Carlo Emilio Gadda:Un letterato atipico-

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” Il dirmi che una scarica di mitra è realtà mi va bene, certo; ma io chiedo al romanzo che dietro questi due ettogrammi di piombo ci sia una tensione tragica, una consecuzione operante, un mistero, forse le ragioni o le irragioni del fatto”.
Carlo Emilio Gadda nasce a Milano, in via Manzoni 5, il 14 novembre 1893, da una famiglia della media borghesia lombarda, caduta in gravi difficoltà a causa dei disastrosi investimenti economici del padre. Dopo la morte del padre avvenuta nel 1909, assieme alla madre provvede al mantenimento della famiglia a prezzo di gravi sacrifici.
Carlo Emilio Gadda nonostante la laurea in ingegneria elettrotecnica scopre di amare la letteratura a cui dedidica buona parte della sua vita, divenendo uno dei più noti e studiati letterati contemporanei.
Forse il suo divenire letterato è dovuto al suo modo di vedere il mondo, la vita, con grande distacco da ciò che veniva considerato “il normale operare ed esistere”.In quanto lui preferi un vivere solitario e distaccato da ciò che lo circondava probabilmente questo fu dovuto alle sue esperienze militari.
Infatti allo scoppio della prima guerra mondiale partecipò come volontario nella divisione degli alpini, prendendo parte a varie azioni di combattimento sull’Adamello e sulle alture vicentine, fatto prigioniero e deportato a Hannover, in Germania.
Dall’esperienza della guerra e della prigionia, dopo la rotta di Caporetto,contribuira a fondare il “Giornale di guerra e di prigionia”, pubblicato solamente nel 1955, con aggiunte nel 1965. Scritto come un diario e senza un preciso impianto letterario, l’opera è una denuncia forte e amara dell’incompetenza con cui era stata condotta la guerra e del degrado della vita dei prigionieri.
Per cui l’opera gaddiana riporta in differenti occasioni alcuni dei temi che diventeranno il fondamento di maggior parte dei sui scritti, dai quali emerge l’orrore della guerra e il disprezzo delle gerarchie.
Al rientro a Milano nel 1919, la notizia della morte del fratello aviatore, precipitato con il suo apparecchio durante un combattimento, lo getta in un stato di profonda depressione, da cui si riprende assai lentamente. Laureatosi in ingegneria elettrotecnica, lavora come ingegnere prima in Sardegna e in Lombardia, e poi tra il 1922 e il 1924 in Argentina.
Ritornato a Milano, si iscrive alla Facoltà di filosofia, ma non discuterà mai la tesi, e si mantiene insegnando matematica e fisica al liceo Parini.
Nel 1925 riprende l’attività di ingegnere; e nel 1926 inizia a collaborare alla rivista fiorentina «Solaria», pubblicandovi saggi e racconti. Tra il 1928 e il 1929, durante un lungo riposo dovuto a motivi di salute, elabora vari testi rimasti incompiuti. Nel 1931appare il suo primo libro La Madonna dei filosofi.
Nel 1931 intraprende a scrivere Un fulmine sul 220, una novella, divenuta racconto lungo, poi romanzo in cinque capitoli, e infine abbandonato quando, dalle carte accumulate inizierà a profilarsi il contorno robusto dei Disegni milanesi dell’Adalgisa. Il romanzo incompiuto verrà successivamente ricostruito per l’editore Garzanti da Dante Isella  sulle carte e i quaderni autografi di Gadda.
Nel 1936, in seguito alla morte della madre, vende la villa di Longone ed inizia a scrivere il romanzo “La cognizione del dolore”, che verrà pubblicato incompleto sulla rivista “Letteratura” tra il 1938 e il 1941, sarà solo nel 1963 che il romanzo ottiene il “Prix International de Littérature”.
Abbandonata definitivamente la professione di ingegnere, dal 1940 al 1950 vive a Firenze, dove si lega a scrittori e critici, come Bonsanti, Montale, Bo, Landolfi ed altri. Negli anni della guerra escono Le meraviglie d’Italia (1939), Gli anni (1943), e la raccolta L’Adalgisa (1944). Nel ’50 l’incarico di redattore dei programmi culturali della Rai viene a migliorare la sua disperata situazione economica.
Nel 1953 ottiene il premio Viareggio con Le novelle del Ducato in fiamme; inoltre, sempre nello stesso anno, l’editore Livio Garzanti lo persuade a portare a termine “Quel pasticciaccio brutto de via Merulana” (pubblicato sulla rivista “Letteratura” dal 1946 al 47, che uscirà ottenendo un vasto consenso di pubblico.
Negli anni successivi cresce notevolmente la sua fama. Diviene modello per gli scrittori della Neoavanguardia; e vengono pubblicate molte sue opere rare o inedite; la raccolta di saggi I viaggi e la morte (1958), Verso la certosa (1961), la raccolta di novelle Accoppiamenti giudiziosi (1963), Eros e Priapo (1967), La meccanica (1970), Novella seconda (1971). Ciò nonostante non muta il suo distaccato e traumatico rapporto con il mondo: Gadda continua a vivere nel suo doloroso e tormentato isolamento fino alla morte, che lo coglie a Roma il 21 maggio 1973.
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“La sala di basalte”
Per valli lontane la luna indugia nel settembre e nelle vette lontane gemmano i ghiacci sopra le valli alte luci sopra le ombre.
Allora i baci che non han fine ardono alle fanciulle e dissanguano la pallida bocca.
Quando indugia la luna per altre valli ed il popolo nero dei faggi mormora nella notte un’ombra cammina tra i giganti e l’ignoto sentiero si  smarrisce  sopra una duna.
E corrono sibili strani ed il vento li sperde per le foreste.
Allora tra i radi alberi si alzano immobili torri.
E le stelle s’oscurano e balzano perdute nelle tempeste.
Un’ombra passa sul ponte, si cela nel buio nella porta.
E l’angoscia ci riconduce sui vani sentieri delle memorie ma tutto tace intorno e tutto si oscura; come chi non torna, passava così
dentro le torri un’ombra.
Come tacquero tutte le voci?
Ed una forse ti allaccia fra cupi veleni in una strana terribile danza.
Come serpi si snodano le braccia e il gelo ti sale dalle reni entro la livida luce della stanza perduta, spegnendoti la dolce pallida faccia.
Un alito viene dalla gola di sasso e l’erba dondola sulla porta; l’alito dei viscidi mostri della terra che bevono alle vene d’una morta.
Quanta pena si serra nel manto ricamato d’una fanciulla!
Sulla brughiera il vento s’attarda poi si smarrisce sufolando nella foresta; è stanco e non s’ode più nulla.
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elab-gms-
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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