono annuncia una gara d’appalto per l’acquisto di virus informatici.

Il Pentagono ha deciso di acquistare un pacchetto di malware per operazioni informatiche: una fonte del ministero degli Esteri russo ha definito il piano statunitense come “il primo round della corsa agli armamenti informatici.”

Fino a poco tempo fà Washington aveva negato categoricamente qualsiasi progetto di sviluppo di armi informatiche offensive, ma nel mese di dicembre dello scorso anno il Congresso aveva stanziato dei fondi per lo sviluppo di armi informatiche d’attacco e ora sul sito del governo degli Stati Uniti sono state pubblicate informazioni su due gare d’appalto indette dall’aviazione militare e dal dipartimento di Ricerca e Sviluppo del Pentagono-Darpa-Defense Advanced Research Projects Agency.

Gli Stati Uniti vogliono completare il loro scudo anti-missile installando dei radar nella Repubblica Ceca e dieci lancia-missili intercettatori in Polonia, proteggendosi così dagli Stati nemici.
Il Governo ceco è diviso sulla questione. Il più grande partito della coalizione al Governo, il Partito democratico civico (Ods, destra) ha accordato il proprio appoggio al progetto, che è stato tuttavia respinto dai Verdi e suscita seri dubbi fra alcuni deputati del Partito democratico-cristiano (Kdu-Csl). Quanto ai principali partiti di sinistra all’opposizione, il Partito social-democratico ceco (Cssd) e il Partito comunista (Kscm), si oppongono fermamente a questa iniziativa americana, chiedendo di sottoporre la decisione a referendum.

La Russia, che percepisce il radar come un tentativo di spionaggio da parte degli americani, riprende i voli dei bombardieri a lungo raggio d’azione, in grado di trasportare missili nucleari, e minaccia il ritiro dal trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Force Treatry) firmato da Gorbaëv e Reagan nel 1987.

Qual è lo scopo di questa base? «La protezione dell’Europa contro i missili a lunga distanza». Una risposta che lascia immaginare una certa buona fede, ma che non giustifica il ruolo inesistente dell’Europa in questo progetto. Dopo diverse domande ammette che il progetto è sostenuto da pochi paesi.

elab-g.m.s.————————–

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: