Dublino:un trattato UE che pochi conoscono…Cosa prevede il regolamento

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il trattato Dublino per i richiedenti asilo

Firma_dei_trattatiL’Unione europea ha cercato per anni di armonizzare le politiche d’asilo nei 28 stati membri, ma non ha ancora trovato un equilibrio tra le diverse legislazioni locali. Il regolamento di Dublino è il documento principale adottato dall’Unione in tema di diritto d’asilo. È stato sottoscritto anche da paesi non membri, come la Svizzera.

Cosa prevede il regolamento. Il regolamento impedisce di presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro, e prevede che la domanda la esamini lo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell’Unione. L’Europa ha adottato anche il sistema Eurodac, un archivio comune delle impronte digitali dei richiedenti asilo usato dalla polizia per controllare se sono state presentate diverse domande. I richiedenti asilo hanno diritto a rimanere nel paese di arrivo anche se non hanno regolari documenti d’ingresso e a essere assistiti. Se la richiesta d’asilo viene respinta, il richiedente può fare appello.

Le critiche. Il regolamento ha ricevuto numerose critiche in particolare dal Consiglio europeo per i rifugiati e dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il sistema attuale, infatti, non riesce a fornire una protezione equa ed efficiente ai richiedenti asilo, costretti ad aspettare anni prima che le loro richieste siano esaminate. Inoltre il sistema non tiene conto del ricongiungimento familiare e comporta una pressione maggiore sugli stati membri del sud dell’Europa, che sono anche i paesi d’ingresso nel continente.

Come si ottiene lo status di rifugiato. La condizione di rifugiato è definita dalla convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite firmato da 147 paesi. Nell’articolo 1 della convenzione si legge che il rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitata per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”.

Per ottenererifugiati lo status di rifugiato, i richiedenti asilo devono dimostrare alle autorità europee che stanno scappando da una guerra o da una persecuzione e che non possono tornare nel loro paese d’origine. Anche se in Europa sarebbe obbligatorio valutare caso per caso le richieste di protezione, spesso questo principio non è rispettato, e le persone sono rimpatriate in modo frettoloso senza che sia stata seguita tutta la procedura.

Quanti casi ci sono in Europa? Il numero delle richieste di asilo è aumentato nel 2014 salendo da 435.190 nel 2013 a 626.065 nel 2014. Nel 2014 il numero di richiedenti asilo dalla Siria è raddoppiato. I siriani sono il 20 per cento dei richiedenti asilo. Il secondo gruppo è rappresentato dagli afgani che rappresentano il 7 per cento. Nel 2014 l’asilo è stato garantito a 163 mila persone nell’Unione europea. Nel 2014 la Germania è il paese che ha concesso più volte l’asilo con 41mila richieste approvate, seguita dalla Svezia con 31mila richieste approvate. Nel 2014 l’Italia ha accolto 21mila richieste d’asilo.

Secondo alcune indiscrezioni:

del Guardian, il consiglio europeo dovrebbe approvare una proposta che prevede la coercizione per i migranti irregolari che arrivano in Europa.

Il Guardian, che ha ricevuto la bozza del documento che sarà dai capi di stato e di governo riuniti a Bruxelles, riferisce che verrà dato il via libera alle polizie di frontiera europee che potranno sottoporre “a un sistema di quarantena” i migranti che arrivano in Europa in maniera irregolare, per costringerli alla registrazione e alla fotosegnalazione.

La registrazione delle impronte digitali nel paese di ingresso in Europa, infatti, è una condizione prevista dalle regole europee per i richiedenti asilo. Il regolamento di Dublino impedisce ai migranti di presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro, e prevede che la domanda sia esaminata dallo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell’Unione. L’Europa ha adottato il sistema Eurodac, un archivio comune delle impronte digitali dei richiedenti asilo usato dalla polizia per controllare se sono state presentate diverse domande dalla stessa persona.

Le nuove regole prevedono un sistema coercitivo con misure come il carcere fino a 18 mesi per i migranti irregolari, secondo il Guardian. Gli europei avrebbero deciso di mettere in piedi “strutture nelle aree di confine (Italia, Grecia, Malta) con il sostegno di squadre di esperti di tutti i paesi membri per garantire che i migranti siano identificati, registrati e che gli siano prese le impronte digitali”.

Inoltre l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, avrà nuovi poteri per il rimpatrio forzato dei migranti irregolari. Al momento solo gli stati nazionali hanno il potere di respingere gli irregolari.

Ma il commissario agli affari interni Dimitris Avramopoulos aveva già annunciato in una lettera indirizzata a tutti i ministri dell’interno dell’Unione europea: “Il sistema europeo di respingimento per i migranti irregolari non è sufficientemente veloce ed efficace. L’efficacia del sistema deve essere migliorata e sono aperto a esplorare tutte le possibilità”. “Entro luglio del 2015 sarà stabilito come Frontex potrà aiutare i paesi dell’Unione a rimpatriare i migranti irregolari.

Per essere certi che i migranti irregolari siano effettivamente rimpatriati deve essere possibile la detenzione come misura legittima per evitare che i migranti si sottraggano”, continua Avramopoulos.

Da settimane l’Italia e i paesi dell’Unione si scontrano sulle nuove linee guida della Commissione europea sull’immigrazione che prevedono il ricollocamento nei diversi paesi europei di 40mila richiedenti asilo arrivati in Italia e Grecia da aprile del 2015.

I paesi orientali dell’Europa hanno chiesto che l’adesione al programma sia su base volontaria e non obbligatoria. Ma l’Italia insiste sul fatto che è necessaria una presa in carico europea della questione.
Tuttavia il documento in discussione a Bruxelles si sta concentrando sull’identificazione veloce dei migranti e sul respingimento di quelli che non sono richiedenti asilo.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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