due Marò e un strano Paese…(video)-

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Marò, no della corte suprema indiana alle richieste di Girone e Latorre

Respinte le istanze dei due fucilieri che chiedevano l’attenuazione delle condizioni della loro libertà provvisoria

La Corte suprema indiana ha respinto le istanze di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò italiani trattenuti in India da quasi tre anni. Le istanze di Girone e Latorre chiedevano l’attenuazione delle condizioni della loro libertà provvisoria.

Le richieste

Latorre chiedeva una estensione di quattro mesi della sua permanenza in Italia per terminare il percorso terapeutico. Girone invece chiedeva di poter rientrare per tre mesi per trascorrere un periodo, fra cui le festività natalizie, con la famiglia. Il presidente della Corte H.L. Dattu ha sostenuto che la richiesta non poteva essere accettata perché l’inchiesta della morte dei due pescatori «non è finita» e «i capi di accusa non sono stati ancora presentati». «Anche le vittime – ha concluso – hanno i loro diritti».Nessuno parla della nave greca che precedeva la nostra e che era stata minacciata da due imbarcazioni sospette di possibile attacco piratesco

Ma non viene detto che le cosi dette “piratesche” vittime sono nonostante tutto ampiamente risarcite con ben 240,000 euro,daando cosi prova di colpevolezza,un indebito atto di un Governo incapace. Non solo va detto che gli Avvocati indiani hanno già percepito oltre 2.600.000 euro di parcelle, per il quale viene il sospetto che vi sia connivenza con i giudici,2.600.000 euro in India sono una fortuna. 1 Euro = 78.582 Rupie Indiane

( Ed ora una chicca- avete saputo che  l’ambasciatore Italiano ha chiesto alla Farnesina 400 euro di rimborso per danni causati dai Marò nello stendere la biancheria, poveretto lo stipendio e gli appannaggi sono evidentemente miserimi-Mah! )

 Mi chiedo se in Italia- esista un ministro alla Farnesina? esista un Capo di Stato Maggiore? esista un ministro della Difesa? ed in fine  esista una Presideza della Repubblica? in questo caso penso di no, anzi penso che il mio Paese o meglio la mia Patria che ho servito per anni in armi, sia oggi un Paese che vale un Picchio, governata da opportunismi pseudo ecomico-politici-quindi che pensare, che dire di questi due figli d’Italia se non che taluni molto in alto se ne fregano della loro sorte ??? Vergogna vergogna vergogna

E tutto per non compromettere gli interessi delle industrie italiane trasferitesi in India

per non pagare benefici in Italia-una vergogna per la politica e il Paese.

Secondo i dati Eurostat, le aziende italiane nel 2011/12  hanno investito in India 694 mio di €, e oltre 1 miliardo di Euro nel 2012/13 (+59%).
Al dicembre 2013, l’Italia aveva in India uno stock cumulato di investimenti pari 3,75 mld di € ovvero il 9% del totale degli IDE europei in India (l’Italia è la terza dopo Germania e Regno Unito, tra i Paesi UE che hanno investimenti in India).

PRESENZA IMPRESE ITALIANE IN INDIA
Si puo’ stimare un numero totale di circa 400 entità legali e stabilimenti italiani in India, presenti in diverse forme, raggruppabili in tre categorie principali: sussidiarie possedute al 100% dalla casa madre italiana, Joint Ventures (soluzione preferita dalle PMI e d’obbligo nei settori in cui sono ancora previsti tetti massimi agli investimenti stranieri) o uffici commerciali di rappresentanza.

Tra i grandi gruppi italiani presenti in India si segnalano: Fiat (oltre alla casa automobilistica, anche New Holland e Magneti Marelli), Carraro, Maschio Gaspardo, Piaggio, Prysmian, Maire Tecnimont, Techint, Luxottica, Danieli, Ansaldo Energia, Snamprogetti/Saipem, Oerlikon Graziano, Brembo, StMicroelectronis, Salini Impregilo, CMC di Ravenna, Bonfiglioli, Mapei, Italcementi, Maccaferri, Ferrero, Bauli, Perfetti Van Melle, Tessitura Monti, Artsana/Chicco, Benetton, Gruppo Coin, etc. La presenza di grandi gruppi industriali italiani certamente funge da traino per la nostra piccola e media impresa. Sono inoltre operative in India numerose case italiane del design d’interni, moda e segmento lusso (tra cui Artemide, Poltrona Frau, Natuzzi, Damiani, Ermenegildo Zegna, Armani, Cavalli, Versace, Missoni ecc.), se pure con un numero di punti vendita ancora limitato.

Quanto al segmento finanziario, oltre al Gruppo Assicurazioni Generali, sono presenti in India con uffici di rappresentanza varie banche italiane come Mediocredito, San Paolo, Unicredit, ecc.

Particolarmente attente al mercato indiano sono le nostre aziende del settore difesa, tra cui certamente il Gruppo Finmeccanica, Fabbrica d’Armi Beretta, Elettronica, Fincantieri.(vi sarebbe poi da analizzare una comessa di 5 elicotteri da combatimento che l’Italia più dei particoli missili, deve fornire all’India un affare di vari miliardi. (di più  non posso scrivere ma che la vergogna della civilisssima Italia e grande in quando privilegggia il business alla vita dei suoi servitori in armi.

DIALOGO ISTITUZIONALE: COMMISSIONE MISTA ITALIA-INDIA PER LA COOPERAZIONE ECONOMICA
Il dialogo istituzionale bilatere sulle tematiche di interesse economico si svolge regolarmente anche nel quadro della Commissione Economica Mista Italia-India, co-presieduta dai rispettivi Ministri del Commercio e dell’Industria e la cui XVIII sessione si e’ tenuta a Delhi. 

Si tratta di uno strumento a largo raggio, per affrontare problematiche e sviluppare modalita’ di collaborazione bilaterale in una sfera ampia di tematiche che vanno dalla promozione dei flussi commerciali alla cooperazione industriale nei vari settori (turismo, infrastrutture, aviazione civile, agricoltura, design, tessile solo per citarne alcuni), dalla tutela della proprieta’ industriale alla cooperazione finanziaria ed in materia di rilascio dei visti d’affari.

Quindi dei Marò che fare? essendo dopo tutto solo un piccolo fastidioso costoso, ma non troppo inconveniente- che rende bei soldini alla magistratura indiana non vi pare? tanto chi paga e sempre “pantalone” che Paese di c…….siamo ridotti.

Gms……………….

 

 

 

G.M.S.

G.M.S. conosciuto dagli amici come Gianca-ex incursore di Marina, laureato in scienze politiche. Ha viaggiato molto in Africa francofona, Medio Oriente e Sud America, oggi in pensione, si occupa di tematiche escatologiche e sociali ma conserva l’amore per i viaggi e nuove conoscenze.

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