Missioni di pace nel mondo a suon di piombo….

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Le Missioni Militari Umanitarie a suon di piombo-

Panorama mondiale sui dissidi armati

(ci auguriamo visionate l’articolo con attenzione per capire un mondo allo sfacelo e l’ ipocrisia dei potenti -buone intenzioni imposte col mitra)

Dichiarazione delle Nazioni Unite ONU-UN-

“Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole…”
Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in materia di sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale. Relativamente alla sicurezza internazionale in particolare hanno come fine il mantenimento della pace mondiale anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa rivolte.
I membri delle Nazioni Unite sono gli Stati che accettano gli obblighi imposti dal suo statuto e che sono ritenuti in grado di farne fronte.
Nel 2006 gli Stati membri delle Nazioni Unite sono diventati 193, con l’adesione del Montenegro, e l’adesione del 14 luglio 2011 del nuovo Stato del Sudan del Sud.
Oltre ai 193 stati membri, altre 75 rappresentanze presenziano all’assemblea in qualità di “osservatori delle Nazioni Unite”:
L’articolo 1 e 2 della Statuto delle Nazioni Unite riassumono gli scopi e i principi che l’organizzazione internazionale si è prefissata :
1.mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
2.promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;
3.sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l’autodeterminazione dei popoli;
4.promuovere la cooperazione economica e sociale;
5.promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;
6.promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
7.promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.
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La peacekeeping cosa è…
Col termine peacekeeping o (mantenimento della pace) si identifica lo strumento creato dalle Nazioni Unite -ONU-o -UN- a sostegno dei Paesi o delle aree del mondo in stato di conflitto, perseguendo lo scopo principale dell’organizzazione che è quello della pace tra i popoli. Nonostante certa dottrina si sforzi di farle rientrare nei Capi VI e VII della Carta delle Nazioni Unite, è più appropriato inserire le forze di peacekeeping tra i poteri spettanti al Consiglio di Sicurezza in ambito di mantenimento della pace.
Il concetto di peacekeeping ha comunque subito un’evoluzione, abbandonando l’iniziale prevalenza militare e il congelamento di fatto di situazioni di conflitto degenerate. Sono sorti quindi ufficiali delle Nazioni Unite che monitorano elezioni, osservatori internazionali a difesa dei Diritti Umani e forze di Polizia internazionali di vario tipo.
La massa di manovra più ingente è attualmente quella rappresentata dalle forze sotto bandiera ONU presenti nei vari conflitti regionali africani: esse hanno determinato anche un sensibile mutamento del modo di procedere delle Nazioni Unite nelle aree di crisi
Non è facile isolare caratteristiche comuni delle varie missioni di peacekeeping, essendo create ad hoc per ogni singola situazione. In particolare sono forze necessariamente poste sotto il comando delle Nazioni Unite (come ad esempio i celebri caschi blu), agire in maniera terza ed imparziale nel conflitto ed essere presenti soltanto col consenso dei Paesi coinvolti nella guerra. Gli uomini e i mezzi devono essere forniti spontaneamente dai Membri delle Nazioni Unite non coinvolti e perseguire lo scopo delle Nazioni Unite, far cessare il conflitto e ripristinare la pace in senso lato.
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La NATO cosa è -cosa fa.
La NATO (Alleanza Atlantica) è un’organizzazione intergovernativa costituita nel 1949 allo scopo di assicurare la pace e la sicurezza in Europa. L’organo di vertice – il Consiglio Atlantico – è costituito dai Rappresentanti Permanenti dei Paesi membri, che fanno capo ai rispettivi Ministeri degli Affari Esteri, ed è presieduto da un Segretario Generale, dal 1° gennaio 2004, l’olandese Jaap de Hoop Scheffer.
Fanno parte della NATO 26 Paesi: oltre all’Italia, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito, Turchia, Ungheria ed Usa, nonché, a partire dal 2 aprile 2004, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovenia e Slovacchia.
L’Alleanza Atlantica è nata come strumento di difesa collettiva : l’Art. 5 del Trattato di Washington che esprime la sua “ragione sociale” originaria stabilisce infatti che “Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti.
Dopo la fine della Guerra fredda, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) – ex nemico del Patto di Varsavia – ha proposto l’istituzione di una cornice comune per una cooperazione destinata a rafforzare la fiducia reciproca. È così che è nato il Partenariato per la pace (PpP), uno strumento pratico e flessibile per la cooperazione tra la NATO e i paesi partner.
Oggi partecipano al partenariato 20 Stati dell’est e del sud-est europa, del sud del Caucaso, dell’Asia centrale e dell’Europa occidentale (i 5 paesi neutrali di Svizzera, Austria, Finlandia, Irlanda e Svezia). Ogni Stato è libero di fissare assieme alla NATO in quali ambiti intende cooperare con questa organizzazione e con gli altri paesi membri del PpP.
Il Consiglio di partenariato Euro Atlantico (EAPC) isitituito nel 1997 è un forum politico consultivo nel quale i membri della NATO e i 20 Stati partner si informano sulle questioni attuali di politica di sicurezza e presentano il loro punto di vista. L’EAPC si riunisce a Bruxelles una volta al mese a livello di ambasciatori e una volta all’anno a livello di ministri degli esteri e della difesa.
Dal vertice concluso internazionale del 2010 della NATO (North Atlantic Treaty Organization) in Washington gli USA hanno ottenuto tutto quello che chiedeva ai suoi 27 alleati della NATO -almeno 20 partner della NATO che forniscono truppe per la guerranei vari scacchieri dove potevano venire minati interessi starttegici od economici diretti o indiretti, questo ovviamente coinvolgeva parte dei Paesi NATO che intendeno tuttelare anche propri interessi più che altro di natura economica.
Per cui l’Alleanza Atlantica controllata dagli USA ha approvato senza riserve e anche senza delibere il piano americano che prevede di includere tutta l’Europa nel sistema missilistico di intercettazione mondiale del Pentagono e della sua Missile Defense Agency (MDA). La dichiarazione del vertice afferma: La NATO manterrà una giusta combinazione di forze di difesa convenzionali, nucleari, e missilistiche. La difesa missilistica diventerà parte integrante della nostra posizione di difesa globale.
Nell’adottare il suo nuovo Concetto Strategico gli USA hanno anche autorizzato un’analoga operazione di guerra informatica su scala continentale in combinazione con il nuovo USA Cyber Command del Pentagono e per tutti gli scopi pratici sotto la sua direzione.
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La “Dipendenza” europea dal petrolio e dal gas naturale e il controllo delle vie marittime strategiche e rotte commerciali:
fa si che alcuni paesi della NATO siano più dipendenti dai fornitori esteri di energia e, in alcuni casi, dalla fornitura estera di energia e di reti di distribuzione per il loro fabbisogno energetico. Dato che una quota sempre maggiore del consumo mondiale è trasportato in tutto il mondo, le forniture di energia divengono sempre più sono a rischio di perturbazione. Per cui le questioni militari divengono quasi una logica conseguenza.
le problematiche principali sono oggi i -Vincoli vitali ambientali e delle risorse, tra cui rischi per la salute, il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua e il fabbisogno energetico crescente elementi di condizionamento per il futuro contesto di sicurezza nelle aree di interesse per la NATO che avranno o meglio avocheranno a se il potenziale per incidere in misura significativa nella pianificazione delle operazioni della NATO.
Va detto che si è anche consolidato il legame con i sei membri del Gulf Cooperation Council – Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti – in qualità di partner militari della NATO.
Mentre Giordania ed Emirati Arabi Uniti sono paesi contributori ufficiali di truppe (Troop Contributing Nations –TCN) per la International Security Assistance Force in Afghanistan della NATO, come sono membri del Partenariato per la Pace della Georgia e dell’Ucraina nell’ex spazio sovietico Cecenia e in Bosnia, Macedonia e Montenegro nei Balcani.
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Una volta c’erano le guerre, ovvero conflitti armati tra due o più eserciti, ma oggi il termine guerra non si usa quasi più. Dovremmo essere contenti o per lo meno sollevati spiritualmente, ma non è così, poichè i media danno notizie di guerra ogni giorno. Come mai? Per il semplice motivo che questi scontri armati non sono mai cessati, anzi dalla II Guerra Mondiale in poi ci sono stati tantissime guerre locali in Asia, in Africa e in America del sud causando più di 30 milioni di morti, quasi quanti ne morirono nell’ultimo conflitto mondiale. L’escamotage che è stato trovato per farci credere che viviamo in una Pace mondiale, è nell’uso di certe parole, una delle quali è proprio il termine “guerra”, sostituito con Missione di Pace e quando si tratta di scontri armati tra due o più stati che si trovano abbastanza lontani dalla nostra vita quotidiana, basta solo non parlarne cioè fare in modo che nessun media ne dia notizia o se non se ne può fare a meno, raccontare l’episodio come se fosse stato un caso isolato.
L’ultima guerra combattuta dall’Italia è stata la II Guerra Mondiale e dal 1945 non ha più preso parte a nessun altra guerra, almeno ufficialmente. Questo perché ultimamente gli interventi armati su suoli di altri paesi sono chiamati “Missioni Militari Umanitarie”, così dicendo si cerca di rispondere a quanti denunciano la violazione della stessa Costituzione Italiana la quale recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione alle controversie internazionali”. In questo modo l’Italia ha partecipato a più di cento interventi armati in oltre 40 paesi del mondo, ponendosi contro i principi della costituzione che l’ha formata e le cui leggi devono essere il fondamento della sua prova esistenziale. Come si fa ad essere attaccati a quella bandiera che invece di rappresentare il suo popolo è solo simbolo di ipocrisia e illegalità tradendo la buona fede di chi crede a certi valori.
Interventi militari di pace-umanitari-
UNIFIL – Libano (1979 – in corso)
UNTAG – Namibia (1989 –
UNOSOM – Missione Ibis – Somalia (1992-
ONUMOZ – Missione Albatros – Mozambico (1993-
Missioni Multinazionali-umanitarie-
Libano 1 e Libano 2 (1982 –
Missione Airone – Kurdistan (1991-
Operazione Ippocampo – Ruanda (1994-
Operazione Alba – Albania (1997-
Missione Pellicano – Albania (1991 –
Operazione Stabilise – Timor Est (1999 –
Delegazioni militari di esperti consiglieri (osservatori)
Malta (1973 – in corso)
Marocco (1977 – in corso)
Somalia (gennaio 1983 –
Afghanistan (marzo 1989 –
Kuwait (settembre – dicembre
Albania (1997 – in corso)
Missioni Nato..—-Missione IFOR/SFOR – Bosnia-Erzegovina (1995 – in corso)Missione Joint Guarantor – Macedonia (1998 -Missione KFOR -Kosovo (1999 – in corso)Missione Allied Harbour –
Albania (1999-Task Force Essential Harvest – Macedonia (2001-
Missioni Nazionali – missioni di osservazione.
UNMOGIP – India e Pakistan (1949 – in corso)
UNTSO – Siria, Israele, Libano, Egitto (1958 – in corso)
MINURSO – Sahara occidentale (1991 – in corso)
UNIIMOG – Iran e Iraq (agosto 1988 –
UNIKOM – Iraq e Kuwait (1991 – in corso)
MONUC – Congo (1999 -UNMEE – Etiopia – Eritrea (2000 – in corso)
ECMM – Ex Jugoslavia (1991 – in corso)
OSCE/KVM – Kosovo (1998 – in corso)
 Missioni dove l’Italia attualmente -2010- partecipa in armi per la pace.AfricaUNAMIDNURSOAmericaMINUSTAH  Asia
Pacifico UNMOGIP
Europa
UNFICYPUNMIK
Medio oriente
UNIFILUNTSO
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 1) Missioni di pace delle Nazioni Unite.La tabella fornisce un elenco completo degli interventi dal 1948 al 2010:-Nome- Paesi -Inizio- Fine-–UNTSO medio oriente maggio 1948 *UNMOGIP India e Pakistan gennaio 1949 *
UNEF I penisola del Sinai novembre 1956 giugno 1967
UNOGIL Libano giugno 1958 dicembre 1958
ONUC Congo luglio 1960 giugno 1964
UNSF Nuova Guinea ottobre 1962 aprile 1963
UNYOM Yemen luglio 1963 settembre 1964
UNFICYP Cipro marzo 1964 *
DOMREP Repubblica Dominicana maggio 1965 ottobre 1966
UNIPOM India e Pakistan settembre 1965 marzo 1966
UNEF II penisola del Sinai ottobre 1973 luglio 1979
segue2)
 3) Missioni di pace delle Nazioni Unite.—-UNOSOM II Somalia marzo 1993 marzo 1995UNOMUR Uganda e Rwanda giugno 1993 settembre 1994UNOMIG Georgia agosto 1993 giugno 2009UNOMIL Liberia settembre 1993 settembre 1997
UNMIH Haiti settembre 1993 giugno 1996
UNAMIR Rwanda ottobre 1993 marzo 1996
UNASOG striscia di Aouzou maggio 1994 giugno 1994
UNMOT Tajikistan dicembre 1994 maggio 2000
UNAVEM III Angola febbraio 1995 giugno 1997
UNCRO Croazia maggio 1995 gennaio 1996
UNPREDEP ex Jugoslavia marzo 1995 febbraio 1999
UNMIBH Bosnia e Herzegovina dicembre 1995 dicembre 2002
UNTAES Slavonia, Baranja e Sirmia gennaio 1996 gennaio 1998
UNMOP Prevlaka gennaio 1996 dicembre 2002
UNSMIH Haiti luglio 1996 luglio 1997
MINUGUA Guatemala gennaio 1997 maggio 1997
MONUA Angola giugno 1997 febbraio 1999
UNTMIH Haiti agosto 1997 dicembre 1997
MIPONUH Haiti dicembre 1997 marzo 2000
MIPONUH Haiti gennaio 1998 ottobre 1998
MINURCA Repubblica Centrafricana aprile 1998 febbraio 2000
UNOMSIL Sierra Leone luglio 1998 ottobre 1999
UNMIK Kosovo giugno 1999 *
UNAMSIL Sierra Leone ottobre 1999 dicembre 2005
UNTAET Timor Est ottobre 1999 maggio 2002
MONUC Repubblica Democratica del Congo novembre 1999 giugno 2010
UNMEE Etiopia e Eritrea luglio 2000 luglio 2008
segue 4)
 Cio che forse non sapete che dette missioni di pace sono e divengono poi un indebitamento del paese dove si svolgono. E nel contempo milioni di dollari sono anticipati da tutta la comunità cosi detta civile- anche da noi fiscalmente tassati.
 
 se gli diamo il nostro superfluo, forse preferirebbero, anzi che ammazzarsi o ammazzare più per fame e rapina, che per ideali chissa?
 
 Un morto gente in fuga ma in Africa son talmente in tanti che quache migliaio in meno non fa poi una grande diferenza-anzi meno sono forse per qualcuno megli è-
 
 Utopia del nuovo secolo
 
 Noi poveri cittadini di una pseudo vecchia corrotta Nazione siamo spesso dimentichi della sofferenza di interi popoli, che soffrono per l’egoismo di una casta che tutto brucia in nome di un suo egoismo di benessere. Dimentichi che tutto e relativo, e che, il loro oppulento vivere, finirà per quella legge inelutabile che tutto livella.
 2) Missioni di pace delle Nazioni Unite.—UNDOF alture del Golan giugno 1974 *UNIFIL Libano marzo 1978 *UNGOMAP Afghanistan e Pakistan maggio 1988 marzo 1990
UNIIMOG Iran e Iraq agosto 1988 febbraio 1991
UNAVEM I Angola gennaio 1989 giugno 1991
UNTAG Namibia aprile 1989 marzo 1990
ONUCA Nicaragua novembre 1989 gennaio 1992
UNIKOM Iraq e Kuwait aprile 1991 ottobre 2003
MINURSO Sahara Occidentale aprile 1991 *
UNAVEM II Angola giugno 1991 febbraio 1995
ONUSAL El Salvador luglio 1991 aprile1995
UNAMIC Cambogia ottobre 1991 marzo 1992
UNPROFOR ex Jugoslavia febbraio 1992 marzo 1995
UNTAC Cambogia marzo 1992 settembre 1993
UNOSOM I Somalia aprile 1992 marzo 1993
ONUMOZ Mozambico dicembre 1992 dicembre 1994
segue3)
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 4) Missioni di pace delle Nazioni Unite
UNMISET Timor Est maggio 2002 maggio 2005
UNMIL Liberia settembre 2003 *
UNOCI Costa d’Avorio aprile 2004 *
MINUSTAH Haiti giugno 2004 *
ONUB Burundi giugno 2004 dicembre 2006
UNMIS Sudan marzo 2005 *
UNMIT Timor Est agosto 2006 *
UNAMID Darfur luglio 2007 *
MINURCAT Repubblica Centrafricana e Ciad settembre 2007 *
MONUSCO Repubblica Democratica del Congo luglio 2010 *
l’asterisco indica che la missione non si è ancora conclusa.
 
Gli interessi Italiani a ben analizzare sono rivolti più alle fonti o comunque affari petroliferi che non alla pace, e ovvio che se vi è pace  l’affare prospera, e lo sfruttamento anche. l’ENI e compani ingrassa e noi paghiamo-e i nostri ragazzi muoino anche per questo- è la logica del mercato.
 Quanto costa un mitra? ma sopra tutto chi lo produce? ed in fine dove trovano i soldi questi ragazzini affamati per armarsi? è il cosi detto mondo civile che fà questo,ed è vergognoso- analogamente e biasimevole scandalizzarsi sapendo, non vi pare.
 
 Le ONG e varie associazioni-organizzazioni che si dicono benefiche chiedono l’obolo-obolo 2 euro per telefono ma chi li intasca veramente, se si tolgono le spese di gestione viaggi più o meno trasformati in reportage vacanziero per le direzioni- per quei miseri rimane assai poco poveri noi…..
 
 Anche tu sei un colpevole, io ti accuso di aver dimenticato, per il tuo egoismo, che anch’ io ho diritto alla vita, sono un bimbo sono colui che si adopererà per il tuo futuro, quindi dammi la possibilità di crescere nella pace e nella possibilità di un mondo di vita, io ti sarò riconoscente e sarò per te un diligente figlio, il mio colore non deve essere un distinguo anch’ io sono umanità come te.
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Le Missioni umanitarie in essere conosciute.
Se il “vero peacekeeping” si rivela spesso incapace di risolvere il conflitto, per lo meno lo assesta in un perenne cessate il fuoco, che ferma la catena delle morti e delle distruzioni. Il “finto peacekeeping”, l’azione bellica aperta o travestita, ha sempre portato al disastro, dalla Somalia, all’Afghanistan, dal West Africa all’Irak, lasciando sul terreno stati falliti, anarchia, dominio del piú forte, violenza incontenuta.
Se si vuole partecipare ad un’occupazione militare, magari per fare un favore ad un paese amico, si sappia (e si dica) che “si va in guerra”. E non serve a niente chiamare terroristi quelli che ti sparano addosso: sono, semplicemente, “il nemico”.
Queste cose si sanno da anni, sono state scritte, ripetutamente invocate, ammonite, prima e durante il conflitto, dagli stessi militari, dalle organizzazioni umanitarie, dalle Nazioni Unite, dagli uomini di stato responsabili. Purtroppo, il mondo è sempre più pieno di politici incompetenti che credono di saperla più lunga degli altri, e che passano con leggerezza e superficialità dalle politiche fiscali alle pensioni, dalle telecomunicazioni al “corporate governance”, dalle norme sull’eviscerazione dei pennuti all’invio in guerra dei poveri Carabinieri. E poi, ci dobbiamo anche sentir dire che “era impossibile prevedere…”, “nessuno poteva immaginare…”, “c’è un complotto internazionale che…”.
Forse, finito il tempo dello sdegno unanime e della retorica, ci si ricorderà che qualcuno ha scelto, contro il diritto internazionale e la Costituzione, ed ingannando il Parlamento e l’opinione pubblica Nazionale, di mandare al macello quei disgraziati…divenuti oggi eroi…che presto forse saranno dimenticati.
-elab-g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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