“HIPC”- cosi va il mondo…sapere e capire…

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Cosi va il Mondo….
L’indebitamento dei paesi arretrati è un carattere strutturale delle relazioni speculative mondiali. In ultima analisi, esso deriva dal semplice fatto storico che i paesi arretrati si affacciano sull’arena della competizione mondiale, quando il mondo è già diviso tra potenze egemonizzanti che li sovrastano tecnologicamente e militarmente.
Le multinazionali controllano i settori vitali dell’economia mondiale. Esercitano questo controllo non solo e non tanto grazie al puro potere militare e politico, che pure è presente, ma grazie alle leggi di funzionamento del libero scambio.
Poiché ogni merce viene venduta sulla base dei suoi costi di produzione e poiché le multinazionali hanno le risorse per migliorare continuamente la tecnologia riducendo i costi, i produttori dei paesi arretrati si trovano costantemente tagliati fuori dal mercato.
L’eredità di secoli di colonizzazione ha poi lasciato questi paesi del tutto legati a una sola merce, ossia più o meno a monocolture agricole o a sfruttamento minerario o peggio petrolifero; quello che può meglio e più interessare la potenza egemonatrice e le sue lobby; ad esempio, siano gli USA piuttosto che l’ Inghilterra o la Francia, il Giappone,  non da meno come lo fu la Russia, oggi C.S.I., ed ora possiamo metterci la Cina; così quando il prezzo di una data merce cala, questi paesi terzi “poveri” subiscono veri tracolli nel giro di pochi giorni.
D’altra parte, quando i prezzi salgono, come è il caso del petrolio ultimamente, ad arricchirsi sono pochissime persone, sia nei paesi produttori che in quelli consumatori.
A ciò si aggiunge il peso crescente della finanza mondiale, che non solo ha conquistato i mercati finanziari locali (si consideri che nel ’94 solo l’8% del settore bancario dell’Europa orientale era in mani estere, oggi è già il 60%, e in America Latina il 50% ), ed quindi strettamente legato le sorti di vari paesi agli investimenti dei giganti del credito, spinti all’estero dalla riduzione dei profitti in patria.( Non a caso dopo il cosi detto “terzo mondo” oggi si parla di “quarto mondo”)
Le finanze dei paesi arretrati sono sempre più in mano alle grandi banche internazionali che finanziano le grandi imprese, le lobby dedite allo sfruttamento.
Gli aiuti occidentali
Una volta stabilita l’inevitabilità dei debiti dei paesi poveri, occorre però anche considerare che ci sono debitori e debitori. Non bisogna dimenticare che il più grande debitore del mondo è l’America.
Gli Stati Uniti accumulano con il resto del mondo un debito al ritmo medio di 30 miliardi di dollari al mese. Ma non risulta il Fondo monetario faccia grandi pressioni su Washington.
Non a caso, il ruolo del FMI è sostanzialmente di assicurare i profitti delle banche americane, e occidentali in genere, derivanti dai loro affari nel “terzo mondo”. Utilizzando per questo compito a volte anche l’esercito o una flotta di pronto intervento, con armi micidiali se il Paese debitore o meglio se il governante si ribella o perde affidabilità. (vedasi ad esmpio l’ Iraq)
Con il crollo del “MURO”, i paesi del terzo mondo non hanno avuto più alternative, per avere accesso ai prestiti non restava che presentarsi dal Fondo col cappello in mano.
Il crollo delle materie prime, lo strapotere delle multinazionali sono fattori che hanno peggiorato enormemente le condizioni sociali e finanziarie di molti paesi. Ma quel che è peggio, sta nel fatto che vari paesi diretamente o inderattamente dominanti, spesso usano questi paesi anche come burattini per combattere tra loro delle guerre per procura.
Ovviamente, dopo avergli venduto immani quantità di armi, e o sobillato il popolo e armato una guerriglia, per poi lamentare che in quei paesi considerati pezzenti, i soldi degli “aiuti” vanno sprecati in armamenti…; in generale bisogna ricordare che per ogni dollaro d’aiuto che va a questi paesi, ne tornano minimo 4/5 sotto forma di commesse o di sfruttamento del suolo e di debito governativo.
Piani di aggiustamento strutturale
Il Fondo monetario, quando un paese arriva alla bancarotta, interviene per evitare che a rimetterci siano i creditori, cioè le banche occidentali e propone al paese un accordo capestro così concepito: per prima cosa si avviano le “riforme strutturali” dell’economia e cioè: si distrugge lo stato sociale, si svaluta la moneta, si abbassano i salari, si svendono le aziend, insomma si rende il paese appetibile per il capitale occidentale.
Dopo di che si passa a rimodulare il debito, cioè a suddividerlo in più rate, mantenendolo quindi ulteriormente dipendente, se non peggio, favorendo il frazionamento reggionale, con rivolte, rivoluzioni di varia natura; che portano alla creazione più o meno leggittima di nuove “micro nazioni”, che vengono oviamente spartite, come influenza, tra i paesi creditori.
Dall’inizio degli anni ’80, oltre novanta paesi sono stati costretti a ricorrere ai famigerati piani di aggiustamento strutturale, grazie ai quali la finanza occidentale diviene il vero governo del paese.
Oltre ai cosi detti Paesi “cattivi”, il Fondo ovviamente ha anche i suoi “buoni”, cioè paesi che esalta per le politiche “sane” portate avanti. Purtroppo, sembra che le lodi del Fondo portino decisamente sfortuna.
Negli anni ’90 ad esempio i buoni erano il Messico e le cosi dette tigri asiatiche Taiwan, Sud Corea, Singapore; prima che la crisi spazzasse via, il Fondo ha subito dato decine di miliardi di dollari a quei paesi senza condizioni.
Le condizioni le stanno ponendo ora che la situazione è più stabile e sono le solite: tagli, tagli e ancora tagli.
Non a caso gli operai coreani hanno ribattezzato il Fondo “sono licenziato” (dalle iniziali inglesi “IMF”, I’m fired).
La politica del Fondo ha enormemente impoverito i paesi arretrati, li ha ancor più resi dipendenti dalle multinazionali e ingigantito spaventosamente i loro debiti.
Va detto: quando il Fondo o qualche Potenza lo invita a decidere, per suo interesse, ad assistere una nazione, il Fondo manda una “missione” di espertissimi economisti a cui manca in molti casi una conoscenza approfondita del Paese, per cui tornano a casa con idee molto più chiare sulla qualità degli alberghi che sulla realtà dei villaggi luminari questi che dificilmente intendono valutare il destino di intere popolazioni; ma solo il valore economico che potra rendere il paese in oggetto .
C’è infine da ricordare che il funzionamento di queste istituzioni è lo specchio fedele delle lobby do
elle masse, se un paese ha un certo tipo di passato non gradito, è un disastro, se invece si attiene e docilmente, segue le indicazioni date, privatizza, svende prodotti, consente sfruttamento del territorio, va bene, anche se nel frattempo il governo “gradito” massacra e tortura parte della popolazione.
La riduzione dei debiti agli “HIPC”
Per essere un paese HIPC ci sono tre condizioni. Le prime due sono ovvie: essere molto poveri e molto indebitati. La terza è notevole: “avere un passato di riforme e politiche equilibrate”, a tempo debito o su sollecitazioni di potenze interressate, il Fondo prende in considerazione la candidatura per fornire gli aiuti richiesti, e inizia una seconda fase, cioè una valutazione delle nuove riforme ossia la “stabilità macroe-conomica” .
Ma a parte questa politica dei due binari, occorre ricordare che il Fondo ha innanzitutto il ruolo di evitare che la bancarotta di un paese arretrato, non si tramuti in perdite per le banche creditrici.
Questa funzione di assicurazione venne fuori la prima volta quando alcuni paesi dell’America Latina, Messico in testa, andarono in bancarotta all’inizio degli anni ’80, rischiando di provocare perdite spaventose per le banche americane. Fu preparato il famoso “piano Brady”, cioè lo Stato americano e il Fondo garantivano i soldi prestati dalle banche.
Vale la pena formulare un esempio di come le politiche di FMI e Banca Mondiale sono dannose di fronte al funzionamento dell’economia mondiale. La Guinea stava portando avanti il suo piano di aggiustamento strutturale in modo magnifico. L’inflazione era scesa nel ’96 al 3,5%, i tagli allo stato sociale erano stati colossali (per es. la sanità da 16 a 12 dollari di spesa pro capite); quando il prezzo dell’alluminio, principale merce esportata dal paese, è crollato di un terzo tutti gli equilibri sono saltati.
Che ha fatto allora la Banca Mondiale? Gli ha imposto; la totale fluttuazione della valuta, la totale apertura del sistema finanziario e la privatizzazione di oltre metà delle imprese pubbliche. E in cambio di tutto ciò, il debito del paese, che è ora di 2,5 miliardi di dollari, sarà di 5 miliardi nel 2010 anche se nel frattempo il paese ne pagherà altri 4 (come sottoscritto nel documento preliminare del 10/12/1999).
Ma cosa interessa a questi organismi se i debiti conducono direttamente alla morte di milioni di persone? Se la penetrazione delle multinazionali ha annientato i piccoli contadini, spingendoli in città, creando bidonville spaventose, dove muoiono per stenti?.
Soluzioni possibili!?
Il debito dei paesi “poveri” non scomparirà mai; al contrario, va aumentando. Le ipocrite campagne per la riduzione del debito, servono solo a rendere possibile la prosecuzione dello status quo e cioè la possibilità per le grandi banche internazionali di fare soldi in tutte le condizioni e favorire imprese in regimi di monopoli riguardo le materie prime.
Sono queste possiamo dire operazioni da strozzino, ossia assicurarsi che le sue vittime non si suicidino, per evitare di rimetterci gli interessi, il Fondo monetario lascia i paesi “poveri” sempre sull’orlo della bancarotta, in modo che siano sempre costretti a obbedire in cambio di pochi spiccioli, disolito elargiti al governo corrotto di turno.
Il senso della campagna per la riduzione del debito è stata molto ben sintetizzata dal reverendo “Mofele Tsele” del Sudafrica: Sebbene la religione non aiuti, qualche volta rimane l’ultima spiaggia per quei poveracci, lavoratori e contadini di questi paesi,che hanno pagano e ripagano i debiti con il super sfruttamento, le guerre civili, le carestie, la distruzione dello stato sociale, il calo brusco delle loro condizioni di vita.
In America Latina, l’unico paese “HIPC”  attualment è la Bolivia. Negli scorsi anni il suo governo ha portato avanti politiche che gli hanno attirato le lodi del Fondo e che, tanto per cambiare, hanno avuto effetti sociali spaventosi (il 70% della popolazione si è impoverito ). Per ricompensare il governo di questo status il Fondo ha approvato in  uno sconto sul debito di 850 milioni di dollari, ma la popolazione abbastanza vessata, ha ricompensato il governo a suo modo in fatti è scoppiata una rivoluzione.
La strada per liberarsi dal giogo del Fondo Monetario l’hanno mostrata i lavoratori in Sudafrica, in Nigeria, cosi come detto in Bolivia, oltre che in Ecuador e in altri paesi in cui nell’ultimo periodo ci sono stati scioperi generali sfocciati in rivolte che hanno messo in difficoltà, se non rovesciato governi, più o meno legittimi, dittatori più o meno asserviti alle grandi potenze, in buona sostanza, marionette nelle mani del Fondo monetario.
Potremmo in fine considerare, con un buon margine di realtà che anche i recenti fatti, “le rivolte popolari nel mondo arabo”, più o meno sono figlie di questo perverso Istituto e delle lobby che lo governano.
Se il motto della Banca Mondiale cosi come quello del Fondo recita “il nostro sogno è un mondo senza povertà” mai allucuzione nei fatti fù anzi risulta più “Ipocrita”
Cosa è l’HIPC…
L’iniziativa Heavily Indebted Poor Countries (HIPC, “nazioni povere pesantemente indebitate”) ha lo scopo di aiutare i paesi più poveri del mondo portando il loro debito pubblico a un livello sostenibile, sotto la condizione che i loro governi dimostrino di raggiungere determinati livelli di efficienza nella lotta alla povertà.
Il programma fu iniziato nel 1996, congiuntamente dal Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, IMF) e della Banca Mondiale (World Bank). Fu oggetto di revisione e riforme nel 1999. Fra le iniziative che furono protagoniste nel portare il tema del debito pubblico dei paesi poveri all’attenzione internazionale c’è il movimento per la cancellazione del debito, sostenuto da diverse organizzazioni non governative negli anni immediatamente precedenti al Giubileo del 2000.
Il programma HIPC è stato oggetto di critiche rispetto ai criteri eccessivamente restrittivi per l’ammissione delle nazioni povere, e per il fatto che alcune delle misure che le nazioni devono adottare per essere ammesse al programma, secondo alcuni, contribuiscono all’impoverimento di tali nazioni.

G.M.S.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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