Sincretismo…cosa è…cosa significa…

0

Pensiero Sincretico

fosforescenciaSincretismo può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare elementi culturali, filosofici o religiosi appartenenti a due o più culture o comunque a diversi fondamenti dottrinali.
Il termine “sincretismo” viene applicato soprattutto ad una conoscenza storica interpretativa delle religioni, che indica quel complesso di fenomeni e concezioni costituite dall’incontro e o dalla fusione di forme escatologiche differenti.
La ricerca di senso e la domanda religiosa si volgono a contenuti e messaggi che presentano due caratteri di fondo; l’alta propensione a ricomporre sincretisticamente elementi provenienti dalle tradizioni le più diverse, in primo luogo, e la tendenza a tradurre i contenuti stessi in tecniche manipolabili direttamente e flessibilmente dagli individui, nel secondo caso.
Ad esemplificazione: vediamo che cosa accomuna il movimento fondato da Rajneesh  in India, che ha messo profonde radici nelle generazioni uscite dalla rivoluzione culturale del sessantotto, e ai movimenti che si rifanno emergenti più o meno nello stesso periodo conosciuti come New age .
Apparentemente dovrebbero essere permeati da elementi diversi, ma un elemento diviene decisivo, in quanto in entrambi ritroviamo la rimessa in discussione dei sistemi dei credo tradizionali, e la fuoriuscita in parte da questi per elaborare una visione del mondo ritenuta avanzata, nella quale però vengono ricomposti aspetti provenienti da tradizioni culturali e religiose in una mescolanza che porta a un sincretismo voluto o meglio ricercato, che salta tutti i confini su cui convenzionalmente le religioni storiche e la tradizione poggiavano trvando sostegno e forza d’essere.
Questo nuovo pensato arricchito da queste conoscenze che vengono, ovviamente, assimilate disordinatamente, portando alla costruzione di una visione della religiosità in forma e convincimento personale, per cui ciascuno segue un suo cammino di realizzazione presso che individuale, pur facendo parte di un gruppo o riconoscendosi nello stesso, in quanto teso a un rinnovamento culturale che ha in sè una componente antintegrazionistale o per meglio dire modernizzata, evoluta.
Se ci soffermiamo ad analizzare il sincretismo religioso scopriamo che esso è tipico dei grandi momenti di transizione delle culture poste di fronte all’influsso di diverse tendenze di pensiero, esso pertanto cerca di mescolare diverse tendenze evitando il vero discernimento.
Il sincretismo, componente fondamentale del pensiero universalista, può essere identificato ad un’orchestra il cui scopo è dar vita ad un concerto sinfonico: se ognuno dei componenti suona un diverso brano musicale ci sarà solo frastuono, rumori tra loro discordanti, mentre è necessario non solo che lo strumento di ognuno sia accordato ma che ogni musicista sia disposto a sintonizzarsi con il resto dei componenti l’orchestra facendo riferimento al maestro.
E nella fatti specie ad un codice che armonizzi il gruppo, al fine di realizzare una sinfonia. Il sincretismo, si può configurare anche come l’assemblaggio di un mosaico in cui le tessere posizionate al punto giusto danno vita all’immagine d’insieme, diversamente se le tessere vengono disposte a caso, oppure se alcune vengono a mancare l’opera resta incompleta. Per tanto, ognuno deve avere la consapevolezza di essere insostituibile parte del Tutto ma avere la volontà di trovare l’armonia in se stesso e la volontà di far riferimento a un Codice Universale che sintonizzi ogni elemento con il suo prossimo e tutta la creazione.
Quindi, allo stesso modo dell’armonica convivenza tra due o più elementi, il Sincretismo è la sintonia degli aspetti più costruttivi e più eticamente evoluti di ogni regola sociale, di ogni dottrina a carattere etico, morale, spirituale, filosofico; è il mettere insieme ciò che unisce, tralasciando ciò che è stato, per esperienza storica, che è motivo di separazione e di contrasto.
E’ quel principio in buona sostanza, inteso a mettere in consonanza, realtà diverse tra loro per cultura, credo religioso, estrazione sociale, politica, purché ci sia la volontà di tendere ad un obiettivo comune e condiviso, ossia ciò che consente all’essere umano il bene individuale e collettivo, il progresso morale, mentale, spirituale, culturale, scientifico. Il fine non può essere quello di un’umanità che identifica i suoi principi solo in una delle grandi religioni o in una delle centinaia piccoli movimenti religiosi, spirituali o filantropici.
Il problema principale che si pone è che ognuno può avere una sua visione del bene e della realizzazione dell’uomo, ciò che io ritengo bene per me e per l’umanità può non coincidere con le convinzioni di un altro, per cui rifiutare il valore della diversità significa rifiutare il valore della vita. Il mio essere fisico, mentale, emozionale e spirituale è fatto dall’interazione armonica degli elementi cosmici che dall’esterno entrano e si uniscono a costruire la mia entità corporea. Io sono fatto delle cose che mangio, portate chissà da quale regione del pianeta, le quali hanno assimilato l’aria venuta da altri continenti, la luce che viene dagli spazi siderali, succhiato dalla l’acqua  e dalla terra e i minerali che entrano a far parte del mio corpo.
In me, come in ogni essere vivente, sussistono tutti gli elementi dell’universo. Tutto è in me e io sono nel Tutto. Se io fossi solo al mondo non avrei la possibilità di evolvere, di arricchirmi dell’esperienza degli altri, di venire a conoscenza di fatti lontani dal luogo in cui vivo. Il principio di valorizzazione delle diversità, il valore della complementarietà, come assioma nel sincretismo, non va, ovviamente esteso anche al criminale, al ladro o all’assassino, ma solo a tutto ciò che, positivo per sua essenza e natura, integrandosi con il resto dei componenti, contribuisce al bene collettivo.
Nella comparazione valutativa tra gli effetti positivi, benefici e costruttivi e quelli negativi, dannosi e lesivi è necessario bandire ogni regola, principio, codice, o prodotto della scienza o della tecnologia come del pensiero umano, che si è rivelato nocivo per l’evoluzione dell’uomo, degli animali e dell’ambiente.
Perché il sincretismo diviene importante quasi essenziale per la società?. Pensiamo al fatto che se gli uomini raggiungessero un livello di evoluzione morale, mentale e spirituale tale da vivere in benessere e armonia con se stesi e con il prossimo e le nazioni interagissero armonicamente tra loro, nascerebbe spontanea l’esigenza di dar vita ad una sola e grande famiglia e quindi ad avere codici comuni,
e se l’umanità diventasse una sola famiglia che senso avrebbe avere o stabilire delle regole diverse?.
Terra-facciaNon è possibile far parte di una stessa famiglia, pensare di relazionarsi in amore e accordo, in empatia e condivisione se ognuno, seguendo regole diverse, si comporta in modo differente e spesso antitetico. La sola possibilità di vera pace sulla terra è l’accettazione amichevole dell’altro nei valori della sua diversità.
La sintonia delle diversità è la meta del genere umano proteso verso il progresso civile, morale e spirituale ma è soprattutto la meta di ogni individuo, di ogni grande e piccola associazione filantropica, specialmente se accomunate dagli stessi ideali, dagli stessi obiettivi. Diversamente si ristagna nella propria relativa impotenza, nel proprio piccolo recinto, nella propria parziale visione delle cose.
Questa rivoluzione è la vera rivoluzione poggiante o derivante dall’ ideale sincretico; Il bisogno quindi di operatori, di gente disposta a lavorare per la sua realizzazione al fine di accelerarne i ritmi naturali, ognuno che sente la necessità della instaurazione di un mondo migliore dovrebbe far sua questa grande missione, sentire la responsabilità del proprio destino e quello dell’intero genere umano. Nessuna rivoluzione si attua se non attraverso il rinnovamento personale, nella volontà di essere un elemento positivo, armonico al servizio della vita, dell’amore universale.
 Chandra Mohan Jain anche noto come Acharya Rajneesh dagli anni Sessanta in poi e come Bhagwan Shree Rajneesh negli anni Settanta e Ottanta, adottò poi il nome Osho, che significa probabilmente “oceanico” nel 1989 nasce a Kuchwada, 11 dicembre 1931 e muore aPune, 19 gennaio 1990, fu un filosofo, mistico un maestro spirituale o meglio riconosciuto quale guru indiano, che acquisì seguito internazionale. I suoi insegnamenti sincretici enfatizzano l’importanza della meditazione, della consapevolezza, dell’amore, della celebrazione, della creatività e dell’umorismo qualità che egli riteneva soppresse dall’adesione a sistemi di credenze statici, alla tradizione religiosa, al socialismo. I suoi insegnamenti ebbero un notevole impatto sul pensiero New Age occidentale e sulla controcultura.
“New Age”- letteralmente: Nuova Età – è un’espressione generale per indicare un vasto movimento culturale che comprende numerose correnti psicologiche, sociali e spirituali alternative sorte nel tardo XX secolo nel mondo occidentale. Le numerose e diverse concezioni riconducibili a questa denominazione sono accomunate dall’ideale dell’avvento di un “mondo nuovo” o di una “nuova era”, spesso indicata astrologicamente come età dell’Acquario. Sotto la definizione di New Age vengono fatte ricadere molte realtà di diversa natura, quali semplici stili di vita, filosofie, religioni, terapie, organizzazioni, caratterizzate da un approccio eclettico e individuale portato verso l’esplorazione della spiritualità.
elab.-da g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: