si sta veramente preparando una terza guerra mondiale???

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Una Nuova guerra fredda: che speriamo non diventi calda… e la NATO non diventi uno strumento combattente degli USA

Che da alcuni anni sia in atto una nuova guerra fredda tra gli Stati Uniti e la Russia, ed i rispettivi alleati più o meno fedeli, è cosa nota di cui si è già ampiamente trattato.
La novità è che questa guerra fredda si sta “riscaldando”, nel senso che negli ultimi mesi c’è stata una accelerazione di eventi bellici effettivi, con altrettanti danni collaterali, nei fronti più esposti all’attrito delle due diverse alleanze: il confine tra Ucraina e Russia, il Caucaso e il Medio Oriente, dove si sta giocando una partita molto complessa, nella quale gli Stati Uniti si trovano in una posizione di scacco, dal momento che ogni tipo di intervento finirebbe per danneggiare un alleato .Per cui sta in certo qualmodo facendo interagire la Nato

Un’analisi su due Paesi avamposti Nato: Turchia e Romania

Nei contrasti crescenti tra Russia e Nato ruoli chiave, seppur diversi tra loro, vengono giocati oggi da Turchia e Romania.

La Nato aiuterà la Turchia se è necessario. La dichiarazione del Segretario generale dell’Alleanza Nord Atlantica, Jens Stoltenberg, è arrivata all’indomani del duplice attentato di Ankara.

La NATO inoltre ha sottolineato che la Turchia è senza dubbio il paese membro che più sta subendo la crisi Mediorientale ma ha invitato Ankara a rispondere in modo “proporzionato” agli attacchi terroristici.

Già l’8 ottobre scorso, da Bruxelles, prima della riunione del Consiglio dei ministri della Difesa della Nato sul tema della Siria, il segretario generale Stoltenberg aveva assicurato che l’Alleanza era pronta ad inviare truppe in Turchia per aiutare il proprio alleato a difendere il fianco meridionale.

L’annuncio era arrivato dopo che aerei russi avevano violato lo spazio aereo turco e quindi anche della Nato. Per Stoltenberg gli attacchi aerei e con i missili da crociera della Russia su territorio siriano rappresentano infatti “motivi di preoccupazione”.

Già nel luglio scorso la Turchia aveva richiesto una riunione d’urgenza degli ambasciatori dei 28 stati membri dell’Alleanza, per consultazioni legate alle tensioni che Ankara aveva con i ribelli curdi e con gli jihadisti dello Stato Islamico. In quell’occasione Ankara aveva portato a casa sostegno politico ma non militare. In quei giorni le autorità turche avevano poi bombardato posizioni siriane degli jihadisti, considerati all’origine dell’attentato suicida che aveva causato 32 morti a Suruç, città nel sud-est della Turchia al confine con la Siria.

Gia dal 2013 la Nato ha posizionato nel sud-est della Turchia batterie di missili tipo Patriot per contribuire alla difesa antiaerea del paese.

USA-Nato-Russia

E’ nel contesto delle sempre più tese relazioni tra Russia e Nato che i ministri della Difesa dei paesi membri di quest’ultima hanno recentemente deciso di raddoppiare, da 20.000 a 40.000 le forze di Intervento rapido (Spearhead Force), per contrastare la crescete crisi ai confini sud e est dell’Alleanza.

Inoltre è stata prevista la creazione di due centri di comando aggiuntivi in Slovacchia e Ungheria – per la necessità di favorire il dispiegamento delle forze della NATO nella regione e coordinare le esercitazioni – oltre a quelli già presenti in Romania, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Bulgaria. Inoltre la Gran Bretagna ha annunciato che mobiliterà 150 militari nei paesi baltici per contrastare l’aggressività russa contro l’Ucraina e per offrire sostegno ai paesi est-europei membri NATO .

Bucarest in prima linea

In questa nuova guerra fredda scoppiata a seguito dell’intervento russo in Crimea e Ucraina e, ultimamente, nell’intervento in Siria, la Romania gioca un ruolo cruciale.

Il 31 agosto scorso è stato inaugurato a Bucarest un nuovo centro della NATO, la “Divisione Multinazionale del sud-est della Nato”. E’ da qui che oltre 280 militari dei paesi membri o alleati dell’Alleanza coordineranno eventuali situazioni di crisi. Il comando sarà parzialmente operativo dall’anno prossimo, mentre dal 2018 lavorerà a piene capacità.

La stampa di Bucarest ha sottolineato in questi giorni che la Divisione Multinazionale è la seconda struttura Nato costituita in poco tempo su territorio romeno. Due mesi fa è stato infatti inaugurato il Centro Nato per l’integrazione delle forze, con sede sempre nella capitale romena. Mentre a Oradea, a 600 km dalla capitale Bucarest si trova da cinque anni il Centro di eccellenza della Nato in campo dei servizi informativi, uno dei più grandi centri della NATO nell’ambito dell’istruzione di spie militari e che ha già “formato oltre 600 specialisti in informazioni”, secondo un comunicato rilasciato dal ministero romeno della Difesa.

Nel fronte mediorientale gli Stati Uniti devono districarsi in una situazione molto complessa.
I suoi tre alleati storici, e cioè Israele, Turchia e Arabia Saudita, portano avanti una strategia geopolitica volta al contenimento dell’asse degli alleati dell’Iran (e quindi anche della Russia) e cioè i palestinesi di Hamas, gli Hezbollah libanesi, la Siria e il governo sciita dell’Iraq. Ed è proprio tra la Siria e l’Iraq che si annida la più grande insidia, in quanto l’Isis, lo stato terroristico dei ribelli islamici sunniti che si richiamano ad Al Qaeda, agisce contro il governo siriano e quello iracheno in modo tale da contenere le mire egemoniche dell’Iran.

Il problema per gli Stati Uniti è che sia l’Isis che l’Iran, i rivali di questo scontro, sono entrambi nemici dichiarati degli Usa, che quindi non sanno letteralmente da che parte stare. Si ripete un po’ quello che era accaduto ai tempi di Bin Laden prima dell’11 settembre, quando il regime dei talebani era tollerato dagli Stati Uniti in funzione anti-russa e anti-iraniana.

In conclusione, la differenza tra l’attuale crisi geopolitica e le precedenti sta nel fatto che i due focolai di guerra, e cioè il confine russo e il medio oriente, sono diventati incandescenti in un momento in cui le rivalità tra gruppi egemonici filo-statunitensi e filo-russi si stanno manifestano con crescente estensione in un modo paradossale, che impedisce agli Stati Uniti qualunque tipo di intervento per ristabilire una parvenza di egemonia o quantomeno di ordine.
Venendo meno il ruolo di “gendarme del mondo” che gli Usa hanno svolto dalla fine della prima guerra fredda fino a pochi anni fa, le guerre civili e terroristiche hanno rialzato il capo e stanno attizzando un fuoco che potrebbe diventare sempre più difficile da tenere a bada.

Inoltre nei giorni scorsi la Russia ha minacciato Romania e USA, affinché rinuncino al sistema antimissile “prima che sia troppo tardi”. La Russia ritiene che le strutture antimissile che saranno installate a Deveselu, sud della Romania, “sono violazioni del Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (INF). Il ministero degli Esteri romeno ha subito definito “infondate” le accuse russe.

Cosa potrà accadere in un prosimo futuro non è dato sapere quel che è certo che la politica ormai sempre più viene governata dai cosi detti “signori della guerra” e gli USA e i ssuoi alleati ormai poco contano in un confronto Russo Cinese e questo anche dal punto economico. l’Europa sta nel mezzo con il suo contingente militare NATO che vive una situazione abbastanza confusa dato la diversita di armamenti oltre la crisi economica. come dicono i francesi “Il est avec de l’argent que vous gagnez le guerres” ma  L’ Europa o meglio l’UE  sarà disposta a sostenere e finanziare una guerra???

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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