teorie economiche in breve: Keynes e Friedman…

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o.275501Teorie di Keynes- ha posto l’attenzione dell’economia dalla produzione di beni alla domanda, osservando come in talune circostanze la domanda aggregata è insufficiente a garantire la piena occupazione. Di qui la necessità di un intervento pubblico statale a sostegno della domanda, nella consapevolezza che altrimenti il prezzo da pagare è un’eccessiva disoccupazione e che nei periodi di crisi, quando la domanda diminuisce, è assai probabile che le reazioni degli operatori economici al calo della domanda producano le condizioni per ulteriori diminuzioni della domanda aggregata. Da qui la necessità di un intervento da parte dello Stato per incrementare la domanda globale anche in condizioni di deficit pubblico (deficit spending), che a sua volta determina un aumento dei consumi, degli investimenti e dell’occupazione.

Questa teoria si oppone alle conclusioni della cosiddetta economia classica, sostenitrice invece della capacità del mercato di riequilibrare domanda e offerta.

Un particolare aspetto di questa dottrina economica è il keynesismo militare che teorizza un aumento della produzione industriale a scopi militari come fattore di sviluppo economico.

La Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta è l’opera più importante dell’economista inglese John Maynard Keynes, che, con essa, ha gettato le fondamenta del moderno pensiero macroeconomico. L’opera fu pubblicata per la prima volta nel 1936, dando vita alla cosiddetta “rivoluzione keynesiana” nel modo in cui gli economisti e gli uomini di governo vedono l’economia della nazione, specialmente riguardo all’opportunità dell’intervento pubblico nell’economia, tramite l’azione sulla domanda aggregata.

Ne scaturì una visione dell’economia politica e della politica economica che sebbene integrata, in alcuni modelli, con alcune conclusioni dell’economia neoclassica, rimase pressoché egemone fino al fiorire, negli anni settanta, del monetarismo, che ebbe come capofila Milton Friedman.

Milton Friedman– è stato un economista statunitense, esponente principale della scuola di Chicago. Il suo pensiero ed i suoi studi hanno influenzato molte teorie economiche, soprattutto in campo monetario.Fondatore del pensiero monetarista, è stato insignito del Premio Nobel per l’economia nel 1976.

Influenza sulla politica.  Le sue teorie hanno esercitato una forte influenza sulle scelte liberiste del governo britannico di Margaret Thatcher e di quello statunitense di Ronald Reagan, degli anni ottanta. Le sue idee sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti: ad esempio, rigettò la “stakeholder view” e la responsabilità sociale d’impresa, sul piano economico ed etico, sostenendo che i manager sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari azionisti, e che devono agire nell’interesse esclusivo di questi ultimi (utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali, significa fare della beneficenza con i soldi degli altri, senza averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio, violando il principio del “no taxation without representation”.

In Italia le teorie friedmaniane sono state riprese da alcuni settori e movimenti politici di minoranza, come l’ala liberale e liberista di Forza Italia, i Radicali italiani e i Riformatori liberali.

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G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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