Il Salafismo…è l’integralismo Islamico???

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I salafiti per l’Islam sono sostenitori delle origini, divenuti oggi maestri del terrore.

quranMolti sono ormai i gruppi della gigantesca e variegata galassia dell’internazionale islamica che, almeno nominalmente, si richiamano alla Salafiyya, il ritorno alla purezza delle origini dell’Islam.
Il termine salafita (o salafista) deriva dalla parola araba ‘salaf’, letteralmente ‘antenato’. Il primo a propugnare la ‘Salafiyya’ fu il riformatore religioso egiziano Muhammad Abduh (1849-1905), seguito poi dal discepolo e collaboratore siriano Rashid Rida (1865-1935). Abduh e Rida sostenevano, in sostanza, che occorreva eliminare dalla tradizione musulmana tutti quegli elementi estranei che con il tempo ne avevano alterato la purezza originaria, per ridarle nuovo impulso e credibilità di fronte alle sfide del mondo moderno.
In particolare, Abduh nelle sue opere (la più nota, il ‘Trattato sull’Unità divina’) si fece sostenitore di un nuovo sforzo interpretativo fondato sul contatto diretto con le fonti originali dell’Islam – Corano, e la Sunna, gli insegnamenti tratti dal comportamento interpretativo,della vita del Profeta Maometto.
Col passare del tempo, tuttavia, il salafismo è andato sempre più inquadrandosi in quel confronto tra Islam e Occidente che sia dal punto di vista politico sia da quello culturale ha assunto toni sempre più aspri.
Da corrente riformista, il salafismo si è così trasformato in materia di ispirazione e parola d’ordine di gruppi estremisti, talvolta votati al terrorismo
Il movimento islamico della Salafiyya fu fondato dal riformista egiziano Rashid Rida verso la fine dell’Ottocento; idea fondamentale dei salafiti è che il risveglio dell’Islam deve necessariamente passare attraverso le origini.
Si tratta di una riflessione teologico-dottrinale, per cui le motiviazioni indicano il ritorno alla predicazione del Profeta Maometto e alla emulazione del suo comportamento, non è una novità che nell’Islam, da sempre quando sopraggiunge un momento di crisi sociale, i teologi propugnano una negazione della modernità, un ritorno all’origine, ” il vero Islam”,quindi a una interpretazione del Corano integrale e della Sunna come imitazione delle azioni in vita del Profeta Maometto.
L’idea base della Salafiyya è che solo il Profeta e i quattro fondatori delle scuole giuridiche chiamati “pii antichi” salafiyyin di qui “salafiyya” che letteralmente significa “Movimento degli antenati” che esprimono la originaria purezza, è dunque a loro che bisogna fare riferimento. I Salafiti quindi rifiutano l’occidentalizzazione, che per loro è concetto un sistema di vita negativo non solo ma l’Islam per loro deve autogovernarsi rifiutando qualsiasi apporto culturale dell’Occidente.
Per cui Salafiyyah è il termine che indica la maniera di seguire i Salaf, nel credo e nella fede, nei discorsi e nelle azioni, indipendentemente dal tempo e luogo, per cui è doveroso mettere in atto la religione così come fu capita e attuata dai Salaf, seguendola scrupolosamente al meglio delle proprie posibilità, astenendosi da ciò che gli si oppone.
Il movimeto salafyyah, non può quindi essere qualificato come un movimento “tradizionalista” anzi il suo punto essenziale è la lotta alle tradizioni, nemmeno può esser considerato nazionalista perchè intende combattere tutti i nazionalismi, le regole dell’ Islam non debbono essere calate in questa o quella realtà nazionale. La visione quindi è strettamente internazionalista. Allah non fa distinzioni fra le nazioni, la causa dell’islam non è la causa di un popolo particolare ma è la causa dell’umanità intera. per cui non vi è nessuna differenza fra negri o bianchi, fra orientali o occidentali, l’unica differenza è fra “muslim” (credenti ) e “kafir”, (non credenti).
Nell’ambito del Salafismo un particolare rilievo hanno gli Wahabiti. Il movimento fa riferimento a Muhammed Ibn Abd al-Wahab (1703-92).Questi si formò alla Mecca e a Medina secondo una impostazione rigorosa del diritto islamico (Shari’ah ) ricavata al Corano e dagli hadith . Egli si oppose a un islamismo popolare intriso di magia e tradizioni locali. Condannò rigidamente l’iconografia ,la intercessione di personaggi ritenuti santi ,in particolare il culto delle tombe. e ogni innovazione di culto posteriori alla predicazione coranica. Il suo programma quindi era presentato come un ritorno integrale alle origini
Tra religione e politica
L’Arabia alla meta del 700 era dominata da una serie di tribu in lotta fra di loro. Al-Wahab allora strinse una alleanza con l’emiro Muhammad ben Saud, della grande confederazione tribale degli ’Anaza.” Questa alleanza permise la conquista dei luoghi santi, La Mecca e e Medina dove,secondo i dettami del movimento furono distrutti i monumenti di Khadija (sposa di Maometto), di Abu Bakr (primo califfo) e di Ali ( quarto califfo) e si portarono via i ricchi tessuti che ornavano la tomba del Profeta.
Il movimento fu poi combattuto dall’impero turco e inoltre da Muhammad Ali , kedive d’Egitto che riconquistò i luoghi santi . Piu Importante storicamente però fu ancora il conflitto con il mondo scita. Nelle tradizioni scite infatti assumono notevole importanza i pellegrinaggi alle tombe e addirittura esporre e portare in processione immagini dei suoi dodici Imam, il tutto con una forte venatura messianica nell’attesa della ricomparsa del dodicesimo Imam, non morto, ma scomparso, nell’878 dopo Cristo, e destinato, per fede, a riapparire un giorno dalla sua Ghayba (luogo nascosto)
La lotta divenne anche guerreggiata e nel 1802, i wahabiti attaccarono la città sacra degli Sciti , Kerbala (la citta irachena che anche gli americani hanno evitato di occupare ) e saccheggiarono il mausoleo più sacro per gli sciiti, quello dell’Imam Hussein. Attualmente il trono d’Arabia è tenuto dalla dinastia discendente da ben Saud, (Sauditi da cui il nome di Arabia Saudita) che si ispira all’antico maestro .
Va notato che il contrasto fra Wahabiti e Sciti spiega anche avvenimento contemporanei. La rivoluzione integralista dell’ayatollah Khomeini nell’Iran scita non ha avuto appoggi nell’Arabia Saudita che, come è noto, ha invece sostenuto l’Iraq laico di Saddam Hussein cosi come l’Iran si è sempre dichiarata avversaria di Bin Laden che comunque poteva considerarsi un wahabita. Vero è che in questo complicati giochi di inimicizia sono presenti anche rivalità etniche fra arabi ed iraniani ( per la guerra Iran Iraq ) e fra Dari e Pashtun in Afganistan i primi un ramo degli iraniani e i secondi invece una etnia Pakistana,
La concezione Salafista quindi è contraria a tutto ciò che non è contenuto nell’islam dei primi tempi. A tanto maggiore ragione è contraria a tutti gli influssi provenienti dall’Occidente, civiltà non islamica, espressione del Cristianesimo ma ancora cosa più grave, percorsa dall’ateismo o comunque dal laicismo che nega nel mondo la validità della legge divina. Khomeini ( non salafista ma comunque espressione di un islam rigoroso) definì l’America il ” grande satana”. Il termine “satana ” più ancora che “nemico” può essere inteso come ” tentatore” Infatti l’Occidente con il suo benessere , con le sue vetrine scintillanti, con la sua potenza economica può essere considerata la tentazione di seguire una via diversa da quella indicata da Allah.
 Ma l’Occidente da un punto di vista del rigorismo islamico è invece il “male”: è egoismo eretto a sistema, immoralità e prostituzione eretti a principi morali. Bisogna allora contrapporre a tanto male il ritorno integrale al Corano, la purificazione da ogni influsso occidentale. Questo non significa rinunciare alle scoperte scientifiche e al progresso tecnico degli occidentali ma rifiutare le loro concezioni etico politiche. Non si riconosce il nesso che invece per noi europei è chiarissimo fra progresso tecnico-scientifico e nuove concezioni filosofiche nate dal Rinascimento in poi in Europa .
Può destare meraviglia che teorie tanto radicali possano trovare seguito non solo nei paesi tradizionalmente islamici ma anche e forse soprattutto fra i mussulmani nati o vissuti in Occidente e anche fra i convertiti di origine occidentale. Bisogna però considerare un fenomeno importante indicato in sociologia con il temine ” marginal man”, cioè della situazione in cui vengono a trovarsi individui che a causa di emigrazione restano sospesi fra due identità diverse.
Un musulmano che vive in Occidente sarà percepito dagli occidentale come un “diverso” perchè mussulmano e dai suoi compatrioti ancora come un “diverso” perchè vive in Occidente: un emigrante di terza generazione in Francia di origine magrebina non verrà percepito come francese dai francesi ma nemmeno come arabo dagli arabi: la sua identità rimane incerta, indefinita. Il Salafismo invece gli offre una identità decontestualizzata nel tempo e nello spazio: un salafista non è ne afgano ne americano, non è del XXI scolo o del X secolo: vive in una specie di patria ideale senza confini, non ha tradizioni nè patria nè tempo . E una identità particolarmente adatta per chi non riesce più a identificarsi in nessuna patria e in nessuna tradizione.
A questo punto c’è da chiedersi che cosa c’entra il terrorismo , il jihad contro l’Occidente con il Salafismo: approssimativamente in Occidente il “fondamentalista” islamico è quasi sinonimo di terrorista. In realtà il rapporto è molto complesso e vario.
Innanzitutto va notato che niente accomuna di per se il mussulmano che vuole essere particolarmente pio con il terrorista. Seguire i dettami del Corano in modo puntuale, stare attenti che negli animali macellati non resti alcuna traccia di sangue,che non si mangi nulla del maiale, che le preghiere vengano recitate nel modo più corretto non ha alcuna attinenza con il mettere bombe sui treni o far crollare i grattacieli.
Anche in Occidente vi sono molti movimenti religiosi cristiani che contestano alcune aspetti della modernità, che si battono contro l’egoismo liberista e contro la pornografia ma certo non vengono percepiti come pericoli. Nessuno penserebbe al Papa come un pericoloso sovversivo perchè si dichiara contro il consumismo e richiama fedeli e non fedeli a una rigorosa morale sessuale.
Nemmeno è da credersi che, come qualche volta si sente dire, che i musulmani intendano convertire il resto del mondo a colpi di bombe e di massacri. Anche nei tempi antichi i mussulmani non hanno mai costretto gli altri a convertirsi all’Islam come la sopravvivenza di comunità cristiane nel Medio Oriente testimonia.
In realtà storicamente il Safalismo non è stato sempre “nemico” dell’Occidente; anzi spesso si è collegato a un movimento di riforma del mondo islamico che tendeva a metterlo al passo con l’Occidente. In tempi recenti la monarchia wahabita dell’Arabia è stata la più fedele alleata degli USA nell’area medio orientale ,e in genere i movimenti più religiosi sono stati alleati di fatto con l’Occidente in chiave anticomunista. Lo stesso Bin Laden in altri tempi ha ricevuto, sia pure indirettamente, qualche aiuto dagli Usa . I Talibani hanno preso il potere in Afganistan con l’appoggio se non proprio degli Usa di due alleati storici degli Usa stessi cioe il Pakistan e l’Arabia Saudita.
Tuttavia è pure un fatto che attualmente le organizzazioni terroristiche che hanno operato in Occidente si richiamano alla ideologia safalista e comunque all’integralismo islamico.
Per comprendere tale rapporto che può apparire incomprensibile bisogna, partire da una analisi del mondo arabo e musulmano in generale. Prima degli anni 80 hanno prevalso in esso correnti che più o meno si ispirarono alla cultura occidentale sia che si riferissero al modello liberista cha a quello socialista pure esso tutto interno, giova ricordarlo , alla cultura occidentale. Alcuni stati erano allora filo occidentali, altri filo russi con tutte le possibili gradazioni ed equilibri.
 Ma questa opera di modernizzazione non ha dato i frutti sperati per motivi che qui non esaminiamo. Correnti allora più integraliste islamiche che qui indichiamo con il temine generico di Salafismo hanno preso consistenza e rilievo. ed é nata quindi una lotta tutta interna al mondo arabo musulmano fra coloro che intendevano portare avanti l’opera di modernizzazione in senso occidentale e coloro che invece ritenevano che il rinnovamento poteva venire solo da un ritorno integrale all’islam.
Il conflitto come era forse inevitabile in un mondo non democratico è passato dal piano puramente culturale al confronto politico e militare. In Iran esplose la rivoluzione scita , una vera rivoluzione popolare, come concordano tutti gli osservatori. In qualche altro paese prevalse qualche regime integralista ma nel complesso le elittes rivolte all’occidente hanno mantenuto il potere Anche nei paesi dove esso si era affermato i frutti non erano stati quelli sperati e alla fine degli anni 90 l’integralismo politico ispirato all’Islam sembrava in declino.
A questo punto alcuni gruppi hanno ritenuto che il vero nemico da colpire non fossero i regimi arabi laici ma gli occidentali considerati loro protettori. Gruppi come quelli di Al Qaeda hanno cioè alzato il tiro colpendo gli Usa nella speranza non certo di conquistare gli Usa ma di unire tutti il mondo arabo musulmano in una guerra comune contro l’occidente e fare apparire i regimi arabi non islamici come una emanazione dell’Occidente, del grande Satana.
Il conflitto quindi si puo arguire da interno al mondo mussulmano sia debordato al di fuori di esso quando la parte soccombente ha tentato di riprendere vigore coinvolgendo gli Occidentali in un conflitto che non li riguardava e che essi difficilmente riescono a comprendere.
Difficile indicare le prospettive di un conflitto quando è in corso, in quanto in qualche modo il terrorismo ha ottenuto dei successi e provocato l’intervento militare americano in Medio Oriente trasformando questi da aggrediti in aggressori. In effetti nessun arabo crederà mai che gli americani sono in Afganistan o in Iraq per difendersi ma interpreterà l’intervento come una aggressione. D’altra parte questo avviene percepito anche in Occidente.
Vero è pero che la possibilità che l’integralismo possa prendere il potere nei paesi arabi che era il fine essenziale del terrorismo, si è indefinitivamente allontanato, in qualche paese nel quale aveva il potere lo ha perso,e dovunque in Occidente e in Medio Oriente la caccia al sospetto di terrorismo è accanita. soprattutto poi il movimento salafista nel suo insieme viene visto come la fonte del terrorismo ed è difficile distinguere un salafista pacifico da un salafista terrorista.
Consideriamo poi la proporzione delle forze in campo, da una parte vi è la enorme potenza economia e militare degli Usa:dall’altra parte un movimento frammentato in mille rivoli diversi , privo di mezzi e di guida. Il resto del mondo può essere anche in disaccordo con questa o quella iniziativa americana ma tutti dalla Cina all’Europa all’India alla stessa maggioranza dei musulmani è comunque nemica del terrorismo In questi termini non vi può essere alcun dubbio sull’esito finale del conflitto.
Anche se i movimenti terroristici vincessero una o cento battaglie questo non farebbe che altro che aumentare la forza e la determinazione dei loro avversari. Il problema è invece quanti esseri umani, migliaia, centinaia di migliaia , milioni debbono ancora morire inutilmente.
Elab- da g.m.s.
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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