realtà sociali del nostro mondo oggi…..

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Oggi molte donne che rinunciano alla maternità rinunciano ad essere protagoniste dell’esistenza e della loro stessa vita.
Si privano della ricchezza che le rende uniche e insostituibili.

Non a caso, essendo diventate sostituibili, oggi molti uomini cercano altre fantasie sessuali.
Tutto ciò ha conseguenze molto gravi per le donne

Queste madri mancate rimangono sempre figlie delle figure forti delle proprie madri, dunque delle eterne bambine.
Oggi vediamo sempre di più giovani donne deboli e spaesate in balia della forza del carattere delle proprie madri.

La figura della madre forte è centrale anche per i maschi, essa generalmente trasforma il figlio in un narcisista: o in un playboy o in un omosessuale senza limiti.

Queste due figure sono praticamente identiche. Entrambi non hanno un rapporto naturale con l’altro sesso.
Entrambi hanno un’accezione consumistica del sesso che serve a rassicurare il proprio ego cercando sempre nuove conferme.
Non è un caso che molti playboy, alla fine, diventino omosessuali. Abbandonando le proprie potenziali compagne che si trovano spaesate alla ricerca di qualcosa che non sanno bene cosa sia”.

In un mondo così privo di riferimenti cosa consigliare a chi è alla ricerca di se stesso? È possibile riscoprirsi oppure è inevitabile scendere a compromessi o abbracciare dottrine esoteriche?

“È possibile essere se stessi se si rimane fedeli alle promesse che si sono fatte in giovinezza.
Il ribelle è colui che dice no al contesto in cui vive e rimane fedele a se stesso anche se non sa bene chi è.

La vera ribellione oggi è cercare se stessi. Carl Gustav Jung scrive che l’esistenza stessa è la ricerca di se stessi.
I giovani lo fanno attraverso l’esperienza, confrontandosi con il rischio per scoprire le proprie forze e i propri limiti.

Arrivati a una certa età però questi strumenti non funzionano più. È allora necessario un viaggio interiore, un confronto con se stessi e con ciò che si tiene serbato dentro di sé. Farlo può essere molto difficile e pericoloso: c’è chi teme di fare i conti con se stesso e quindi si attacca alla propria maschera sociale, giudicando gli altri per non giudicare se stesso e identificandosi con il proprio titolo, con la propria occupazione o con l’immagine che si pensa gli altri abbiano di sé.

Altri invece gettano via tutti i valori vissuti fino a quel momento inventandosi una nuova vita e una nuova persona, per esempio divorziando in poco tempo, cambiando lavoro, religione o orientamento sessuale.

Scoprire se stesso è una scelta di fedeltà non facile ma che ci può rendere protagonisti della nostra vita”

dal web gms

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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