Cartesio-il tema del dubbio…???

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Cartesio era persuaso che “tutta la filosofia, ossia tutto il sapere, sia come un albero, le cui radici sono la metafisica, il tronco è la fisica e i rami che procedono dal tronco sono tutte le altre scienze …” e questo lo portò a costruire una metafisica che potesse rispondere alle esigenze della sua fisica.
Cartesio espose il suo pensiero metafisico in quattro opere diverse nel giro di quindici anni circa; Stando alle sue esplicite dichiarazioni, uno stretto rapporto lega fra loro le varie esposizioni, con una posizione preminente che ritroviamo nelle “Meditationes”.
Negli anni 1628-29, che segnano il passaggio dal soggiorno parigino al definitivo stabilirsi in Olanda, matura l’interesse di Cartesio per i problemi fondamentali della metafisica. Negli ultimi anni trascorsi a Parigi, frequentando il circolo di Mersenne e mantenendosi i rapporto con personalità religiose, come i padri dell’Oratorio, dovette interessarsi al movimento apologetico che cercava di contrastare il diffondersi di quella cultura libertina, dalla complessa e non sempre definibile caratterizzazione.
La filosofia moderna possiamo sostenere sia in parte nata col dubbio cartesiano, ma la legittimazione di questo dubbio (che di per sé è incapace di vera positività, in quanto, se portato all’estremo, conduce al nichilismo) era relativa alla crisi della Scolastica. Di fatto Cartesio dovette andare oltre al dubbio.
Oggi la filosofia ripropone il tema del dubbio e del relativismo ontologico. Sorge però un dubbio nei confronti della stessa esperienza “borghese”, cioè dei suoi valori, ma è un dubbio di comodo, poiché, di fatto, non impegna l’esperienza a cercare un’alternativa.
Il capitalismo, infatti, viene considerato come l’unica esperienza sociale possibile, essendo impossibile, si ritiene, qualsiasi vera alternativa. E’ un dubbio quindi rivolto sia al passato che al futuro; un dubbio diverso da quello di Cartesio, che per il futuro era ottimista.
Il dubbio borghese contemporaneo è particolarmente ostile all’alternativa più radicale che il presente possa offrire forme di “socialismo democratico”. E’ un dubbio pericoloso, che può portare all’irrazionalismo, cioè alla negazione ostinata di ogni evidenza.
Il dubbio cartesiano era meno pericoloso perché usava ingenuamente il concetto di evidenza. Oggi la filosofia borghese è molto più scettica, non solo perché il suo obiettivo del benessere diffuso non si è realizzato, ma anche perché il socialismo rappresenta la coscienza critica di questo limite.
La filosofia contemporanea è arrivata persino a sostenere che l’evidenza non esiste oppure ch’essa dipende dalla “fede” (in modo analogo alla posizione religiosa). Cioè a dire, la verità di una cosa dipende solo dall’atteggiamento soggettivo. L’oggettività o non esiste o è relativa al punto di vista dell’osservatore. Non c’è più vera comunicazione, perché il dialogo si è banalizzato.
Tale filosofia pretende di superare Cartesio mostrando appunto che non ha più senso credere in verità oggettive valide per tutti. Anche la matematica è diventata un’opinione, oppure è stata considerata una scienza inutile (tautologica), incapace di fornire nuove conoscenze o giudizi (vedasi il neopositivismo).
Cartesio quindi è stato superato, anche perché, il suo individualismo porta in ultima istanza, a negare il valore del dubbio metodico, col quale egli cercava di ottenere l’evidenza. Il dubbio non può portare all’evidenza ma al nichilismo, l’unica evidenza è la mancanza di certezze, di oggettività universalmente valida (anche Kant cercherà di superare questo limite).
Il dubbio non può essere “metodico”, non può essere neppure un punto di partenza, poiché lo sarebbe al negativo (come critica di un aspetto decadente, obsoleto). Invece, per essere propositivi, occorre partire dalla fiducia in qualcosa, ritenuta vera, autentica dalla collettività, in quanto merita d’essere salvaguardata contro ciò che la logora o la deprime.
Il limite del dubbio cartesiano lo si comprende anche da un’altra incongruenza: subito dopo aver affermato l’autoposizione dell’uomo borghese, laico, attraverso appunto il dubbio metodico, o l’io penso, Cartesio è costretto a sostenere l’idea che esiste un essere perfetto, più perfetto dell’uomo “Dio”!
Cioè l’uomo borghese, in Cartesio, si fa forte nei confronti della tradizione eccelesiastico-feudale, ma si scopre debole nei confronti della realtà e, in fondo, nei confronti di se stesso.
elab-gms.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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