la coscienza una legge spirituale…

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Che cos’è la libertà di coscienza? E’ la legge principale dell’universo. Tutte le leggi materiali dell’universo (fisiche, chimiche ecc.) si basano su questa legge spirituale, che trova nell’essere umano l’espressione più completa.
Con questo non si vuol dire che l’aspetto spirituale preceda quello materiale, ma semplicemente che ogni aspetto materiale ha in sé un significato spirituale. Spirito e Materia sono indistinguibili, inseparabili. Non esiste libertà di coscienza a prescindere dall’esistenza di un corpo umano. E quando questo si manifesta come “vivo”, subito si pone il problema di come rispettare la sua libertà di coscienza, anzi di come farla crescere, di come far sviluppare nel soggetto la consapevolezza di possederla e la padronanza nell’usarla.
La libertà di coscienza è un prodotto della natura, non è un prodotto umano, ma è un prodotto che trova nell’essere umano la possibilità di svilupparsi al massimo livello. Non siamo noi a produrla, noi la ereditiamo come una specifica componente della nostra umanità. Quindi è compito fondamentale dell’uomo preservare e sviluppare questo fondamentale aspetto della natura.
La caratteristica principale della libertà di coscienza è l’unità degli opposti, cioè di quegli elementi che si attraggono e si respingono. L’attrazione e la repulsione di elementi opposti e complementari è una legge fondamentale dell’universo.
Nessun elemento è assolutamente autonomo. Come d’altra parte nessun elemento è assolutamente dipendente da un altro. Là dove ci fosse assoluta dipendenza ci sarebbe violazione della libertà di coscienza; là dove ci fosse assoluta autonomia, non vi sarebbe la coscienza di questa libertà, che è possibile appunto solo mettendosi in relazione a una libertà altrui, a una alterità.
La coscienza di sé non è data dal sé, cioè dalla propria identità, ma dall’altro da sé, cioè da una alterità. L’io esiste perché esiste un tu. Il rapporto duale è all’origine di qualunque altro rapporto.
Un’altra legge fondamentale della libertà di coscienza è che nessuno può essere costretto a fare ciò che non desidera. E d’altra parte nessuno può impedire a nessuno di desiderare. Desiderare di essere se stessi, di potersi esprimere, di poter sviluppare le proprie inclinazioni, i propri talenti, le proprie passioni è l’obiettivo di ogni essere umano. Questo obiettivo non può essere realizzato che stando insieme agli altri, poiché l’essere umano è “sociale” per definizione.
Libertà di coscienza vuol dire avere la possibilità di realizzare un proprio desiderio di autenticità compatibilmente con analoghe esigenze altrui. La libertà di coscienza non può mai essere imposta. Sul rispetto delle norme che regolamentano la libertà di coscienza si può soltanto discutere: non si può imporre niente a nessuno. Si può soltanto rivendicare il diritto a esercitare tale libertà senza costrizioni che ne limitino l’espressione.
Ovviamente è impossibile stabilire in astratto il limite tra una libertà di espressione e un’altra. E’ però evidente – essendo l’uomo un essere sociale – che l’espressione di una libertà di coscienza non può avvenire a danno di altre libertà analoghe. La coscienza della libertà è la coscienza di poter fare qualcosa che non danneggia la libertà altrui.
Poiché nessuno può stabilire da solo il confine della propria libertà, è necessario che la consapevolezza di ciò risulti da un confronto democratico, paritetico, coi componenti del collettivo in cui si vive o con i quali si ha rapporto.

g.m.s.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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