MM-storia di un ammiraglio particolare

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Gino Birindelli (nasce a Pescia, il 19 gennaio 1911 –muore a Roma il 2 agosto 2008) fu un grande ammiraglio riformatore di parte dell MM e politico italiano.

Prestò servizio nella Regia Marina durante la seconda guerra mondiale venendo decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Fu anche deputato alla Camera e presidente del MSI-DN.

Nel settembre 1939 viene destinato a la Spezia alla Flottiglia MAS per iniziare l’addestramento sui mezzi d’assalto insieme ad altri Sommozzatori e palombari quali Teseo Tesei, Elios Toschi, Emilio Bianchi e Luigi Durand de la Penne.

Consegue il brevetto da Sommozzatore n° 14 e prosegue l’addestramento che veniva svolto a Bocca di Serchio; durante uno di questi addestramenti un respiratore dell’ossigeno gli lesiona un polmone.

Ricoverato nell’Ospedale di Massa, dopo essere uscito di sua iniziativa per rientrare subito a Bocca di Serchio, chiese ed ottenne dall’ammiraglio Aimone di Savoia (comandante della Circoscrizione Alto Tirreno), di essere mantenuto in servizio tra gli uomini dei mezzi d’assalto del Varignano

Nel suo libro “Vita di Marinaio”, l’ammiraglio Birindelli descrisse così l’attività giornaliera del gruppo a Bocca di Serchio: …Noi andavamo in mare al mattino assai presto ed alla sera a buio fitto, dedicando il lavoro nelle ore di luce al continuo perfezionamento di ogni strumento e quello notturno all’addestramento alle vere e proprie operazioni belliche, di cui studiavamo le tattiche. … Al Serchio si era creata, in modo vero, profondo e sincero, quella “banda di fratelli che costituiva un ideale dei giovani allievi dell’Accademia Navale” ed essere uniti come consanguinei non era retorica, come non lo era il volere dare in ogni possibile modo tutto quello che si poteva ad un’Italia che amavamo sopra ogni cosa. Là si creò quello “spirito del Serchio” che nessuno di noi ha mai potuto dimenticare.

 

All’inizio del secondo conflitto mondiale ebbe il comando della Vª Squadriglia MAS per Gruppo Mezzi d’Assalto, con i quali operò poi in guerra. Imbarcato sul sommergibile Iride nell’Agosto 1940, prese parte attivamente alla prima spedizione dei Mezzi d’Assalto contro la base inglese di Alessandria.

La data dell’attacco era stata fissata per il 26 agosto, ma il sommergibile, salpato dalla base della Spezia il 22 agosto, venne localizzato alla fonda nel Golfo di Bomba da un ricognitore inglese, ed alcune ore più tardi venne attaccato e colpito da tre aerosiluranti inglesi.

Nell’occasione Birindelli riuscì a portare in salvo un marinaio dell’equipaggio del sommergibile, intrappolato nel battello in fase di affondamento. Per il suo comportamento Birindelli venne decorato “sul campo” con la Medaglia d’argento al valor militare.

Ebbe quindi il comando del Gruppo Operativo Incursori G.O.I. ( a cui fece adottare il basco verde) del Varignano, della 3ª Squadriglia Corvette e della 3ª Squadriglia Torpediniere. Promosso Capitano di Vascello nel gennaio 1952, frequentò l’Istituto di Guerra Marittima a Livorno e quindi, dal luglio 1954 ebbe il comando del COMSUBIN del Varignano e dell’incrociatore Montecuccoli, con il quale, dal 1º settembre 1956 al 1º marzo 1957, effettuò una crociera di circumnavigazione che lo portò a toccare 34 porti di quattro continenti, percorrendo complessivamente 33.170 miglia nautiche.

Fu, inoltre, Capo di Stato Maggiore Aggiunto al Comando in Capo della Squadra Navale. Con la promozione a Contrammiraglio nel dicembre 1959, fu destinato prima al Centro Alti Studi Militari, quindi a rappresentare il Comando delle Forze Alleate del Mediterraneo presso il Comando delle Forze Aeree e Terrestri del Sud Europa, e poi allo Stato Maggiore della Difesa.

Nei successivi gradi di Ammiraglio ricoprì, in successione, i seguenti incarichi: Comandante della 1ª Divisione Navale, Direttore Generale per il Personale della Marina, Comandante in Capo della Squadra Navale.

Scrisse e pubblico un documento noto come “Libro Bianco della Marina”e di lì a qualche anno edito la Legge Navale nel 1975, che fu il presupposto di un sostanziale ammodernamento della flotta della Marina Militare.non solo ma non dimentico di quando era al comando del G.O.I. al Varignano ove provvide ad inviare degli istruttori incursori all’estero, tra cui un tale Simonetti (uno dei suoi più indisciplinati ma stimati operatori incursori già al servizio dell’ammiraglio Pecori Giraldi ) che inviato in Argentina fece prigioniero un colonnello dell’esercito argentino per aver assassinato a sangue freddo un prigioniero politico. Scatenando una bagarre politica

chi era l’ammiraglio Birindelli senz dubbio un ufficiale ardito ed entusiasta, pur gravemente menomato nel fisico da un lungo e pericoloso addestramento quale operatore di mezzi d’assalto subacqueo, con altissimo spirito aggressivo chiedeva ed otteneva di partecipare a due audaci tentativi, nei quali rifulgevano le sue ammirevoli doti di abnegazione e di coraggio.
Animato da incrollabile decisione, guidava una terza spedizione e penetrava in una delle più potenti e difese basi navali nemiche, iniziando la serie gloriosa dei violatori dei porti con i nuovi mezzi.
Sopravvenuta un’avaria all’apparecchio a poche decine di metri dalla nave da battaglia che era il suo obiettivo, sentiva affondare irreparabilmente lo strumento. Incurante degli effetti che lo sforzo sovrumano compiuto in immersione avrebbe prodotto nel suo organismo, non si arrendeva al fato avverso e, riunendo tutte le sue energie, tentava disperatamente di trascinare sul fondo l’apparecchio e di portarlo sotto l’obiettivo ormai vicino.

memorie di gms

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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