Una donna che emancipò un Paese

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(La storia e l’ascesa di Evita, una donna nata per comandare, che da figlia illegittima di un piccolo proprietario terriero diventa la prima vera first lady del Sudamerica. Per gli argentini è un’eroina venuta dal basso che raggiunte le vette del potere è tornata ad abbracciare il suo popolo. Per molti altri una donna che ha agito per appagare il suo desiderio di arrivismo e vendetta)

Eva María Ibarguren nata a Los Toldos il 7 maggio 1919, meglio conosciuta come María Eva Duarte Peron, è stata un’attrice, politica, sindacalista e filantropa argentina, seconda moglie del Presidente Juan Domingo Perón e First Lady dell’Argentina dal 1946 fino alla morte nel 1952, avvenuta per un tumore, a soli 33 anni. È di solito indicata con l’affettuoso diminutivo di Evita. ultima di cinque figli.Nel 1934, all’età di 15 anni, andò a Buenos Aires, capitale della nazione, dove perseguì una carriera da attrice di palcoscenico, radio e cinema.

Eva conobbe l’allora Colonnello Juan Perón il 22 gennaio 1944, a Buenos Aires durante un evento di beneficenza al Luna Park Stadium a favore delle vittime del terremoto di San Juan.I due si sposarono l’anno successivo.Nel 1946, Juan Perón fu eletto Presidente dell’Argentina, proponendo una politica sociale e nazionalista, il peronismo, a cui Evita contribuì notevolmente.Nel corso dei pochi anni, Eva Perón divenne una forte rappresentatnte all’interno dei sindacati perorando la causa dei diritti dei lavoratori e dei più poveri.

La sua figura, tuttora oggetto di venerazione popolare in Argentina, ed è stata anche al centro di numerose celebrazioni postume.

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Il 22 gennaio 1944 Evita incontrò Juan Perón. In quel periodo l’Argentina stava attraversando un momento di trasformazione economica, sociale e politica.Economicamente l’Argentina aveva cambiato radicalmente la struttura produttiva: nel 1943, per la prima volta, la produzione industriale aveva superato la produzione agricola.

Socialmente il paese stava vivendo una grande migrazione interna: spinta dallo sviluppo dell’industria, la popolazione migrava dalle campagne per stabilirsi nelle città. La grande crescita industriale generò un processo di urbanizzazione e un notevole cambio di popolazione nelle grandi città, specialmente a Buenos Aires.

La classe operaia andava sempre più aumentando e cambiava colore politico, il crollo dei cosi detti cabecitas negras (le “teste nere”), chiamati così perché erano di carnagione più scura degli imigrati europei, “invasero” Buenos Aires.La grande migrazione interna si caratterizzò anche per la presenza di una grande quantità di donne, le quali cercavano di insediarsi, anche loro, nel nuovo mercato del lavoro stipendiato, che stava creando l’industrializzazione.

Politicamente il paese viveva una crisi profonda dei partiti politici tradizionali, i quali avevano instaurato un sistema corrotto fondato sul nepotismo; il governo fu accusato di numerosi brogli elettorali.

Questo periodo è conosciuto, nella storia dell’Argentina, come la Decade Infame (1931-1943) e fu diretto da un’alleanza conservatrice, chiamata la Concordia. Davanti alla corruzione scandalosa del governo conservatore, il 4 giugno 1943 ci fu un colpo di Stato militare che aprì un confuso periodo di riorganizzazione e rallentamento delle forze politiche.Tra gli autori del colpo di Stato del 1943 si distinse il giovane Juan Domingo Perón, colonnello dell’esercito argentino.

Ma torniamo a Evita,quale moglie, del presidente Peron e a quanto ha fatto per il suo Paese .

Una delle battaglie combattute e vinte da Evita Perón fu quella che portò al riconoscimento dell’uguaglianza dei diritti politici e civili tra gli uomini e le donne, con la legge 13.010 presentata il 23 settembre del 1947. Il suo impegno per la dignità della donna fu costante e la condusse il 26 luglio del 1949 alla fondazione del Partito Peronista Femminile (PPF).

Alcuni articoli della legge voluta da Evita vede l’amancipazione della donna e una tutela per gli anziani.

  • Articolo 1: le donne argentine hanno gli stessi diritti politici e obblighi che la legge argentina impone agli uomini.
  • Articolo 2: le donne straniere residenti nel paese argentino hanno gli stessi diritti politici e obblighi che la legge argentina impone agli uomini stranieri, nel caso in cui questi hanno tali diritti politici. Articolo 3: per le donne vige la stessa legge elettorale che per l’uomo, come tutti gli atti civili ed elettorali è indispensabile mostrare un documento d’identità.
  • Non solo: La preoccupazione speciale  per gli anziani la portò a scrivere e a proclamare il 28 agosto del 1948 il “Decálogo de la Ancianidad” (Decalogo dell’Anzianità), ovvero una serie di diritti degli anziani.
  • Diritto all’assistenza: tutti gli anziani hanno diritto ad una protezione completa per conto della loro famiglia. In caso di necessità, lo Stato, fornirà tale protezione direttamente o tramite istituti o fondazioni create a tale scopo.
  • Diritto alla casa: il diritto ad un alloggio con i comfort minimi di igiene è una requisito inerente alla condizione umana.
  • Diritto all’alimentazione: deve essere fornita in modo particolare un’alimentazione sana e adeguata all’età e allo stato fisico di ogni anziano.
  • Diritto al vestiario: il vestiario decoroso e appropriato al clima completa il diritto sopra citato.
  • Diritto all’attenzione della salute fisica: la cura della salute fisica degli anziani deve essere una preoccupazione permanente.
  • Diritto all’attenzione della salute mentale: è necessario assicurare il libero esercizio di espansione spirituale, concorde con la morale e il culto.
  • Diritto al tempo libero: alla persona anziana deve essere riconosciuto il diritto di godere un minimo di intrattenimenti in modo da poter affrontare con soddisfazione le loro ore libere.
  • Diritto al lavoro: Quando lo stato di salute e le condizioni dell’anziano lo permettono, l’occupazione attraverso il lavoro produttivo deve essere fornito. Si eviterà così il declino della personalità.
  • Diritto di espansione: il patrimonio dell’anziano è quello di godere della tranquillità, libero da ansie e preoccupazioni negli ultimi anni di esistenza.
  • Diritto al rispetto: l’anzianità ha il diritto al rispetto e alla considerazione degli altri

La relazione con i lavoratori e i sindacalisti

Perón dopo la vittoria nelle elezioni deteneva molti incarichi e non poteva dedicarsi, come aveva fatto negli anni precedenti, ai diritti dei lavoratori. Fu Eva che si interessò di fare da intermediaria tra le richieste ed i problemi degli operai e Perón. L’efficienza della donna venne ricompensata con l’assegnazione di un ufficio all’interno della Segreteria del Lavoro. Fervente visitatrice di fabbriche, scuole, ospedali, sindacati, club sportivi e culturali, Eva si guadagnò la fiducia del popolo ma in particolare dei lavoratori e dei sindacalisti, stabilendo una forte ma anche complicata relazione con loro

In missione in Europa

Un anno dopo le elezioni, Evita venne incaricata di rappresentare suo marito in un giro europeo che comprendeva come prima tappa la Spagna, successivamente l’Italia e il Vaticano, la Francia, il Portogallo, la Svizzera, il Brasile e infine l’Uruguay.Secondo il giornalista Giorgio Cavalleri, Eva doveva anche portare in Argentina il denaro presente in alcuni conti svizzeri, lasciati da alcuni nazisti alla fine della seconda guerra mondiale.

Il giro in Europa fu battezzato dalla “first lady” come il “Giro dell’Arcobaleno”, come lei stessa affermò: “Sono il ponte che collega Perón con il popolo”

L’Europa del 1947 era un’Europa stremata dalla guerra appena finita. L’Europa aveva fame e l’Argentina abbondava di grano e di bestiame: questa occasione era per entrambi i continenti un’opportunità positiva.

Il giro in Europa durò 3 mesi. Evita prese l’aereo il 6 giugno 1947, e arrivò in Spagna l’8 giugno 1947 all’aeroporto di Barajas dove ad aspettarla c’era Francisco Franco con sua moglie, l’intero governo ed una importante concentrazione popolare.

Fu proclamato un giorno di festa nazionale; anche per il popolo spagnolo, Evita era già una leggenda e a Madrid non mancò di visitare i quartieri poveri interessandosi dei problemi di tutti, abbracciando gli ammalati e regalando denaro come faceva in Argentina.Tanto che Le fu assegnata per l’occasione, personalmente da Franco, la Gran Croce dell’Ordine di Isabella la Cattolica. Il viaggio in Spagna proseguì trionfale così com’era iniziato: ovunque andasse le piazze si riempivano di gente e, specialmente al Sud, l’accoglienza fu commovente.

Il 26 giugno del ‘47 giunse a Roma. Il momento centrale del soggiorno romano fu rappresentato dall’incontro ufficiale con il Papa Pio XII. Il Pontefice la ricevette con tutti gli onori pronunciando qualche parola in spagnolo per benedirla, la ringraziò per l’impegno donato in favore dei poveri e assegnò al marito la Croce dell’Ordine di Pio IX. Il colloquio durò venti minuti, lo stesso tempo concesso alle regine, e si concluse con l’omaggio di un prezioso rosario, lo stesso che le fu messo tra le mani il giorno della sua morte. Il viaggio proseguì poi in Portogallo, Francia e Svizzera.

Il 23 agosto 1947 al suo rittorno in Argentina, un tappeto rosso era steso dalla banchina alla Dogana. Perón e tutti i membri del governo l’aspettavano su una tribuna improvvisata, il tripudio della folla fu enorme.

Il 9 gennaio 1950 Evita svenne in pubblico e venne operata tre giorni dopo di appendicite, ma le venne diagnosticato anche un tumore all’utero.Evita anche a causa del male decise di rinunciare alla candidatura alla vicepresidenza come chiedeva il partito peronista e le donne argentine

Il discorso di rinuncia alla candidatura alla vice presidenza: Evita mandò un messaggio radiofonico molto semplice, (forse presaga del suo breve futuro) annunciando la sua intenzione di rinunciare. “Ho solo un’ambizione personale” disse ed agiunse:” Il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Perón, di me si dica questo: c’era, al fianco di Perón, una donna che si era dedicata a trasmettergli le speranze del popolo. Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiama con amore: Evita”tumba-de-eva-duarte-conocida

Il 7 maggio 1952, giorno del suo compleanno, Perón la nominò Leader Spirituale della Nazione argentina-Il 18 luglio Eva entrò in coma e morì all’età di 33 anni, il 26 luglio 1952, alle 20:25. Tutti i giorni i notiziari della sera si interrompevano ricordando: “Sono le 20:25 minuti, l’ora in cui Eva Perón è passata all’immortalità” Il lutto nazionale fu proclamato per un mese.Tutta l’Argentina pianse la sua Evita anche dopo la caduta di Peron, ed ancora oggi la sua tomba è meta di pellegrinaggio al cimitero della Recoletta in Buenos Aires.

in parte tratto dal web-elab-gms

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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