Ignazio Silone- o “Secondo Tranquilli”…

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Ignazio Silone, conosciuto anche con lo pseudonimo di “Secondo Tranquilli”
“Mi da fastidio stare con gente che dice di attendere la vita nuova con la stessa noia con cui si attende il tram”.
Silone-nasce a Pescina dei Marsi-L’Aquila, nel 1900-muore Ginevra nel 1978 la sua salma sarà traslata al paese natale.
Figlio di una tessitrice e di un piccolo proprietario terriero, perde assai presto il padre e la madre, nel terremoto che nel gennaio del ‘15 distrugge gran parte della Marsica. Interrotti gli studi liceali, si dà alla politica quale socialista attivo e prende parte alle lotte contro la guerra e al movimento operaio rivoluzionario; nel 1921 partecipa a Livorno alla fondazione del Partito Comunista (che rappresenta a Mosca, con Togliatti, nel Komintern), ma se ne stacca nel 1930, in disaccordo con le purghe staliniane.
Antifascista, resta in auto esilio in Svizzera dal 1930 al 1945, anni durante i quali matura la sua vocazione di scrittore. Pubblicato in traduzione tedesca a Zurigo nel 1933, “Fontamara” è il suo romanzo d’esordio, che lo impone all’ attenzione generale: oltre ad essere una straordinaria analisi della cultura centro-meridionale, “un documento su una civiltà ormai definitivamente morta”
Fontamara-Sintesi del libro– Fontamara è un paesino arretrato economicamente e tecnologicamente; i Fontamaresi guardano il mondo esterno sapendo di non potervi mai prender parte. Fontamara era e sarà uguale a se stessa per sempre, non cambierà nulla e ogni anno sarà uguale a quelli precedenti e a quelli successivi: prima la semina, poi l’insolfatura, in seguito la mietitura e, infine, la vendemmia.
In questo universo contadino, sia le catastrofi naturali che le ingiustizie vengono subite passivamente; ecco perché nella premessa tutta la vicenda di Fontamara, ovvero la rivendicazione del diritto all’acqua, è definita come “un fatto strano”.
Un altro aspetto del libro è la denuncia contro i potenti e le autorità.  L’azione di denuncia è volta anche contro il fascismo; infatti attraverso l’episodio di Berardo l’autore ci presenta la realtà della censura e dei tentativi d’insurrezione attraverso la stampa clandestina che incitava la gente alla disobbedienza e alla ribellione. Silone descrive anche l’aspetto violento di quell’epoca, ovvero la dura repressione contro i rivoluzionari attuata anche con la pena capitale. Si scorge il sentimento religioso popolare quando nei dialoghi l’opera di deviazione del corso d’acqua è considerata un sacrilegio, un peccato contro Dio, poiché cambia la natura che Egli ha creato.
Fontamara- tradotto in innumerevoli lingue, ha ottenuto ampio riconoscimento di pubblico in tutto il mondo. La sua descrizione di un universo contadino, disperato ed immutabile nel tempo, ha trovato ampi riscontri in luoghi remoti rispetto alle montagne dell’Abruzzo, dove è ambientato il romanzo
Il suo libro successivo sarà “Pane e vino” del 1936 riprende, in una chiave più sentimentale, meno ironica, il cui tema che emerge, con “Il seme sotto la neve” sembra stazionare tra un certo manierismo sociale e una ritualità consetudinaria.
Frattanto, nel periodo 1932-’34 egli è redattore del mensile in lingua tedesca, edito a Zurigo, “Information”, cui collaborano artisti ed intellettuali del quali; Thomas Mann, Bertolt Brecht, Robert Musil ed altri.
Fiorente, pure, la sua attività saggistico-culturale, che annovera il saggio “Il fascismo, le sue origini e il suo sviluppo” scritto nel 1934 ed il trattato di filosofia politica “La scuola dei dittatori” del 1938.
Nel 1944, rientrato in Italia, si stabilisce a Roma, ove aderisce al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Il suo secondo romanzo, intitolato “Il segreto di Luca” del 1956 che ha per tema la storia di « un amore impossibile » che, stando alle apparenze, rappresenta una svolta piuttosto brusca nell’itinerario umano e artistico dell’autore, ma, per chi sappia guardare in profondità, costituisce un altro significativo tassello nel singolare mosaico che le “opere siloniane” vanno costruendo ossia un difficile nesso tra l’uomo e la società, non meno che tra l’uomo e il suo destino.
La sua produzione letteraria continua arrichita con il lavoro teatrale “Ed egli si nascose” del 1944 e con i romanzi quali “Una manciata di more” del 1952, “La volpe e le camelie” nel 1960.Tutti romanzi, legati ad un modello di una letteratura sul modello ottocentesco, i quali esprimono una sorta di conversione con se stesso, che matura un’ideologia verso un socialismo ibridato col cristianesimo.
Di grandissimo interesse resta, una raccolta di saggi politici in cui egli racconta il doloroso travaglio che lo condusse infine a distaccarsi dall’ ideologia comunista, descritta in “L’avventura di un povero cristiano” pubblicato nel 1968, che diviene la sua ultima fatica. Trasformato anche in testo teatrale.
Un suo desiderio fù espresso verso la fine del suo vivere fù “Mi piacerebbe di essere sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza” a riprova del suo forte legame con la su terra nonostante l’internazionalità del suo operato e ideologia.
 Pescina panorama-oggi
 Pescina dopo il terremoto del 1915
a cura di g.m.s.per umsoi
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G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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