video:una guerra per interessi geo-economici-strage di innocenti una vergogna umanitaria

0

La crisi siriana è una guerra civile scoppiata inel 2011 tra le forze governative e quelle dell’opposizione, e che viene inserita nel contesto più ampio della primavera araba.
Il conflitto è iniziato il 15 marzo 2011 con le prime dimostrazioni pubbliche, si è sviluppato in rivolte su scala nazionale, per poi divenire guerra civile nel 2012 ed è ancora in corso.

Le iniziali proteste hanno l’obiettivo di spingere alle dimissioni il presidente Baššār al-Asad ed eliminare la struttura istituzionale del Partito Ba’th.

Con la radicalizzarsi degli scontri si aggiunge con sempre maggiore forza una componente estremista di stampo salafita che, anche grazie agli aiuti di alcune nazioni sunnite del Golfo Persico

Tali gruppi fondamentalisti hanno come principale obiettivo l’instaurazione della Shari’a in Siria e non solo.

A causa della posizione strategica della Siria, i suoi legami internazionali e del perdurare della guerra civile, la crisi ha coinvolto i paesi confinanti e l’intera comunità internazionale.

Gli organi dirigenti del Partito Ba’th e lo stesso presidente appartengono alla comunità religiosa alawita, una branca dello sciismo che è tuttavia minoritaria in Siria.

Per questo motivo, le nazioni a maggioranza sciita sono intervenute a protezione del governo siriano. Sia l’Iran che l’Iraq cercano di mantenere un governo alleato che permette di creare una macroregione che arrivi fino al Libano. Sia combattenti iracheni che iraniani sono presenti a fianco dell’esercito regolare.

Il fronte dei ribelli è invece stato sostenuto dalla Turchia e soprattutto dai Paesi sunniti del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar che mirano a contrastare la presenza sciita in Medio Oriente

In ambito ONU si è verificata una profonda spaccatura tra Stati Uniti, Francia e Regno Unito che hanno espresso sostegno ai ribelli

Cina,Russia e Iran che invece sostengono il governo siriano sia in ambito diplomatico che militare

La delicata composizione etnica siriana si è fortemente riflessa negli schieramenti in campo. Sebbene le prime manifestazioni antigovernative avessero uno spirito “laico” e avessero coinvolto tutte le principali città del paese, incluse quelle a maggioranza alawita Parte della popolazione sunnita continua a sostenere il governo.

Sono sunniti alcuni membri del governo e buona parte dell’esercito, Le stragi perpetrate dalle componenti fondamentaliste dei ribelli nei confronti delle minoranze religiose in Siria hanno portato le Nazioni Unite a definire la guerra civile come un “conflitto di natura settaria”Ma ai Paesi; che hanno fomentato la guerra civile, poco importa chi vive e chi muore interessa solo gli affari legati al petrolio.

La situazione in Siria «resta grave». Il nunzio apostolico a Damasco monsignor Mario Zenari parla a in Blu Radio, il network della radio cattoliche italiane, e racconta di «una vera strage degli innocenti». Nel Paese, riferisce, «su 300mila morti oltre 10mila sono bambini, senza parlare di quei piccoli che muoiono annegati o rimangono sotto le macerie dopo un bombardamento. Deve cessare questa strage – è il monito -. Quelli che soffrono di più sono i bambini e le donne»

( Ma a vari Paesi Arabo-islamici  compreso alcuni Occidentali poco importa chi vive e chi muore….loro vivono nelle loro case dorate i loro figli hanno tutto e le loro signore si gingillano alla moda- possibile mai che i loro potenti padri non si vergognino per questo dramma umanitario che hanno scatenato per arrichirsi ancor più….gms)

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: