Fantasticherie divenute realtà -inganni sociali…tra romanzi e media…

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lapressejudioL’ebreo errante è una figura della mitologia cristiana, un ebreo che stando alla leggenda, colpì Gesù lungo la via della Crocifissione e al quale fu data la maledizione di camminare sulla terra fino al tempo della Seconda venuta.
L’ esatta natura dell’Errante e varia, così come gli aspetti del suo carattere a volte si dice sia un ciabattino o un mercante, o altro ma il fatto più eclatante era che si trovava presente o veniva visto in varie località del mondo.
L’ uomo aveva un aspetto stravagante e misterioso, entrava nelle osterie, consumava pasti frugali, poi si rimetteva in cammino raccontando, se gli garbava, a chi gli si faceva dattorno, cose prodigiose.
Quest’individuo era a modo suo pare “immortale”, destinato per colpa a vivere non una sola vita, ma una serie di cicli vitali che abbracciano secoli, non è detto che non sia ancora oggi tra noi mah! chi sà?….
Egli pare celasse in se pare anche il mistero del il numero della bestia, corrispondente al numero 666, che per altro appare in un solo passo dell’Apocalisse di Giovanni riferito ad una bestia che sale dal mare e devasta la terra.
Il numero della bestia rappresenta forse un nome,(l’ antecristo) tale cifra seicentosessantasei; è fonte di numerose interpretazioni simboliche, molte delle quali non riferite al contesto storico del Libro dell’Apocalisse.
In particolare, in epoca contemporanea il numero è diventato simbolo del Diavolo.
Da questa pseudo leggenda sono nate una serie di leggende che hanno portato in molti casi alla costituzione di entità sociali segrete, non solo ma creando anche modelli sociali di natura riservata o più o meno palesi , e comunque con pretese di possedere verità occulte ed esercitare rituali iniziatici più o meno allegorici rinfacentesi ad antiche costumanze egizie, gnostiche, templari e cosi via, chi più ne sa più ne indichi….
Il fenomeno a dato la stura a tutta una serie di miti sull’insorgere di società segrete dalle origini ovviamente più o meno fantasiose o storicamente non provate, eccetto alcune storicamente comprovate.
Il caso che intendiamo riportare- Sul mito delle società segrete, è sul fatto si credeva che esistessero o esistano tutt’oggi,è quello dei “Superiori Sconosciuti” che dirigevano il destino del mondo, di ciò si discuteva già prima della rivoluzione francese.
AbramoNel 1789 il Marchese de Luchet, nel suo “Essai sur la secte des illuminés” avvertiva: “si è formata in seno alle tenebre più dense una società di nuovi esseri che si conoscono senza essersi mai visti… Questa società adotta del regime “gesuitico”  l’ obbedienza cieca, come nella massoneria, le prove e le cerimonie esteriori, erano si crede  retaggio dei Templari cosi come le evocazioni escatologiche di incredibile audacia.
Tra il 1797 e il 1798, in risposta alla rivoluzione francese, l’ Abate Barruel aveva scritto i suoi “Mémoires pour servir à l’histoire du jacobinisme”, un libro apparentemente storico ma in realtà molto fantasioso, che narra del templarismo e del loro atteggiamento ereticale, verso il credo in “Bafonet” ma nellasostanza erano le loro richezze a destare apetiti di pontentati.
Dopo essere stati distrutti da Filippo il Bello, sostenendo che i Templari si trasformano in una società segreta per distruggere la monarchia e il papato. Nel diciottesimo secolo essi e detto si impadroniscono della massoneria ( mai panza fu più grande) e creano una sorta di accademia i cui diabolici membri sono Voltaire, Turgot, Condorcet, Diderot e d’Alembert (ossia gli enciclopedisti del cosi detto secolo dell’illuminismo), il che e tutto dire, ma sarà da questo cenacolo che prendono origine i Giacobini. che secondo l’ Abate, sostiene che gli stessi Giacobini sono controllati da una società ancor più segreta, quella degli “Illuminati di Baviera”, regicidi per vocazione.
Per cui la rivoluzione francese è stata l’ effetto finale di questo complotto.
Non conta che vi fossero profonde differenze tra la massoneria laica e illuminista e la massoneria degli “illuminati”, occultista e templare, non conta che poiche il mito dei Templari era già stato liquidato da una storiografia scritta da Joseph de Maistre filoso e uomo politico, Ambasciatore del re Vittorio Emanuele I presso la corte dello zar Alessandro, ed iscritto pare alla massoneria.
Il libro di Barruel non conteneva specificatamente alcun riferimento agli ebrei. Ma nel 1806 Barruel ricevette una lettera da un certo capitano Simonini un falsario e agente segreto (Simone Simonini, era ufficialmente un rigattiere) che gli ricordava come sia ubn certo Manys aramaico-babilonese, sia il Vecchio della Montagna di musulmana memoria, con il quale i Templari erano stati sospettati d’ intelligenza fossero ebrei.
da ciò si opino che la massoneria era stata fondata dagli ebrei, che si erano infiltrati in tutte le società segrete grazie al famoso, leggendario Ebreo errante.
Barruel non raccolse pubblicamente questa voce, che peraltro non produsse effetti interessanti sino alla metà del secolo, quando i gesuiti iniziarono a preoccuparsi degli ispiratori anticlericali del Risorgimento, come Garibaldi, ed altri che erano affiliati alla massoneria.
carbonariL’idea di mostrare che i Carbonari erano gli emissari di un complotto giudeo-massonico appariva polemicamente giustificato o meglio politicamente fruttuoso
Ma gli stessi anticlericali, sempre nel XIX secolo, tentarono di diffamare i gesuiti, per mostrare che altro non facevano che complottare contro il bene dell’umanità.
L’autore che rese popolare questo motivo fu un romanziere, Eugène Sue. Nell’Ebreo errante dove appare il malvagio Monsieur Rodin, quintessenza della cospirazione gesuitica, chiaramente descritto come una replica dei “Superiori Sconosciuti” di memoria sia massonica che clericale.
Monsieur Rodin rientra in scena nell’ultimo romanzo di Sue, “I misteri del popolo”, dove l’infame piano gesuitico viene esposto nei minimi dettagli. Rodolfo di Gerolstein, che migra in questo romanzo dai Misteri di Parigi, denuncia il piano gesuitico, avvertendo, con quanta astuzia è stato organizzato questo complotto infernale, quali sciagure spaventevoli, quale genere di orrenda schiavitù, quale destino di dispotismo esso significhi per l’ Europa.
 Per cui in questo scritto vengono per lo più capovolti i principi complotistici precendemente attribuiti agli ebreo-massoni, ed ora accollati ai gesuiti.
Dopo che sono apparsi i romanzi di Sue, nel 1864 un certo Maurice Joly scrive un libello di ispirazione liberale contro Napoleone III, in cui Machiavelli, che rappresenta il cinismo del dittatore, parla con Montesquieu. Il complotto gesuita descritto da Sue viene ora attribuito da Joly a Napoleone III.
imagesCAENel 1868 Hermann Goedsche, che aveva già pubblicato altri libelli manifestamente calunniosi, scrisse un romanzo popolare, “Biarritz”, sotto lo pseudonimo di Sir John Retcliffe, dove descrive una cerimonia occulta nel cimitero di Praga.
Goedsche altro non fa che copiare una scena dal Giuseppe Balsamo di Dumas del 1849 in cui si descrive l’incontro tra Cagliostro, definito capo degli Superiori Sconosciuti, e altri illuminati, i quali si dice, tutti insieme progettano l’affare della Collana della Regina.
Ma invece che Cagliostro e compagni, Goedsche fa apparire che siano i rappresentanti delle dodici tribù di Israele, che si riuniscono per preparare la conquista del mondo attraverso congiure e inniquità.
Cinque anni dopo la stessa storia sarà ripresa da un libello russo “Gli ebrei, signori del mondo”, ma come se si trattasse di cronaca vera. Nel 1881, “Le contemporain” francese ripubblica la stessa storia, asserendo che proviene da una fonte sicura, il diplomatico inglese Sir John Readcliff.
Nel 1896 Francois Bournand usa di nuovo il discorso di un pseudo Gran Rabbino chiamato John Readcliff, nel suo libro “Les Juifs nos contemporains”.
Da questo punto in avanti, l’incontro massonico inventato da Dumas, fuso col progetto gesuitico inventato da Sue e attribuito da Joly a Napoleone III, diventa il vero discorso del Gran Rabbino e riappare in varie forme e in vari luoghi nei salotti letterrai dell’ aristocrazia.
Non va tralasciato un pamphlet riguardante la figura di un tale Péter Ivanovic Rakovskij, un russo già sospetto dí contatti con gruppi di rivoluzionari e nichilisti e che successivamente pentito si era unito alle cosi dette “Centurie Nere”, una organizzazione terroristica di estrema destra, ed era divenuto starnamente, prima informatore e poi capo della polizia politica zarista.
Ora Rakovskij, per aiutare il suo protettore politico il conte Sergej Witte, preoccupato da un suo oppositore, Elie de Cyon, aveva fatto perquisire la casa di Cyon e aveva trovato un libello in cui Cyon aveva ricopiato il testo di Joly contro Napoleone III, ma attribuendo le idee di Machiavelli a Witte.
Rakovskij, ferocemente antisemita, va detto che questi fatti avvenivano al tempo dell’affare Dreyfus, aveva preso quel testo, vi aveva cancellato ogni riferimento a Witte, ed attribuito quelle idee agli ebrei.
Il testo corretto da Rakovskij rappresentò probabilmente la fonte primaria di quelli che diveranno i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Questo testo rivela la sua fonte romanzesca perché è poco credibile, se non in un romanzo di Sue, che i “cattivi” esprimano in modo così scoperto e svergognato i loro malvagi progetti.
illuminati-controlDove  è detto che i  Savi dichiarano candidamente di avere “un’ ambizione sconfinata, una ingordigia divoratrice, un desiderio spietato di vendetta e un odio intenso”. Vogliono abolire la libertà di stampa ma incoraggiano il libertinaggio.
Criticano il liberalismo, ma sostengono l’ idea delle multinazionali capitaliste. Per provocare la rivoluzione in ogni paese intendono esacerbare la disuguaglianza sociale.
Provocare guerre per interesse economico e potere politico. Vogliono abolire lo studio dei classici e della storia antica, intendono incoraggiare lo sport e la comunicazione visiva per rimbecillire la classe piccolo borghese e quella lavoratrice.
E’ facile riconoscere nei Protocolli un documento prodotto nella Francia ottocentesca, perché essi abbondano di riferimenti a problemi della società francese dell’epoca, ma era anche facile riconoscere tra le fonti molti e notissimi romanzi popolari. La storia  ancora una volta supportata o meglio deviata da fantasticherie spesso ad usum delfinis, pareva narrativamente così convincente che molti la presero sul serio.
Il resto di questa storia non tralascia, un monaco itinerante russo, Sergej Nilus, che per sostenere le proprie ambizioni “rasputíniane”, ossessionato dall’idea dell’Anticristo e dalla figura dell’ Ebreo errante, pubblica un commento sul testo dei Protocolli di Sion, il testo viaggia attraverso l’ Europa sino a pervenire nelle mani di Hitler…il quale nella sua follia lo crede veritiero-il resto lo conosciamo ed è storicamente provato.
Ma ciò su cui riflettere è il discernimento sulle letture che ci accigiamo a intraprendere ben distinguendo la fantasia dell’ autore e le verità storiche o comunque comprovate, l’ultimo esempio di verità deviata di grande successo è recentemente stato il libro di Dan Brown “il codice d’Avinci”, un cumulo di corbellerie raffazonate per fare cassa, ma a cui purtroppo la scarsa cultura e conoscenza di fatti storici ha dato credibilità. Dopo tutto illustrato e comprovato che da fantasticherie sono nati degli atteggiamenti storico sociali innegabili.
Masereel--nudostoriacontro57Vi è da chiedersi se viviamo oggi una realtà non reale un riflesso nello specchio dove l’ immagine è rovescia rispetto al reale, mah! chi sà?, ciò che è certo che sia i romanzieri che gli scribacchini, i media ormai sono dominanti, sempre a caccia di notizie e non importa descrivere il vero, ma rivestire il vero da un manto fantastico per fare cassa, d’altra parte è anche pur vero che ciò che si presenta con un alone di mistero paga- il popolo degli allocchi purtroppo esiste, ed un grave male sociale che sempre più inquina la morale e il comune buon senso, riflettiamo
gente riflettiamo…..gms
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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