Nietzsche-pensiero

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Gli uomini attivi che non restano invischiati nella storia, paralizzati dal passato ma osservano i grandi uomini del passato per trarne ispirazione “non devono chiedere alla storia i modi e i mezzi”, perché essa non può essere di alcuna utilità. Nietzsche condanna i filosofi per la loro mancanza di senso storico, qualche anno dopo in un altro testo scriverà Tutti i filosofi hanno il comune difetto di partire dall’uomo attuale e di credere di giungere allo scopo attraverso un’analisi dello stesso. Inavvertitamente “l’Uomo” si configura alla loro mente come una aeterna veritas, come un’entità fissa in ogni vortice, come una misura certa delle cose.

Ma tutto ciò che il filosofo enuncia sull’uomo, non è in fondo altro che una testimonianza sull’uomo di un periodo molto limitato. La mancanza di senso storico è il difetto ereditario di tutti i filosofi; molti addirittura prendono di punto in bianco la più recente configurazione dell’uomo, quale essa si è venuta delineando sotto la pressione di determinate religioni, anzi di determinati avvenimenti politici, come la forma fissa dalla quale si debba partire non si può parlare di un “uomo eterno” infatti tutto è divenuto; non ci sono fatti eterni: così come non ci sono verità assolute. Per conseguenza il filosofare storico è da ora in poi necessario, e con esso la virtù della modestia.

L’uomo attivo che scrive la storia, è l’uomo che va contro il proprio tempo, controcorrente, contro l’educazione impostagli, usando termini correnti, è l’uomo che rigetta il pensiero unico dominante. E tutti gli altri? La massa composta dai figli del proprio tempo, coloro che hanno abbandonato la propria “personalità al processo del mondo”, a null’altro serve se non come strumento nelle mani degli uomini attivi. Il filologo tedesco ribadisce a più riprese che un nuovo corso storico viene inaugurato da pochi uomini; egli confida nell’istinto della gioventù ed afferma che è meglio seguire questo istinto ovunque esso porti che restare “a traballare ancora nell’infinità scettica e priva di speranza”. Come detto poc’anzi con questo suo breve trattato Nietzsche non intende liquidare la storia ma sostenere che la storia viene sopportata solo dalle personalità forti, quelle deboli, essa le cancella completamente; ci si può servire della storia nel triplice senso di monumentale, antiquaria e critica.

Le sue invettive sono rivolte ad un tipo di sapere che riempie all’interno senza che questa cultura agisca nel presente, in favore di una cultura che non sia solo di ornamento. Nietzsche fa appello agli uomini speranzosi capaci di liberarsi di quella malattia storica che frena, agli uomini coscienti che la vita supera la conoscenza sterile e che l’oblio è necessario per la vita.

 

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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