Standard & Poor’s

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Scandalo rating: Standard & Poor’s pagherà una multa da 1 miliardo di dollari

I giudizi degli analisti americani sui titoli garantiti da mutui subprime sarebbero stati gonfiati ad arte prima del crac finanziario del 2008. Ma i guadagni sono stati di gran lunga superiori

Quando si dice “diffidate del giudizio degli analisti”. A distanza di sette anni dal crac finanziario americano dei muti subprime, Standard & Poor’s, una delle più note agenzie di rating a livello mondiale, avrebbe raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia Usa per il pagamento di una sanzione da 1 miliardo di dollari.

standard-and-poors-declassa-italia-638x425L’agenzia è indagata per aver gonfiato il merito creditizio di obbligazioni bancarie e ABS garantiti da mutui subprime prima dello scoppio della bolla immobiliare che travolse tutta la finanza mondiale. Per quel disastro per il quale anche molti risparmiatori italiani hanno  versato lacrime e sangue dopo la bancarotta da 650 miliardi della Lehman Brothers,le banche USA, salvate dallo Stato,  sono state multate per 56 miliardi di dollari (solo Bank of America pagò lo scorso anno 17 miliardi). Ma negli ambienti finanziari si dice che, nonostante ciò, le nache ci abbiano guadagnato comunque.

Standard & Poor’s è sotto inchiesta anche in Italia

Sull’altare sacrificale della Giustizia americana, che a differenza di quella italiana funziona meglio, non poteva mancare Stadard & Poor’s, l’agenzia di rating sotto inchiesta anche in Italia per aver taroccato il rating del debito sovrano alla vigilia dell’attacco speculativo ai Btp nel 2011 con l’accusa di manipolazione del mercato.

L’accordo di massima, stando alle ultime indiscrezioni di mercato, è stato ormai raggiunto ed è ora in fase di finalizzazione per essere annunciato formalmente nel corso del primo trimestre dell’anno. A rivelarlo è il New York Times, sottolineando come a fronte della faccia feroce manifestata in pubblico, l’agenzia che si è opposta vigorosamente alle accuse dei giudici americani abbia dietro le quinte cercato un accordo con le autorità, manifestando la volontà di aderire alla richiesta economica avanzata dal dipartimento della Giustizia e da una dozzina di procuratori generali di vari stati americani.

S&P pagherà 1 miliardo per questo giro di valzer

La cifra di un miliardo, allo stesso tempo, rappresenterebbe uno sconto rispetto ai cinque che inizialmente le autorità federali avevano paventato, citando quale metro di riferimento le perdite subite da finanziarie coperte da assicurazioni federali che per i loro investimenti si erano fidate dei rating dell’agenzia. S&P, nei tre anni tra il 2004 e il 2007, aveva complessivamente concesso rating quasi sempre molto favorevoli su oltre 2.800 miliardi di dollari di titoli garantiti da mutui residenziali e su 1.200 miliardi di dollari in derivati nei tre anni. Sicché una multa da 1 miliardo è diventata accettabile per S&P, soprattutto a distanza di anni dall’accadimento dei fatti.

Il problema, però, come osservano gli investitori non è la sanzione che banche e agenzie di rating sono sempre disposte a pagare per evitare guai peggiori, ma impedire che la finanza venga manipolata a piacimento di grandi capitalisti e istituzioni finanziarie. Cosa che ha sempre implicato un coinvolgimento più o meno diretto dei governi nei grandi giochi speculativi, come recentemente successo in Brasile con il grande scandalo Petrobras che durava da più di 10 anni.

Ma il mondo della finanza è sempre stata così, forse oggi più di ieri, tanto su piccola come su grande scala. Come una partita a poker col morto. Solo che a lasciarci le penne è sempre il piccolo risparmiatore.

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Certo di gente ne hanno fatto piangere, ma non certamente i grandi speculatori e le banke che si sono rifatte sul risparmio dei piccoli investirori -(Viva il mondo della finanza)

cosa è Standard and Poor’s Corporation (S&P) è una società privata con base negli Stati Uniti che realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni, fra le prime tre agenzie di rating (valutazione) al mondo insieme a Moody’s e Fitch Ratings.

Durante la sua vita Poor si batté affinché le aziende fossero obbligate a rendere pubblici i loro bilanci alla gente e a possibili investitori. Colse questo appello il figlio Henry William, che insieme a Luther Lee Blake, un analista finanziario, crearono indici finanziari trasparenti.

Risale al 1941 la nascita dell’agenzia nella forma attuale, acquistata nel 1966 dal colosso dell’informazione finanziaria McGraw-Hill.

La società classifica la capacità di credito usando una scala standardizzata di valutazione. Il totale del debito sottoposto in un centinaio di paesi al rating di S&P risulta pari a 35.000 miliardi di dollari, più del doppio del Pil degli Stati Uniti, con una percentuale di copertura del mercato delle valutazioni pari al 39%, contro il 40% di Moody’s e il 16% di Fitch. Sono circa 870.000 i giudizi espressi ogni anno di cui le Banche e i mercati finanziari ( borse) tengono in gran considerazione.

Inchieste giudiziarie per falsità

Malgrado essa goda d’indubbia autorevolezza e consolidata considerazione internazionale, tuttavia negli ultimi anni i suoi indici ed i criteri di valutazione adottati hanno destato critiche da parte di osservatori, media e studiosi. In particolare agli inizi del 2012, a proposito del downgrade aberrante dei valori attribuiti a diversi paesi dell’Unione europea relativamente al loro grado di redimibilità.

Tali giudizi sono stati considerati sospetti tenendo conto di come tutti gli investitori azionisti in S&P, come nelle altre agenzie di rating, non possano ritenersi soggetti terzi super partes, ma potrebbero essere degli interessati utilizzatori delle loro stesse valutazioni di solvibilità nell’acquisto di titoli e/od obbligazioni sul mercato finanziario.

Altri casi celebri come quelli di aziende come Parmalat, Enron o Lehman Brothers, tutte dichiarate insolventi sebbene giudicate nel breve periodo affidabili da parte di S&P, hanno sollevato critiche relativamente all’attendibilità delle valutazioni emesse dall’agenzia.

Standard & Poor’s venne posta sotto inchiesta negli Stati Uniti nel 2011 per aver manipolato il mercato con dati falsi sui titoli tossici.

Anche in Italia nel 2012, Standard & Poor’s è stata messa sotto inchiesta dalla magistratura per aver manipolato il mercato azionario con dati falsi. Sulle manipolazioni di mercato (market abuse) e sull’abuso di informazioni privilegiate (insider trading).

Standard & Poor’s è accusata di manipolazione pluriaggravata e continuata del mercato finanziario. Cinque persone accusate: gli analisti Eileen Zhang e Frank Gill, dipendenti dell’agenzia con sede a Londra, e Moritz Kraemer, dipendente di Francoforte, anche il responsabile dei servizi per l’Europa e l’Africa Yeann Le Pallec e l’ex presidente di Standard & Poor’s, l’indiano Deven Sharma.

Nella lista degli indagati è finita anche l’amministratore delegato per l’Italia di S&P Maria Pierdicchi, con l’ipotesi di favoreggiamento degli analisti stessi. Nelle conclusioni del pubblico ministero si contesta agli imputati di aver attuato il 20 maggio, il 23 maggio e il 1º luglio del 2011, “una serie di artifici concretamente idonei a provocare una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”.

Il pm e la Guardia di finanza contestano a S&P anche l’aggravante di «aver cagionato alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravitá», che dovranno risarcire.( forse chissa-ma quando? sono amerikani! )

Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea,, ha detto al Pubblico Ministero della procura di Trani: Bisogna fare a meno delle agenzie di rating: sono altamente carenti e discreditate

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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