I Contractors-chi sono o cosa fanno…?(video)

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soldatoIl Contractors è un mercenario, un militare (uomo o donna) che a scopo di lucro compie azioni militari per conto di un privato, una società o di uno stato, secondo un contratto prestabilito ed accettato consensualmente. La particolarità del mercenario è che un libero contratto stabilisce i suoi doveri verso il committente, al contrario dei soldati di leva obbligatoria, che sono forzati a combattere per lo stato, o dei volontari che combattono per i propri ideali.
Attualmente questo tipo di servizi sono svolti da compagnie militari private, imprese che forniscono anche consulenze e servizi specialistici. Negli ultimi anni al posto del termine mercenario, considerato dispregiativo, si è cominciato ad usare per indicare queste persone l’anglicismo contractors.
Storia- I Mercenari
Nell’ antichità erano soldati che prestano i loro servizi per mercede. I mercenari furono diffusissimi già presso i popoli dell’Oriente antico. Già in Egitto il faraone Ramesse II si servì di mercenari shardana provenienti dalla Sardegna per combattere i suoi nemici Hittiti nel XIII secolo. Presso i greci apparvero per la prima volta quando, sulla fine dell’VIII secolo a.C., tiranni come Pisistrato e Policrate, per affermare il loro potere, si appoggiarono ad armi prezzolate. Di mercenari si servirono i re di Lidia; Milziade si impadronì del Chersoneso Tracico con l’aiuto di 500 mercenari.
Scomparsi con la caduta delle tirannidi, furono di nuovo largamente impiegati al tempo della guerra del Peloponneso. Grandiosa formazione di un esercito mercenario fu in quell’epoca l’arruolamento dei 10.000 greci che, partiti in aiuto di Ciro il Giovane, si resero famosi per l’epica ritirata sotto la guida di Senofonte (401 a.C.). I superstiti, arruolati nell’esercito spartano sotto il comando di Agesilao II di Sparta, passarono a combattere nell’Asia Minore contro il re di Persia. Da allora le milizie mercenarie entrarono normalmente nella costituzione degli eserciti greci, e si ebbero persino generali mercenari, come Ificrate, Cabria, Timoteo, Carete, i quali, detti egualmente strateghi, come quelli degli eserciti stabili, inviavano i loro capitani (lochagoí) a raccogliere gente in compagnie di 100 uomini ognuna (lóchoi).
L’avvento dei mercenari cambiò notevolmente gli eserciti greci. Le armate delle città stato erano costituite da normali cittadini della polis che venivano richiamati in base alla necessità, quindi con un addestramento militare quasi nullo (l’unica eccezione è la città di Sparta). Questo si rifletteva sul campo di battaglia, dove era impossibile applicare una minima componente tattica. Coi mercenari, uomini che esercitavano la guerra come professione, la capacità bellica degli eserciti greci migliorò notevolemente.
Tali mercenari non militarono soltanto in Grecia: già fin dall’VIII-VII secolo a.C. s’erano posti al servizio della Lidia e della dinastia saitica d’Egitto. Più tardi furono numerosi anche nell’esercito persiano: nella battaglia del Granico, Alessandro Magno ne ebbe di fronte 20.000, in quella di Isso 30.000. Nell’età dei diadochi gli eserciti furono formati essenzialmente da mercenari, i quali passavano facilmente dall’uno all’altro campo. I tiranni di Sicilia ebbero truppe mercenarie; se ne trovano al principio del IV secolo a.C. al soldo di Dionisio I.
Di solito, per l’arruolamento, gli stati interessati mandavano incettatori i quali, ottenuta licenza dalle autorità locali, percorrevano i diversi paesi offrendo il soldo e promettendo bottino. Cartagine faceva largo uso di mercenari, e preferiva usare le sue ingenti ricchezze per pagarli piuttosto che rischiare in guerra la sua popolazione cittadina. Sulla scia di quanto accadde in Oriente, dal 264 a.C. al 146 a.C. Cartagine impiegò mercenari di ogni sorta, armamento e provenienza: celti, numidi, balearici, sardi, siculi, liguri, etruschi, greci, corsi e iberici combatterono nelle tre guerre puniche contro Roma.
Nel Medioevo- Indubbiamente il periodo storico in cui i soldati mercenari ebbero maggiore importanza, nel senso che potevano cambiare le sorti di una battaglia, è il Medioevo, di cui abbiamo testimonianze significative. Presso la corte bizantina furono, già dall’Alto Medioevo, reclutati come mercenari guerrieri di origine scandinava (vichinghi), noti come Guardie Variaghe, che andavano a formare la guardia scelta dell’Imperatore d’Oriente.
Furono poi i cavalieri normanni della famiglia Drengot a proporsi inizialmente al soldo dei principi longobardi (contro le incursioni saracene a Napoli e Salerno) e poi degli insorti baresi nelle lotte antibizantine. Truppe mercenarie furono utilizzate nella battaglia di Campaldino nel 1260 a fianco dell’esercito fiorentino; ne fece uso anche il comune di Siena, stipulando contratti tra il 1327 e il 1351 con un condottiero ante litteram come Guidoriccio da Fogliano che si pose anche al soldo degli Scaligeri.
Questi soldati di ventura medievali, più volte usati in Europa, erano riuniti in compagnie di ventura e guidati da un capitano di ventura, che stipulava veri e propri contratti con i signori e i regnanti interessati. Ebbero vasto impiego in Europa dal XIV secolo alla prima metà del XVII secolo. Anche gli stati medievali usavano questo genere di truppe, tanto che Niccolò Machiavelli ne denuncia la pericolosità nei suoi scritti (arrivando almeno secondo dato che già Polibio ne sconsigliava l’uso se non in quantità minime). I lanzichenecchi sono state le truppe mercenarie che compirono il Sacco di Roma nel 1527. Altre milizie di fanteria mercenaria molto note e apprezzate erano le falangi di mercenari svizzeri.
Mercenari sono stati utilizzati anche nel Novecento, specialmente nelle innumerevoli guerre dei paesi del Terzo Mondo. Un caso su tutti la guerra di indipendenza del Congo.
Il loro status secondo le Convenzioni di Ginevra è totalmente diverso da quello dei combattenti regolari, non essendo soggetti né agli obblighi né ai diritti previsti per le milizie regolari. In tal modo spesso non agiscono secondo il diritto internazionale umanitario e, se catturati, non vengono necessariamente riconosciuti come prigionieri di guerra.
Verso la fine del Novecento, per evitare di usare il termine mercenario, considerato dispregiativo, le società che offrono questo tipo di servizi hanno preso ad utilizzare, per definire la propria attività, anglicismi come contractors o private military companies e a chiamare i singoli appartenenti contractor, anche se la diversa etimologia non ne cambia in alcun modo la sostanza.
Questo tipo di servizi vengono attualmente offerti da numerose aziende organizzate come compagnie militari private, che offrono anche servizi di consulenza e specialistici, anche in aree di combattimento, sia ad aziende private che a governi, non di rado affiancando le forze armate in compiti che queste ultime non possono svolgere.
Questo fenomeno ha raggiunto il picco di fama in Iraq (30 mila uomini) durante la seconda guerra del golfo e negli anni successivi, a causa del loro coinvolgimento nei combattimenti e negli interrogatori della prigione di Abu Ghraib divenuta famosa per le denunce dei casi di tortura. I mercenari in Iraq rappresentano la seconda forza in campo subito dopo gli Stati Uniti e prima della Gran Bretagna.
Dal 1994 al 2002 Il Dipartimento della difesa degli USA ha stipulato più di 3000 contratti con società militari private statunitensi, un giro d’affari da 100 miliardi di euro l’anno, con quindicimila uomini impiegati in missione che guadagnano fino a mille euro al giorno.
Le truppe “straniere”Le più famose unità di stranieri che servono un altro paese sono i Gurkha in Inghilterra, la legione straniera spagnola e la legione straniera francese. Non sono considerate però truppe mercenarie dato che fanno parte, in maniera totalmente integrata, delle altre forze convenzionali dei rispettivi paesi.
I mercenari e le leggi nazionali
La figura del mercenario non è di fatto regolamentata nel diritto bellico internazionale; l’operato dei mercenari non rientra nelle norme delle Convenzioni di Ginevra, che nel protocollo aggiuntivo sottoscritto nel 1977 si preoccupa, agli artt. 47 e seguenti, di chiarire il significato del termine:
Art. 47 Mercenari.
1. Un mercenario non ha diritto allo statuto di combattente o di prigioniero di guerra.
2. Con il termine “mercenario” si intende ogni persona:
a) che sia appositamente reclutata, localmente o all’estero, per combattere in conflitto armato;
b) che di fatto prenda parte diretta alle ostilità;
c) che prenda parte alle ostilità spinta dal desiderio di ottenere un profitto personale, e alla quale sia stata effettivamente promessa, da una Parte in conflitto o a suo nome, una remunerazione materiale nettamente superiore a quella promessa o corrisposta ai combattenti aventi rango e funzioni similari nelle forze armate di detta Parte;
d) che non sia cittadino di una Parte in conflitto, né residente di un territorio controllato da una Parte in conflitto;
e) che non sia membro delle forze armate di una Parte in conflitto;
f) che non sia stato inviato da uno Stato non Parte in conflitto in missione ufficiale quale membro delle forze armate di detto Stato.
Tutti paesi hanno una legislazione particolare per questo genere di attività:
In Italia non è possibile fare parte di truppe al soldo di un altro stato.
I cittadini austriaci perdono la cittadinanza automaticamente se fanno parte di truppe mercenarie.
In Francia valgono i principi delle Convenzioni di Ginevra.
In Inghilterra è illegale fare parte di truppe mercenarie, ma ci sono state negli anni diverse deroghe.
In Sud Africa una legge (il “Foreign Military Assistance Act”) chiarisce che i cittadini non possono fare parte di truppe a contratto se non per missioni umanitarie.
Nel 2005, con la guerra in Iraq ed il caso di Mark Thatcher (il figlio di Margaret Thatcher) arrestato per attività mercenarie, sono state riviste le normative.
La Svizzera non permette attività mercenarie dal 1927, con l’eccezione delle guardie svizzere in Vaticano.
Negli USA la legge permette anche l’uso di forza letale alle società private.
Alcuni Mercenari famosi
Nel Novecento alcuni mercenari sono stati molto conosciuti, soprattutto la generazione dei “mercenari bianchi”, impiegati negli anni sessanta e settanta nelle guerre civili africane dalle potenze post-coloniali o dai governi locali:
Mike Hoare, “Mad Mike”, cittadino britannico di origine irlandese, coinvolto sia nella crisi del Congo negli anni sessanta, dove formò il “5° Commando”, che nel fallito colpo di stato nelle Seychelles nel 1978.
Siegfried Müller, “Kongo Müller”, tedesco, ex ufficiale della Wehrmacht e veterano del fronte, reclutato come luogotenente nella crisi del Congo del ’64, guidò il “52° Commando”, una sub-unità del “5° Commando” di Mike Hoare.
John Peters, britannico, si unì a “Mad Mike” Hoare nel nella guerra mercenaria congolese del 1964 diventando il suo vice-comandante e avvicendandosi alla guida del reparto nel 1965.
Bob Denard, francese, coinvolto in numerosi conflitti in Africa, talvolta con la copertura o il supporto della Franciain e ufficiosamente  con la CIA, per conto della quale ha partecipato ad alcune azioni anche sulle isole Comore.
In Zaire oggi Congo guidò il “6° Commando” dopo il Colonnello Lamouline dal ’65 al ’67  alcuni incursori della MM (gia agli ordini dell’Am.Pecori) ma staccati e posti alle dipendenze di organismi di intelligence USA quali (international  private investigator) al comando pare  di un certo capo istruttore  Simonetti, furono inviati ad addestrare e dare supporto alle brigate formate da Bob Denard nello Shaba e in Katanga.
Daniele Zanata, alias Daniel Van Horne, alias Daniel Wydman, esperto di antiterrorismo coinvolto in numerosi conflitti in Africa (Angola, Sierra Leone, Isole Comore), Balcani (Serbia), ex Republiche sovietiche (Cecenia).
Simon Mann, più volte coinvolto in Angola e Sierra Leone. Arrestato in Zimbabwe nel 2004 per essere coinvolto nel tentato colpo di stato in Guinea che ha portato all’arresto di Mark Thatcher nel 2006.
Jean Schramme,”Black Jack”, belga, implicato nella guerra civile congolese degli anni sessanta e nel tentativo di golpe di Moise Ciombe, guidò le azioni del “10° Commando”.
Roger Faulques, pluridecorato ufficiale di carriera francese, inviato nel Katanga durante la secessione, ebbe sotto il suo comando Bob Denard, condusse l’operazione francese nello Yemen e fu impiegato sempre per conto della Francia nella guerra civile nigeriana.
Rolf Steiner, tedesco, servì sotto il comando francese di Roger Faulques in Nigeria, poi formato un suo reparto, combatté nel Sudan meridionale e Biafra.
 Letteratura –  NarrativaFrederick Forsyth, I mastini della guerra (The dogs of war), 1974, – E.Bonomo e G.Simonetti, Lo Zaire ediz.Febea1975- G.Simonetti Conoscere l’Africa, ediz.Cuesp 1976-Girolamo Simonetti, Il bottino del mercenario, Ciarrapico ediz. 1978. -G. Simonetti, i mercenari d’Africa, Ciarrapico ediz. 1978.- Ippolito Edmondo Ferrario, Mercenari. Gli Italiani in Congo 1960, Mursia, 2009.- Gabriella Pagliani con la collaborazione di Aldo Pigoli , Il mestiere della guerra, FrancoAngeli s.r.l., 2004.-
Filmografia-  I quattro dell’Oca selvaggia (The Wild Geese), 1978, di Andrew V. McLaglen con Roger Moore, Stewart Granger, Richard Harris, Richard Burton, Hardy Krüger.-
I mastini della guerra (The Dogs of War), 1980, basato sull’omonimo racconto di Frederick Forsyth, diretto da John Irvin con Christopher Walken e Tom Berenger.-
Africa addio 1966, di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, in un episodio di questo documentario vengono mostrati la vita e il modus operandi dei mercenari impegnati nel conflitto in Congo durante i primi anni 60.-
I mercenari – The Expendables, 2010, di Sylvester Stallone con Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Eric Roberts, Steve Austin, Terry Crews, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Charisma Carpenter.-
I Mercenari oggi- i Contractors o Private military company
Una compagnia militare privata è un’impresa che fornisce consulenze o servizi specialistici di natura militare, talora assimilabili alle prestazioni dei mercenari. Per riferirsi a questa realtà sono anche utilizzate le espressioni inglesi seguenti: Private military company, Private Security Contractors (PSCs), Private Military Corporations, Private Military Firms, Military Service Providers.
I servizi e le consulenze coprono quelli tipicamente svolti dalle forze di polizia o militari dei governi, ma molto spesso in scala ridotta. Spesso le CMP sono utilizzate per addestrare o integrare le forze armate al servizio dei governi, ma non è raro il caso che siano assoldate da altre imprese private. Le CMP hanno il loro terreno d’impiego elettivo nei conflitti a bassa intensità, situazioni in cui il dispiegamento di forze armate convenzionali può apparire politicamente, diplomaticamente, o economicamente troppo rischioso. Tuttavia, i cosiddetti contractors che usano la forza offensiva in una zona di conflitto potrebbero essere considerati “combattenti illegittimi”, con riferimento ad un concetto implicitamente deducibile dalla Convenzione di Ginevra ed esplicitamente specificato dal Military Commissions Act.
Attualmente, gli impieghi più noti di compagnie militari privati riguardano la fornitura delle guardie del corpo per il presidente dell’Afghanistan, la costruzione dei campi di detenzione a Guantanamo, e il supporto con velivoli armati da ricognizione ed elicotteri da combattimento impiegati nella lotta alla produzione di cocaina in Colombia. Sono integrati nei sistemi di comunicazione e di intelligence dello United States Northern Command in Colorado, preposto al coordinamento della risposta ad ogni eventuale attacco contro gli USA.
Per delega del Dipartimento di Stato, alcune “CMP” stanno stipulando contratti con governi stranieri, addestrando soldati e riorganizzando apparati militari in Nigeria, Bulgaria, Taiwan, e Guinea Equatoriale. Le CMP sono conosciute anche con il nome di security contractors, sebbene in realtà questa espressione si addica maggiormente ai singoli individui assunti dalle CMP medesime. I committenti sono principalmente altre imprese commerciali, organizzazioni internazionali e non governative, forze armate di vari stati.
Le CMP sono a volte incluse nei fornitori di servizi per la difesa (supply contractors). Tuttavia, detti fornitori nella maggior parte dei casi procurano soprattutto equipaggiamento specializzato ed eventualmente anche personale, laddove le CMP forniscono personale dotato di speciali attitudini operativo-tattiche, compresa, a volte, un’effettiva pregressa esperienza di combattimento.
La Terza Convenzione di Ginevra (GCIII) del 1949 non riconosce la differenza tra fornitori della difesa e CMP; definisce una categoria chiamata supply contractors. Se i supply contractors sono stati muniti (dall’esercito cui si affiancano) di un valido documento identificativo, hanno diritto allo status di prigioniero di guerra in caso di cattura (GCIII Articolo 4.1.4).
Se il contractor partecipa ai combattimenti, comunque, può essere classificato come mercenario (Protocol I Additional to the Geneva Conventions (Protocol I) Articolo 47.c), a meno che non ricada in un’esenzione alla clausola dell’articolo 47. Se i contractors catturati vengono riconosciuti mercenari, sono combattenti illegittimi, e perdono il beneficio di essere considerati prigionieri di guerra. Il “Protocollo I” non è stato ratificato dagli Stati Uniti d’America perché, fra l’altro, non richiede ai “combattenti per la libertà” di attenersi alla convenzione per ottenerne le relative garanzie. Il giro d’affari delle CMP supera attualmente i 100 miliardi di dollari annui.

(leggi G.Simonetti il bottino del mercenario ediz ciarrapico 1976 )-elab-da g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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