Spionaggio-la pratica per ottenere dei vantaggi-politico-economici-militari

0

Lo spionaggio è la pratica di ottenere segretamente dei vantaggi o certezze per la propria sicurezza o vantaggio, in buona sostanza spiare serve per ottenere vantaggi militari, politici o economici.

La definizione è stata ristretta allo spionaggio di Stato nei riguardi di nemici accertati, o anche potenziali, lo spionaggio storicamente rivolto principalmente a scopi militari, oggi si estende anche alla sfera economica, spionaggio tra imprese e spionaggio industriale.
Molte nazioni spiano costantemente i propri nemici e i propri alleati, anche se mantengono una politica di parvenza priva di commenti al riguardo dello spiato. Il Black’s Law Dictionary del 1990 definisce lo spionaggio come ottenere, trasmettere o prendere informazioni relative alla difesa ed alla sicurezza nazionale.
La spia è un agente incaricato di ottenere tutta una serie di segreti o anche tutta una serie di informazione di tipo industriale e relazioni commerciali tra gli Stati.
Mentre l’agente di “intelligence” si intende un appartenente alle forze armate, ossia un agente di una agenzia di spionaggio anche civile specificatamente appartenente o controllati da organi di Stato, specializzati nell’ottenere, mettere insieme, e analizzare informazioni in favore del Governo o di altra organizzazione Statale o Parastatale.
Fanno parte dello spionaggi agenti che non solo ed unicamente raccolgono, elaborano, comunicano informazioni, esiste tutta una categoria di spie che adottano tecniche operative di sabotaggio, arrivando persino a lanciare campagne di disinformazione, o di infiltrazione in gruppi di manifestanti al fine di forzare il malcontento e farlo scoppiare in disordine sociale, vi sono poi i casi estremi come l’omicidio mirato, o indotto, causato talvolta eseguito su manifestanti per dare risalto a opposizioni politiche o di un Governo, a parte la ovvia possibilità di commettere furti talvolta mascherati da rapine, ed infine rapimenti, capitolo a parte è poi quello del ricatto sia dovuto a informazioni assunte, dovute a debolezze dell’individuo ricatabile, ma il più delle volte causato appositamente da situazioni studiate. La casistica delle operazioni di spionaggio e infinta e spesso sfiora il fantastico.
La Convenzione dell’Aia definisce le condizioni che devono verificarsi perché un dato individuo possa essere riconosciuto come spia e stabilisce che esso, anche se colto in flagrante, non può essere condannato senza regolare processo.
La gran parte dello spionaggio tra Stati condotto sul campo è affidato a funzionari solitamente distaccati in una ambasciata e nominalmente inseriti nell’organigramma dell’ambasciata stessa nei ruoli più diversi. In questo modo essi possono beneficiare dello status diplomatico se, nel corso dello svolgimento di attività illegali, dovessero essere colti in flagrante.
Di questi, alcuni sono agenti dichiarati, cioè non fanno nulla per nascondere il loro vero compito. gli agenti del contro-spionaggio avversari lo sanno bene e lo accettano sebbene tutti fingano di ignorarlo fino a che non si commette un passo falso. mentre per altre particolari situazioni pur sempre facenti capo all’ambasciata la spia è disconosciuta.
In ogni caso gli agenti operanti in territorio ostile o al servizio di “un’altra bandiera”cercherà di celare la sua reale identità fingendo di occuparsi di altro,quale ad esempio: rappresentante di commercio, della cultura, addetto stampa, tecnico industriale, ricercatore o assistente archeologico, turista, perseguitato politico ecc.ecc., in questo modo, finché non sono individuati, possono agire con maggiore libertà inserendosi nel tessuto sociale del Paese spiato oltre a poter contare su informatori ignari o prezzolati.
Una spia che agisce al di fuori della copertura diplomatica non può fruire ovviamente della Convenzione di Ginevra, se un diplomatico è scoperto a commettere un reato, infatti, è dichiarato persona non grata dallo Stato ospitante ed espulso. Seguendo regole non scritte, ma accettate da tutti, il suo Paese ne protesterà l’innocenza nonostante tutto e per ritorsione espellerà a sua volta un diplomatico della parte avversa residente nel suo territorio per salvaguardare la sua immagine e la questione terminerà prima di scalare ad un livello più alto.
Questo è in teoria ufficialmente il compito o meglio la figura della spia e dello spionaggio, ma purtroppo il lavoro dello spionaggio spesso è ben più sporco e fuori da ogni schema di interesse per garantire la sicurezza del proprio Stato o dei cittadini da minacce sopra tutto esterne e tal volta anche interne. O per introdursi in forma privilegiata economicamente nella gestione del Paese spiato, o dando supporto militare garantendo cosi un alleanza totale che si trasforma sempre più spesso in dipendenza neocoloniale, per questo rientrante poi nel “gioco” delle alleanze.
Alcuni esempi o meglio storie eclatanti e documentabili di lavoro sporco dello spionaggio per la tutela di interessi ritenuti economicamente strategici, mascherati da desiderio di ripristino di una democrazia:(vedi Libia-Irak-Yemen-Siria ecc)
 Negli ultimi venticinque anni, l’Afghanistan è stato teatro di operazioni segrete e azioni d’intelligence che hanno scosso in modo insanabile gli equilibri dello scacchiere internazionale.
Un “Grande Gioco” che, a partire dall’invasione sovietica del 1979, ha avuto tra i suoi maggiori protagonisti la Cia, il Kgb, l’ Isi Pakistano e i servizi segreti dell’Arabia Saudita, che hanno finanziato per anni le fazioni afghane in lotta, istituendo campi di addestramento per guerriglieri, manipolando alleanze e scelte strategiche e dando vita a una guerra ininterrotta ocor oggi con centinaia di vittime.
Uno scenario che ha favorito la creazione sul territorio afghano dell’embrione di Al Qaeda, dando in seguito a Osama Bin Laden la possibilità di allargare la propria organizzazione e di progettare l’offensiva terroristica culminata nei devastanti attacchi dell’ ll settembre 2001.
Sul quale esistono plausibili dubbi su come possa essere accaduto,come sopra tutto l’intelligence Usa fosse impreparata o non a conoscenza, ma questo è un altro discorso e per poter capire sarebbe necessario analizzare la situazione non solo di politica interna, ma internazionale e degli interessi in gioco sia imminenti sia su una proiezione a lungo termine, a parte poi la complessità delle contra opposizioni tra Fbi. Cia., Pentagono e Ufficio di Presidenza.
Per capire un po meglio l’azione spionistica sul Paese in esame; occorre fare una riflessione approfondita della recente storia afghana, una seria ricerca che svela i retroscena del ruolo segreto svolto dalla Cia,e non solo ma anche da altri servizi segreti, dell’area.
Il programma della Cia in Afghanistan fù rivolto contro le truppe sovietiche che dal 1979 al 1989, al punto di favorire l’ascesa dei Talebani, e non solo ma sviluppo il contrabbando della droga per destabilizzare l’apparato Russo, e finanziare ed armare la stessa guerriglia talebana accettando quale alleato occulto Osama Bin Laden. creando o meglio favorendo un governo fantoccio.
In breve sinteticamente la storia dell’Afghanistan può essere un esempio classico, per meglio capire l’azione dello spionaggio subordinato ad interessi politici. Dal 1933 regna in Afghanistan l’ultimo re,Mohammad Zahir Shah. di origine Pashtun, la più grande etnia dell’Afghana, che aveva preso il potere, spodestando il fratello Habibullah Kalkani. Zahir
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale riuscì mantenere il Paese neutrale e quindi integri i suoi confini, il re promosse la modernizzazione del Paese, facendo arrivare consulenti stranieri, fondò la prima moderna Università e rafforzò le relazioni culturali e commerciali con l ‘Europa e gli Usa, questo suo atteggiamento ovviamente non era gradito al gigante Russo che vedeva un isola filo occidentale al suo confine E non solo ma per il potente vicino la politica innovatrice del re, quale la promulgazione di una nuova Costituzione,1964, che trasformava l ‘Afghanistan in una moderna democrazia con libere elezioni, e il venire iscritto nel parlamento delle Nazioni Unite, ONU, la promulgazione dei diritti civili, il suffragio universale e poi infine l’emancipazione feminile. Ovviamente creo delle sacche di malcontento anche nel sistema tribale, oltre che come detto al potente vicino che aveva inglobato le repubbliche islamiche dell’Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan.
Mentre il re si trova in Italia, nel luglio 1973, per delle cure, il cugino già primo ministro Mohammed Daoud Khan organizza un golpe incruento favorito dal Kgb. Daoud Khan da vita alla Repubblica Afghana, ma il suo governo non durò molto.
Il partito comunista afghano (PDPA) destituì il governo di Daoud Khan in quanto questi mantenne una politica di equidistanza da Mosca, nel 1978 con un golpe cruento finanziato dal Kgb.(chiamata la rivoluzione d’aprile) prese vita la Repubblica Democratica dell’Afghanistan governata dal leader del partito, Comunista Noor Mohammed Taraki. Comincio cosi una guerra sotterranea tra emissari russi e americani ossia Kgb e Cia tanto che si giunse all’assassinio di Taraki nel settembre 1979 da parte del suo vice primo ministro Hafizullah Amin, il quale lo sostituì alla guida del Paese con il favore degli Usa.
L’Urss. non si fida ovviamente di Amin, l’uomo di riferimento per i russi restava Taraki, per cui decise di invadere il paese. L’esercito russo entra a Kabul il 27 dicembre 1979 e mette al potere Babrak Karmal. Scoppia la guerriglia dei mujaheddin, finanziati dagli Usa, che termina con l’abbandono del Paese da parte Russa nel febbraio 1989.
Il Paese cambia nome in Repubblica Islamica Afghana proclamata nel 1992. il potere venne preso dal partito talebano, studenti islamici finanziati opportunamente da Stati Uniti e dal Pakistan.
I Talebani annularono la costituzione introducono nel paese una versione estrema della sharia e ogni deviazione dalla loro legge venne punita con estrema ferocia, cosa sgradita ai loro sponsor politici per cui necessitava una ragione politica giustificativa per un intervento armato e riportare il Paese nell’alveolo filo-occidentale.
Si tenga presente che il muro di Berlino era caduto e il potere dell’Urss si stava sfaldando,e si avviava un dialogo amichevole Russo Europeo Usa,incentrato sopra tutto sulle tematiche petrolifere per le importanti riserve di gas naturale e di petrolio del Turkmenistan considerate le quinte al mondo. L’uso delle riserve di gas di questo Paese sono fortemente limitate dall’assenza di vie adeguate per l’esportazione. Poi il Tagikistan ricco di risorse minerarie quali argento, oro, uranio e tungsteno con analogo problema di vie di comunicazione per un’adeguata esportazione.
Stessa tematica per l’ Uzbekistan che è all’ottavo posto nel mondo per la produzione di oro. La miniera di Murantau nel deserto di Kyzylkum ritenuta la più grande miniera d’oro a cielo aperto del mondo oltre alle risorse naturali di carbone, gas, petrolio, uranio e metalli non ferrosi rari, in questo contesto va considerato che i confini più prossimi di questi paesi sono con La Cina e l’Iran quindi…. l’ Afghanistan, e il Pakistan costituiscono una via importante per le esportazioni delle ricchezze naturali dei Paesi di cui sopra.
Non consideraiamo il confine del Pakistan con l’Idia che è chiuso a causa della diatriba sulla sovranità del Kashmir.( non possiamo dimenticare il ruolo che ENI gioca in questa partita con società ad och nel settore -gas petrolio- nella quale la stessa non compare ma ne regge le fila)
L’attentato terroristico del 11 settembre 2001 negli Stati Uniti diede, anzi, costituì un ragionevole motivo interventista armato degli Usa con l’appoggio ONU per invadere l’Afghanistan. Vista la sproporzione di forze il regime integralista viene rovesciato in poco più di un mese, nel novembre dello stesso anno.
Al potere viene nel 2002, posto con il ruolo di capo dell’amministrazione transitoria afghana e di presidente ad interim Hamid Karzai. con ovvio accordo internazionale filo- statunitense.
L’attuale Presidente eletto già nel 2004. si trova con un Paese devastato dagli attentati terroristici dei Talebani.
Ma chi è Hamid Karzai nato a Kandahar, Karzai proviene da una famiglia di etnia pashtun, una fra le maggiori sostenitrici del ex re Zahir Shah amico dell’occidente
Frequentò un corso di specializzazione in scienze politiche all’università Himachal Pradesh in India nel1983, ritornò in Afghanistan per raccogliere di fondi per supportare la rivolta anti-russa durante l’invasione sovietica Dopo la caduta del governo di Mohammad Najibullah nel 1992, ricevette l’incarico di viceministro degli Esteri nell’esecutivo di Burhanuddin Rabbani. Quando i Talebani emersero nella scena politica afghana durante gli anni novanta, Karzai inizialmente supportò la loro politica.
In seguito egli ruppe i rapporti con i Talebani, manifestando diffidenza nei confronti del loro stretto legame con il Pakistan.
Che sin dal 1999 il potere era passato con l’ennesimo colpo di Stato finanziato dai servizi occidentali nelle mani del generale Pervez Musharraf che rovesciò il governo civile dopo avere affermato che il Primo Ministro Nawaz Sharif, filo comunista e favorevole alla politica talebana, aveva dirottato il volo commerciale sul quale Musharraf stava viaggiando, tentando d’impedire il suo atterraggio a Karachi.
Musharraf assunse il potere esecutivo e si autoproclamò presidente con il plcet degli Usa 2001, nel 2004 il Parlamento pachistano ha approvato una legge che consente al presidente Musharraf di mantenere entrambe le cariche, «per continuare la lotta al terrorismo e salvaguardare l’integrità territoriale del Pakistan».
Va rilevato ed è significativo il fatto accaduto Il 27 dicembre 2007 il capo del partito dell’opposizione Benazir Bhutto figlia primogenita del deposto Primo Ministro Zulfiqar Ali Bhutto, di origini curdo-iraniane. Il nipote di Sir Shah Nawaz Bhutto filo inglese era invece un sindhi, ed era stato una delle figure chiave del movimento indipendentista pakistano sostenuto segretamente dagli inglesi.
Benazir effettuati gli studi intermedi in Pakistan, nel 1973 conseguì la laurea in scienze politiche presso l’università statunitense di Harvard. Si trasferì in seguito a Oxford per studiare politica, filosofia ed economia.
Non ancora ventenne, divenne assistente del padre nel suo lavoro e leader in esilio del Partito del Popolo Pakistano (PPP) un modello politico ed economico di tipo socialista e democratico nel rispetto della tradizione Islamica del Pakistan. Il motto del partito è: L’Islam è la nostra fede, la Democrazia e la nostra politica, il socialismo è la nostra economia; al Popolo tutto il potere.” ovviamente tale filosofia politica non è gradita ne agli Usa ne ai talebani e tanto meno allo stesso governo Pakistano.
Benazir viene assasinata in un attentato organizzato dai servizi segreti deviati pakistani pare su mandato di Omar Sheikh noto anche come Sheikh ‘Omar o Sheikh Sa‘īd, un terrorista britannico, con legami con numerose organizzazioni considerate da vari Stati terroriste in particolare con al-Qa’ida e la Harkat ul-Mujahidin. È considerato tra l’altro come il responsabile del rapimento e dell’assassinio del giornalista ebreo americano Daniel Pearl.
Ma torniamo al Pakistan e a Karzai; dopo la conquista talebana di Kabul nel1996, al governo di Rabbani si sostituì il nuovo regime Talebano, Karzai rifiutò di rappresentare i Talebani come ambasciatore afghano all’ONU. tanto che nel 1997 su consiglio Usa egli e gran parte della sua famiglia si trasferirono negli Stati Uniti, dove lavorarono per rovesciare formalmente il regime e restaurare l’autorità del re Zahir Shah, ma sostanzialmente per ricreare una repubblica gradita agli Usa Il padre di Karzai venne assassinato per ritorsione da agenti talebani, nel giugno del 1999.
Nei mesi che seguirono gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, Karzai e i mujaheddin fedeli alla lega militare dell’Alleanza del Nord lavorarono assieme agli Usa per deporre i Talebani e per trovare il consenso per l’avvio di un nuovo governo. Nel dicembre 2001 i politici afghani esiliati (molti anche privi di seguito e supporto all’interno dell’Afghanistan) si riunirono a Bonn Germania per stabilire un accordo sul nuovo assetto istituzionale del Paese con la presenza di politici sia Usa che inglesi e tedeschi.
Il trattato sottoscritto prevedeva l’istituzione di un’amministrazione ad interim, al cui vertice venne nominato Karzai, il quale guidava un governo provvisorio formato da 29 membri. Egli giurò come capo di stato provvisorio il 22 dicembre. L’assemblea legislativa della Loya jirga del 19 giugno 2002 nominò Karzai presidente dell’amministrazione afghana transitoria, assistito da una doppia vicepresidenza. Oggi Karzai è il presidente eletto, nonostante le ultime elezioni siano state messe in discussione per brogli, per altro palesati.e il ritiro di Adbullah Abdullah che pare sia stato consigliato……..
Quanti e quali siano stati gli sforzi per catturare e uccidere lo stesso Bin Laden dopo il 1998, emerge così il lavoro strategico dei funzionari della Cia e in particolare le figure di maggior spicco dello spionaggio internazionale: Bill Casey, George Tenet, il principe saudita Turki al Faisal.
Che pare informarono il Mossad che uno dei capi della Jihad islamica Shakaki, famoso per organizzare attentati dinamitardi suicidi in Israele, si era recato a Malta ove venne ovviamente ucciso o meglio assassinato.
Al suo posto, a capo della Jihad islamica, pare sia subentrato Ramadan Shallah che risiede a Damasco in Siria, ma che in passato ha trascorso sette anni in Inghilterra dove si è laureato in economia alla università di Durham. Il governo israeliano avrebbe poi insistito presso Downing Street affinché intervenisse contro le centrali terroristiche a Londra, senza ottenere nulla, durante la sua permanenza londinese Shallah avrebbe diretto per la Jihad operazioni internazionali di raccolta fondi ed altre operazioni logistiche senza subire interferenze da parte delle autorità.Analoga situazione si svolse in Roma con presenti alcuni funzionari dell’intelligence italiana e dell’ENI
Gli enti di spionaggio internazionali erano da anni al corrente delle attività eversive di Shallah, sin dagli anni settanta, in quanto sin da quando si trovava in Egitto, aveva preso parte alla costituzione della sezione egiziana della Jihad islamica, la formazione che rivendicò l’assassinio del Presidente egiziano Anwar Sadat nel 1981. A seguito dell’assassinio di Shikaki a Malta, Shallah avrebbe ordinato per ritorsione due operazioni suicide partite da Gaza in cui hanno perso la vita due fanatici suicidi e sono rimasti feriti 11 israeliani.
Altro esempio: la Cia e i segreti svelati.
Nessuno sa esattamente quanti danni abbiano fatto alla pace nel mondo gli agenti e i direttori della Cia. ne sapremo molto di più quando l’agenzia fondata da Harry Truman nel 1947 non sarà più onnipotente come oggi.
Ogni volta che qualcuno ha avuto paura di qualcosa, la Cia ne ha approfittato per comprare le coscienze delle persone, sprofondare nel pantano della corruzione e imporre dittature ignobili in paesi che stavano sollevando la testa.
Tutti i suoi segreti sono stati tenuti sotto chiave per più di sessant’anni e sono venuti in parte alla luce grazie a un’inchiesta condotta Tim Weiner, uno dei corrispondenti da Washington del New York Times, che ha vinto un premio Pulitzer con un libro dal titolo “The history of the Cia” ed è forse il giornalista statunitense più esperto di questioni di intelligence.
Nel suo libro Weiner svela che l’arroganza, l’inettitudine e il disprezzo per il mondo di circa duemila agenti assistiti da almeno ventimila dipendenti hanno spinto undici presidenti degli Stati Uniti a prendere decisioni sbagliate, offrendo il loro sostegno a complotti deliranti e portando alla morte centinaia di migliaia di persone in Asia, Africa, Europa e America Latina.
Il primo fantasma contro cui combatté la Cia fu il potere militare dell’Unione Sovietica. La sua debolezza fu messa a nudo dal crollo del muro di Berlino, proprio nel periodo in cui l’agenzia spaventava Ronald Reagan dipingendo l’Urss come una fortezza politica e un’economia in crescita.
Poi è stata la volta dello spauracchio dell’espansione comunista in Africa e in America Latina, che impedì il dialogo tra gli Stati Uniti e il Congo di Patrice Lumumba, il Guatemala di Jacobo Arbenz e il Cile di Salvador Allende.
Dopo gli attacchi dell’11 settembre, il terrorismo dei fondamentalisti l’ultimo dei fantasmi avversari è diventato così difficile da capire e da penetrare che il potere della Cia ha cominciato a passare nelle mani del Pentagono e di aziende private di ex agenti segreti.
Alcuni dei fiaschi dell’agenzia rimarranno nella storia. Weiner li descrive tutti senza pietà. Dwight Eisenhower, che era molto geloso della sua reputazione di uomo onesto, si affrettò a dire che la Cia era stata creata per difendere la pace. Era un fervido anticomunista e avrebbe fatto di tutto per impedire che il comunismo superasse le frontiere della Cina e dell’Europa dell’est.
Non sapeva che Allen Dulles, il direttore della Cia, non si fidava della diplomazia e andava in giro dicendo che gli sarebbe piaciuto uccidere tutti i comunisti che si fosse trovato davanti.
Nelle ultime settimane del suo mandato Eisenhower era furioso perché l’agenzia non aveva previsto che il regime di Castro si sarebbe lanciato tra le braccia di Mosca, aprendo le porte al comunismo nel continente americano. Allora il diligente Dulles ordinò l’immediata eliminazione dell’uomo forte di Cuba, collezionando un fallimento dopo l’altro.
L’omicidio politico per togliere di mezzo un avversario potenziale o reale era diventato un mezzo normale per la Cia. Era stato sperimentato con Lumumba nel 1961 ed è stato riutilizzato con Salvador Allende, ventidue anni dopo.(cosi  come  un comandos nostrano fu spedito con un sottomarino nelle isole di Capo Verde con l’rdine di far fuori il presidente il  socialista Aristide Pereira ” all’epoca ministro della difesa Andreotti” e tutto per conto della Cia)
Il terrorismo islamico e lo sconcerto del governo hanno spinto l’agenzia a raccomandare gli interrogatori con la tortura e l’isolamento dei sospetti. Weiner spiega che il punto di svolta c’è stato molto tempo prima: quando alle operazioni sotto copertura dell’agenzia cominciarono a collaborare agenti addestrati da istruttori nazisti e fascisti privi di scrupoli, alcuni dei quali insegnavano in una scuola a Los Fresnos, in Texas, da cui uscirono gli squadroni della morte che devastarono l’Honduras e il El Salvador.
Uno dei fiaschi più disastrosi dell’agenzia è stato aver convinto George W. Bush che il governo di Saddam Hussein stava fabbricando armi di distruzione di massa. Tutte le prove andavano contro quest’ipotesi, ma i consiglieri di Bush non avevano bisogno di argomenti a loro favore.
Erano già convinti che le cose stessero così. E il presidente americano ce l’aveva con Saddam Hussein da quando la Cia gli aveva attribuito un complotto per assassinare la sua famiglia nel 1993 s causa degli interessi petroliferi della familia Bush.( il cui socio oculto ma non troppo era Ceney nemico tra l’altro giurato dell’ENI)
Se l’agenzia morirà, sconfitta dai sistemi informatici che riescono a infiltrarsi ovunque e sono insuperabili nello spionaggio e nell’organizzare complotti, saranno in pochi a dispiacersene ma cosi non sarà..
Governo USA e nuove strategie CIA
Dopo l’11 settembre del 2001 il governo Usa o meglio la CIA e l’FBI ha acquisito in segreto dati sulle transazioni finanziarie internazionali . E’ quanto ha rivelato il New York Times. Il programma secondo il quotidiano americano gestito dalla Cia e supervisionato dal dipartimento del Tesoro.’
Un controllo dei flussi bancari che avviene grazie ai dati forniti dalla Swift, cooperativa belga che registra milioni di transazioni al giorno per la rete bancaria internazionale. Il fatto che per attuare il programma siano serviti ampi mandati amministrativi ha sollevato dubbi sulla legalità del programma, anche sotto l’aspetto della privacy.
Il sottosegretario al Tesoro Stuart Levy, in un’intervista al NYT, ha dichiarato che il programma ”ha permesso di aprire un’importante, e unica finestra sulla operazioni della rete terroristica”. E ribadito l’assoluta ”legalita” e l’esercizio ”appropriato” del programma da parte delle autorità.
Secondo il Times, Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication), posseduta da oltre 2.200 organizzazioni, virtualmente da ogni grande banca commerciale, registra più di 11 milioni di transazioni al giorno, la maggior parte all’estero. Fornisce istruzioni elettroniche su come effettuare le transazioni tramite 7.800 istituzioni finanziarie nel mondo.
Il network finanziario è quindi al centro dell’ultima polemica sulla privacy in Usa, dopo il controverso programma sulle intercettazioni telefoniche, oggi lo spionaggio dei flussi bancari internazionali ad opera della Cia ha chiamato in causa una società di intermediazione finanziaria belga: l’agenzia Swift, costituita in una cooperativa collegata a ben 8.000 istituti finanziari in più di 200 paesi.
La Swift Ha permesso le pratiche di intelligence rivelate dal New York Times e confermate dal Tesoro. L’acronimo sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, quartiere generale si trova nella cittadina La Hulpe a sud di Bruxelles, gestisce ben 1.800 impiegati nel mondo.
Fondata nel 1973, SWIFT è familiare a chiunque muova denaro tra conti bancari a livello internazionale. Il cosiddetto numero SWIFT, o Bic code, essenziale per garantire la rapidità delle transazioni.
Gestisce una media di 11 milioni di operazioni al giorno, per un valore di circa seimila miliardi di dollari (secondo il NYT). Non e’ la prima volta si sostiene, che sia utilizzata nella lotta al terrorismo. infatti si scoperto che il database della società ha portato alla cattura di Riduan Isamuddin, membro di Al-Qaeda sospettato per l’attentato a Bali (Indonesia) nel 2002.oltre ad aver aiutato a identificare un americano, poi condannato per complicità con Al-Qaeda nel riciclaggio di 200mila dollari tramite una banca palestinese.
Certamente forse non siamo stati esaustivi per spiegare cosa sia l’attività di spionaggio o delle spie ma riteniamo che quanto esposto sia un indice di come certe organizzazioni o singoli individui possano mutare la politica di un paese a favore degli interessi di un altro.
Questo purtroppo è il Mondo è cosi vanno certe cose che sempre più spesso vedono o meglio creano vittime innocenti.Concludiamo lasciando al lettore capire il perche di tanto interesse in origine dello spionaggio per questo Paese da parte di mezzo Mondo.E perche oggi vi siano militari sempre di mezzo Mondo presenti con la scusa di ripristinare “la democrazia”ma in realtà…………
A noi basti sapere che militari italiani sono presenti in 31 Paesi, ufficialmente per scopi di pace, ma se guardiamo bene cosa si produca o quali siano gli interessi in quei Paesi vedremo- petrolio e gasdotti o pipeline in  costruzione o progettati…….e questa la ragione che ci pone all’ottavo posto nel Mondo-per cui dovremmo dire grazie ENI.
elab-da g.m.s.per umsoi

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: