Il 2 giugno 1946 in Italia si svolse referendum istituzionale

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Il 2 giugno 1946 in Italia si svolse il primo referendum istituzionale. Gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia.
Il voto fu per la prima volta in Italia a suffragio universale e l’affluenza fu dell’89,1% degli aventi diritto.
La campagna referendaria fu alquanto accesa, ma nelle regioni “rosse” vi fu un clima di intimidazione contro i monarchici. Tutti i partiti di sinistra (PCI, PSI, Pd’A), si espressero apertamente a favore del sistema repubblicano così come il PRI. Il PLI appoggiò la monarchia, mentre la Democrazia cristiana lasciò libertà di voto, anche se fece proprio il sistema repubblicano.
La scelta della DC fu dovuta dalla necessità di non far spostare le masse meridionali, a larghissima maggioranza monarchiche, verso i partiti monarchici o qualunquisti e poter, così, assicurarsi un ampio consenso nelle contestuali elezioni parlamentari
La scelta della DC risultò vincente. L’Italia, infatti, si divise in due non politicamente, ma geograficamente. Basti pensare a regioni “bianche”, dove cioè prevaleva il voto cattolico a favore della DC, come il Veneto, il Trentino, la Calabria e la Basilicata. Nelle prime due, si affermò la DC alle elezioni parlamentari e la repubblica nel referendum, nelle ultime due, invece, prevalsero DC e monarchia.
Il 2 giugno 1946 – a poco più di un anno dalla Liberazione – gli Italiani voltarono definitivamente pagina, rigettando la monarchia ed eleggendo l’Assemblea Costituente che, nel ’47, approvò la Carta Costituzionale, fondamento morale e giuridico del primo Parlamento democratico della Repubblica. Un percorso straordinario che in tre anni trasformò l’Italia da nazione sottomessa a Paese libero.
Le donne, il 2 giugno 1946, si avvalsero del loro diritto, votando nella stessa percentuale degli uomini e 21 donne vennero elette all’Assemblea Costituente. Fu anche grazie a loro che nella Costituzione furono inseriti diritti fondamentali e fu introdotto l’articolo 3 che, oltre a dichiarare tutti i cittadini uguali indipendentemente dal sesso, stabiliva che la Repubblica avrebbe dovuto agire per rimuovere gli ostacoli che a quell’uguaglianza si frapponevano.
La Costituzione repubblicana ha introdotto nel nostro ordinamento i fondamentali diritti di libertà ed i diritti sociali, configurando un vero e proprio “programma” per il futuro del Paese, una sintesi avanzata delle aspirazioni delle forze democratiche che avevano partecipato alla sconfitta del fascismo ed ai lavori dell’Assemblea Costituente.
Alle donne dell’antifascismo e della Resistenza è toccato un compito grande e difficile, che è servito non solo alla libertà del nostro Paese ma anche ad avanzare sulla strada dell’emancipazione. Il cammino per l’affermazione della cittadinanza femminile ha accompagnato quello della rinascita della democrazia italiana.
Delle 21 elette all’Assemblea Costituente, Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Jotti, Tina Merlin e Teresa Noce furono chiamate a far parte della Commissione dei 75 incaricata di redigere il testo costituzionale e Teresa Mattei, a venticinque anni, fu la più giovane rappresentante all’Assemblea Costituente. A lei si deve la scelta della mimosa, fiore povero, per la festa della donna.
Guardando oggi al percorso che la nostra Repubblica ha compiuto in questi sessanta anni dobbiamo constatare che molto resta ancora da fare per valorizzare il ruolo della donna nella nostra società. Questa consapevolezza deve accompagnarci nel perseguire gli obiettivi di crescita economica e di coesione sociale, per realizzare una società più giusta e aperta, capace di includere e di tutelare la dignità delle persone.
Il “diritto alle pari opportunità” tra donne e uomini è proclamato, ma è lungi dall’essere una realtà concreta. I nostri sforzi devono moltiplicarsi per raggiungere quella qualità nella vita sociale che solo l’universo femminile può dispiegare e che la Costituzione repubblicana ci indica da sempre.
Il 25 giugno 1946 venne insediata l’Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. Come suo primo atto, il 28 giugno elesse come Capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola. Su 504 votanti, De Nicola (PLI) ottenne 396 voti, Cipriano Facchinetti (PRI) 40, Ottavia Penna (UQ) 32, Vittorio Emanuele Orlando (sin.storica) 12, Carlo Sforza (PRI) 2, Alcide De Gasperi (DC) 1, Alfredo Proja (DC) 1. Le schede bianche furono 14, le nulle 6.
Come previsto dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946, l’Assemblea aveva innanzitutto il compito di redigere la nuova costituzione. Essa, però, aveva anche altri tre compiti: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali.
Le funzioni legislative erano formalmente assegnate al Governo, ma in virtù delle tradizioni parlamentari prefasciste questo rimise spesso i provvedimenti legislativi più importanti all’Assemblea Costituente.
L’Assemblea nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri, incaricati di stendere il progetto generale della costituzione. La Commissione si suddivise a sua volta in tre sottocommissioni:
  1. diritti e doveri dei cittadini, presieduta da Umberto Tupini (DC);
  2. organizzazione costituzionale dello Stato, presieduta da Umberto Terracini (PCI);
  3. rapporti economici e sociali, presieduta da Gustavo Ghidini (PSI).
Un più ristretto Comitato di redazione (o Comitato dei diciotto) si occupò di redigere la costituzione, coordinando ed armonizzando i lavori delle tre commissioni. La Commissione dei 75 terminò i suoi lavori il 12 gennaio 1947 ed il 4 marzo cominciò il dibattito in aula del testo. Il testo finale della Costituzione della Repubblica Italiana fu definitivamente approvato il 22 dicembre 1947.
L’Assemblea Costituente votò la fiducia ai Governi De Gasperi II, III e IV, approvò le leggi di bilancio per il 1947 e 1948 e ratificò i trattati di pace, firmati a Parigi il 10 febbraio 1947.
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25 giugno 1946
Assemblea costituente: 556 deputati
19 luglio 1946-12 gennaio 1947
una Commissione di 75 membri scelti tra i deputati della Costituente prepara un progetto di Costituzione
la Commissione di 75 membri opera in
in tre Sottocommissioni:
1° sui diritti e doveri dei cittadini
2° sull’ordinamento costituzionale della Repubblica
3° sui diritti e doveri economico-sociali
31 gennaio 1947
un Comitato di redazione composto di 18 membri, presenta all’aula
il progetto di Costituzione, diviso in parti, titoli e sezioni
4 marzo – 20 dicembre 1947
l’Aula discute il progetto
22 dicembre 1947
l’Assemblea Costituente approva il testo definitivo

27 dicembre 1947
viene promulgata la Costituzione
1° gennaio 1948
la Costituzione entra in vigore
 
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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