perche molta gente ha perso fiducia nel voto

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Come mai la gente non vota più?  Se lo  chiede col dovuto ritardo un costituzionalista radicalchic, Zagrebelski. Era ora che qualcuno si accorgesse: del semplice fatto  che quando l’astensione supera la metà,  i risultati del voto non hanno alcun senso né legittimità.

Naturalmente Zagrebelski, essendo un radical-chich,  non dà risposte  se non sbagliate,  proprie del suo ceto di privilegiati che dalla democrazia “rappresentativa” o “delegata” traggono i loro privilegi.

Egli cioè appartiene a quella oligarchia il cui principale carattere è “farsi passare per detentrice di una conoscenza  superiore e universalmente valida, atta a legittimare le riforme che essa ritiene necessarie e  razionali alla società”

Dalle 12 vaccinazioni obbligatorie allo jus soli  imposto contro la volontà popolare, all’accoglienza obbligatoria, a spese di noi contribuenti e votanti, delle centinaia di migliaia di clandestini, dalle  nozze gay  al “nomadismo”   che secondo la Boldrini “dovrà  diventare il nostro stile di vita”, fino alla “negazione del passato”,  questa oligarchia, essendo un prodotto terminale del liberismo senza freni, promuove “la soppressione di tutte le regole” come nel “mercato”, così nella vita sociale.

Ora, il popolo non interpreta la soppressione di tutte le norme come sinonimo di maggior libertà”, ed è spontaneamente ostile a quella “controcultura”  che gli sta decostruendo attorno tutti i suoi riferimenti sulla base di una concezione astratta della libertà che  spoglia tale libertà di ogni rapporto con un quadro normativo; percepisce confusamente che “essere libero” non significa staccarsi e rifiutare, bensì aderire e partecipare.  In un mondo in cui tutte le forme di autorità sono state delegittimate l’una dopo l’altra,  con l’eccezione dell’autorità tecnocratica degli “esperti”;  e in cui le uniche istituzioni che ancora regolano i rapporti tra  gli uomini sono il contratto  giuridico e lo scambio commerciale, la  gente  vede che questa perdita di senso è dovuto alle relazioni economiche che hanno preso il sopravvento sulle relazioni sociali,  una reificazione dell’esistenza umana che mette termine alla società organica,ossia all’interdipendenza tra gli uomini”.

In più, gli oligarchi alla Zagrebelski o Boldrini ci insegnano, col ditino levato, dall’alto della loro  superiorità morale, che “non c’è alternativa”, nel mondo della riproduzione economica, alla perdita di senso. Dovete sopportare i vaccini, gli immigrati, le sfilate sodomitiche, sentirvi estranei a casa vostra, dovete sopportare la disoccupazione al 40% dei vostri figli, perché “non si arresta il progresso”. Molti   sentono  che la  loro vita è minacciata dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi  differenti, che percepiscono  come ostili o estranee; e contrariamente ai ricchi, non possono separarsi da quei vicini trincerandosi nei quartieri alti.  “Sono sottoposti ogni giorno alle conseguenze di decisioni che non hanno preso, e costretti a  fronteggiare il disconoscimento mediatico e  la superiorità morale   di cui le elites si attribuiscono con arroganza il monopolio” .

In più, se guarda la tv o legge i giornali, gli si insegna che lui è una minoranza insignificante; infatti, sui media e talk show deborda “la società civile” felice delle libertà fornite  dal nomadismo e dalla formazione permanente,  grata delle  12  vaccinazioni obbligatorie, esultante che i diritti dei gay siano finalmente riconosciuti,  profondamente misericordiosa e generosa nell’accoglienza alle miglia di clandestini,  contentissima di “stare nell’Euro” e  cedere la sovranità  – questo residuo arcaico – alla banca centrale.  A vedere le tv, questa “società civile” sembra la maggioranza assoluta dell’elettorato. E’ un trucco.  “La “società civile” è ciò con cui oggi il circo mediatico-politico vuol sostituire   il popolo  (De Benoist)… L’importanza attribuita alla società civile è un modo di consacrare l’azione dei gruppi di interesse e delle lobby, tutte  ugualmente rappresentativi di questa “società civile”  –  senza dire che molte ONG rappresentate come “società civile” sono  creazioni artificiali finanziate da Soros, dal Dipartimento di Stato, dalla nota lobby e dalle massonerie…

Il  popolo è  quella parte di cittadini “il cui sentimento dominante è quello di  una triplice esclusione: politica, sociale e culturale”. Siete riusciti a farle crede di essere una minoranza ridicola e passatista, cari oligarchi  “di  sinistra”.   Scopre di essere maggioranza solo con l’astensione dal voto.    E anche voi state cominciando a vederlo. Voi gli dite di votare “per l’Europa”, la destra  berlusconiana  di votare  per l’Europa, tutti i grandi mezzi di informazione gli dicono per cosa devono votare bene – e loro, in numero sempre maggiore, non votano. Rifiutano la vostra rappresentanza.   Vogliono non essere rappresentati da voi,  per ora si rifugiano nel 5 Stelle, ultima speranza ed ultima istanza; quando saranno traditi anche da quelli,  quel 29% si unirà all’astensione, formerà appunto il 60% di quelli che non vogliono essere rappresentati. Voi già li chiamate “populisti”, assenteisti incolti, non-interessati alla politica.

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Secondo Zagrebelsky, che nel suo intervento ha ammonito la politica a lavorare in un “clima costituente“, bisognerebbe porsi la domanda se siano più importanti “le regole costituzionali o la qualità di chi le fa funzionare perché una cattiva Costituzione nella mani di una buona politica produce comunque risultati accettabili, mentre la migliore Costituzione nelle mani della cattiva politica produce risultati cattivi

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Il giurista e filosofo tedesco Carl Schmitt,propone una concezione del diritto come processo storico attraverso il quale la razionalità e la decisione umana riescono a dar forma e ordine alla realtà. La centralità da lui attribuita al momento della “decisione” quale fattore costitutivo dell’ordine sociale e giuridico ne fa il rappresentante per eccellenza del decisionismo giuridico, anche se il momento della decisione è sempre in relazione a un ordine da ripristinare o da istituire. Il suo contributo più significativo sta nell’aver per primo individuato la categoria del rapporto “amico-nemico” come criterio di identità del politico (così come il rapporto “buono-cattivo” caratterizza l’etico e quello “bello-brutto” l’estetico). La politica non indica infatti una sfera dell’esistenza umana accanto alle altre, ma un tipo di relazione che si instaura fra gli uomini nel momento in cui insorge la possibilità di un conflitto non risolvibile pacificamente

 

M. B-elab-gsm

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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