Vaticano-il più piccolo e ricco Stato del Mondo

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Lo Stato- Città del Vaticano-La più piccola nazione del mondo-0,43 kmq con una popolazione di 911 residenti di cui 532 cittadini,ma anche la più ricca- il cui reddito pro capite ammonta a circa 407.000,oo euro più euro meno,
La Città Stato del Vaticano è suddivisa in tre enti o istituzioni: lo Stato, la Santa Sede e la Curia. Il primo è l’entità territoriale, la seconda è il vertice della Chiesa e la Curia che è la struttura organizzativa. Tutte le istituzioni vaticane godono dell’extraterritorialità e quindi non sono soggette a leggi di altri Stati.
Nella Città trovano sede tre istituti finanziari:
l’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), che è la Banca Centrale del Vaticano;
il Ministero dell’Economia o Prefettura per gli Affari economici; e lo IOR, con i quali vengono gestiti circa un miliardo di cattolici sparsi nel mondo.
L’Apsa è in pratica la Banca Centrale della Città del Vaticano. Essa svolge funzioni di tesoreria e gestisce gli stipendi dei funzionari dello Stato. Fra i suoi compiti c’è anche quello di coniare moneta. Già nel 1998 l’Ue ha autorizzato l’Apsa ad emettere 670 mila euro l’anno. Con la possibilità di emetterne altri 201mila in occasione eventi straordinari quali di Concili ecumenici, Anni Santi ecc.
Per quanto concerne quanto di norma dalla Prefettura per gli Affari Economici, lo Stato Vaticano e la Santa Sede contabilizzano sempre un deficit di vari milioni di euro. Nel bilancio però non figurano strutture come le università pontificie, gli ospedali cattolici, i santuari ad esempio Loreto, ecc. Cosi come non figura il cosi detto obolo di San Pietro, che pare abbia un gettito medio attorno ai cinquanta milioni di euro annui.
Poi infine la Banca Vaticana, lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) ove ufficialmente l’unico azionista è il Papa.
Lo IOR fu fondato nel 1887 da Leone XIII, col nome di “Commissione per le Opere Pie”, al fine di convertire le offerte dei fedeli in un fondo facilmente smobilizzabile.
La prima riforma delle finanze vaticane risale al 1908, quando su iniziativa di papa Pio X l’istituto assunse il nome di Commissione amministratrice delle Opere di Religione.
La trasformazione in una banca vera e propria avvenne nel 1941, anche se il finanziamento più significativo che indusse il papato a favorire tale trasformazione, fu quello concesso dal fascismo, col Concordato (Patti Lateranensi) del 1929, che prevedeva, a titolo di risarcimento per la perdita degli Stati pontifici l’indomani dell’unificazione nazionale, qualcosa come 100 milioni di dollari (40 in contanti e 60 in obbligazioni; in lire erano 750 milioni), oltre all’esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate in Vaticano.
Per gestire questo ingente patrimonio, papa Pio XI istituisce l’Amministrazione speciale per le Opere di Religione, che affida a un laico esperto, l’ingegner Bernardino Nogara, un abile banchiere proveniente dalla Comit, membro della delegazione che, dopo la prima guerra mondiale, negoziò il trattato di pace.
Grazie alla sua abilità, Nogara trasformò l’Amministrazione in un impero edilizio, industriale e finanziario. Le condizioni che il banchiere pose a Pio XI per accettare l’incarico di gestire il patrimonio del Vaticano furono due: gli investimenti dovevano essere liberi da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale e realizzabili in ogni parte del mondo.
Il Papa accettò e si aprì così la strada alle speculazioni monetarie e ad altre operazioni di mercato nella Borsa valori, compreso l’acquisto di azioni di società che svolgevano attività in netto contrasto con l’insegnamento cattolico.
Nogara rilevò l’Italgas, fornitore unico in molte città italiane, e fece entrare nel consiglio di amministrazione, come rappresentante del Vaticano nella società, l’avvocato Francesco Pacelli, fratello del cardinale Eugenio che poco dopo sarà eletto Papa e assumerà il nome di Pio XII. Grazie alla gestione di Nogara, il Banco di Roma, il Banco di Santo Spirito e la Cassa di Risparmio di Roma entrarono ben presto nell’ambito dell’influenza del Vaticano.
Quando acquisiva quote di una società, raramente Nogara entrava nel consiglio di amministrazione: preferiva affidare quest’incarico a uno dei suoi uomini di fiducia, tutti appartenenti all’elite vaticana che si occupava della gestione degli interessi della Chiesa, un lungo elenco di società: industrie tessili, comunicazioni telefoniche, ferrovie, cemento, elettricità, acqua, ecc. Il buon oculato Nogara investiva in ogni settore che promettesse margini di remunerazione.
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Nel 1935, quando Mussolini ebbe bisogno di armi per la campagna d’Etiopia, una considerevole quantità fu fornita da una fabbrica di munizioni che Nogara aveva acquisito per il Vaticano. E rendendosi conto, prima di molti altri, dell’inevitabilità della seconda guerra mondiale, sempre Nogara cambiò in oro parte del patrimonio Vaticano.
Sin dai tempi di Pio XII lo IOR, bisognoso di disporre di fondi sicuri, fornì sbocchi bancari ai fascisti italiani e ai nazisti, nonché alla mafia, anche perché al tempo della dittatura fascista era molto difficile al Vaticano gestire liberamente l’Obolo di S. Pietro proveniente dalle due Americhe.
Il 27 giugno 1942 Pio XII decise di cambiare nome all’Amministrazione speciale per le Opere di Religione che diventò Istituto per le Opere di Religione. Nasce così un ente bancario dotato di un’autonoma personalità giuridica e che si dedicherà non soltanto al compito di raccogliere beni per la Santa Sede, ma anche a quello di amministrare il denaro e le proprietà ceduti o affidati all’istituto stesso da persone fisiche o giuridiche per opere religiose e di carità cristiana.
Il 31 dicembre 1942 il ministro delle Finanze del governo italiano Paolo Thaon di Revel emise una circolare in cui si affermava che la Santa Sede era esonerata dal pagare le imposte sui dividendi azionari.
Inoltre il Vaticano, essendosi dichiarato neutrale durante la II guerra mondiale, poté, come la Svizzera, trattare tranquillamente affari con la Germania di Hitler. Finita la guerra il Vaticano non risarcì mai le vittime dell’olocausto, restituendo loro i preziosi che i nazisti avevano trasformato in lingotti.
Anzi la Banca Vaticana contribuì a nascondere l’oro nazista non solo nella stessa Santa Sede, ma anche presso il santuario di Fatima in Portogallo, controllato da elementi massonici, i quali solo apparentemente risultano anticlericali (è noto infatti che la loggia segreta P2 aveva ampi contatti con gli ambienti vaticani).
Lo IOR ha contribuito anche alla scomparsa di buona parte dell’oro della Croazia indipendente, che durante l’ultima guerra mondiale collaborava coi nazisti. Gli ustascia cattolici filo nazisti-fascisti che massacrarono impunemente circa mezzo milione di serbi ortodossi, nonché decine di migliaia di ebrei oltre a mussulmani e gitani.
La leadership ustascia, finita la guerra, si era rifugiata in Vaticano e in alcune proprietà francescane italiane. Uno dei mediatori che permise agli ustascia e anche ad altri criminali nazisti di ottenere l’impunità, fu il segretario di stato Montini, in seguito papa Paolo VI.
In particolare gli ustascia cosi come i nazisti, si avvalsero della Banca Vaticana per gestire finanziariamente il loro auto esilio in quanto criminali di guerra in fuga verso il Sudamerica, l’Australia e altri luoghi questo spesso con la protezione della Cia.
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Il Segretariato Vaticano ancora  oggi non intenderendere pubblici gli archivi relativi alla II° guerra mondiale nemmeno agli studiosi e storici, d’altra parte molti altri sono i segreti racchiusi negli archivi Vaticani accumulatesi nei secoli, che forse aiuterebbero gli studiosi a riscrivere buona parte della storia del mondo e non solo in materia religiosa.
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g.m.s.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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