Un filosofo atipico….Baruch Spinoza

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Chi fu Baruch Spinoza nato ad Amsterdam nel 1632 da una famiglia di ebrei di origine portoghese, fuggiti dalle persecuzioni.

Frequentò la scuola ebraica e poi venne istruito da Francesco Van den  Enden ( un gesuita, medico, poeta e filosofo, annoverato tra i precursori dell’illuminismo )

Dopo aver ricevuto un’educazione religiosa ed essere entrato nella Compagnia di Gesù, ne fu allontanato poco più che trentenne per ragioni non del tutto chiare

Spinoza vive una vita modesta, essenziale, raccolta nella meditazione, tollerante, priva d’odio e di ricchezze, però il suo modo di vivere entrava in contrasto con la sua stessa comunità ebraica, che lo espellete.

Un fanatico tentò inoltre di pugnalarlo. In quel periodo in Europa c’era un forte contrasto tra gli ebrei sefarditi (provenienti da Spagna e Portogallo) e quelli ashkenaziti (da Germania e Polonia).

I primi erano ricchi e colti, i secondi poveri e ignoranti. Spinoza cominciò a descrivere Dio diversamente dalla Bibbia, cioè come una sostanza infinita ed eterna, indentificata con l’ordine razionale e necessario dell’universo.

Dopo la scomunica Spinoza lascia Amsterdam e si rifugia a Rijnsburg.

I concetti  filosofici

Opere: Egli visse quasi sempre appartato e lontano dalla vita pubblica, ma ciò non vuol dire che non ebbe rapporti con altri. Scambiò spesso le proprie idee con intellettuali e scienziati di tutta Europa.

Le sue opere furono Breve trattato su Dio, l’uomo e il suo bene“, “Trattato sull’emendazione dell’intelletto“,

L’etica dimostrata secondo l’ordine geometrico”, in cui emerge la sua idea di “essenza delle cose” come unica sostanza del mondo.

Interpreta il mondo come universo regolato da leggi necessarie ed unitarie. Altra importante opera è “Trattato teologico-politico” in cui critica ogni fanatismo religioso o di intolleranza, e tenta di affermare l’autonomia del governo contro l’ingerenza della Chiesa.

Il pensiero

Dio e la sostanza: La “sostanza” per Spinoza è autonoma, necessaria ed unitaria, un qualcosa di “incausato”, cioè un qualcosa il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa dal quale debba essere formata; deve soltanto a se stessa la propria esistenza dal momento che viene pensata.

Le sue caratteristiche fondamentali sono che è “increata” perché se fosse stata creata non sarebbe più “causa di se stessa”, “eterna”, perché altrimenti sarebbe vincolata dal tempo, “infinita”, cioè non limitata da fattori esterni, ed “indivisibile”.

Tale sostanza non può che essere Dio. Il suo Dio non è il dio biblico; non agisce come gli uomini, spinto da desideri a lui esterni, ma agisce solo secondo leggi proprie e del suo essere.

l’etica

Spinoza critica alla concezione secondo cui la realtà tende a un fine, in Spinoza è forte la critica verso il finalismo (pregiudizio) presente in molte religioni e filosofie. Egli ritiene che tale pregiudizio derivi dal fatto che gli uomini pensano sempre di agire secondo uno scopo, e che tutto il mondo sia stato creato da Dio per il loro bene.

Benché l’esperienza dimostri continuamente che disgrazie e fortuna colpiscono “empi” e “pii” allo stesso modo, gli uomini non smettono di credere che le calamità siano frutto di Dio, ed inoltre, secondo il filosofo, se si ammettesse che Dio agisce seguendo uno scopo, si andrebbe in contraddizione con la sua principale caratteristica: la perfezione.

Agire secondo uno scopo significherebbe infatti, per la “sostanza autosufficiente”, desiderare qualcosa di cui si è privi.

Per Spinoza quindi le teorie che postulano un finalismo dell’universo non rivelano la verità delle cose ma rispecchiano solo il bisogno umano di conferire un senso alla realtà.

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Gli uomini sono soliti formare idee universali tanto delle cose naturali, quanto di quelle artificiali, idee che considerano come modelli, ai quali credono che la natura (che stimano non faccia nulla senza un fine) guardi e si proponga anch’essa come modello. Quando, dunque, vedono che accade qualcosa in natura che non concorda con il modello che hanno concepito di tale cosa credono allora che la natura abbia fallito o peccato e abbia lasciato quella cosa imperfetta”

luce

elab-g.m.s.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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