Breve storia di Ortona la città di Tommaso

0

Ortona la città di Tommaso

ortonaÈ incerta la data di fondazione della città, nota in età antica come Epineion; le prime informazioni risalgono a quei popoli italici, probabilmente frentani, che abitarono la fascia di Abruzzo adriatico compresa tra Ortona, Lanciano e Vasto. Ortona costituiva, quindi, il porto dell’area frentana.

Un’altra ipotesi è che la città sia stata fondata da pirati illirici provenienti dalla Dalmazia. Sulla città Italica fu costruita la città Romana della quale permangono alcuni tracciati stradali, porzioni di recinto dell’urbe e della quale sono stati rinvenuti diversi reperti.

Caduto l’impero romano la città passò sotto la dominazione bizantina durante la quale diventò sia punto strategico della guerra contro i Longobardi che controllavano l’entroterra, sia luogo per lo scambio di merci tra questi. Nell’anno 803 fu conquistata dai Franchi e annessa alla contea di Chieti.

In seguito alla conquista Normanna del 1075 la città venne annessa al Regno di Napoli. Nel 1258 vennero portate ad Ortona le ossa dell’Apostolo Tommaso, provenienti dall’isola greca di Chio, nell’Egeo, dal navigante ortonese Leone Acciaiuoli, di ritorno da una spedizione navale ortonese in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi.

Nella prima metà del XV secolo venne costruita la cinta muraria ancora visibile in parte, ad opera del condottiero Giacomo Caldora. Durante il XV secolo la città ha vissuto una stagione di lotte con la vicina città di Lanciano, terminata nel 1427 con un lodo pacificatore.

Il 30 giugno 1447, a causa delle rivalità tra Alfonso d’Aragona e la Repubblica di Venezia, Ortona fu invasa dai veneziani che distrussero porto, magazzini e arsenale navale senza però riuscire a penetrare nella cinta muraria. A questo periodo risale quindi la costruzione del castello aragonese, in parte franato e in parte distrutto dalle guerre, ma recentemente restaurato.

Il progetto del castello aragonese è attribuibile a Francesco di Giorgio Martini che nello stesso periodo ho operato nel vicino Montefeltro. I rapporti con Venezia furono altalenanti, essendo Ortona a volte vicina a questa, a volte preferendo stabilire rapporti con la Repubblica di Ragusa, oggi Dubrovnik in Croazia.

Nel 1582 la città venne acquistata da Margherita d’Austria, figlia di Carlo V, duchessa di Parma e Piacenza. La stessa Margherita decide nel 1584 di costruire un grande palazzo ducale su disegno di Giacomo Della Porta (Palazzo Farnese), mai completato a causa della sua morte.

Dal 1829 al 1854 ci furono timide iniziative antiborboniche grazie ad un gruppo di carbonari. Nel 1848 fu eletto al Parlamento Napoletano il canonico, di idee liberali, Domenico Pugliesi. Il 9 settembre 1860 il Decurionato (Consiglio Comunale) di Ortona delibera l’adesione al Regno d’Italia, o meglio al Governo dittatoriale di Garibaldi, prima della battaglia di Castelfidardo (18 settembre) e di quella del Volturno (1-2 ottobre).

Tuttavia, come in tutto il resto dell’Abruzzo e in quasi tutto il Regno delle Due Sicilie, ci fu avversione e insurrezione contro il nuovo governo sabaudo-piemontese e questa rimase viva fino al 1863, anche se poi i sabaudi chiameranno questa avversione col nome dispregiativo di brigantaggio.

Attraversato il periodo fascista la città diventa terreno di aspri scontri durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia, dopo aver pernottato nel castello ducale di Crecchio, lascia dal porto di Ortona l’Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi e cosi completare la fuga.

Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l’altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola. Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese è costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l’esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente Ortona per circa 6 mesi.

La città praticamente rasa al suolo, venne definita da Winston Churchill come “Piccola Stalingrado” per via del fatto che, similmente alla città russa, la battaglia si prolungò lungamente nel corpo della città.

Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassarono la linea Gustav sul versante tirrenico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d’oro al valor civile

ges063-Francisco-Ordaz-Incrredulita-di-san-tommasoForse non tutti sanno che a Ortona si trovano i resti o meglio le reliquie di San Tommaso l’Apostolo

Noto principalmente per essere il protagonista di un brano del Vangelo secondo Giovanni in cui prima dubitò della risurrezione di Gesù e poi lo riconobbe. Secondo la tradizione, predicò al di fuori dell’Impero romano..

Tommaso compare in alcuni brani del Vangelo secondo Giovanni. Il quale cita, subito dopo la morte di Lazzaro, i discepoli si oppongono alla decisione di Gesù di tornare in Giudea, dove gli Ebrei avevano precedentemente tentato di lapidarlo, ma questi è determinato, e Tommaso dice: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Tommaso prende la parola anche durante l’ultima cena, Gesù assicura i discepoli che sanno cosa sta per fare, ma Tommaso protesta dicendo che non ne sanno niente, al che Gesù risponde a lui e a Filippo esponendo nel dettaglio i suoi rapporti con il Padre.

L’episodio maggiormente noto del Nuovo Testamento che coinvolge Tommaso è quello contenuto in Giovanni 20,24-29 e noto come “l’incredulità di Tommaso”. Tommaso dubita della risurrezione di Gesù e chiede di toccarne le ferite; dopo l’apparizione di Gesù, che lo invita a mettere il dito nelle ferite, Tommaso esclama «Mio Signore e mio Dio!».

Secondo un’antica tradizione, Tommaso si recò ad evangelizzare prima la Siria e la Persia (come raccontato da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica, che riferisce notizie tratte da Origene), e poi si spinse fino all’India occidentale

La tradizione vuole che Tommaso fu martirizzato su una collina nei pressi dell’attuale Chennai, nel Tamil Nadu, nell’anno 72. Sul luogo, i Portoghesi eressero nel Cinquecento una basilica dedicato al santo, oggi meta di pellegrinaggio per i cattolici dell’India.

Nel 1258 le ossa di Tommaso, provenienti dall’Isola di Chio, nell’Egeo, furono portate ad Ortona dal navigante ortonese Leone Acciaiuoli, reduce da una spedizione navale in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi. Queste ossa si trovano nella basilica di San Tommaso, ad Ortona.

Nella Chiesa cattolica, san Tommaso è festeggiato il 3 luglio a ricordo della traslazione dei resti mortali ad Edessa avvenuta nel VI secolo, come precisa il messale romano e ad Ortona, dove vengono conservate le ossa dell’Apostolo, nella prima Domenica di Maggio. È patrono degli architetti e nei quadri è rappresentato con la lancia del martirio, con la squadra e altri strumenti dell’architetto, mentre predica agli Indiani, o mentre riceve la cintura della Vergine. È patrono di architetti e dei muratori.

Ma per aver voluto vedere le prove prima di credere, è anche patrono dei giudici.

elab da g.m.s.

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: