Machiavelli: una lezione politica-il fine giustifica i mezzi-

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Nicolò Machiavelli-Nasce a Firenze nel 1469 il 3 maggio 1469 muore a Firenze il 21 giugno del 1527. La famiglia paterna, nobile ma decaduta, più volte rappresentata nelle cariche pubbliche quali gonfalonieri di giustizia e priori del popolo, non si era arricchita con le attività mercantili e bancarie, in quanto traeva le sue modeste rendite da piccoli poderi nel contado.
Celebration of Plato’s birthday at Lorenzo Il Magnifico’s villa in Careggi on November 7, 1474. Leon Battista Alberti,Piero de Medici and Pico della Mirandola are among the Magnifico’s guests. 1862 Canvas, 130,3 x 97,7 cm Inv.P/352
Suo padre faceva l’avvocato. Fu anche per sua esplicita volontà che Machiavelli ebbe un’ampia e approfondita formazione culturale umanistica, pur non conoscendo il greco. La lettura dei classici antichi resterà una delle sue occupazioni preferite per tutta la vita.
Niccolò Machiavelli, scrittore, storico, statista e filosofo, è indubbiamente uno dei più importanti personaggi della storia della letteratura. Il suo pensiero ha lasciato un’impronta indelebile nel campo dello studio dell’organizzazione politica e giuridica grazie, in particolar modo, ad un’elaborazione del pensiero politico assai originale per l’epoca, elaborazione che lo ha portato a maturare una separazione netta, sul piano della prassi, della politica dalla morale.
Nel 1494 è spettatore della discesa di Carlo VIII, re di Francia, con la quale crolla il sistema degli stati italiani basato sull’equilibrio raggiunto 40 anni prima con la pace di Lodi (che concluse le lotte per la successione al regno di Napoli e al ducato di Milano: lo Sforza fu riconosciuto signore di Milano; Venezia estese il suo dominio fino all’Adda; l’Aragonese fu riconosciuto signore di Napoli e venne proclamata la Lega universale contro i turchi).
Consapevole della gravità della crisi politica, militare e morale che l’Italia attraversava nel suo tempo, Machiavelli individua nel “principe” virtuoso il fattore determinante per la rinascita dello stato. Se la tradizione cristiana considera la virtù come l’insieme dei valori etico-religiosi e la fortuna come ministra della provvidenza, la concezione umanistica rinascimentale vede nella virtù l’energia realizzatrice dell’uomo e nella fortuna gli ostacoli da affrontare. La fortuna è di per sé ingannatrice è ciò che contrasta e limita i progetti dell’uomo. Occorre però reagire per salvare il libero arbitrio, perché la fortuna può arbitrare solo metà delle nostre azioni.
Il “Principe” espone fondamentalmente le norme che sono necessarie a un sovrano per fondare uno stato e conservarlo; Machiavelli sostiene che un principe deve preferire l’essere temuto all’essere amato; deve sacrificare la virtù all’interesse dello stato.
La teoria che il fine giustifica i mezzi, fu più tardi criticata e ritenuta immorale. Non è che egli non apprezzi la virtù, ma in quell’età di violenza soltanto un principe energico e senza scrupoli avrebbe potuto far dell’Italia uno stato unito e potente.
Il punto di partenza di Machiavelli è la convinzione che l’agire politico può essere compreso solo da chi ha il coraggio di guardare in faccia la realtà, senza rifugiarsi nell’utopia. E la realtà, per Machiavelli, è soprattutto negativa in quanto, gli uomini sono avidi di denaro, politicamente inaffidabili, assai poco virtuosi. E’ da questo pessimismo che nasce la necessità di uno Stato forte e accentrato, grazie al quale si può superare il limite dell’individualismo. In questo senso non devono apparire strani i consigli, che Machiavelli dà al suo principe, perché è solo operando contro chiunque lo minacci che il principe salverà lo Stato, bene supremo della nazione.
Il Machiavelli tende quindi a distinguere la morale e dalla politica; in quanto la politica ha una propria morale che non sempre coincide con la morale comune. Ciò non significa che il principe sia autorizzato a diventare un tiranno, ma che i suoi fini giustificano i mezzi usati per ottenerli. Machiavelli ha per primo teorizzato l’autonomia della politica dalla morale comune e dalla religione, nonché sostenuto la laicità dello Stato.
La critica al pensiero del Machiavelli
Il pensiero di Machiavelli e il termine “machiavellico” sono spesso stati disapprovati, in gran parte a causa della scarsa comprensione del suo metodo. Non vi è però tra i critici alcun dissenso sulla precisione del suo pensiero e la chiarezza del suo stile. Machiavelli è sicuramente rammentato per aver fondato in Europa la moderna idea della politica.
Il Principe è sempre stato nell’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa cattolica, in parte perché smontava le teorie politiche cristiane come quelle dettate da Sant’Agostino e Tommaso d’Aquino, ma soprattutto perché Machiavelli annulla ogni nesso tra etica e politica; infatti, secondo lui, il Principe deve cercare di sembrare magnanimo, religioso, onesto ed etico. Ma in realtà, i doveri di un principe non gli permettono di possedere alcuna di queste virtù.
Il Principe ha sfidato la filosofia scolastica della Chiesa cattolica e la sua lettura ha contribuito alla fondazione del pensiero “Illuminista” e quindi del mondo moderno, occupando così una posizione unica nell’evoluzione del pensiero in Europa. Le sue massime più conosciute sono ampiamente citate anche oggi, in genere nella critica di leader politici:
“E’ molto più sicuro essere temuti che amati”, ma non è meglio essere odiati, e nemmeno ignorare virtù e giustizia quando questi non minacciano il proprio potere.
Le idee di Machiavelli circa le virtù di un Principe ideale furono quindi ispirazione per la moderna filosofia politica e trovarono le più disparate e distorte applicazioni soprattutto nel ventesimo secolo. Persino il concetto di Realpolitik si basa sulle idee di Niccolò Machiavelli. Vi è da chiedersi anche oggi quali teorie della politica e della grande economia “globalizzata” non trovino radici in Machiavelli.
elab-g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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