La plutocrazia e il paese delle banane…

0
monopoliIl termine plutocrazia in greco,ha il significato di ricchezza, e potere, indica il predominio nella vita pubblica di individui o gruppi finanziari che, grazie all’ampia disponibilità di capitali, sono in grado d’influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi. ( vi consigliamo di vedere sul web il significato di Cleptocrazia giusto per un chiarimento)
La Plutocrazia ha acquisito col tempo una accezione di faziosità e di moralità contrapposte: Imputando ad alcune massonerie ed alcuni partiti la presunzione di controllare alcune aziende di utilità pubblica, nazionale o strategica per le loro finalità elettorali, o per controllare il mercato e l’occupazione, per cui esponenti politici, idealisti, ma con l’intento di impedire il formarsi di un capitalismo indipendente dalla loro politica e dalle istituzioni.
Un esempio di legge orientata alla determinazione ed istituzione della plutocrazia, in forma palese ed ufficiale costituzionalizzata è lo spoilt system: letteralmente “sistema-spogliazione” che consente a chi vince le elezioni di presidiare tutti gli ambiti istituzionali, della società civile e di mercato.
In Italia il sistema plutocratico si applica nelle relazioni tra Banca d’Italia e nel network delle Camere di Commercio, dell’Industria, dell’Artigianato e dell’Agricoltura (CCIAA)
Difatti la Banca Centrale d’Italia, a seguito dell’entrata della Repubblica Italiana nell’Unione Europea e l’istituzione della Banca Centrale Europea (BCE), ebbe diverse mutazioni, fino ad aprirsi a capitali privati ed ad aziende cosi dette plutocratiche, ossia banche italiane e società partecipate da istituti bancari privati italiani e nazionalisti. Per cui il controllore ( Banca Italia ) in realtà si trova ad agire secondo la volontà del controllato, ossia gli azionisti di riferimento le banche.
Nel caso inerente alla formazione del direttivo delle CCIAA c’è da far notare che detti rappresentati sono nominati dalle giunte regionali di pertinenza, previa consultazione con le massime associazioni di imprese ed imprenditori, in genere “apparentate” durante precedente campagna elettorale.
Altro caso di utilizzo e determinazione del sistema plutocratico lo si riscontra, in Italia, in seno al Cnel, l’organo avente funzioni anche di centro studi, volto a dar visibilità ed a promuovere l’economia di mercato e del lavoro, composto – difatti – da associazioni della società civile e rappresentanti l’imprenditoria accreditata.
In genere, nel linguaggio politico, il termine viene assimilato a quello di “partitocrazia”, ritenendo da parte di chi lo pronuncia, che a seguito dell’avvento del bipolarismo, prima, e del bipartitismo, dopo le due principali coalizioni si siano poste in modo autoreferenziali verso se stesse ed ognuna verso l’altra, in modo che questi partiti si possano spartire il potere economico e politico, controllare il mercato ed i mass-media.
Il termine, talvolta con qualche variante viene utilizzato dalla politica per distrarre l’opinione pubblica e scaricare le tensioni sociali come opera del “plutomassonismo”o “plutomassocomplottismo” ciò per rivendicare particolari condizioni durante la campagna elettorale ad esempio la “par condicio” oppure per denunciare brogli avvenuti a loro danno, o peggio la non applicazione di leggi referendarie.
Per meglio dire i termini “plutomassonico”o “plutomassocomplottistico” vengono utilizzati ad “usum delfinis”, per scaricare o per giustificare il proprio insucesso, se non per mascherare delle cialtronerie politico-economiche.
Il paese delle Banane
Kopach, un opinionista del portale indipendente Okno.mk, ha pubblicato un elenco intitolato “10 modi per gestire una repubblica delle banane” .
L’autore, il cui pseudonimo in macedone significa “scavatore”, scrive di essersi ispirato ai libri Anno 501, la conquista continua. L’epopea dell’imperialismo dal genocidio coloniale ai giorni nostri di Noam Chomsky, Homo Postcommunisticus di Mikloš Biro e al saggio di Umberto Eco il fascismo eterno, che ha poi impiegato per elaborare il suo elenco.
Passaggio 1: Falli apparire stupidi
Il primo e fondamentale presupposto per cominciare qualunque discussione riguardo a come controllare una repubblica delle banane è non smettere mai di far apparire stupidi i cittadini. Ci sono diverse maniere per farlo, ma in pratica tutto si riduce a trattare le persone come plebaglia incompetente, inerte e passiva, fino a che non diventa davvero una folla passiva e inerte, interessata solo della propria pancia. Dovete mettere la massa in un angolo e insegnarle che è quello il suo posto, e che deve anche piacergli, perché è così che si può liberare da qualsiasi responsabilità sociale.
Passaggio 2: Scegli il capo
La storia ci insegna che perfino i Cosacchi sceglievano il loro capo con elezioni democratiche: gli anziani sceglievano un leader chiamato Atamano, durante una sessione plenaria (non sembra un film di Hollywood?). Questa legittimazione democratica non impediva all’Atamano, durante il suo regno, di esercitare il proprio diritto di tagliare le teste dei membri della propria tribù che secondo lui se lo meritavano. Allo stesso modo, in una repubblica delle banane, tutto deve ruotare attorno al capo, o ai capi, perchè è impossibile mettere tutti nella stessa tribù politica. Il leader si pone al di sopra degli altri e pretende soggezione.
Passaggio 3: Distruggi l’autostima
La massa non deve avere fiducia o rispetto in sé stessa, né possibilità di auto-realizzazione. In poche parole, le persone non devono essere capaci di far niente, da sole. Lavorare a un’iniziativa personale potrebbe portare a capire che si può raggiungere un obiettivo senza bisogno di un capo, e a rendersi conto delle proprie abilità. La massa non deve sviluppare quel rispetto di se che potrebbe condurlo alla consapevolezza di poter decidere del proprio futuro attraverso un lavoro onesto. Tutto, letteralmente tutto, deve essere dato o delegato alle masse, dall’alto: lavoro, premi, tangenti, permessi, concessioni, offerte e lauree. Non ci devono essere eccezioni nella distribuzione dei benefici nella società, nulla va ottenuto sulla base del merito o di procedure eque per tutti, dunque al di fuori del giudizio o del controllo personale dei capi.
Passaggio 4: Dagli le caramelle
Parte della strategia per dirigere una repubblica delle banane consiste nel riferirsi alle masse con appellativi come “gentiluomini” (o fratelli, sorelle, compagni …) e allo stesso tempo chiuderli in un recinto ogni qualvolta volete. Per ottenere obbedienza e affetto, si può usare lo stesso approccio del fantino che da uno zuccherino al cavallo. Dopo di che, non ci saranno domande circa l’effettiva abilità di cavalcare o di conduzione.
Passaggio 5: Dividili
Il presupposto basilare per controllare una repubblica delle banane è dividere la massa e indebolirla mettendo gli uni contro gli altri. Un altro importante beneficio di questa strategia è il monopolio della sua attenzione. Se create in modo conscio e pianificato problemi nel paese, conquistate diversi vantaggi:
potete far passare in secondo piano il problema più grande, che richiede lo sforzo più imponente per essere risolto, potete dettare l’agenda politica e ciò su cui gli altri devono pensare e discutere, potete risolvere i problemi che create nella maniera che più vi aggrada se create un problema e poi vi allontanate dalla questione, sembrerà che abbiate contribuito in una qualche misura, mentre in realtà avete solo conservato lo status quo e guadagnato tempo per fare qualcosa di molto più importante per voi.
Passaggio 6: Imponi imprese grandiose
Nel passato, le imprese grandiose dei faraoni avevano lo scopo di assicurare eternità e lasciare una traccia permanente dei capi nella memoria collettiva. Sebbene non si dovrebbe sottovalutare la volontà di plasmare la storia con un’impronta personale, una dimensione importante delle opere grandiose (cantieri, palazzi, campagne, eventi, costruzioni, ecc.) oggi sta aumentando il flusso di mezzi, soldi e altre risorse, cosa che crea svariate opportunità di allocarle e distribuirle nella maniera che vi sembra più appropriata. La sempre maggior quantità di risorse rende più facile indirizzarle dove si desidera. Tra le altre cose, questo dinamismo monetario vi permetterà di valutare dove, a chi e quanto dare, legando i beneficiari a voi.
Due processi paralleli si sviluppano qui:la possibilità di acquisire una parte dei fondi la corruzione “legale” e il reclutamento di sostenitori.
Passaggio 7: Diffondi la paura in dosi misurate
Per infondere soggezione nella massa, dovete iniettarle gradualmente dosi controllate di paura. Potete farlo attraverso una selettiva presentazione e diffusione di scenari ed eventi spaventosi. Il metodo più frequentemente usato è mostrare che fine fanno i vostri avversari e coloro che la pensano diversamente. Un modo ancor più subdolo è l’uso eccessivo della forza quando avete a che fare con oppositori deboli, criminali o sospettati. Dimostrare forza sui più piccoli permette di conquistare riverenza, mista a sottomissione inconscia e passività.
Passaggio 8: Imponi l’irrazionalità
Il termine più diffuso per definirlo è farli impazzire. Radicare l’irrazionalità nella vità pubblica serve ad allontanare quella razionalità che dovrebbe servire a rendere più chiara la realtà. Più i cittadini sono spinti all’irrazionalità, agli affetti, all’atavismo, agli istinti, alle passioni, più è facile per voi, e difficile per loro, trovare le soluzioni appropriate, distinguere il reale dalla finzione, l’esistente dall’immaginato, la verità dalla menzogna. Portate le persone alla pazzia con la semplice rappresentazione di atti illogici che vanno contro la ragione e i giudizi logici e realistici. Quando l’irrazionalità diventa la norma invece che l’eccezione, il gioco chiamato manipolazione può iniziare.
Passaggio 9: Individua e dai un nome ai nemici
Per mantenere la vostra posizione di capo intoccabile e innegabile dovete plasmare la paura secondo forme diverse e diffonderla in vari luogi. Uno dei modi per farlo è definire chiaramente e direttamente “nemici”, “traditori”, “avversari”, coloro che minacciano incredibili cambiamenti radicali, comportamenti o azioni che possono mettere a soqquadro il vostro mondo e che sporcano qualcosa per voi caro e sacro. Per diventare un super eroe avete bisogno di un antagonista: per ogni Batman c’è un Joker, per ogni Superman c’è un Lex Luthor, per ogni Martin Mystère c’è un Uomo in nero non alla Will Smith, e così via. A questo aggiungete un clima forzato e diffuso di cospirazione e angoscia attraverso la “somministrazione della paura in dosi misurate” (fase 7), rendendovi così i salvatori dei nemici precedentemente additati.
Passaggio 10: Incentiva il ritorno ai rituali
I rituali restano una delle pratiche più potenti per la diffusione spontanea del potere dalll’alto. Durante il periodo della Ex-Yugoslavia,precedentemente dal nazi-fascismo e dallo stalinismo, questi attegiamenti si perfezionarono  perfezionarono attraverso raduni, opere di lavoro giovanile, staffette della gioventù, parate e cose del genere. Ci sono molti modi per far passare questo in società pluralistiche: dalla politicizzazione dei rituali religiosi,vedassi lo scautismo le opere benevolenti, alla politicizzazione degli eventi sportivi, e via di seguito lungo questa falsariga.

-elab-g.m.s.immagini dal web
G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: