Nostradamus: chi era veramente?

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Una profezia non è mai una cosa certa e nella migliore
delle ipotesi non è che una finestra aperta su problematiche dell’avenire
  L’avvenire daltra parte appartiene solo a noi e al nostro atteggiamento che può mutare
le nostre scelte i comportamenti e quindi il tutto diviene imputabile al nostro destino.
Una “vera profezia” è generalmente incomprensibile ai più prima della sua
realizzazione e spesso confonde lo stesso profeta perché si può realizzare in un
contesto diverso da ciò è stato predetto o che si può immaginare.(gms)

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Nostradamus, al secolo Michel de Nostredame (Saint-Rémy-de-Provence, nasce il 21 dicembre 1503 – muore a Salon-de-Provence, 2 luglio 1566), è stato un astrologo, scrittore, farmacista e speziale

È considerato da molti, assieme a san Malachia, come uno tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della storia. È famoso principalmente per il suo libro Le Profezie, che consiste di quartine in rima, raccolte in gruppi di cento, nel libro Centuries et prophéties (1555).

I sostenitori dell’attendibilità di queste profezie attribuiscono a Nostradamus la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo, tra cui la rivoluzione francese, la bomba atomica, l’ascesa al potere di Adolf Hitler e gli attentati dell’11 settembre 2001. Nessuno ha tuttavia mai dimostrato di poter ricavare dalle quartine di Nostradamus dati attendibili per la previsione del futuro.

Si rileva infatti che queste predizioni altro non sono che esempi di chiaroveggenza retroattiva. In altri termini, le quartine sono scritte in un modo così ambiguo che chiunque, a posteriori, può leggere o interpretare in esse ciò che meglio crede. «Nostradamus non ha mai veramente previsto alcun evento futuro. Infatti le uniche tre volte in cui ha indicato una data precisa per le sue profezie si è clamorosamente sbagliato: in una prevedeva nel 1792 il culminare di una lunga e selvaggia persecuzione religiosa che non c’è mai stata, in un’altra la totale distruzione della specie umana per il 1732 e nella terza la fine del mondo per il 1999».

“E gli uomini che verranno dopo di me conosceranno la verità di ciò che dico, perché avranno visto che infallibilmente si realizzeranno vari avvenimenti predetti da me.

Sapranno anche quelli che rimangono da compiersi, perché li ho indicati con chiarezza.

Allora le intelligenze comprenderanno sotto il cielo: ma solo quando arriva il tempo in cui l’ignoranza si dissipa, il senso delle mie predizioni sarà sempre più chiaro.”

le profezie

Nostradamus affermò di basare le proprie profezie sull’astrologia ma fu aspramente criticato da altri astrologi dell’epoca, come Laurens Videl, per l’incompetenza e le tesi relative all’oroscopo comparativo (cioè la comparazione della configurazione futura dei pianeti con quella che era presente durante eventi del passato).

Copia di una traduzione inglese di Garencières del 1672, conservata alla Nixon Medical History Library della University of Texas Health Science Center at San Antonio

Recenti ricerche suggeriscono che gran parte del suo lavoro profetico non è altro che la parafrasi di elementi escatologici principalmente derivati dalla Bibbia, integrati da eventi storici e da antologie riportanti presagi, il tutto mescolato dall’oroscopo comparativo.

Per questo le molte predizioni coinvolgono antiche figure come Lucio Cornelio Silla, Nerone, Gaio Mario e altri, così come descrizioni di battaglie tra le nuvole e rane che cadono dal cielo. L’astrologia in sé è menzionata solo due volte nella prefazione e 41 volte nelle centurie. Nell’ultima quartina della sesta centuria egli esplicitamente attacca gli astrologi.

Le fonti storiche da cui ha attinto sono facilmente identificabili in Tito Livio, Svetonio, Plutarco e altri autori classici, così come ha attinto da cronisti medievali come Goffredo di Villehardouin e Jean Froissart. Gran parte delle citazioni astrologiche sono prese parola per parola da Livre de l’estat et mutations des temps di Richard Roussat.

Una delle maggiori fonti per le profezie fu il Mirabilis liber del 1522, un testo anonimo che contiene una larga raccolta di profezie derivate dall’ Apocalisse di Pseudo-Methodius, dalla “sibilla tiburtina”, da Savonarola e da Gioacchino da Fiore e altri.

Questo testo ebbe molto successo negli anni che seguirono la sua pubblicazione e venne edito in circa sei edizioni, ma tale successo non perdurò nel tempo plausibilmente perché era scritto in latino con caratteri gotici e abbreviazioni difficili da capire. Nostradamus fu uno dei primi a rielaborare queste profezie in lingua francese, il che spiega perché la paternità di tali predizioni fu attribuita proprio a lui.

Nostradamus attinse altro materiale dal De honesta disciplina del 1504 di Pietro Baldi del Riccio,che a sua volta includeva estratti dal De daemonibus di Michele Psello e dal De Mysteriis Aegyptiorum, un libro sulla magia di Giamblico.

Solo nel XVII secolo la gente cominciò a prendere in considerazione il ruolo che le fonti, principalmente classiche, ebbero per Nostradamus.

Nostradamus rigettò sempre l’etichetta di “profeta”, sebbene lo stesso titolo del libro contrasti con questo

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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