Riflessione sul mondo odierno-

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Che l’artificiale stia sostituendo completamente il naturale lo si vede in tutto il mondo, non solo nei paesi a modernizzione avanzata, dove si è cominciato a farlo, in maniera considerevole, a partire dalle rivoluzioni industriali.

L’uomo ha sempre modificato la natura per i suoi bisogni, ma oggi lo fa impedendo alla natura di soddisfare i suoi propri bisogni. Manca il rispetto e, quel che è peggio, manca la convinzione che il rispetto sia necessario per la sopravvivenza dell’intero pianeta, inclusa quindi noi, la specie umana.

Non riusciamo più a capire quale sia il limite oltre il quale l’uso di strumenti lavorativi modernissimi, avamzati tecnologicamente diventa, per parte della natura, un abuso.

Non è un caso che lo sfrutamento selvaggio della terra si sia sviluppato di pari passo con la devastazione ambientale.

Solo che con la scoperta del “Nuovo Mondo”, in virtù della quale abbiamo potuto trasferire altrove la gran parte delle nostre contraddizioni, non ce ne siamo accorti più di tanto. Da un lato infatti abbiamo potuto rendere gli abitanti del Terzo mondo più schiavi degli operai occidentali; dall’altro abbiamo potuto saccheggiare le loro risorse, ritenendo che questo processo sarebbe durato in eterno.

La percezione di una vastità immensa di risorse umane e materiali da utilizzare ci ha permesso di guardare con molta benevolenza i problemi che nei nostri territori che soggiaciono allo sviluppo per un capitalismo selvaggio.

Il concetto di vastità geografica ci ha permesso di restare a un livello di sfuttamento molto superficiale.

Noi non abbiamo mai una vera consapevolezza dei problemi che creiamo: pensiamo sempre di poterli risolvere in maniera relativamente semplice. E ci stupiamo enormemente quando vediamo le crisi prolungarsi troppo nel tempo.

Preferiamo non guardarci mai direttamente allo specchio. Ci piace guardare la realtà in maniera deformata, per poter sognare ad occhi aperti, una realta falsata come in quegli specchi deformanti.

Quando l’Europa occidentale ha fatto scoppiare le due ultime guerre mondiali, sembrava che nessuno le volesse, ma, appena si sono verificati i primi conflitti, subito quasi tutti hanno voluto prendervi parte, perché sappiamo bene che, in caso di vittoria, i vantaggi sono considerevoli.

La guerra fa parte del nostro DNA, nel senso che non ci viene istintivo fare di tutto per evitarla. Noi siamo figli di quel Carl von Clausewitz secondo cui “la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi”.

Forse pochi si ricordano che quando, nella seconda guerra irachena, gli americani adottarono la dottrina militare nota col nome di -shock and awe- (colpisci e terrorizza), si comportarono, più o meno, come i nazisti nelle loro battaglie,

I moderni Clausewitz oggi ritengono che i bombardamenti massicci devono imporre un livello travolgente di distruzione e di terrore in un lasso di tempo sufficientemente breve per paralizzare la volontà del nemico di proseguire una qualunque forma di resistenza.

E’ il -blitzkrieg- hitleriano, usato dagli USA, ma con l’aggiunta di armi molto più potenti e sofisticate, cui vanno aggiunte quelle dei mezzi di comunicazione di massa, utili a creare un clima di euforia per la potenza tecnologica e militare dispiegata. L’importante è non far vedere le immagini delle vittime civili.

Oggi, quando distruggiamo tutto, siamo convinti di poterlo ricostruire abbastanza facilmente, in tempi relativamente brevi, proprio in virtù dei mezzi che disponiamo, e non ci preoccupa granché il fatto che l’ambiente abbia subìto, a causa delle nostre azioni scriteriate, dei danni enormi e tante vittime civili innocenti

Nel nostro vocabolario pare non esist più  la parola irreparabile, anche perché non andiamo certo a chiederlo a chi vivendo a Hiroshima e Nagasaki, ha subìto bombardamenti atomici, o ai vietnamiti che hanno subito bombardamenti chimici, né ai serbi che hanno subito bombardamenti all’uranio impoverito; che peraltro ha fatto ammalare di cancro persino dei nostri soldsti e neppure agli iracheni che hanno subito bombardamenti al fosforo.

Che c’importa di sapere se la popolazione e l’ambiente bombardati hanno subito danni irreversibili, al punto che parte della popolazione non è più nemmeno in grado di riprodursi, essendo in parte divenuta sterile a causa degli effetti di queste moderne armi

Quando nel mondo antico e medievale si considerava la natura praticamente immutabile, in quanto l’uomo poteva modificarla solo parzialmente, in realtà si illudeva. Nel senso cioè che non si rendeva conto che anche delle piccole modifiche ripetute nel tempo, possono provocare sconvolgimenti inarrestabili, com’è successo con la formazione di pseu- deserti in seguito alle deforestazioni compiute.

Oggi l’illusione di poter riportare le cose a com’erano prima delle devastazioni è ancora più grande, proprio perché riteniamo la potenza della nostra tecnologia una realtà praticamente invincibile. Anche se in taluni casi pare la natura si sta ribellando

Se c’è una cosa che oggi non vogliamo assolutamente mettere in discussione è l’emancipazione che l’umanità ha compiuto nei confronti della religione e del suo dottrinalesimo, grazie alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche,

senza volerlo pare d’aver  trasformato la scienza in una nuova religione al servizio del sociale ma questo resta purtroppo discuttibile rispesto il mondo la terra in cui viviamo.

elab-gms

 

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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